giovedì 28 maggio 2026

IL DISTINGUO DI SCHMITT

Stante  la entusiasmante lettura del libello Terra Mare di Carl Schmitt ove per la prima volta  e' stato identificato con ferma chiarezza e dovizia di particolari e dettaglio il tema della polarita' di influenza sul mondo dei vari Paesi e culture che si sono avvicendate nella storia del nostro pianeta,  e' direi d'obbligo passare  ad un approfondimento di tale tema nel successivo studio dello stesso autore  dal titolo emblematico "Il Nomos della terra" e per farlo mi serviro' delle parole stesse dell'autore piu' o meno chiosate quando  se ne evinca la becessita'.  Nella prospettiva dello jus publicum Europaeum ogni terra del globo è un territorio statale europeo o un territorio ad esso

equiparato, oppure una terra liberamente occupabile, vale a dire un territorio statale (o colonia) potenziale. Nel secolo XIX si svilupparono per i paesi semicivilizzati o esotici forme giuridiche particolari, comprendenti l’extraterritorialità degli Europei e la giurisdizione consolare, il mare rimase però al di fuori di ogni ordinamento spaziale specificamente statale. Esso non è né territorio statale, né spazio coloniale, né zona occupabile. E' dunque libero da ogni tipo di autorità
spaziale dello Stato. La terraferma viene suddivisa secondo chiare linee di confine in territori statali e spazi di dominio. Il mare non conosce altri confini che quelli delle coste. Esso rimane l’unica superficie spaziale libera per tutti gli Stati e aperta al commercio, alla pesca e al libero esercizio della guerra marittima e del diritto di preda, senza preoccupazioni di vicinato o di confine geografico. L’ordinamento eurocentrico del mondo, sorto nel secolo XVI, risulta così suddiviso in due diversi ordinamenti globali: della terra e del mare. Per la prima volta nella storia dell’umanità la contrapposizione di terra e mare diventa il fondamento universale di un diritto internazionale globale. Ora non si tratta più di bacini di mare, come il Mediterraneo, l’Adriatico o il Baltico, ma dell’intero globo terrestre, geograficamente misurato. Questa contrapposizione, del tutto 
nuova, di terra e mare determinò l’immagine complessiva di uno jus publicum Europaeum che cercava di estendere il nomos ad una terra scoperta dall’Europa

Qui stanno pertanto l’uno di fronte all’altro due ordinamenti universali e globali, il cui rapporto non può essere ricondotto a quello esistente tra diritto universale e particolare. Ognuno di essi
è universale. Ognuno possiede il proprio concetto di nemico, di guerra e di preda, ma anche di libertà. La grande risoluzione complessiva del diritto internazionale dei secoli XVI e XVII culminò dunque nell’equilibrio tra terra e mare, nel confronto tra due ordinamenti che solo nella loro coesistenza piena di tensioni determinavano il nomos della terra
L’elemento di congiunzione tra i due diversi ordinamenti della terra e del mare fu un’isola, l'Inghilterra. Di qui si spiega la singolare posizione inglese nei confronti del diritto internazionale europeo. Solo l’Inghilterra riuscì a passare da un’esistenza feudale e terranea medioevale a un’esistenza
puramente marittima, in grado di bilanciare l’intero mondo terraneo. La Spagna rimase troppo legata alla terra e, malgrado il proprio impero d’oltreoceano, non si potè affermare quale potenza marittima. La Francia divenne uno Stato nel significato classico della parola, decidendosi per la forma spaziale specificamente territoriale della sovranità statale. L’Olanda si sarebbe « interrata » in seguito alla pace di Utrecht (1713). Al contrario di queste sue rivali, l’Inghilterra non era così profondamente implicata nella politica e nelle guerre europee di terraferma. Era, come sostiene John Robert Seeley, « the least hampered by the old world ». Portando a compimento il passaggio ad un’esistenza marittima, essa determinò il nomos della terra dalla prospettiva del mare.L’Inghilterra divenne dunque la portatrice di una visione marittima universale dell’ordinamento euro-centrico, custode dell’altro aspetto dello jus publicum Europaeum, signora dell’equilibrio di terra e mare: un equilibrio che comportava l’idea di un ordinamento spaziale caratteristico di questo diritto internazionale. L’isola britannica restò parte di quell’Europa che costituiva il centro dell’ordinamento planetario, ma nello stesso tempo si staccò dal continente europeo venendo a costituire una posizione storica intermedia, grazie alla quale fu per oltre tre secoli of Europe, not in Europe. Il grande equilibrio di terra e mare produsse un equilibrio tra gli Stati continentali, ma impedì contemporaneamente un equilibrio marittimo tra le potenze di mare. Si ebbe pertanto un equilibrio continentale, ma non un equilibrio marittimo. Non si deve tuttavia per questa circostanza sottovalutare quel grande equilibrio di terra e mare che consentì il nomos di una terra dominata dall’Europa. Gli Inglesi del XV secolo erano stati in parte cavalieri che facevano
bottino in Francia, in parte pastori che commerciavano la lana con le Fiandre. Solo dalla metà del secolo XVI in poi apparvero su tutti gli oceani del globo i pirati inglesi,
i quali realizzarono le nuove libertà: in primo luogo le linee d’amicizia e la grande conquista territoriale, e quindi la nuova libertà dei mari, che divenne per loro un’unica grande conquista di mare. Essi aprirono la strada alla nuova libertà dei mari, che era una libertà essenzialmente non statale. Erano i partigiani del mare in un’epoca di transizione nella lotta tra potenze cattoliche e protestanti. Che cosa possono mai significare i concetti di res omnium o di res nullius, riferiti al mare? Ancora nell’ultima esposizione sistematica del diritto internazionale dei mari, la già menzionata opera di Gilbert Gidel, noi troviamo 
una controversia tra questo esperto francese e l’inglese 
Sir Cecil Hurst sulla questione se il mare debba essere considerato res omnium o res nullius. L’inglese è dell’opinione che il mare sia res omnium, il francese propende per la res nullius.Non si può dire che i re inglesi, gli uomini di Stato e i giuristi dei secoli XVI e XVII abbiano avuto una distinta consapevolezza di questo stato di cose. La politica inglese ufficiale dei secoli XVI e XVII ha a lungo zigzagato in direzioni diverse e non offre pertanto in alcun modo l’immagine di una svolta rapida e consapevole verso il mondo del mare libero.
 Allo stesso modo in cui solo verso la fine del secolo XVII l’Inghilterra arrivò alla decisione definitiva contro l’assolutismo monarchico e per una estesa tolleranza confessionale, altrettanto lentamente e senza piani prestabiliti arrivò a rappresentare la parte del mare sulla scena dei grandi contrasti tra mondo terraneo e mondo marittimo. Al governo della regina Elisabetta poté seguire ancora un secolo intero di Stuart cattolicizzanti. Il fanatismo religioso di vaste masse, che spingeva a questa decisione, venne in luce soltanto nel corso della rivoluzione puritana. Le istituzioni medioevali rimasero assai più conservatrici che sul continente. Una parte importante delle acquisizioni coloniali in America fu costruita in base al modello feudale del conferimento di terra effettuato dal re o dalla regina. Il parlamento, di derivazione medioevale, affermò solo dopo molte oscillazioni il proprio potere. Tanto i Tudor che gli Stuart poterono arricchirsi, con la miglior coscienza, grazie ai tesori predati dai propri
corsari, e così il loro intero popolo. Ma le espressioni del linguaggio ufficiale nei confronti della Spagna e del Portogallo rimasero le stesse. Esse non vanno oltre le formule giusnaturalistico-scolastiche o giuscivilistiche romane, come quelle che erano state usate da Vitoria e da altri per un’intera generazione. Quando la regina d’Inghilterra aveva proclamato nel 1580, in occasione di una dichiarazione all’ambasciatore spagnolo, in seguito più volte citata, che il mare e l’aria sono liberi all’uso comune di tutti gli uomini, questa dichiarazione era — sia nell’argomentazione, sia nello stile linguistico - del tutto identica a diverse altre simili profferite dai re francesi nel secolo XVI. Malgrado ciò, la decisione inglese per l’elemento del mare fu più grande e più profonda del decisionismo, pur concettualmente chiaro, della statalità continentale. L’isola divenne il veicolo del mutamento spaziale verso un nuovo nomos della terra, e persino  potenzialmente il campo in cui si sarebbe verificato il balzo successivo nella totale perdita di luogo della tecnica moderna.

