mercoledì 13 maggio 2026

L'EZIOLOGIA FONDAMENTALE

 Le malattie, TUTTE LE MALATTIE,  hanno inizio con un trauma, eh si! come quello,  che Ryke Geerd  Hamer ha  subito per interposta persona del figlio - un evento che ha anche avuto un certo riscontro di cronaca, ovvero l’uccisione nell’estate del 1978  da parte del Principe Vittorio Emanuele di Savoia, che per futili motivi  si mise a sparare all’impazzata tra alcune barche attraccate a ridosso del’Isola di Cavallo in Corsica, colpendo appunto  un giovane di 19 anni Dyck che era il

 figlio di Hamer. Il ragazzo  morì  dopo 4 mesi di agonia, evento che  al padre  ingenerò un cancro al testicolo, per il quale essendo lui un oncologo ne valutò sulla sua pelle l’eziologia,  andando appunto a stabilire una connessione tra trauma e affezione. Nasce quindi da tale drammatico evento quella che questo medico arriverà a definire “ La ferrea legge del cancro” che costituisce la prima delle sue “5 Leggi” denominate  “Biologiche”  che  stabilisce che  quando uno dei conflitti dell’esistenza assume una virulenza inusitata e ha la  peculiarità di un  vero e proprio shock, improvviso, inaspettato e vissuto in uno stato, vero o supposto, di isolamento, ecco allora che la reazione del relativo foglietto embrionale sarà altrettanto virulenta e produrrà appunto un tumore ovvero una abnorme proliferazione di cellule  o una drastica riduzione, a secondo del  coinvolgimento della parte dell’encefalo preposta e questo semplicemente perchè rappresenta una forma ancestrale di reazione a quello specifico trauma per il quale è stato sollecitato un determinato foglietto embrionale, che si appunta su di una determinata parte del corpo che quindi si costituisce come una sorta di “organo/bersaglio” di un complesso processo di reazione e riparazione, che noi chiamiamo erroneamente malattia e anche cancro. La grande novità e diversità di tale concezione dalla ortodossia medica,  è innanzi tutto quella di stabilire una totale sintonia tra  mente e corpo,  ovvero una perfetta entità integrata psico/fisica e proprio in quanto tale definita biologica, ma anche quella di differenziare due diverse fasi di risposta ad un trauma, anzi a tutti i traumi:
una prima fase  cui l’unità biologica mente/corpo reagisce di primo acchitto a "botta calda" dice il senso comune, ovvero mettendo in atto tutti quei sistemi di allarme e di pronta reazione per far fronte  all'immediato

