Bhe conviene conoscere chi incarna il nemico della tua cultura, della tua tradizione, di tutti i tuoi gradienti di vita, perché vedi Mario il nemico non solo esiste, ma insiste nel fare il male. Come da copione, l’“operazione Draghi”, a cui il sistema, nonché Draghi stesso, lavorano alacremente da anni – i servizi fotografici su Draghi che fa la spesa al supermercato, accarezza i cagnolini e vola in economica, ma anche lo stesso, ormai celebre, articolo sul Financial Times in cui Draghi, novello keynesiano, ha riabilitato il debito pubblico (quello “buono”, ça va sans dire) – è stata portata in porto. In questa sede non mi soffermerò sulle manovre di palazzo che ci hanno portato a questo punto. Mi limiterò a evidenziare come le principali responsabilità, a mio avviso, siano da imputarsi non a Renzi, come vuole la vulgata, ma allo stesso Conte, agli occhi di tutti la principale vittima di questa operazione. Se oggi, infatti, Draghi – letteralmente l’incarnazione vivente del vincolo esterno – può presentarsi come il salvatore della patria che può garantire l’arrivo e il “buon uso” dei fantastiliardi dell’Europa, è precisamente perché Conte in primis ha avallato fin dall’inizio la logica del vincolo esterno, presentando il Recovery Fund come un generoso regalo di mamma Europa che lo scolaretto Italia avrebbe dovuto fare di tutto per meritarsi e “spendere bene”, e anzi senza i quali saremmo stati perduti. Insomma, Conte – sospinto da MoVimento Cinque Stelle e PD – non ha fatto che alimentare l’idea dell’Italia come nazione minus habens incapace di gestire se stessa e perennemente bisognosa dell’aiuto (e a volte della “rieducazione”) di qualche “provvidenziale” attore esterno, per definizione più civilizzato e capace di noi. Questa è precisamente la narrazione che ha prodotto una classe dirigente completamente subalterna all’Europa e strutturalmente incapace di difendere gli interessi del paese, e che ci ha ridotti in quello “stato di minorità” che è proprio di chi sente la necessità di affidare ad altri le decisioni circa le proprie priorità e il proprio destino. Non sorprende che a farne le vittime, oltre ai comuni cittadini, siano spesso proprio i politici italiani, dediti da anni ad un’operazione di autodenigrazione di se stessi e del loro paese. Se per mesi hai ripetuto la fandonia secondo cui il Recovery Fund – nei fatti due spicci concessi a debito in cambio di condizionalità peggiori del MES, come spiego nel dettaglio qui – rappresenta «la più grande occasione nella storia del paese», c’è poco da sorprendersi che oggi il popolo acclami l’arrivo dei “competenti” per gestire questa «opportunità storica». Che dire? Chi di vincolo esterno ferisce di vincolo esterno perisce. Ma veniamo ora alla persona di Mario Draghi. Per capire veramente chi è l’uomo che oggi viene acclamato da tutti come unico possibile salvatore della patria, e cosa è lecito aspettarsi da lui, può essere utile fare una ripassata sul passato dell’uomo. Draghi ha assunto la carica di nuovo presidente della BCE alla fine del 2011, dopo una “brillante” carriera come amministratore delegato di Goldman Sachs (2002-2005), governatore della Banca d’Italia (2005-2011) e direttore generale del Tesoro italiano (1991-2001). È proprio nella veste di DG del Tesoro che Draghi negli anni ‘90 Draghi si rese protagonista della stagione delle privatizzazioni selvagge e della liquidazione a prezzi di saldo di buona parte dell’apparato industriale e bancario pubblico italiano, pur essendo perfettamente consapevole – come dichiarò nel suo intervento sul panfilo della regina Elisabetta, il “Britannia”, in cui la crème de la crème della grande finanza internazionale si incontrò per pianificare a tavolino il saccheggio dell’economia italiana – che questo avrebbe «indeboli[to] la capacità del governo di perseguire alcuni obiettivi non di mercato, come la riduzione della disoccupazione e la promozione dello sviluppo regionale». Tuttavia – come disse sempre Draghi – quel processo era da considerarsi «inevitabile perché innescato dall’aumento dell’integrazione europea». Fu ancora Draghi, poi, sempre nella veste di DG del Tesoro, a sovrintendere all’emissione, da parte dello Stato italiano, di una montagna di titoli di debito tra i più “tossici” e speculativi al mondo, i famigerati derivati di Stato, finalizzati a mascherare la realtà entità del