 

lunedì 18 maggio 2026

GLI ANNUNAKI .... SOLO UNA FANTASIA?

 

E' indubbio che ogni tanto possa fare piacere e solleticare quel certo spirito  fantasioso e anche favorevole all'assurdo, dare adito e  lasciarsi trasportare dalle teorie piu’ estreme, per intenderci dai Misteri delle cattedrali di Fulcanelli alle Quattro Lune di Horbiger, dai Templari e la chiave di Hiram, fino al “non siamo mai stati sulla luna” e il “Titanic non e’ mai affondato:” senza dimenticare le astronavi sulla preistoria del buon Peter Kolosimo, e arrivare magari agli alieni del mio amico Eufemio del Buono, che ogni volta che andavo, sempre rigorosamente con una ragazza diversa, al suo fascinoso locale su a Monte Mario LO ZODIACO, si metteva a raccontarne le vicende. Una di queste storie di maggiore presa e suggestione e' senza dubbio quella degli Anunnaki e del loro pianeta Nibiru, che solletica il senso delparadosso e spinge a

i racconti "alieni" dello Zodiaco di E.Del Buono
ipotizzare che ….alla fin fine, potrebbe anche essere andata proprio così . Ci sono prove matematiche che indicano l’esistenza di un “Pianeta X” da qualche parte nel profondo del sistema solare. Questo ipotetico pianeta delle dimensioni di Nettuno orbita intorno al nostro Sole in una lunga orbita ellittica, ben oltre Plutone. L’oggetto, soprannominato dagli esperti “Pianeta Nove”, potrebbe avere una massa pari a circa 10 volte quella della Terra e girare intorno al Sole quasi 20 volte più lontano di Nettuno in media. Le antiche fonti lo denominarono Nibiru, che come detto ha una lunga orbita ellittica e passa vicino alla
Terra ogni 3.600 anni. Questo pianeta sarebbero venuti gli Anunnaki di solito indicati come un gruppo di divinità che compaiono nelle mitologie di Sumeri, Accadi, Assiri e Babilonesi. Il nome “Anunnaki” deriva dai caratteri cuneiformi che compongono la parola “Anu” più il suffisso “-naki” che significa “coloro che scendono dal cielo”. Nella mitologia sumera, si dice che siano i figli di Anu e Ki e che abbiano un ruolo importante nel mito della creazione dell’umanità. La storia più famosa che coinvolge gli Anunnaki è l’Epopea di Gilgamesh, in cui Gilgamesh, un re semidio, viaggia per trovare il segreto dell’immortalità. Lungo il cammino, incontra e fa amicizia con
Enkidu, un uomo selvaggio che è stato allevato dagli Anunnaki. Insieme vivono molte avventure, tra cui la sconfitta del demone Humbaba e l’uccisione del Toro del Cielo. Alla fine, Enkidu muore e Gilgamesh si ritrova a piangere l’amico e a riflettere sulla propria mortalità. Si dice anche che gli Anunnaki abbiano dato all’umanità il dono dell’agricoltura e la conoscenza dell’astronomia e della matematica. In alcune storie, si dice addirittura che abbiano creato loro stessi gli esseri umani, per avere una razza di servitori che eseguissero i loro ordini. Che siano amici o nemici, non si può negare che gli Anunnaki siano parte integrante della mitologia mesopotamica. Grazie agli studi e alle pubblicazioni del controverso autore Zecharia Sitchin, l’idea degli Dei Anunnaki ha fatto scalpore - secondo Sitchin, gli Anunnaki
avrebbhero alterato il DNA degli uomini preistorici 450.000 anni fa, combinando i loro geni con i loro e impiegandoli per estrarre l’oro che a loro serviva per la sopravvivenza del loro pianeta Nibiru, che ha una lunga orbita ellittica e passa vicino alla Terra ogni 3.600 anni. Ha inoltre affermato che il pianeta ospitava esseri umani altamente superiori, più alti dell’uomo : il genetista di Harvard David Reich ha studiato i genomi dei Neanderthal e di un altro antico gruppo di ominini noto come Denisovani, entrambi coesistenti con gli esseri umanie ha scoperto che il loro DNA risaliva a più di 400.000 anni fa e che includeva geni non ancora scoperti noti come “Junk DNA” (DNA spazzatura), un’espressione coniata negli anni Sessanta. Secondo le ricerche sul DNA condotte da Gregg Braden, autore e scienziato americano New Age, noi utilizziamo solo 22 dei 64 codoni del nostro DNA, il che implica che il nostro DNA è stato modificato geneticamente; Gli Anunnaki hanno usato le loro tecniche avanzate di ingegneria genetica per creare gli esseri umani. Hanno usato il DNA dei Nibiruani e delle scimmie per creare una specie ibrida in grado di lavorare nelle miniere aurifere . Gli Anunnaki furono in grado di creare gli esseri umani perché avevano una grande conoscenza della genetica. Avevano anche la tecnologia per scindere il DNA e creare nuove forme di vita e quindi spiegazione più probabile della origine dell’uomo è che esso sia il risultato di avanzate tecniche di ingegneria genetica.
La storia degli Anunnaki affonda le sue radici in un testo noto come Libro di Enoch, che racconta di sette angeli caduti che scesero sulla Terra e generarono figli con donne umane. Un angelo disceso, di nome Azazel (Enoch dice che tutti coloro che sono discesi sono sotto il suo dominio), divenne il padre dei giganti che vivevano nelle tende nel deserto. Questi giganti furono chiamati Nefilim. I Nefilim divennero grandi guerrieri e uomini forti e iniziarono a terrorizzare la razza umana. Enoch racconta che Azazel insegnò loro a costruire spade, corazze e scudi e mostrò loro come usare i cosmetici., tale testo era popolare nell’antichita’ e arrivo’ addirittura alle prime comunita’ cristiane ma in seguito fu denunciato dalla Chiesa come apocrifo (non considerato parte della Bibbia). Tuttavia, molti cristiani credono ancora nella storia degli angeli caduti che vennero sulla Terra e generarono una razza di giganti nota come Nefilim. L’aspetto più interessante della storia degli Anunnaki è che si tratta di molti altri miti antichi di tutto il mondo, infatti in quasi tutte le antiche culture ci sono storie di divinità o di esseri ultraterreni che scendono sulla Terra e si accoppiano con donne umane. Queste storie spesso comportano la nascita di grandi eroi o mostri, che è esattamente ciò che vediamo nella storia degli Anunnaki. Che cosa significa tutto questo? È difficile dirlo con certezza. Alcuni credono che gli Anunnaki fossero effettivamente degli alieni che visitarono il nostro pianeta in tempi antichi. Altri credono che fossero semplicemente frutto dell’immaginazione di qualcuno. Comunque sia, la storia degli Anunnaki è una storia intrigante che ha affascinato le persone per secoli, quello che infatti intriga particolarmente e’ il fatto della creazione degli esseri umani per assolvere dei compiti di manovalanza Gli antichi testi sumeri raccontano che gli Anunnaki avevano bisogno di lavoratori per estrarre dalla terra oro che serviva a loro per riportarlo nel loro pianeta che ne aveva un estremo bisogno (il perche’ non e’ precisato). Ovviamente come ogni buon servo alle proprie dipendenze , c’era la necesita’ che questi nuovi esseri fossero anzitutto obbedienti al loro volere e costantemente sotto controllo, così a tal fine, impiantarono negli esseri umani una serie di dispositivi che li avrebbero mantenuti appunto docili esecutori
Julian Jaynes 
e poco piu’ . Qui ho gia’ scritto parecchi articoli su come riuscissero a ottenere tale risultato e ho trovato molto illuminante il meccanismo individuato dallo psichiatra americano Julian Jaynes di una mente bicamerale, cioe’ un cervello diviso a meta’ in relazione a due differenti modalita’ di pensiero e comportamentali, fondate sul linguaggio che e’ a ben vedere la specificita’ precipua dell’essere umano come distinzione dal resto del mondo della vita : un emisfero preposto a conoscere sempre meglio attraverso il meccanismo della condensazione di significati , ovvero la metafora che opera appunto per rassomiglianza tra due termini uno gia’ conosciuto e uno ancora no, condensati per similitudine “che cosa e’ questo? - be’ e’ come...quest’altro “ un meccanismo quello della metafora per accrescere la varieta’ e conoscenza di un linguaggio, il secondo invece allocato nell’emisfero opposto del cervello un meccanismo di trascinamento, non di significati tout court, ma di significanti (secondo la distinzione di De Saussure e che riprendera’ con forza lo psicoanalista Jacques Lacan, ovvero tutto uno strascico di implicazioni correlato ad un dato elemento), ovvero quello che nella linguistica si chiama metonimia. Stabilita tale doppia modalita’ di funzionamento , bisognava assicurarsi che tale nuova genia non andasse per proprio conto e quindi sfruttando il meccanismo del trascinamento di significanti, fare in modo che per metonimia si passasse tutto l’insegnamento che era stato loro impartito in relazione al muoversi nel contesto ambentale (detto in parole povere assicurarsi che nulla andasse perduto nella somma delle esperienze) per riuscire appieno in tale fatto bisognava che appena si presentasse una situazione di emergenza, delle voci allucinatorie provvedessero a che le disposizioni fossero non solo udite per poter essere messe in pratica, (fuggire di fronte ad un pericolo improvviso, farvi fronte, occultarsi, opuure come procedere alla costruzione di un argine, etc.)
ma “ob -audite” cioe’ ubbidite, senza esitazione, senza discussione.
Furono quelle “le voci degli dei” che per millenni governarono il comportamento e anche il pensiero umano: forse e’ un po’ azzardato dire che erano gli ammaestramenti o le disposizioni degli Anunnaki, ma certamente furono il meccanismo di presenza al mondo dell’uomo, prima che una di quelle metafore costruite dall’emisferio sinistro, quello del linguaggio articolato, costruisse una metafora particolare di se’ stesso, ovvero un “analogo io" come una percezione di se' in situazione, cioe’ rispetto al contesto ambientale - verrebbe da dire un originario “ESSER-CI” di sapore pre-heideggeriano . Ecco questa metafora unica, questo analogo io e' stato chiamato "coscienza" Nelle varie argomentazioni sugli Anunnaki c'è e' anche quella che sostiene che per arrivare a questo grado di ubbidienza da parte del nuovo genere, essi impiantarono un dispositivo nella ghiandola pineale che gli consentiva un continuo controllo dei meccanismi del sonno degli umani e quindi del loro comportamento che
La ghiandola pineale è una piccola ghiandola
scientificamente denominata epifisi, situata 
nell'epitalamo al centro della scatola cranica,
quindi a meta' tra i due emisferi cerebrali ed e' preposta alla sintesi e alla secrezione di un ormone la melatonina che ha un ruolo chiave  nella regolazione del ciclo sonno/veglia. Ora ragionando un tantino su tale assunto : al sonno appartiene il sogno che quindi potrebbe essere una modalita' di controllo che e' ancora presente in quanto allocata nella ghiandola pineale:  il sogno come modalita' d'elezione dell'inconscio, anche quando la coscienza soppianta la precedente organizzazione neuronale della mente bicamerale... beh ammettiamolo una tesi indubbiamente affascinante,  che potrebbe rispondere all'enigma del perche' il raccordo tra conscio e inconscio e' stato ed e' sempre tanto problematico e che con buona pace della "intepretazione dei sogni " di Freud e vari predecessori e' ben lungi dall'essere spiegato e costituisce probabilmente  uno dei misteri piu' inquietanti della natura umana,  ovvero uno (la coscienza) che  appartiene agli uomini,  l'altro (l'inconscio) agli dei. Una ghiandola nel bel mezzo dei due emisferi a cavallo tra condensazione e spostamento, tra metafora e mitonimia, potrebbe in effetti rappresentare la soluzione. peccato pero' che la chiave per accedere a questa porta di conoscenza non sembra essere a nostra portata  ed allor e' forse  piu' plausibile fare leva sulle  voci allucinatorie come iniziatrici e regolatrici  del comportamento adattivo umano e magari ripercorrerne  le modalita' regolative originarie,  facendo leva sui meccanismi inconsci che ancora possono ingenerarle, tipo i sogni, gli stress
da adattamento, le conversioni sintomatiche.... e la paura , si proprio lei la paura; quella cui ancora oggi fanno ricorso i cosidetti potenti della terra, ovvero gli eredi dei bottegai, inventandosi virus, pandemie e perseguendo allarmismi di ogni genere .