pericolo: una reazione che possiamo spiegare  a livello di sintomo
dal verbo greco “συμπίπτω - accadere, capitare insieme, in quanto composto dalla particella  σύν  che significa  appunto insieme  e il verbo  “πίπτω” che significa accadere;  ovvero che cosa è che capita insieme? appunto l’evento traumatico e l’io conscio come “persona, come presenza che si trova in questa situazione di emergenza, Hamer la chama “fase fredda o simpaticotonica in quanto innesca le innervazione del sistema simpatico, ma se uno volesse andare ad adottare una terminologia psicoanalitica, questa è una fase in cui è in gioco solo il sistema conscio dell’individuo, ovvero l’Io, che come ha osservato Freud agisce sempre per  per sintomi (accade insieme all’evento) - quindi una seconda fase, quella che si instaura quando l’emergenza è, per così dire, superata, che Hamer chiama Vagotonica o fase fredda, in quanto diretta dal nervo vago, quella che mette in azione i foglietti embrionali.  E’ in questa fase vagotonica  che si manifesta appunto la malattia, tanto più grave e virulenta, quanto più grave è stato lo schock traumatico, ma che sul proseguo dell’intenzione del presente scritto, di correlazione con la psicoanalisi, non sarà più da ascrivere solo  al sistema conscio e quindi alla pronta reazione  sintomatica bensì  anche a  quello inconscio la cui reazione è molto più elaborata, eminentemente simbolica, nel senso che deve “ri-mettere le cose a posto (sum-Ballein) che l’evento traumatico e il relativo conflitto innescatosi a livello di individualità biologica, hanno di fatto cercato di separare (dia-ballein) in una accezione di integrità e normotonia biologica. Dice Jacques Lacan che il tempo dell’inconscio è il Futuro Anteriore, quel “sarà stato” che da’ senso a quello che deve avvenire nel solco della tradizione e della ri-assunzione  di un passato da cuitrarre ispirazione; e’ quanto mai
 ovvio quindi che questo futuro anteriore è dato dalla psicoanalisi, per ora, in primissima istanza, la canonica psicoanalisi freudiana, l’interpretazione si, ma non solo dei sogni, ma di tutte le altre manifestazioni del cosiddetto inconscio, i lapsus, gli atti mancati, i motti di spirito,  le fantasie, tutte le produzioni dell’arte, scrittura, musica, pittura, scultura, architettura, cinema, quindi la malattia e in un’ultima battuta, la morte: tutti meccanismi che Freud identificava come discorso di un linguaggio, la famosa “talking Cure” secondo la felice espressione di Anna O., una delle sue prime e più celebri pazienti, “l’inconscio è strutturato come il linguaggio” ribadiva  Lacan, e in quanto a quel certo discorso, il discorso di ognuno dei prodotti dell’inconscio, che riflettono altro della coscienza...bhe! superfluo sottolineare, tornando a Freud  e alle sue espresse parole,  che “ogni discorso mancato è un discorso riuscito” Per  verificare se questo discorso mancato è davvero un discorso riuscito, dobbiamo vedere in qual modo le tipiche funzioni simboliche dei prodotti  dell’inconscio o Es, nel senso proprio del termine simbolo, possano conformarsi alle scoperte di Hamer sulle leggi biologiche e al funzionamento dei foglietti embrionali. Partiamo dall’inizio proprio dalle prime scoperte di Freud,  ebbene si! tutto sembra correlato alle parole, e non solo, ma queste parole si riferiscono a fatti, episodi, circostanze, pensieri cheperlomeno fino ad allora erano considerate un pò uno scarto del linguaggio  e anche del pensiero: "il sogno, oh diamine!  il sogno,ma ti rendi conto?":  da quando in qua un medico, un professore, si mettealla stregua di una 
 “smorfia” per vincere al lotto? e come se non bastasse: il lapsus, che cosa è un lapsus? un svista linguistico/espressiva, del tutto irrilevante ai fini del significato di un discorso compiuto, ed ancora. l’atto mancato, un pò tutto il mancato e persino il motto di spirito, una boutade, l’ironia... da che mondo è mondo, tutto armamentario buono ecco al massimo per rappresentazioni senza pretese di un teatrino di evasione. Ma il signor Freud insiste e va oltre:  tali “scarti” del linguaggio e dello stesso pensiero umano vanno sempre più assumendo un significato “altro” che tende addirittura a trascendere e superare quello tradizionalmente accreditato. E’ la famosa “rivoluzione copernicana” dell’inconscio, secondo la stessa definizione di Freud, che riprende una dizione che aveva già utilizzato Kant,  perchè è così che l’inconscio viene postulato, non come parte oscura e misteriosa della mente umana, che questa era già stata espressa da più di uno studioso : Wundt e persino Schopenauer e Nietzsche, ma che viene esperito attraverso sue manifestazioni/effetti, che si discostano dal senso cosiddetto normale, come ho fatto cenno, addirittura considerati scarti. E’ questo il modo in cui Freud scopre l’inconscio: da effetti di significazione!  Le parole sono solo uno dei  mezzi per portare alla luce, tali meccanismi e sovente neppure il più importante, checchè ne abbia a dire Anna O., anzi per lo più vanno interpretate per quello che non dicono, per quella metà nascosta, ed è proprio tra le pieghe di tali parole e individuando altri messaggi del corpo, la svista, l’accenno, il mancato, le
conversioni, insomma tutti i meccanismi dell’inconscio, che possiamo pervenire al senso profondo, appunto di quello che il corpo nella sua interezza ha da comunicarci
In effetti la “scoperta” di Freud è epocale, ma anche la “scoperta” di Hamer è epocale :”l’Io non è più padrone a casa sua” si è detto a ragione,  ma in questa casa ci sono proprietari e anche inquilini che utilizzano loro “credenze” e si comportano di conseguenza. Come giustamente ha affermato Lacan, l’Io funziona come un sintomo, anzi è il sintomo per eccellenza, per cui anche il linguaggio parlato sarà giocoforza sintomatico, ma non così l’inconscio o Es,  che come dice sempre ancora Lacan, non parla, ma ripete, ovvero dice sempre la stessa cosa! e perchè lo fa? “elementare Watson!”  direbbe lo Scherlock Holmes di Conan Doyle “...perchè non è mai capito!” Il punto è che l’Es non agisce per sintomi, ma con un altro meccanismo, ben più complesso : il SIMBOLO.