deficit pubblico italiano per ottemperare ai criteri di Maastricht, che negli anni sono costati all’Italia decine di miliardiLo stesso pacco che poi Draghi avrebbe rifilato alla Grecia negli anni ‘90 mentre stava alla Goldman Sachs. Ora, volete che dopo essersi prodigato in maniera così infaticabile per vent’anni a favore degli interessi del grande capitale internazionale Draghi non fosse ripagato come minimo con un bel ruolo da banchiere centrale? E infatti così è stato. Con l’arrivo di Draghi alla BCE molti speravano che la banca centrale avrebbe finalmente adottato un approccio più interventista. E così è stato, purtroppo per tutti noi. Nell’agosto del 2011, pochi mesi prima che Draghi assumesse ufficialmente la carica alla BCE e nel pieno della furia speculativa nei confronti dei titoli italiani, lui e il suo predecessore Trichet inviarono al governo italiano quella famosa “letterina” che poi sarebbe entrata nella storia, in cui si intimavano al governo italiano «una profonda revisione della pubblica amministrazione», compresa «la piena liberalizzazione dei servizi pubblici locali», «privatizzazioni su larga scala», «la riduzione del costo dei dipendenti pubblici, se necessario attraverso la riduzione dei salari», «la riforma del sistema di contrattazione collettiva nazionale», «criteri più rigorosi per le pensioni di anzianità» e persino «riforme costituzionali che inaspriscano le regole fiscali». Tutto ciò, si sosteneva, era necessario per «ripristinare la fiducia degli investitori». Evidentemente, però, Draghi deve aver ritenuto insufficienti gli sforzi del governo italiano, e pochi mesi dopo – come ammesso persino da Mario Monti qualche tempo fa – «decise di cessare gli acquisti di titoli di Stato italiani da parte della BCE» per far schizzare in alto lo spread e costringere Berlusconi alle dimissioni, spianando così la strada all’ascesa del governo “tecnico” di Monti. È difficile immaginare uno scenario più inquietante di quello di una banca centrale apparentemente “indipendente” e “apolitica” che ricorre al ricatto monetario per estromettere dalla carica un governo eletto e imporre la propria agenda politica. Tuttavia, questo è quanto ha fatto Draghi nel 2011 nei confronti dell’Italia. Non contento, appena un mese dopo il suo colpo di Stato silenzioso in Italia, Draghi lanciò l’idea di un “patto fiscale” (“fiscal compact”): «una revisione fondamentale delle regole a cui le politiche di bilancio nazionali dovrebbero essere soggette in modo da risultare credibili». Ciò comportò, nel marzo del 2012, la firma da parte di tutti gli Stati membri dell’UE (con le uniche eccezioni di Regno Unito e Repubblica Ceca) di una versione ancora più rigorosa del Patto di stabilità e crescita istituito dal trattato di Maastricht: il cosiddetto Fiscal Compact. Esatto, quest’ultimo è un’invenzione di Draghi. Cosa la firma di questa trattato significasse per l’Europa lo spiegò lo stesso Draghi in un’intervista al Wall Street Journal pochi mesi dopo: «Non c’è alternativa al consolidamento fiscale, il modello sociale europeo appartiene già al passato». Fu sempre Draghi a coniare il concetto di “pilota automatico” in riferimento alle politiche economiche dell’eurozona. In seguito alle elezioni italiane del 2013, in cui il MoVimento 5 Stelle emerse come il primo partito del paese, Draghi rassicurò tutti circa i timori che questo potesse portare l’Italia fuori dai binari dell’austerità: «Gran parte dell’adeguamento fiscale che l’Italia ha intrapreso continuerà con il pilota automatico». E infatti così è stato. Il messaggio di Draghi era chiaro: grazie al nuovo regime di governance economica che egli stesso aveva contribuito a costruire, i risultati delle elezioni non avrebbero contato più nulla. Come avrebbe detto qualche anno più tardi il ministro delle Finanze tedesco Wolfgang Schäuble: «Le elezioni non cambiano nulla. Ci sono delle regole». Parole che oggi suonano inquietantemente profetiche. È precisamente questo processo di spoliticizzazione delle politiche economiche che ha permesso a Draghi di pronunciare il suo famoso discorso che “ha salvato l’euro” nell’estate del 2012. In quell’occasione, Draghi annunciò l’istituzione del programma OMT (Outright Monetary Transactions), con il quale la BCE si impegnava, se necessario, ad effettuare acquisti illimitati di titoli di Stato sui mercati obbligazionari