sabato 16 maggio 2026

LO SCUDO DI ARCHILOCO


Non ci sono scudi nel nostro corpo, questo assunto di un sistema immunitario che fa da scudo contro gli infami virus e batteri  e' proprio una bufala inventata dai soliti noti  Kock, Pasteur e poi Rockfeller ovvero miliardi e miliardi per convincerci e un  vero e proprio protocollo quello di un compiacente Flexner, che doveva necessariamente  tirare in ballo questa sorta di scudo una volta asserito che il terzo postulato di Kock "le malattie sono causate dai microbi" non era per nulla dimostrabile. Ancora oggi non si vuole ammettere che la teoria dell'infezione è sbagliata. Ricordiamo tutti noi che abbiamo qualche annetto in piu' quando da bambino succhiavamo e mangiavamo avidamente il ghiaccio dai cui blocchi i pezzi spaccati dall'accetta del ghiacciaiolo finivano in terra tra terra, polvere, formiche???? Ci ha mai preso qualche infezione? Mai e poi mai, anzi era proprio quel mettere mani, bocca tra

lo sporco che ti preservava da qualsivoglia infezione; la verita' e' che ti eri rifornito di microbi, necessari, indispensabili per mantenere un corpo in salute. Quindi faremmo tutti bene a farde come Archiloco , lasciare questa balla dello scudo del sistema immunitario venga abbandonata e poco importa che qualcun altro se ne appropri, sta a noi trovare una nuova piu' veritiera teoria in merito al soggiacere o meno alle malattie.
La cricca Pasteur - Kock , poi Rockfeller, AMA, Big Pharma, e Flexner fu costretta ad inventarsi di sana pianta l'esistenza di un sistema immunitario (mai prima d'allora visto da nessuno e da nessuno considerato)per controbattere alle obiezioni di