martedì 12 maggio 2026

COAZIONE A RIPETERE ...SEGNI E DISEGNI

 

E' molto intrigante  la ricorrenza di determinati segni e disegni in tutto l'universo : dalla spirale primordiale all'elica del DNA, la discriminatura dei capelli, le impronte digitali, i gorghi e i tornadi, allo schema del sistema solare e dello stesso sole ( i frutti, il kiwi, l'arancio, ì fiori coi loro petali ) fino agli impatti traumatici tipo la cometa che si infrange su di un pianeta ricoperto di acque (miticondri) e il ricadere degli spuzzi (forme delle foglie e di buon parte del mondo vegetale) - in sostanza è una graficizzazione della "coazione a ripetere" una scoperta di ...be' .... chi
se non lui?... e messa al servizio de "al di là del principio del piacere" ovvero "Eros" e "Thanatos" , la pulsione di morte e l'avallo del secondo principio della termodinamica.
Con Freud difatti questo principio di carattere termico entra nella conoscenza dei meccanismi vitali e ci dice he esiste un verso privilegiato nella direzione della "vita" dei Sistemi Naturali. Ed è, purtroppo, il verso che conduce al "degrado" dell'energiae, quindi, della vita stessa dei Sistemi naturali, biologici, vegetali, nonché quelli sociali, che da "ordinati" possono solo divenire meno "ordinati", o "disordinati", ed infine morire.Questo se sono "isolati" dal resto dell'ambiente in cui sono collocati. Se non sono "isolati" dal resto dell'ambiente possono anche divenire più "ordinati", ma a scapito di

tutti gli altri con cui interagiscono.
Il livello di disordine di un sistema fisico si esprime attraverso una grandezza che si chiama Entropia (in genere si indica con la lettera S), e la seconda legge della Termodinamica dice che l' Entropia di un Sistema (chiamiamolo sistema A), isolato dal resto dell'ambiente puo'solo crescere nel tempo. Quindi, il livello di "disordine" del sistema A, se è isolato, può solo aumentare e non diminuisce mai spontaneamente si tratti di un sistema fisico, di un sistema biologico, sociale, non cambia la legge.Ma torniamo ai nostri "disegni" e al loro riproporsi in tutte le forme del creato.Dopo i vegetali, anche la vita animale è fatta di continue riproposizioni e nulla si riprone più fedelmente delle parti del nostro corpo, gli occhi, la testa, le mani i piedi e ovviamente le parti uro/genitali e sessuali
Per ciò che concerne il maschile , bè è quanto mai palese a chi e cosa si rifanno: i pesci! che da subito popolarono le distese marine, dopo il grande impatto della cometa staccatasi dalla spirale primordiale con l'elemento marino. ma i pesci non furono gli unici animali che popolarono il mare: c'erano altresì polpi, gamberi, ricci,granchi, meduse, di cui ora non sto a precisare, ma c'erano anche mitili, ovvero cozze, vongole telline, ostriche ecco sopratutto animali molto simili alle ostriche, ovvero un guscio rigido e duro, ma all'interno qualcosa di estremamente morbido, umido, scivoloso e anche delizioso.
FERENZI CON FREUD