secondari «per preservare l’euro». L’implicazione era che se i mercati avessero richiesto tassi di interesse eccessivamente alti, la BCE sarebbe intervenuta, acquistando i titoli essa stessa. L’annuncio di Draghi fu sufficiente a far scendere immediatamente i tassi di interesse nei paesi interessati dalla crisi, a conferma del fatto che gli interessi sui titoli di Stato sono determinati dalla politica monetaria della banca centrale, non dalla “fiducia dei mercati”, come Draghi aveva ripetutamente affermato fino a quel momento (e avrebbe continuato a ripetere negli anni successivi). Tuttavia, se da un lato questo ha aiutato i paesi in crisi (come l’Italia) ad evitare l’insolvenza, ha fatto ben poco per sostenerli in termini di rilancio delle loro economie: questo avrebbe richiesto politiche di stimolo fiscale (cioè deficit più elevati), che era esattamente ciò che il nuovo quadro di governance fiscale inaugurato da Draghi proibiva. L’accesso a un programma OMT, infatti, comporta l’adesione da parte del paese in questione a un rigido programma di austerità fiscale e alle famigerate “condizionalità” della troika (liberalizzazione del mercato del lavoro, privatizzazione degli asset statali, compressione dei salari ecc.), all’interno della cornice del Meccanismo europeo di stabilità (MES). In breve, le varie innovazioni istituzionali introdotte da Mario Draghi nel corso degli anni, che gli sono valsi così tanti elogi, non hanno trasformato la BCE in un prestatore di ultima istanza, su cui i governi nazionali possano fare affidamento sempre e comunque, ma l’hanno resa piuttosto uno “spacciatore di ultima istanza”, con il potere di sfruttare le difficoltà economiche dei paesi per ricattarli e costringerli a implementare politiche di matrice neoliberista. Questo è diventato evidente nell’estate del 2015, quando, nel bel mezzo del negoziato tra le autorità greche e la troika, la BCE ha deliberatamente destabilizzato l’economia greca, interrompendo il supporto di liquidità alle banche greche, per costringere il governo di SYRIZA ad accettare le dure misure di austerità contenute nel nuovo memorandum, un episodio pressoché senza precedenti nella storia. Tutti questi episodi dimostrano che è soprattutto merito di Draghi se oggi possiamo dire che l’eurozona è l’unica area economica al mondo in cui non è la banca centrale ad essere indipendente dai governi, ma sono i governi ad essere dipendenti dalla banca centrale. Veniamo ora alla già celebra lettera di Draghi inviata al Financial Times. Mi dispiace deludervi ma Draghi non è improvvisamente diventato un novello Keynes da un giorno all’altro. Più banalmente sta invocando quella che è la strategia da manuale del buon liberista: privatizzare i profitti in tempo di “pace” (attraverso politiche di austerità a vantaggio del grande capitale ecc.) e socializzare le perdite in tempo di “guerra”, attraverso un’espansione della spesa pubblica – ovviamente a debito – per tenere a galla il grande capitale (istituti finanziari in primis), esattamente come è accaduto nel 2007-2009. Passata la bufera si potrà poi tornare allegramente a privatizzare i profitti con ancora più veemenza di prima, adducendo proprio l’aumento del debito come scusa per implementare politiche di austerità ancora più severe, esattamente come è accaduto del decennio post-2007. Il senso dell’intervento di Draghi sta tutto qui: qualche carota oggi per poi tornare a bastonare più forte domani. Ecco cosa possiamo aspettarci dal governo Draghi. Tra l’altro il suo invito a «fare tutto il debito di cui c’è bisogno» è ancora più inquietante nella misura in cui l’Italia, come gli altri paesi dell’eurozona, si indebita in quella che di fatto è una valuta estera, il che significa che un domani i cittadini italiani saranno chiamati a compiere sacrifici immani per ripagare ogni singolo centesimo, non potendo contare su una banca centrale pronta a monetizzare una parte del debito all’occorrenza. Per concludere, alla luce del “curriculum” del nostro, c’è solo da tremare alla prospettiva di un eventuale governo guidato da Draghi. Il fatto che oggi non solo l’establishment ma anche milioni di cittadini comuni ne acclamino la venuta è l’ennesima dimostrazione di come ormai l’Italia sia vittima di una sindrome di Stoccolma di massa. Che forse, a questo punto, potremmo semplicemente ribattezzare sindrome d’Italia.