valenti scienziati i quali davanti all'affermazione di Pasteur e di Kock che sono i microbi a causare la malattia affermavano che ciò non poteva essere vero perchè anche le persone sane sono piene di microbi. Ed e' proprio per controbattere a a questa giusta obiezione, la cricca finanziata da Rockfeller si difese inventandosi l'esistenza del sistema immunitario. Fu uno dei piu' cialtroni e anche copione di varie conclusioni scientifiche del suo collega Bechamp, Pasteur che si invento' il fatto che se le persone sane non si ammalavano è perchè avevano un sistema immunitario forte, un sistema immunitario che fungeva da barriera insormontabile contro l'assalto dei microbi, mentre al contrario le persone che si ammalavano, era perchè non avevano un sistema immunitario abbastanza forte da proteggerle dall'assalto dei microbi. Diciamo che il Sistema Immunitario è una balla ed anche una truffa, così com'è una balla e una truffa la Teoria dei germi, ovvero la panzana che che siano i microbi a farci ammalare. Non esiste sistema immunitario che ti protegge dalle malattie, per il semplice fatto che le malattie non sono un male, esse originariamente erano utili all'animale - trasformando il suo corpo, i suoi organi e tessuti - per far fronte a pericoli o a situazioni eccezionali che l'individuo non sapeva come fronteggiare o risolvere. La malattia potenziando, migliorando, rendendo più efficienti organi e tessuti del tuo corpo ti permetteva di superare determinate situazioni eccezionali o di grave pericolo. In natura l'individuo ha solo il suo corpo per rispondere alle sfide dell'ambiente. La malattia - che nella prima fase, come ha ampiamente dimostrato Hamer, è sempre indolore per permetterti di affrontare al meglio la situazione eccezionale o di pericolo (mentre lotti non noti che qualcuno ti ha accoltellato) - trasformando il tuo corpo (dilatando i bronchi per avere più ossigeno, ulcerando le arterie coronarie per pompare più sangue nei muscoli, trasformando il pancreas per immettere più zuccheri nel tuo organismo, oppure nel caso del tumore allo stomaco secernendo più acido cloridrico per demolire il boccone indigesto, ecc) - la malattia ti permetteva di superare una situazione che altrimenti tu, con le forze che attingi dallo stato di normale salute, non avresti saputo come superare.
Come dice il dottor Hamer " in situazioni di eccezionale emergenza o di pericolo il corpo funziona in maniera accelerata", e cioè squilibrata, anormale. Questa è la malattia. Una risorsa che la natura mette a tua disposizione per superare lo stato di pericolo. Quando tu poi hai superato la situazione di eccezionale pericolo si entra nella secondo fase della malattia, che è sempre una fase di guarigione e di riparazione. È in questa fase che hai la febbre e che senti dolore. Febbre e dolore che ti stanno portando alla guarigione.
In sintesi: secondo il dottor Hamer l'individuo reagisce ai pericoli e agli attacchi del mondo esterno non immunizzandosi o non ammalandosi (attraverso la difesa approntata da un presunto sistema immunitario, come vorrebbe la medicina ufficiale) ma AMMALANDOSI e cioè trasformando, alterando, potenziando funzioni e cambiando dimensioni di organi e tessuti del proprio corpo . Provate a leggere qualsiasi trattato di medicina sul SISTEMA IMMUNITARIO, suggerisce il mio amico Claudio Trupiano nel suo eccezionale saggio
"Grazie Dottor Hamer " ribadito dalla sua continuazione "Grazie ancora Dottor Hamer" : con un certo piacere apprendiamo dell'esistenza di un ottimo e programmato sistema, pronto a difenderci, con vere e proprie armate di soldati, dagli intrusi che attaccano il nostro corpo. Così si legge che dal midollo partono efficienti strutture di difesa: leucociti, linfociti T, B, granulociti vari, ecc.
Ma il compiacimento e la soddisfazione di essere difesi lasciano presto il posto a uno stato di rassegnato sconforto, quando si cerca di definire un fenomeno inspiegabile per la Medicina Ufficiale: questo esercito di difesa, all'improvviso, senza una ragione plausibile, decide di diventare nemico del nostro corpo e quegli stessi soldati, preposti alla difesa, si rivoltano contro di noi. La patologia quindi viene qualificata con l'aggettivo, valido per tutte quelle similari, di MALATTIA AUTOIMMUNE. E' come se il Ministro dell'Interno(il medico) dicesse: "Non capisco perchè, senza motivo, carabinieri e poliziotti (virus e batteri) impazziscono e cominciano a sparare sui cittadini (il nostro corpo)" Infatti, a parte i generici richiami a fattori ambientali, allo stress, alla cattiva alimentazione e all'onnipresente fumo di sigarette, non si comprende il motivo di questa destabilizzazione funzionale dell'organismo.Tanto meno ha una risposta la domanda perchè succede ad alcuni e ad altri no. Risultato finale: come pazienti ci sentiamo impotenti e restiamo con lo sguardo triste, pronti ad ascoltare quanti soldati dobbiamo acquistare per aumentare le nostre difese in previsione della prossima battaglia. Nel frattempo abbiamo solo l'imbarazzo della scelta delle molteplici proposte del circo mediatico farmaceutico, che fanno a gara per farci assumere l'ultimo ritrovato che fa alzare il sistema immunitario. Se uno ha capito il senso del discorso fatto da Claudio Trupiano che ho riportato nel commento di sopra, questo qualcuno dovrebbe aver capito che senza il concetto del sistema immunitario, senza il concetto delle malattie autoimmuni inventato dalla medicina ufficiale tutto il mercato basato sui farmaci e sui vaccini di Big Pharma non avrebbe ragione di esistere, cadrebbe rovinosamente. È con la bufala del sistema immunitario debole o compromesso, del sistema immunitario che non fa più il suo dovere o che si rivolta contro di noi che Big Pharma ha potuto costruire tutto il suo mercato dei vaccini e le sue vergognose campagne vaccinali di cui abbiamo avuto i tristi esempi degli ultimi anni a proposito della colossale balla del coronavirus: infatti dopo aver elogiato l'efficienza di un presunto sistema immunitario che ci proteggerebbe dalle malattie non si manca mai di sottolineare che per le condizioni ambientali velenose in cui viviamo, per i cibi tossici che mangiamo, per la vita stressante che conduciamo e per il fatto che la maggior parte della popolazione è composta da anziani con un sistema immunitario ormai debole e compromesso e da bambini con un sistema immunitario in formazione, ci vengono a dire che tutti abbiamo un sistema immunitario ormai non funzionante, non all'altezza e che tutti avremmo bisogno di aiuti esterni per sconfiggere o proteggerci dalle malattie. tutti avremmo cioè bisogno di comprare degli anticorpi, dei soldati da schierare a difesa del nostro territorio, del nostro corpo. E con ciò il sistema del farmaco mentre sembrava che con il concetto di sistema immunitario ci volessero allontanare dalla medicina ufficiale e dalle sue pratiche in realtà ci avvicina, ci getta nelle braccia della medicina ufficiale. Infatti non bisogna mai dimenticare che la medicina ufficiale si basa, è fondata sul concetto di sistema immunitario. Cadendo questo cadrebbe tutta la sua teoria e la sua pratica, la sua medicina fasulla. Come dice il dottor Hamer, in situazioni di eccezionale pericolo o di emergenza il corpo funziona in maniera ACCELLERATA, squilibrata. Tu non vinceresti le tue sfide se il tuo corpo in fase di lotta, di combattimento funzionasse come in una normale fase di riposo: nella lotta hai bisogno di più sangue, di più ossigeno, di più zuccheri per far fronte alla situazione, per vincere o superare il pericolo. Hai bisogno che i tuoi bronchi e i tuoi polmoni si dilatino, che il cuore batta più forte e pompi più