Opportuno rileggersi lo straordinario libro di Sandor Fernczi (Thalassa) dove viene dettagliato l'origine degli organi maschili e anche il meccanismo dei rapporti sessuali, che lui chiama amphimixi, ma del femminile non ne parla. per niente! ed ecco allora che mi sono venute certe ideucce, stimolate proprio dalla suzione di una squisita ostrica, che era proprio identica a....eh si! proprio a lei! abbiamo il maschile, abbiamo il femminile e possiamo innescare tutti i processi descritti da Ferenczi.... i non poi così misteriosi, amphimixi , si ma c'è un problema: da chi e da cosa, le ostriche e i mitili in genere (anche la cozza non scherza come somiglianza, solo che con quel guscio nero come la pece e quell'arancione dell'interno così vivo, ecco può dar adito ad un distinguo rispetto alla delicatezza,alla fragranza e anche alla maggiore presentabilità dell'ostrica...insomma è possibile che la coazione a ripetere sia passata anche nel linguaggio articolato? come siamo soliti definire una ragazza quando non è troppo avvenente???? Siamo nel divertissement e certo anche un pò nell'azzardo, ma visto che abbiamo fatto trenta, facciamo trentuno: l'anatomia può sezionare, sviscerare tutto del corpo e certo anche quello di un essere femminile, anche di quella certa parte del corpo femminile, spiegare come l'ovulo possa essere perforato da uno spermatozoo e ingenerare una nuova vita, però non può mai convincerci fino in fondo, come e che cosa possa esserci nel profondo, quale sia la vera essenza di tale processo, c'è qualcosa che sfuggirà sempre, lo chiamano "il mistero della vita".
E se proprio nel femminile, il mistero per eccellenza, quella famosa coazione a ripetere si sia divertita a porre una delle ultime scoperte dell'astro-fisica, qualcosa che c'è, ma non si vede, una sorta di vertigine in cui il nostro pensiero è catturato, come la luce, di cui "IL BUCO NERO" si dice, possa racchiudere entro di sè, per intero tutta l'essenza?????

giovedì 9 aprile 2026

NASCITA, MORTE E MARE

 

Abbiamo osservato nel parallelo articolo sul Blog capotesta Lenardullier.blogspot.com,  che la nascita ha come suo momento clou il parto, un qualcosa  che noi abbiamo sempre guardato dall’esterno, tutti,  anche la  diretta interessata cioe’ colei che lo compie, gravida, addolorata , ma pur sempre condizionata dal visivo, dalla rappresentazione di quel che avviene  anche in prossimità’ dell’evento : la stanza d’Ospedale, o la figura della levatrice, l’odore di sangue e di sudore, il proprio corpo in sofferenza,  pero'  fino all’apparire del bambino o della bambina, niente di quello che sta avvenendo, di quello che costituisce il motivo di tutta quella sensazione  e’ percepito dall’occhio. Noi possiamo, dalla testimonianza delle donne esperire il tipo di queste sensazioni, ma assolutamente  non sappiamo nulla di cosa percepisca il frutto di quell’evento, ovvero il nascituro e appena nato : quali siano i suoi pensieri, il suo vedere, il suo sentire , niente di niente, solo  un sentito dire, un senno di poi,  una conoscenza che pure deriva sempre da una metafora, la "metaforasoggetto del parto" . Ora per nostra comodita’, presumiamo che le soggetto sia dotato di un suo proprio raziocinio ed anzi per maggiore nostra comodita’ immaginiamo che non sia solo, ma in compagnia di un
gemello con il quale  interloquire , e facciamo partecipi di un loro possibile dialogo “
 Che dici….?” chiede l’uno all’altro ci sara’ una vita dopo il parto, e come potrebbe essere ? Io penso  che qualche cosa dopo debba per forza esserci, senno’ quale lo scopo di tutto questo buio,  di questa nostra angustia? magari chissa’ ci saranno luci mirabolanti con colori vivaci e spazi sconfinati, dove i nostri occhi potranno guardare e le nostre gambe muoversi  e forse potremo respirare l’aria direttamente coi nostri polmoni  e mangiare cibo con la nostra bocca! ...” Ma e’ assurdo, camminare e’ impossibile, e mangiare con la nostra bocca poi, il cordone ombelicale  e’ l’unica possibilita’ di alimentazione ed e’ troppo corto perche’ possa permetterci di andare in giro a cercare cibo, te lo ripeto  la vita dopo il parto e’ da escludere ” ”io invece credo che qualche cosa di diverso, di piu’ vasto, dipiu’ grande, di piu’ luminoso debba esserci  debba esserci” ...gia’ ma nessuno e’ mai tornato dopo il parto a dirci  cosa c’è e se ci sia qualcosa di simile a questo fantasmagorico mondo di cui vai cianciando, no credi a me,  il parto e’ proprio la fine  e non c’è niente al di la’, niente di quello che tu ti vai a fantasticare “ ... “ be’ io non so cosa ci possa essere esattamente , ma perlomeno vedremo la mamma !”... “la mamma?!?! ..."Tu credi nella mamma???? E dove credi che sia ora , con noi no , io riesco solo a sentire l’angoscia del nulla””dove dici’?, ma tutt’attorno anoi  e’ in lei e grazie a lei  che noi esistiamo  e magari chissa ‘ ci trasformeremo in qualcos’altro che riuscira ‘ a percepire un qualcos’altro e anche una mamma “... “ balle, tutte balle, io non credone’ alla mamma ne’ a questo tuo mondo immaginario che dovrebbe divenire reale, non ho mai visto ne’ l’una, ne’ l’altro per cui e’ logico che essi non esistano".  A questo punto c'è una sorta di chiosa del primo interlocutore, quello che aveva espresso le perplessita' sulla convinzione che non ci fosse nulla dopo il parto, perplessita' verso  le quali non possiamo non sorridere avanzando la nostra certezza sulla realta' del mondo di quella visione   :  “Eppure  a volte, quando siamo in silenzio mi sembra di riuscire a sentire come una carezza , una sorta di affiato tra i due mondi di cui lei la mamma e’ il tramite e mi sembra anche di percepire  un qualcosa di reale che come ci aspetta  e per il quale noi ci stiamo preparando”.                                                                                   
Ebbene si la "metafora parto" che possiamo identificare con una "metafora nascita"  a ben vedere risulta  del tutto equivalente alla "metafora morte" che questa volta possiamo immaginare con due vecchietti su di una panchina di un viale al tramonto a dissertare giustappunto sulla prossima  ravvicinata dipartita....stesse domande, stessi dubbi, nell'uno come nell'altro caso, ma in questa seconda accezione siamo in presenza di una eventualita' di trasformazione dove manca un terzo soggetto, il "soggetto supposto sapere"  tanto per appropriarci di un'espressione Lacaniana, colui cioe'   che conosce l'esito di tale trasformazione,  come invecesi  era nella precedente , quindi tutti i dubbi, tutte le perplessita'