sabato 6 febbraio 2021
giovedì 21 gennaio 2021
CONSUNTIVO TRUMP
domenica 17 gennaio 2021
lL COPIONE INFAME
Quello che mi stranizza è che anche uno in gamba e intelligente come Diego Fusaro, dia quasi per scontato che esiste un virus e una relativa pandemia, non facendo 2 + 2 = 4 e pervenendo all'ovvieta' più elementare che è stato tutto inventato a bella posta dagli stessi signori del consumism/comunismo, proprio per toglierci la libertà e iniziare i loro infami programmi, che come dice Fusaro stanno andando come da copione, quindi Ha ragione Diego Fusaro, i vari Soros, Schwab, Gates, Fauci, gongoleranno come porci"
giovedì 7 gennaio 2021
DISCUSSIONI MARIANE AL FEMMINILE (LA FINE) E AL MASCHILE (IL FINE)
Un ideale dibattito, sembrerebbe a triste finale con Mario Haussmann amico virtuale di FB, che mi è stato molto vicino col suo ottimismo, a volte anche un pò sopra le righe : eccolo difatti come esce oggi, anzi stamane: "oggi, 7 gennaio 2021, a molti sembra una giornata buia per l’umanità. Circolano notizie catastrofiche, tanti si scoraggiano, perdono la speranza, la fiducia o la pazienza. In effetti ieri a Washington è successo un casino. Pence ha mostrato il suo volto di traditore, i parlamentari e senatori non hanno raggiunto nessun accordo, Trump non è stato certificato vincitore. In più pare che i milioni di sostenitori convenuti in supporto al presidente non abbiano ottenuto nulla, ma che invece ci siano stati infiltrati e siano avvenuti tafferugli e violenze e che perfino delle persone siano morte. Insomma a prima vista sembra che lo scompiglio sia totale. Io vi avevo avvisato che il 6 gennaio sarebbe stata una data storica, ma non decisiva. E così è stato. Ho affermato che nella giornata di ieri sarebbe iniziato un nuovo capitolo della storia, ma non ho mai sostenuto che questa data sarebbe stata risolutiva. Infatti ora stiamo entrando in una nuova fase delle operazioni in cui la battaglia raggiunge il culmine decisivo. Vediamo di comprendere: Ciò che sta succedendo ora non è comprensibile senza conoscere almeno a grandi linee i retroscena storici degli ultimi 300 anni,( e qui Mario entra nel campo di mia maggiore competenza : la storia! e c'è quindi la prima mia controbattuta : No 300 anni sono troppi, facciamo 250/260 anni grosso modo il 1765 ovvero con l'inizio della Rivoluzione Industriale: ) in cui un potere occulto e tenebroso ha lentamente esteso i suoi tentacoli su tutto il mondo e nell’invisibilità ha sostituito tutti i poteri precedenti, formando quello che riconosciamo oggi come deep state mondiale della cupola dei satanisti.(non c'è bisogno di andare a tirare in ballo niente di esoterico, basta uno solo di elemento diabolico: il denaro (lo sterco del diavolo) , ovvero gli interessi economici, la possibilità di compravendita, di un mercato - inizio di un pensiero economico in senso lato: il cosidetto Liberismo e a suo sugello un elemento fino ad allora estraneo all'essenza dell'uomo : la macchina con la sua intrinseca possibilità di assurgere a referente generale dell'essere al mondo ) Mai, in tutta la storia dell’umanità c’è stato un tale potere, così forte, colossale e dominante. Tutti gli sono sottomessi, i governi, i mezzi d’informazione, i grandi giri dei soldi, banche e multinazionali. Tutti i personaggi famosi mangiano dal suo piatto e tutti gli avvenimenti mondiali sono sotto la sua regia. Molti grandi personaggi hanno provato a contrastare questo potere immenso, da Napoleone a Woodrow Wilson a John F. Kennedy,(di questi tre a mio parere solo l'ultimo va annoverato a contrasto della tendenza ad equiparare l'uomo ad una macchina, qualche altro verrà citato nella mia risposta ) per citare solo i più noti. E tutti, finora, sono stati sconfitti. (la sconfitta o il successo non sono assoluti, ma relativi, dimostrerò difatti più avanti che parecchi sono