sangue, che ossa e muscoli siano più forti, più efficienti, ecc. Tutte le alterazioni e trasformazioni del tuo corpo quindi vengono in tuo soccorso per aiutarti a superare la fase di pericolo e di emergenza. Se questa fase di emergenza durasse il tempo di un normale combattimento - come avviene agli animali in natura - gli squilibri e le alterazioni del tuo corpo non avrebbero nessuna conseguenza per il tuo stato di salute. Tu non ti accorgeresti neppure delle alterazioni e delle trasformazioni del tuo corpo. La fase di ristabilimento e di ricostruzione, di ritorno alla situazione normale per ossa, muscoli, cuore, polmoni avverrebbe in un non nulla, nello spazio di un attimo e senza nessuna conseguenze per il tuo stato di salute. Durante la notte o durante lo stato di riposo avverrebbe il ritorno allo stato normale degli organi del tuo corpo impegnati nella lotta o nel conflitto recuperando le energie sprecate nella fase di lotta. Il problema sorge soltanto quando il tuo stato di lotta e di conflitto dura a lungo, in maniera permanente: in questo caso il ritorno alla normalità di organi e tessuti del tuo corpo potrebbe essere più doloroso. E questo perchè tante sono le energie che sono state sprecate nella lotta, perchè grandi sono state le trasformazioni dei tuoi organi e tessuti per far fronte alla nuova situazione createsi. Secondo quanto insegnatoci dal dottor Hamer la malattia ha due fasi.
Nella prima fase si ha - per permetterci di far fronte con successo alla situazione di pericolo o di eccezionale emergenza creatisi - l'alterazione o la trasformazione dei nostri organi e tessuti (crescita cellulare, perdita cellulare, paralisi, ecc). Questa fase è sempre indolore. Essa serve a migliorare, a potenziare o a trasformare - per permetterci di affrontare con successo la nuova situazione anormale o di pericolo nel frattempo creatisi - la struttura dei nostri organi e tessuti. La seconda fase - che avviene quando abbiamo superato il nostro conflitto esistenziale - è la fase di riparazione, di ricostruzione e di reintegro dei nostri organi e tessuti. È la fase del ritorno alla normalità. Risolto il conflitto il nostro corpo non ha più bisogno di funzionare in maniera accellerata o alterata. Gli organi e tessuti che nella prima fase si erano alterati per permetterci di risolvere il conflitto vengono riportati al loro stato di normalità. Questa seconda fase è la fase che la fasulla Medicina Ufficiale chiama malattia. Malattia che in realtà è una fase di guarigione e di reintegro, di ritorno alla normalità. Questa fase è accompagnata da dolori, da febbre, da debolezza, da infezioni, ecc. Tutti sintomi di guarigione. Ed è in questa fase che operano i microbi, non per farci ammalare ma per aiutarci a guarire (per smantellare i tumori o per aiutare a ricostruire i tessuti danneggiati o ulcerati. Quello che si deve capire - lo ripetiamo - è che il nostro organismo fa quello che gli diciamo di fare: se la realtà esterna per noi è insopportabile (non la vogliamo vedere) la retina dei nostri occhi ci rimanderà un'immagine sfocata e annebbiata della realtà (miopia). Se una persona o un fatto di vita ci sono rimasti sullo stomaco e non riusciamo a digerirli, a mandarli giu il nostro cervello ordinerà la proliferazione di un tumore nello stomaco (tumore che ha una capacità digestiva anche dieci volte superiore alle cellule normali) per farci digerire o mandare giù ciò che ci è rimasto sullo stomaco (il nostro cervello non distingue fra l'indigeriblitá di un pezzo di cibo, di una situazione di vita o di una persona). Se vogliamo sfidare o ci vogliamo opporre con successo ad una persona il nostro organismo produrrà più zuccheri (diabete) per contrastare con successo tale persona. La maggior quantità di zuccheri ci darà più forza per resistere o per opporci con successo a chi ci tormenta o ci sfida, ecc. Quindi nella malattia non c'è nessun processo degenerativo, nessun impazzimento delle nostre cellule, nessun indebolimento del nostro presunto sistema immunitario: il nostro organismo "ammalandosi" sta facendo né più e né meno ciò che gli abbiamo chiesto di fare. Secondo la truffaldina medicina ufficiale le malattie autoimmuni sarebbero patologie caratterizzate da una reazione scorretta ed abnorme del nostro presunto sistema immunitario che - non si sa per quale motivo - attaccherebbe e distruggerebbe i tessuti (ossa, muscoli, ecc) sani del nostro organismo riconoscendoli come estranei per errore. In realtà noi sappiamo - da tutta la storia dell'evoluzione - che gli animali trasformano di continuo il loro corpo per adattarlo all'ambiente in cui si trovano a vivere. Gli animali potenziano, AUMENTANO alcune parti del loro corpo oppure fanno in modo che alcune parti del loro corpo si atrofizzino, RIDUCANO le loro dimensioni fino a farle scomparire. Gli animali in natura di continuo affinano il loro corpo per rispondere con successo alle sfide dell'ambiente. Ma questa trasformazione del corpo degli animali avviene mediante quei meccanismi biologici che la fasulla medicina ufficiale chiama abnormi, AUTOIMMUNI: e cioè facendo perdita cellulare (atrofia, ulcera, necrosi) o aumento, crescita cellulare (tumori). Per adattare il corpo dell'animale all'ambiente, alle sfide per l'esistenza la natura "attacca", distrugge alcuni organi o tessuti, li atrofizza. Oppure li potenzia aumentando le loro dimensioni: quando alcuni organi o tessuti non sono più necessari per la lotta per l'esistenza la natura li atrofizza, li fa scomparire. Quando invece c'è bisogno di un organo o di un tessuto la natura li fa comparire dal nulla ovvero li potenzia, li affina (denti, artigli, corna, ecc.). Senza quelli che la truffaldina medicina chiama attacchi "AUTOIMMUNI" non ci sarebbe stata evoluzione sulla terra, non ci sarebbe stata differenziazione fra gli animali, tutto sarebbe stato eternamente identico, lo stesso. Quello che si è verificato nel corso di tutta la storia dell'evoluzione continua a ripetersi immutato quotidianamente nel corpo degli animali: essi giornalmente, di continuo hanno bisogno che il loro corpo si trasformi per rispondere al meglio alle sfide dell'ambiente. E così quando sono insoddisfatti del loro corpo, quando si SVALUTANO il loro corpo fa perdita cellulare, si atrofizza si ulcera - attacca se stesso, secondo la medicina ufficiale (presunte malattie autoimmuni) - per essere ricostruito più forte, più grande e più resistente di prima. Distruggendo o rimaneggiando alcune parti del loro corpo gli animali creano una nuova base su cui la natura crea, costruisce organi e tessuti più grandi e più forti (così come succede a qualsiasi atleta il quale con l'allenamento rompe, lesiona i suoi muscoli per vederseli ricostruire più grandi e più forti di prima nei momenti di riposo). Sono processi del tutto logici e sensati: quando l'individuo si mostra insoddisfatto del suo corpo (come un atleta durante l'allenamento) la natura lo smonta - attraverso una perdita cellulare - per ricostruirlo più grande e più forte di prima. Il nostro corpo non impazzisce, non attacca o distrugge se stesso: il nostro corpo si trasforma di continuo per adattarsi all'ambiente circostante, per rispondere al meglio alle sfide dell'ambiente. Non c'è nessun attacco autoimmune, nessun impazzimento delle nostre cellule: se un organo o un tessuto (ossa, muscoli) del nostro corpo va trasformato esso si riduce o aumenta le sue dimensioni, fa perdita cellulare o aumento cellulare, a seconda delle esigenze dell'individuo. Il nostro corpo è uno strumento vivo che risponde continuamente all'ambiente, che assume questa o quella conformazione a seconda delle convenienze dell'individuo.