sono destinate a non avere risposta. Viene quindi di affidarci ad una idea di equivalenza tra principio e fine che le antiche culture simboleggiavano nel simbolo dell'infinito, l'Uroboros , il serpente che si morde la coda  e in questa sua eterna azione e trasformazione si avrebbe la significanza del fenomeno vita  Vale anche una ulteriore metafora  quella della goccia d'acqua .  a ben vedere la vita di ciascuno di noi somiglia ad  una goccia d'acqua, protesa verso il mare. Il percorso che porta da una nube alla distesa marina ha sempre un che di procelloso ed anche di paura che costituisce il rivestimento della goccia e che può appunto essere inteso come il processo della vita stessa, ma poi quando essa si congiunge con il mare, allora non conta più né rivestimento né paura, ma la goccia si è con-
fusa nella distesa marina e la sua essenza e' solo l'acqua, non potrrebbe essere lo stesso anche per noi anche nella seconda accezione della metafora morte  che rappresenterebbe anche essa un poassaggio, un passaggio di probabile trasformazione, come il parto come la goccia d'acqua rispetto al mare, dove i rivestimenti sono solo una etichetta che non inficia nulla del processo, che ha sempre una confluenza in un qualcosa di piu' vasto, infinitamente piu' vasto   

 

 

 

domenica 22 marzo 2026

SUL SOVRANISMO

 