riusciti eccome, solo che certo la loro reazione va inscritta in un determinato arco temporale, quando questo dura più di una generazione si può concedere una stella di trionfo, anzi due (10 + 10 = 20) ) Nessuno di questi tentativi di tagliare le teste all’idra è riuscito ad ucciderla. Ma come le 99 mazzate tirate alla pietra senza successo non sono state inutili quando con la centesima mazzata questa si spacca, così dobbiamo ravvisare in questi tentativi storici di uccidere il mostro dei preparativi al colpo finale che viene assestato al volgere di un era cosmica. Questo momento è ora, come tutti i segni e tutte le profezie indicano. (qui il mio pensiero si discosta alquanto ) Continua ancora Mario Haussmann : Consideriamo che cosa questo significa: La manciata di uomini senza anima che controlla il deep state è decisa ad instaurare il suo nuovo ordine mondiale (tramite il grande reset) con ogni mezzo, costi quello che costi. Noi - i risvegliati, i patrioti, Trump e il gruppo Q, le persone rette e integre – siamo decisi ad impedirglielo. Loro, in questo assalto finale al pianeta, si prefiggono di abolire la democrazia, privare gli esseri umani di tutti i diritti e cancellare tutte le grandi conquiste della civiltà umana. La dittatura brutale che si prefigurano prevede che l’umanità sia ridotta e divenga una mandria di loro schiavi microchippati, sottomesi e senza scampo. Ciò che vogliamo noi, invece, è un mondo in cui venga rispettata la nostra sovranità e sia garantita a tutti la libertà e il diritto ad essere felici. Da una parte c’è il diavolo che vuole incatenare tutti e dall’altra c’è la naturale evoluzione del pianeta. A chi può secondo voi arridere la vittoria finale in questo scontro escatologico? È quindi del tutto assurdo lasciarsi andare a montagne russe emotive, a seconda delle “notizie” del giorno. Nessun essere umano dotato di senno e che non abbia venduto l’anima al demonio può tradire gli ideali più nobili come la libertà, la giustizia, la democrazia, i diritti e i valori umani. Nessuno può accettare che il mondo venga rubato ai suoi abitanti con metodi criminosi. Dunque qualsiasi uomo retto in tutto il mondo non può arrendersi ad approvare il delitto più grande della storia che sembra si stia compiendo in America.Un manipolo di miliardari delinquenti collusi non può rubare la nazione, la patria e il futuro ad un popolo intero. È semplicemente impossibile! (altro discostamento: purtroppo i fatti dimostrano che invece questi mascalzoni detenendo un potere immenso , il potere non fondato sui valori che anticamente nelle comunità simboliche , e che tali valori scambiavano tra di loro, per interesse di questi figuri è stato ridotto in un sol valore : il valore di scambio e cioè il denaro nell'mbito di un unico grande mercato quello che un tempo era gestito dalla macchina e che oggi si è evoluto nel digitale, nel virtuale, nella rete con una moltitudine di terminali ) Continua quindi ; "Vi invito perciò a non rimanere continuamente in balia della “notizia del giorno” e a rivolgervi piuttosto alla vostra interiorità, dove passato, presente e futuro sono noti nella loro unità, per avere chiarezza. Il bene vince, e nulla può impedirlo! Ma il male è diventato molto forte su questo pianeta e l’inevitabile scontro sarà durissimo. Finora abbiamo assistito solo a delle scaramucce tra le parti, ora inizia lo scontro finale. In questo momento fatidico tutti gli amanti della verità e i guerrieri della Luce devono rimanere saldi. La loro fiducia nella vittoria deve essere incrollabile. Ci stiamo addentrando in acque agitate ed è consigliato indossare il salvagente della convinzione profonda riguardo l’inevitabilità della vittoria. «Come? Con la certezza. Non la speranza, non la fede, ma la certezza», Presto, molto presto, canteremo VITTORIA e stapperemo lo spumante tanto atteso."