mercoledì 13 maggio 2026

L'EZIOLOGIA FONDAMENTALE

 Le malattie, TUTTE LE MALATTIE,  hanno inizio con un trauma, eh si! come quello,  che Ryke Geerd  Hamer ha  subito per interposta persona del figlio - un evento che ha anche avuto un certo riscontro di cronaca, ovvero l’uccisione nell’estate del 1978  da parte del Principe Vittorio Emanuele di Savoia, che per futili motivi  si mise a sparare all’impazzata tra alcune barche attraccate a ridosso del’Isola di Cavallo in Corsica, colpendo appunto  un giovane di 19 anni Dyck che era il

 figlio di Hamer. Il ragazzo  morì  dopo 4 mesi di agonia, evento che  al padre  ingenerò un cancro al testicolo, per il quale essendo lui un oncologo ne valutò sulla sua pelle l’eziologia,  andando appunto a stabilire una connessione tra trauma e affezione. Nasce quindi da tale drammatico evento quella che questo medico arriverà a definire “ La ferrea legge del cancro” che costituisce la prima delle sue “5 Leggi” denominate  “Biologiche”  che  stabilisce che  quando uno dei conflitti dell’esistenza assume una virulenza inusitata e ha la  peculiarità di un  vero e proprio shock, improvviso, inaspettato e vissuto in uno stato, vero o supposto, di isolamento, ecco allora che la reazione del relativo foglietto embrionale sarà altrettanto virulenta e produrrà appunto un tumore ovvero una abnorme proliferazione di cellule  o una drastica riduzione, a secondo del  coinvolgimento della parte dell’encefalo preposta e questo semplicemente perchè rappresenta una forma ancestrale di reazione a quello specifico trauma per il quale è stato sollecitato un determinato foglietto embrionale, che si appunta su di una determinata parte del corpo che quindi si costituisce come una sorta di “organo/bersaglio” di un complesso processo di reazione e riparazione, che noi chiamiamo erroneamente malattia e anche cancro. La grande novità e diversità di tale concezione dalla ortodossia medica,  è innanzi tutto quella di stabilire una totale sintonia tra  mente e corpo,  ovvero una perfetta entità integrata psico/fisica e proprio in quanto tale definita biologica, ma anche quella di differenziare due diverse fasi di risposta ad un trauma, anzi a tutti i traumi:
una prima fase  cui l’unità biologica mente/corpo reagisce di primo acchitto a "botta calda" dice il senso comune, ovvero mettendo in atto tutti quei sistemi di allarme e di pronta reazione per far fronte  all'immediato