Nazione sovrana e’ per me una qualifica diversa dei due termini presi a se’ che indicano degli –ismi di cui oggi si sta facendo un uso spropositato e spesso e volentieri errato : con l’-ismo di nazione/nazionalismo, si  intende spesso e volentieri un significato di eccessivo attaccamento alla propria compagine nazionale che francamente risulta piuttosto esagerato solo in determinati eventi tipo campionati del mondo di calcio, olimpiadi, manifestazioni agonistiche e sportive in genere : in tali occasioni difatti viene fuori tutto quello spirito di attaccamento alla propria nazione  che puo’ anche risultare fastidioso per eccessiva partecipazione e anche per  una pronunciata mancanza di spirito critico e obiettività. Diverso e’ il termine sovran-ismo che indica una sorta di gestione di potere che si vorrebbe pertinenza della propria terra con comunanza di storia e tradizione . Il termine quindi congiunto di “Nazione Sovrana “ si riferisce a uno Stato che esercita piena sovranità, ovvero indipendenza e autonomia, su un determinato territorio e popolazione. In altre parole, è uno stato che non è soggetto al controllo o all'influenza di altri stati o poteri esterni ed e' anche una esptressione che dovrebbe lasciar intendere una entita’ univoca che riesca a conciliare  tutte le forze socioeconomiche  ma soprattutto di tradizioni, cultura e ideali che  contraddistinguono una popolazione e che danno luogo ad una determinata operatività  in tutti quegli specifici che possono adeguatamente rappresentare la propria comunita’ e anche perseguire attivita’ e iniziative di conservazione e anche di miglioramento  delle condizioni di vita nell’ambito della propria giurisdizione,  Il concetto di stato nazionale e’ in qualche maniera antitetico a quello di Impero o comunque di una federazione , come sappiamo dalle ben note differenze che venivano poste fin dagli anni del liceo tra lo studio e le analisi ad esempio di un Dante Alighieri rispetto ad un Francesco Petrarca o anche dalle diatribe belliche tra Impero e Papato o addirittura singoli Comuni che magari si costituivano in Lega solo occasionalmente ; insomma, detto in altre parole: aggregazione, unione, magari federazione, di Stati oppure singoli entita’ nazionali così come ratificato dalla pace di Westfalia del 1648  che pose fine alla guerra dei trent’anni e da cui appunto vennero ratificate  le diverse  entita’ nazionali  come piu’ compiuta espressione della borghesia  emergente che si sarebbe imposta nei secoli successivi. Io personalmente, pur nell’ammirazione del modello imperiale Romano, riproposto  successivamente in varie accezioni (il Sacro Romano impero  di Carlo Magno,  lo Stupor Mundi di Federico II,  la grande fioritura della Praga di Carlo IV  e l’impero su cui non tramonta il sole di Carlo V , sono piu’ orientato, probabilmente per tradizione e cultura, al modello delle singole entita’ nazionali, cercando pero’ di non  cadere in quelle esasperazioni che in genere si attribuiscono a tutte le ideologie nazionaliste . Nazionale dunque con le dovute cautele e riserve, ma sovranità imprescindibile per ogni singola entita’ nazionale, eh si anche e soprattutto quella sovranità monetaria di cui oggi si e’ tornato tanto  a discutere previa la delusione della fallimentare e catastrofica esperienza della cosidetta Unione Europea ovvero la UE delle Banche, dell’alta finanza, di un ipocrita Globalismo all’insegna della  mortificazione giustappunto della sovranità di ogni  compagine nazionale che per sua disgrazia ne e’ entrata a far parte  in coincidenza con l’inizio di questo disgraziato terzo millennio. La nazione che riuscira’ a sottrarsi al diabolico potere del diffuso mercimonio della UE dovra’ non piu’ fare riferimentio alla finanza, alle banche ad un esasperato e accomodato scientismo , dovra’ al contrario concepirsi come  l’unione organica di un popolo senza identificarsi in una determinata forma economica  come purtroppo e’ avvenuto nel nostro mondo occidentale , nell’accezione  della produzione e nello scambio di merci e sotto il totale dominio del dio denaro, (reale ed anche virtuale) vero e proprio feticcio del cosidetto mondo moderno e vieppiu’ “post moderno”, secondo l’accezione datane dai piu’ qualificati pensatori moderni , ovviamente  non  di fede liberista o neoliberista, per intenderci persone come De Benoist, Preve, Dugin, su ispirazione e riferimento con il meglio del pensiero della tradizione e della vera cultura (Evola, Guenon, Spengler, Schmitt, Junger) Ebbene c'è un libello di recente pubblicazione titolato appunto Nazione Sovrana dello storico  Daniele Proietti  dove  viene avanzata la tesi che la piu' alta espressione di questo 