ECCO QUINDI LA MIA RISPOSTA Caro Mario adoro le tue parole anche in frangenti come l'attuale, in cui sembra proprio che tutto sia perduto. Trovo gran giovamento e anche compiacimento dalle tue parole, anche se non si può dire che il nostro pensiero sia congiungente in tutto. Come sai io sono e resto ateo pertanto non ravvedo alcuna istanza divina o religiosa nella persona e nei portamenti di Trump, ma solo una opposizione ad un certo tipo di capital/consumismo,che non disdegna di scendere a patti con un sordido regime comunista e avvalersi di una untuosa mentalità ipocrita e buonista che si definisce di sinistra. Non ci troviamo d'accordo neppure su certe interpretazioni storiche, ad esempio tu ritieni Napoleone un oppositore della grande macchinazione originata dalla rivoluzione industriale, mentre a mio parere così come tutta la rivoluzione francese (ascesa della borghesia e quindi commercio, automazione, recitare parti e influenza di un certo tipo (manipolata) di comunicazione), di cui Napoleone alla prima uscita (campagna d'italia 1796-97) é la più piena delle espressione. Semmai ecco la mia tesi: è la mentalità reazionaria alla De Maistre che é garante del più lungo periodo di pace e benessere per le popolazioni, appunto sul principio del Mito dell'eterno ritorno. Cosi successivamente, siamo agli antipodi dalla storia ufficiale, sono i nazionalismi e Bismark in particolare ad ordire una ulteriore esaltazione della macchina, dell'industrialismo, del progresso, mentre é Franz Joseph e anche lo Zar l'antitesi. Va bé smettiamola con questi resoconti storici e sappi che io un Trump lo assimilo più ad un De Maistre(ovviamente spurgato del suo anelito religioso) ad un Metternich, ad un Radetzsky, ad un Franz Joseph, che ad un Robespierre o un Napoleone o peggio ad un Cavour un Garibaldi. Somigliante quindi il nostro paladino ad un John Fitzgerald Kennedy (quello si) ad un De Gaulle o anche ad un Churchill, piuttosto che ad un Nixon, ad un Obama, o anche, davvero il fondo del barile, ad un Biden A ulteriore precisazione di quanto accaduto, proprio per capire bene cosa Mario Haussmann ed io stiamo intendendo trascrivo un resoconto di Giorgio Bianchi altro prezioso referente virtuale di Fb che illustra a meraviglia l'evento del contendere di iersera epifania del 2021 Mi si chiede da più parti di commentare quanto accaduto ieri a Washington. Premesso che non sono un esperto delle dinamiche interne statunitensi, due cose ci terrei a dirle: Sebbene l'atmosfera surreale scaturita dalla gestione dell'emergenza sanitaria abbia lasciato in molti di noi la sensazione di essere entrati in un nuovo paradigma del ridicolo, gli accadimenti che hanno avuto luogo ieri nel cuore della capitale USA hanno sancito il definitivo passaggio dall'epoca della post-verità a quella del meta-grottesco.Se dieci mesi fa avessimo visto il trailer di un film in cui dei tizi, talmente trash da far sembrare i Village Peolpe esponenti dell'Ivy League, assaltavano con successo la sede del Congresso USA, una volta appurato che non si fosse trattato di un'operazione demenziale sul genere Pallottola spuntata o Borat, avremmo detto che la cinematografia spazzatura a stelle strisce aveva fissato un nuovo standard del cattivo gusto.Invece no, è tutto vero; a quanto pare la superpotenza tecnologico-militare per eccellenza non solo è vulnerabile agli assalti informatici dei fantomatici hacker russi ma addirittura può essere messa sotto scacco da personaggi che risulterebbero eccessivi anche per i fratelli Cohen.Da oggi possiamo dire con certezza che ogni immagine trasmessa da un TG, per quanto ridicola o assurda che possa apparire, è assolutamente verosimile. La realtà non è più distinguibile dalla finzione. Se un redivivo Orson Welles mandasse in onda durante un telegiornale nazionale immagini di alieni che occupano la Casa Bianca travestiti da puffi, dopo quello che abbiamo visto ieri saremmo legittimati a ritenerle credibili. In Italia del resto abbiamo un direttore di TG come Mentana che durante il suo speciale ha spacciato per vere delle sequenze tratte da un B-movie americano in cui un tizio imperversa per la città con un laciafiamme, e non contento, sia lui che il suo ospite Gerardo Greco, si sono intrattenuti a commentarle pensosamente davanti al loro pubblico come se fossero reali (chissà se Puente farà il solito articoletto puntuto sul suo editore, a beneficio dei poveracci che si informano solo sui canali mainstream)
martedì 5 gennaio 2021
TRUMP E VERITA'
mercoledì 23 dicembre 2020
AMICI DI VALORE DA FB (VALORI CHE SI SCAMBIANO)