pericolo: una reazione che possiamo spiegare  a livello di sintomo
dal verbo greco “συμπίπτω - accadere, capitare insieme, in quanto composto dalla particella  σύν  che significa  appunto insieme  e il verbo  “πίπτω” che significa accadere;  ovvero che cosa è che capita insieme? appunto l’evento traumatico e l’io conscio come “persona, come presenza che si trova in questa situazione di emergenza, Hamer la chama “fase fredda o simpaticotonica in quanto innesca le innervazione del sistema simpatico, ma se uno volesse andare ad adottare una terminologia psicoanalitica, questa è una fase in cui è in gioco solo il sistema conscio dell’individuo, ovvero l’Io, che come ha osservato Freud agisce sempre per  per sintomi (accade insieme all’evento) - quindi una seconda fase, quella che si instaura quando l’emergenza è, per così dire, superata, che Hamer chiama Vagotonica o fase fredda, in quanto diretta dal nervo vago, quella che mette in azione i foglietti embrionali.  E’ in questa fase vagotonica  che si manifesta appunto la malattia, tanto più grave e virulenta, quanto più grave è stato lo schock traumatico, ma che sul proseguo dell’intenzione del presente scritto, di correlazione con la psicoanalisi, non sarà più da ascrivere solo  al sistema conscio e quindi alla pronta reazione  sintomatica bensì  anche a  quello inconscio la cui reazione è molto più elaborata, eminentemente simbolica, nel senso che deve “ri-mettere le cose a posto (sum-Ballein) che l’evento traumatico e il relativo conflitto innescatosi a livello di individualità biologica, hanno di fatto cercato di separare (dia-ballein) in una accezione di integrità e normotonia biologica. Dice Jacques Lacan che il tempo dell’inconscio è il Futuro Anteriore, quel “sarà stato” che da’ senso a quello che deve avvenire nel solco della tradizione e della ri-assunzione  di un passato da cuitrarre ispirazione; e’ quanto mai
 ovvio quindi che questo futuro anteriore è dato dalla psicoanalisi, per ora, in primissima istanza, la canonica psicoanalisi freudiana, l’interpretazione si, ma non solo dei sogni, ma di tutte le altre manifestazioni del cosiddetto inconscio, i lapsus, gli atti mancati, i motti di spirito,  le fantasie, tutte le produzioni dell’arte, scrittura, musica, pittura, scultura, architettura, cinema, quindi la malattia e in un’ultima battuta, la morte: tutti meccanismi che Freud identificava come discorso di un linguaggio, la famosa “talking Cure” secondo la felice espressione di Anna O., una delle sue prime e più celebri pazienti, “l’inconscio è strutturato come il linguaggio” ribadiva  Lacan, e in quanto a quel certo discorso, il discorso di ognuno dei prodotti dell’inconscio, che riflettono altro della coscienza...bhe! superfluo sottolineare, tornando a Freud  e alle sue espresse parole,  che “ogni discorso mancato è un discorso riuscito” Per  verificare se questo discorso mancato è davvero un discorso riuscito, dobbiamo vedere in qual modo le tipiche funzioni simboliche dei prodotti  dell’inconscio o Es, nel senso proprio del termine simbolo, possano conformarsi alle scoperte di Hamer sulle leggi biologiche e al funzionamento dei foglietti embrionali. Partiamo dall’inizio proprio dalle prime scoperte di Freud,  ebbene si! tutto sembra correlato alle parole, e non solo, ma queste parole si riferiscono a fatti, episodi, circostanze, pensieri cheperlomeno fino ad allora erano considerate un pò uno scarto del linguaggio  e anche del pensiero: "il sogno, oh diamine!  il sogno,ma ti rendi conto?":  da quando in qua un medico, un professore, si mettealla stregua di una 
 “smorfia” per vincere al lotto? e come se non bastasse: il lapsus, che cosa è un lapsus? un svista linguistico/espressiva, del tutto irrilevante ai fini del significato di un discorso compiuto, ed ancora. l’atto mancato, un pò tutto il mancato e persino il motto di spirito, una boutade, l’ironia... da che mondo è mondo, tutto armamentario buono ecco al massimo per rappresentazioni senza pretese di un teatrino di evasione. Ma il signor Freud insiste e va oltre:  tali “scarti” del linguaggio e dello stesso pensiero umano vanno sempre più assumendo un significato “altro” che tende addirittura a trascendere e superare quello tradizionalmente accreditato. E’ la famosa “rivoluzione copernicana” dell’inconscio, secondo la stessa definizione di Freud, che riprende una dizione che aveva già utilizzato Kant,  perchè è così che l’inconscio viene postulato, non come parte oscura e misteriosa della mente umana, che questa era già stata espressa da più di uno studioso : Wundt e persino Schopenauer e Nietzsche, ma che viene esperito attraverso sue manifestazioni/effetti, che si discostano dal senso cosiddetto normale, come ho fatto cenno, addirittura considerati scarti. E’ questo il modo in cui Freud scopre l’inconscio: da effetti di significazione!  Le parole sono solo uno dei  mezzi per portare alla luce, tali meccanismi e sovente neppure il più importante, checchè ne abbia a dire Anna O., anzi per lo più vanno interpretate per quello che non dicono, per quella metà nascosta, ed è proprio tra le pieghe di tali parole e individuando altri messaggi del corpo, la svista, l’accenno, il mancato, le
conversioni, insomma tutti i meccanismi dell’inconscio, che possiamo pervenire al senso profondo, appunto di quello che il corpo nella sua interezza ha da comunicarci
In effetti la “scoperta” di Freud è epocale, ma anche la “scoperta” di Hamer è epocale :”l’Io non è più padrone a casa sua” si è detto a ragione,  ma in questa casa ci sono proprietari e anche inquilini che utilizzano loro “credenze” e si comportano di conseguenza. Come giustamente ha affermato Lacan, l’Io funziona come un sintomo, anzi è il sintomo per eccellenza, per cui anche il linguaggio parlato sarà giocoforza sintomatico, ma non così l’inconscio o Es,  che come dice sempre ancora Lacan, non parla, ma ripete, ovvero dice sempre la stessa cosa! e perchè lo fa? “elementare Watson!”  direbbe lo Scherlock Holmes di Conan Doyle “...perchè non è mai capito!” Il punto è che l’Es non agisce per sintomi, ma con un altro meccanismo, ben più complesso : il SIMBOLO.

martedì 12 maggio 2026

COAZIONE A RIPETERE ...SEGNI E DISEGNI

 

E' molto intrigante  la ricorrenza di determinati segni e disegni in tutto l'universo : dalla spirale primordiale all'elica del DNA, la discriminatura dei capelli, le impronte digitali, i gorghi e i tornadi, allo schema del sistema solare e dello stesso sole ( i frutti, il kiwi, l'arancio, ì fiori coi loro petali ) fino agli impatti traumatici tipo la cometa che si infrange su di un pianeta ricoperto di acque (miticondri) e il ricadere degli spuzzi (forme delle foglie e di buon parte del mondo vegetale) - in sostanza è una graficizzazione della "coazione a ripetere" una scoperta di ...be' .... chi
se non lui?... e messa al servizio de "al di là del principio del piacere" ovvero "Eros" e "Thanatos" , la pulsione di morte e l'avallo del secondo principio della termodinamica.
Con Freud difatti questo principio di carattere termico entra nella conoscenza dei meccanismi vitali e ci dice he esiste un verso privilegiato nella direzione della "vita" dei Sistemi Naturali. Ed è, purtroppo, il verso che conduce al "degrado" dell'energiae, quindi, della vita stessa dei Sistemi naturali, biologici, vegetali, nonché quelli sociali, che da "ordinati" possono solo divenire meno "ordinati", o "disordinati", ed infine morire.Questo se sono "isolati" dal resto dell'ambiente in cui sono collocati. Se non sono "isolati" dal resto dell'ambiente possono anche divenire più "ordinati", ma a scapito di

tutti gli altri con cui interagiscono.
Il livello di disordine di un sistema fisico si esprime attraverso una grandezza che si chiama Entropia (in genere si indica con la lettera S), e la seconda legge della Termodinamica dice che l' Entropia di un Sistema (chiamiamolo sistema A), isolato dal resto dell'ambiente puo'solo crescere nel tempo. Quindi, il livello di "disordine" del sistema A, se è isolato, può solo aumentare e non diminuisce mai spontaneamente si tratti di un sistema fisico, di un sistema biologico, sociale, non cambia la legge.Ma torniamo ai nostri "disegni" e al loro riproporsi in tutte le forme del creato.Dopo i vegetali, anche la vita animale è fatta di continue riproposizioni e nulla si riprone più fedelmente delle parti del nostro corpo, gli occhi, la testa, le mani i piedi e ovviamente le parti uro/genitali e sessuali
Per ciò che concerne il maschile , bè è quanto mai palese a chi e cosa si rifanno: i pesci! che da subito popolarono le distese marine, dopo il grande impatto della cometa staccatasi dalla spirale primordiale con l'elemento marino. ma i pesci non furono gli unici animali che popolarono il mare: c'erano altresì polpi, gamberi, ricci,granchi, meduse, di cui ora non sto a precisare, ma c'erano anche mitili, ovvero cozze, vongole telline, ostriche ecco sopratutto animali molto simili alle ostriche, ovvero un guscio rigido e duro, ma all'interno qualcosa di estremamente morbido, umido, scivoloso e anche delizioso.
FERENZI CON FREUD

Opportuno rileggersi lo straordinario libro di Sandor Fernczi (Thalassa) dove viene dettagliato l'origine degli organi maschili e anche il meccanismo dei rapporti sessuali, che lui chiama amphimixi, ma del femminile non ne parla. per niente! ed ecco allora che mi sono venute certe ideucce, stimolate proprio dalla suzione di una squisita ostrica, che era proprio identica a....eh si! proprio a lei! abbiamo il maschile, abbiamo il femminile e possiamo innescare tutti i processi descritti da Ferenczi.... i non poi così misteriosi, amphimixi , si ma c'è un problema: da chi e da cosa, le ostriche e i mitili in genere (anche la cozza non scherza come somiglianza, solo che con quel guscio nero come la pece e quell'arancione dell'interno così vivo, ecco può dar adito ad un distinguo rispetto alla delicatezza,alla fragranza e anche alla maggiore presentabilità dell'ostrica...insomma è possibile che la coazione a ripetere sia passata anche nel linguaggio articolato? come siamo soliti definire una ragazza quando non è troppo avvenente???? Siamo nel divertissement e certo anche un pò nell'azzardo, ma visto che abbiamo fatto trenta, facciamo trentuno: l'anatomia può sezionare, sviscerare tutto del corpo e certo anche quello di un essere femminile, anche di quella certa parte del corpo femminile, spiegare come l'ovulo possa essere perforato da uno spermatozoo e ingenerare una nuova vita, però non può mai convincerci fino in fondo, come e che cosa possa esserci nel profondo, quale sia la vera essenza di tale processo, c'è qualcosa che sfuggirà sempre, lo chiamano "il mistero della vita".
E se proprio nel femminile, il mistero per eccellenza, quella famosa coazione a ripetere si sia divertita a porre una delle ultime scoperte dell'astro-fisica, qualcosa che c'è, ma non si vede, una sorta di vertigine in cui il nostro pensiero è catturato, come la luce, di cui "IL BUCO NERO" si dice, possa racchiudere entro di sè, per intero tutta l'essenza?????