concetto di Nazione Sovrana  sia stato realizzato (ma successivamente interrotto dalla ben nota mobilitazione e crociata di tutto il mondo capitalista, erede di quello spirito bottegaio di origine anglosassone , ovvero Inghilterra e Stati Uniti ) dalla Germania Nazionalsocialista nei pochi anni dal 1933 allo scoppio della seconda guerra mondiale che riusci' ad annullare la dittatura del "Debito Pubblico"  e di converso nell'esiguo tempo di 6 anni  realizzare una indipendenza economica  e  un benessere sociale che mai aveva avuto confronti in una nazione del mondo  occidentale
. La parte ideale di questo programma che doveva avere tanto successo era come e' noto fondata su di un principio di pronunciato razzismo in particolare nei riguardi degli ebrei, che ha offerto il destro per una,  non solo critica, ma addirittura anatema generalizzato, messo in atto dalle potenze capitalistiche vincitrici del conflitto  che aveva visto i due mondi contrapposti dal 1939 al 1945, dei quali solo oggi si cominciano ad intravedere  dei risvolti (enfatizzati dall'autore del saggio) che sollevano parecchi dubbi sulle modalita’ ed anche sulle interpretazioni che le potenze vincitrici hanno dato della narrazione dei fatti  di tale contrapposizione. Anzitutto si registra una grossa esagerazione sulla portata della persecuzione degli ebrei con una drastica riduzione del numero delle vittime, anche se, c’è da rimarcarlo, duole che lo Stato nazionalsocialista se la sia presa tanto con la razza  ebraica sulla generali non facendo un necessario distinguo ed abbia finito quindi per penalizzare poveri diavoli e comunque gente di poca influenza,  lasciando del tutto indisturbati gli alti e altissimi livelli  della stessa razza che da tempo immemorabile, perlomeno dai tempi della Rivoluzione industriale dell’inizio del XVIII  secolo si erano impadroniti delle leve del potere economico finanziario mondiale ed erano quindi altamente responsabile dei fatti che si erano succeduti .
Un esempio classico in tal senso e’ la famiglia dei Rotschild ascesa ad un potere economico inusitato giustappunto in tale periodo e sempre correlata ad eventi di portata epocale sempre in direttiva di un aumento dei profitti e del potere internazionale con intromissioni in rivolte e rivoluzioni tipo la guerra dei
 coloni americani contro la corona inglese, la Rivoluzione francese i cui capi erano tutti affiliati al movimento della Massoneria che era e sara’ nei tempi  la cartina al tornasole dell’influenza del principio mercantile anglosassone, così come individuato dal filosofo geo politico Carl Schmitt nei suoi due saggi Terra Mare e Il Nomos della terra  dove appunto suddivide la influenza sul mondo secondo i due principi terricolo e marittimo , nella contrapposizione di Nazioni di terra Francia, Germania, Austria, Russia, e Nazioni di mare (Gran Bretagna e poi quasi a passaggio di testimone gli Stati uniti ). Tornando quindi ai motivi del rammarico per la imperfetta divisione della problematica ebrea, che ha offerto l'occasione ai soliti noti per costruire tutta una narrazione unilaterale degli eventi storici, questo non significa che non dobbiamo analizzare con animo e pensiero scevri di pregiudizio un movimento che si e' mostrato tanto efficace contro quel diffuso sprito bottegaio che perlomenor da cimque secoli ci opprime. anzitutto proprio leggendo le pagine del volume del Proietti non possiamo  non rimarcare che  il programma che il Nazionalsocialismo si proponeva di realizzare  era anzitutto un programma spirituale,
 esso infatti doveva partire  dal popolo e solo in un momento successivo diffondersi sul piano politico e in ultimo su quello economico. Il netto contrario cioe' di quanto il modello di pensiero della nostra era moderna si era identificato, grazie appunto allo spirito talassico e bottegaio inglese nella tipologia dell'utilitarismo, liquidando i modelli precedenti ovvero il contrattualistico e il tradizionalista, secondo le modalita' individuate nell'articolo precedente su questo stesso blog analizzando l'opera del filosofo Costanzo Preve nel suo scritto "la filosofia del presente" Passando quindi  a tale parte economica ovvero al programma utilitaristico in senso stretto, vediamo come anche accettando le regole del gioco, ma modificandole in senso  non piu' padronale, ma popolare e di pertinenza di tutti, i risultati apparirono subito diversi: anzitutta una rigorosa e integrale  confisca dei profitti di guerra (piaga che aveva interessato tutte le nazioni belligeranti (peculiare da noi in Italia la dizione di "pescicani" ), quindi una statalizzazione   di tutte le aziende, come l'economista