NON SI PUO' AVERE UNA IDEA DI QUANTO L'AMICO VIRTUALE DI FB MARIO HAUSSMANN MI SIA STATO IN QUESTO PERIODO DI CATTIVITA' ESTREMAMENTE CARO, UTILE E INIETTORE DI ENTUSIASMO . NON E' NEPPURE LA PRIMA VOLTA CHE PASSO DEI SUOI SCRITTI QUI SU QUESTO MIO BLOG DENOMINATO LA PASSEGGIATA DELLE CATTIVE, DALLA FAMOSA STRADA DI PALERMO A FIANCO DELLE MURA DI FRONTE A MARE, DOVE PARLO PER LA MAGGIOR PARTE DELLA ATTUALE, APPUNTO CATTIVITA' (DAL LATINO CAPTIVUS= PRIGIONIERO.) MA PER LA VERITA' IL MIO COMMENTO ERA IN MERITO AD UNA PIANTINA DEGLI USA OVE IL ROSSO DI TRUMP DOMINAVA IN MNIERA ESAGERATA, DA CUI IL MIO COMMENTO "Caro Mario non è questione di non sapere che Trump ha stravinto e sopratutto che è nel supergiusto e per davvero rappresenta l'ultimo baluardo contro il montare del male e dell'abominio, ma ecco!!!! considerare l'entità, la nefanda potenza di tali oscure forze, che riescono a mettere in campo mezzi, manipolazioni, menzogne quasi illimitate, soratutto a livello di mercimonio (quindi danaro, l'unico immondo valore che loro pongono a sostegno delle loro malefatte, come ho detto milioni di volte: abrogati tutti i valori che un tempo le società simboliche si scambiavano, la odierna civiltà nata dalla rivoluzione industriale e quindi dalla sostituzione del referente dell'uomo con la macchina, é rimasto il solo valore di scambio che ha fatto del mondo un enorme sterminato mercato, che per me è sempre solo una variante gonfiata dell'antica bottega, e lasciami qui citare una espressione di Manzoni a proposito di una precedente ma identica come effetto sulla gente, pandemia, a proposito dell'altro necessario elemento per indurre la gente all'obbedienza e alla dittatura: LA PAURA, ecco sai come diceva Manzoni a proposito dell'effetto di quella peste del 1630: "cabala ordita per far bottega del pubblico spavento" e questo è precisamente quello che i vari Soros, Gates, Fauci, Rockfeller, etc., comunismo cinese, volenterosi carnefici di estrazione sinistrorsa, stanno ordendo. Tu non ci credereai, ma si è fatta strada in me la convinzione che tutta questa bailemme del virus, del contagio, sia stata preparata e indotta proprio dal fatto di dover eliminare Trump, la cui permanenza alla guida degli Usa sarebbe stato ulteriormente pregiudicante per il loro maligno resettaggio sociale e internazionale. Eh si, essendo Trump uno che ha dimostrato di non aver paura, ovviamente fa a loro la più grande paura e da qui si spiega l'entità dei mezzi messi in campo (menzogne, manipolazioni, falsi, corruzione quasi assoluta dei Media etc.) per contraffarre il risultato delle elezioni IN QUANTO AL NUOVO ARTICOLO SI CHIAMA "OGGI SI COSTRUISCE IL DOMANI"....."Un mondo di sogno, completamente nuovo, nel quale ogni essere umano possa essere benestante, sano, colto, libero, felice e realizzato, non è un’utopia, ma il prossimo inevitabile passo evolutivo. Questa trasformazione deve necessariamente essere compiuta ora, perché i millenni di sofferenze degli abitanti del pianeta accumulatisi lo rendono improcrastinabile. Quel mondo bellissimo è già qui, in attesa di potersi manifestare. Infatti abbiamo tutto il potenziale, i mezzi e le conoscenze necessari, tecnologia, capacità imprenditoriali, inventiva, capitali e quant’altro per poter attuare senz’indugio questa metamorfosi planetaria. L’unico fattore che ci impedisce di raggiungere subito questo obiettivo è che tutti i mezzi e le risorse necessarie, pur presenti, ci sono precluse. Da quando agli esseri umani è stato interdetto un sistema monetario e valutario onesto, il potere satanico ha esteso i suoi tentacoli in ogni centro decisionale e questo ci ha impedito l’esercizio della democrazia in un sistema politico rispettabile. Ci hanno precluso tutte la fonti energetiche che non portano profitto alle famiglie della congiura diabolica, come anche migliaia di metodologie terapeutiche che potrebbero rendere presto sana tutta la popolazione, per lo stesso motivo. Ci hanno precluso un educazione atta a potenziare le nostre facoltà mentali e a far emergere i nostri talenti latenti, fornendoci solo un’istruzione concepita per addormentare le capacità critiche e lo spirito indagatore, sostituendoli con una falsa percezione di cultura per dissimulare l’ignoranza abissale; così come ci hanno precluso lo sviluppo di una giurisprudenza in sintonia con le leggi universali, con una solida base scientifica e filosofica, nella quale legge e giustizia non possano più divergere. L’enorme frode perpetrata verso l’umanità semplicemente privandola di tutti i mezzi che ne avrebbero