giovedì 9 aprile 2026

NASCITA, MORTE E MARE

 

Abbiamo osservato nel parallelo articolo sul Blog capotesta Lenardullier.blogspot.com,  che la nascita ha come suo momento clou il parto, un qualcosa  che noi abbiamo sempre guardato dall’esterno, tutti,  anche la  diretta interessata cioe’ colei che lo compie, gravida, addolorata , ma pur sempre condizionata dal visivo, dalla rappresentazione di quel che avviene  anche in prossimità’ dell’evento : la stanza d’Ospedale, o la figura della levatrice, l’odore di sangue e di sudore, il proprio corpo in sofferenza,  pero'  fino all’apparire del bambino o della bambina, niente di quello che sta avvenendo, di quello che costituisce il motivo di tutta quella sensazione  e’ percepito dall’occhio. Noi possiamo, dalla testimonianza delle donne esperire il tipo di queste sensazioni, ma assolutamente  non sappiamo nulla di cosa percepisca il frutto di quell’evento, ovvero il nascituro e appena nato : quali siano i suoi pensieri, il suo vedere, il suo sentire , niente di niente, solo  un sentito dire, un senno di poi,  una conoscenza che pure deriva sempre da una metafora, la "metaforasoggetto del parto" . Ora per nostra comodita’, presumiamo che le soggetto sia dotato di un suo proprio raziocinio ed anzi per maggiore nostra comodita’ immaginiamo che non sia solo, ma in compagnia di un
gemello con il quale  interloquire , e facciamo partecipi di un loro possibile dialogo “
 Che dici….?” chiede l’uno all’altro ci sara’ una vita dopo il parto, e come potrebbe essere ? Io penso  che qualche cosa dopo debba per forza esserci, senno’ quale lo scopo di tutto questo buio,  di questa nostra angustia? magari chissa’ ci saranno luci mirabolanti con colori vivaci e spazi sconfinati, dove i nostri occhi potranno guardare e le nostre gambe muoversi  e forse potremo respirare l’aria direttamente coi nostri polmoni  e mangiare cibo con la nostra bocca! ...” Ma e’ assurdo, camminare e’ impossibile, e mangiare con la nostra bocca poi, il cordone ombelicale  e’ l’unica possibilita’ di alimentazione ed e’ troppo corto perche’ possa permetterci di andare in giro a cercare cibo, te lo ripeto  la vita dopo il parto e’ da escludere ” ”io invece credo che qualche cosa di diverso, di piu’ vasto, dipiu’ grande, di piu’ luminoso debba esserci  debba esserci” ...gia’ ma nessuno e’ mai tornato dopo il parto a dirci  cosa c’è e se ci sia qualcosa di simile a questo fantasmagorico mondo di cui vai cianciando, no credi a me,  il parto e’ proprio la fine  e non c’è niente al di la’, niente di quello che tu ti vai a fantasticare “ ... “ be’ io non so cosa ci possa essere esattamente , ma perlomeno vedremo la mamma !”... “la mamma?!?! ..."Tu credi nella mamma???? E dove credi che sia ora , con noi no , io riesco solo a sentire l’angoscia del nulla””dove dici’?, ma tutt’attorno anoi  e’ in lei e grazie a lei  che noi esistiamo  e magari chissa ‘ ci trasformeremo in qualcos’altro che riuscira ‘ a percepire un qualcos’altro e anche una mamma “... “ balle, tutte balle, io non credone’ alla mamma ne’ a questo tuo mondo immaginario che dovrebbe divenire reale, non ho mai visto ne’ l’una, ne’ l’altro per cui e’ logico che essi non esistano".  A questo punto c'è una sorta di chiosa del primo interlocutore, quello che aveva espresso le perplessita' sulla convinzione che non ci fosse nulla dopo il parto, perplessita' verso  le quali non possiamo non sorridere avanzando la nostra certezza sulla realta' del mondo di quella visione   :  “Eppure  a volte, quando siamo in silenzio mi sembra di riuscire a sentire come una carezza , una sorta di affiato tra i due mondi di cui lei la mamma e’ il tramite e mi sembra anche di percepire  un qualcosa di reale che come ci aspetta  e per il quale noi ci stiamo preparando”.                                                                                   
Ebbene si la "metafora parto" che possiamo identificare con una "metafora nascita"  a ben vedere risulta  del tutto equivalente alla "metafora morte" che questa volta possiamo immaginare con due vecchietti su di una panchina di un viale al tramonto a dissertare giustappunto sulla prossima  ravvicinata dipartita....stesse domande, stessi dubbi, nell'uno come nell'altro caso, ma in questa seconda accezione siamo in presenza di una eventualita' di trasformazione dove manca un terzo soggetto, il "soggetto supposto sapere"  tanto per appropriarci di un'espressione Lacaniana, colui cioe'   che conosce l'esito di tale trasformazione,  come invecesi  era nella precedente , quindi tutti i dubbi, tutte le perplessita'

sono destinate a non avere risposta. Viene quindi di affidarci ad una idea di equivalenza tra principio e fine che le antiche culture simboleggiavano nel simbolo dell'infinito, l'Uroboros , il serpente che si morde la coda  e in questa sua eterna azione e trasformazione si avrebbe la significanza del fenomeno vita  Vale anche una ulteriore metafora  quella della goccia d'acqua .  a ben vedere la vita di ciascuno di noi somiglia ad  una goccia d'acqua, protesa verso il mare. Il percorso che porta da una nube alla distesa marina ha sempre un che di procelloso ed anche di paura che costituisce il rivestimento della goccia e che può appunto essere inteso come il processo della vita stessa, ma poi quando essa si congiunge con il mare, allora non conta più né rivestimento né paura, ma la goccia si è con-
fusa nella distesa marina e la sua essenza e' solo l'acqua, non potrrebbe essere lo stesso anche per noi anche nella seconda accezione della metafora morte  che rappresenterebbe anche essa un poassaggio, un passaggio di probabile trasformazione, come il parto come la goccia d'acqua rispetto al mare, dove i rivestimenti sono solo una etichetta che non inficia nulla del processo, che ha sempre una confluenza in un qualcosa di piu' vasto, infinitamente piu' vasto   

 

 

 

IL DISTINGUO DI SCHMITT

Stante  la entusiasmante lettura del libello Terra Mare di Carl Schmitt ove per la prima volta  e' stato identificato con ferma chiarezz...