garantito uno sviluppo armonioso, è opera di una manciata di satanisti psicopatici e costituisce il più grande crimine mai commesso a memoria d’uomo. Costoro hanno imboccato una via opposta a quella naturale, si sono posti consciamente in antitesi all’evoluzione, hanno dichiarato guerra a Madre Natura. Ma si sa che la Natura, che comprende il tempo, vince sempre. Essa tende a riequilibrare gli squilibri e a stabilire nuove armonie. Chi vi si oppone è inevitabilmente destinato ad essere sopraffatto e a scomparire. Il capitalismo satanico e usurario, aspirando al dominio globale, ha decretato la propria fine. È impossibile che un operato talmente in contrasto con le immutabili leggi universali non conduca ad una catastrofe. Di conseguenza è matematicamente certo che il nuovo ordine mondiale dei satanisti materialisti stia implodendo e collassando.Questo mutamento planetario sta succedendo proprio ora e noi ne siamo direttamente coinvolti, ne facciamo parte. Questo momento epocale in cui tutto il mondo viene costretto a riarmonizzarsi con le leggi cosmiche comporta trasformazioni profonde in ogni aspetto della vita umana. Noi siamo parte di questo processo e in quanto tali siamo tutti individualmente investiti di una responsabilità enorme. Poiché il pensiero è energia creativa che dirige gli avvenimenti e plasma le circostanze, e siccome ognuno di noi è costretto a pensare in ogni caso, ognuno di noi è, nell’attuale delicatissimo momento storico, responsabile di quello che pensa, perché ogni pensiero individuale contribuisce a determinare il lato verso cui pende l’ago della bilancia. I concetti di campo morfogenetico, inconscio collettivo, aura planetaria, buddhafield, ecc., ci danno un idea di come il nostro pensiero sia collegato a quello degli altri e dia forma alla realtà che viviamo. Se, nello scontro planetario, in cui sono coinvolte sia forze fisiche e materiali, sia metafisiche e sottili, noi permettiamo che alberghino in noi stati d’animo negativi, dubbi e pessimismo, alimentiamo gli attriti allo svolgersi del processo evolutivo e facciamo il gioco delle forze ostili alla liberazione dell’umanità. Noi, invece, sappiamo con certezza che il male non può prevalere, perché questo non è il volere del Creatore. Noi sappiamo che la Natura (anche quella dentro di noi) ha progetti ben differenti da quelli dei diabolici assuefatti del potere. Noi sappiamo che la svolta, il prossimo passo evolutivo per la specie umana, è ineluttabilmente prestabilita e che è già iniziata. Quindi, muniti di questa certezza interiore, sulla quale mente e cuore concordano, possiamo solo esultare.
Ciò che ci attende è così meravigliosamente nuovo, così bello e desiderabile, da essere praticamente inimmaginabile. E chi ha anche solo parzialmente compreso tale realtà diviene spesso preda di una grande impazienza, di una smania di avvenimenti al limite dell’ansia. Spesso questa poi sfocia nella delusione, quando le vicende si svolgono con un ritmo più lento di quello sognato. Ma se riusciamo a tenere a freno la nostra trepidante impazienza, se riusciamo a vedere gli accadimenti da un punto di vista più distaccato, la nostra percezione diventa molto più chiara e notiamo che tutti eventi che si svolgono si inseriscono perfettamente nel percorso verso il favoloso futuro prefigurato. Dobbiamo allineare la nostra mente con la volontà del divino e questo vuol dire imparare a ignorare le notizie e le informazioni che abbassano la nostra frequenza vibratoria e a dare valore a quelle che la innalzano, per il solo fatto che hanno questo effetto. In questo tempo di confusione, dove informazione, controinformazione e disinformazione si rincorrono su tutti i canali, è un ottimo modo per collaborare alla costruzione del mondo migliore e nello stesso tempo per preservare la propria serenità d’animo. Quando nella mente sorgono dei dubbi, quando non sappiamo più cosa credere e a quali voci dare ascolto, è senza dubbio la cosa migliore che si possa fare dare ascolto alla sottile voce interiore che parla nel religioso silenzio del proprio cuore. Questa voce conosce tutto, compreso il futuro, e ciò che ci dice non può che renderci entusiasti, felicemente elettrizzati e infervorati, infiammati di ardore sacro, e nello stesso tempo calmi e pazienti, nella tranquilla e lucida attesa di ciò che sappiamo che è un imperativo categorico e che già scritto. Benvenuti nel mondo della gioia e dell’amore!
Benvenuti nel Futuro!
il great reset DAL PUNTO DI VISTA DELLA RUSSIA
L'IMMAGINARIO INTEGRALE
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