inglese John Maynard Keynes, che pure era stato membro (critico)  della Conferenza di Versailles, andava sostenendo, con  la partecipazione agli utili nelle grandi impres,   tema di base della dottrina  corporativista che il regime fascista aveva iniziato ad applicare in Italia, quindi un ampio sviluppo  della previdenza sociale  per le malattie, la vecchiaia, la disoccupazione, l'assistenza sanitaria per l'infanzia e la maternita', una generale attenzione a tutte le problematiche del lavoro e il rapporto tra Stato e piccole e medie imprese commerciali e di forniture di servizi,  il favorire un largo e variegato programma di infrastrutture pubbliche, senza dimenticare  le problematiche dell'agricoltura, dando avvio  ad una misurata riforma agraria  con l'introduzione di una legge  per l'espropriazione senza indenizzo della terra per scopi utili alla collettivita', l'abolizionme della rendita fondiaria eil perseguire con la massima severita' qualsiasi forma di speculazione fondiaria ed edilizia. Una eguale enfasi veniva perseguita in merito alla cultura e alla scolarizzazione: molto importante era difatti per il Nazional Socialismo che il popolo fosse ben istruito e in grado di discernere le
propagande avverse a questo tipo di programma che ovviamente il potere oligarchico internazionale e si, con anche grosse implicazioni dell'ebraismo di alto livello,  andavano mettendo in atto per contrastarne l'ascesa  che metteva fortemente in crisi proprio quel modello di utilitarismo della modernita' che con guerre, raggiri, epidemie e crisi economiche indotte,  lo spirito bottegaio anglosassone e ora anche nord americano, che sempre piu' ne andava raccogliendo il testimone, cercava di diffondere in tutto il mondo ; Vediamo come, sempre seguendo il testo di Proietti Nazione Sovrana, ma anche gli schemi della modernita' di Costanzo Preve sulla filosofia del presente,   il Partito Nazionalsocialista vinte le libere e regolarissime elezioni del marzo1933 e salito al potere, con la ratifiche delle successive elezioni del novembre dello stesso anno  sui pieni poteri,  riusci' a trasformare tutto questo  in fatti concreti e in una politica davvero differente da quella che quel famoso spirito bottegaio di origine anglosassone era riuscito ad imporre alla intera compagine
europea specie dopo la Grande Guerra del 1914-18,  coronando quella prassi mercantile  e quindi di modello economico/utilitaristico che aveva avuto un forte impulso dalla fine della guerra di Crimea nel 1855. I movimenti di stampo nazionalistico, tipo il fascismo italiano  e qualche suo correlato, tipo il regime di Dolfuss in Austria, il falangismo in Spagna, la Guardia di ferro di Codreanu in Romania e giustappunto il Nazionalsocialismo tedesco, furono in sostanza dei movimenti che cercarono di arginare l'avanzata del modello utilitaristico, facendo ritorno al modello tradizionalista  e optando per una certa revisione del modello contrattualistico, ponendo pero' una netta chiusura con un quarto modello quello venuto fuori da una ferraginosa ideologia denominata Marxismo dal nome del suo ideatore Carlo Marx  desunta dalla filosofia idealista di Hegel (vedi mio precedente articolo su questo stesso blog) e preso il nome di Comunismo, con modalita' di eccezionalita' dovute alla guerra in corso e finanziamenti neppure tanto oscuri della Germania (il famoso treno blindato con cui si rimando' in Russia il sobillatore Lenin) era andato al potere in Russia  previa la famosa rivoluzione bolscevica del 1917 e ancora lo era saldamente in quella meta' degli anni trenta 

 

mercoledì 18 marzo 2026

PROFUGO O NON PROFUGO


io devo molto a parecchie persone che mi hanno illuminato su Hamer -  dal coinquilino nella casa di Fiuggi, Francesco B. medico straordinario, che curava le persone (me compreso) nel canonico sbattito di ciglia, ovviamente radiato ai tempi della farsa del Covid, a Claudio Trupiano, a Davide Cerruti, a Eleonora Meloni e in ultima istanza a Mauro Sartorio, cui devo questo temine/concetto di "S-PROFUGARE"che l’ha usato in un suo video su FB : “sprofugare”, cioe’ il netto contrario del “Profugo” e del suo  ben noto conflitto, uno dei piu’ famosi codificato da Hamer:  la ritenzione dei liquidi che si manifesta a livello renale  (quindi ritenzione d’urina) in un problema di  correlazione con il territorio, che si riferisce al sentirsi spaesati “un pesce fuor d’acqua” e che rappresenta un programma speciale della natura escogitato grosso modo trecento milioni di anni fa, cioe’ quando l’uomo era ancora un organismo che viveva nell’acqua di mare ed ancora non si era avventurato a conquistare la terra ferma  e l’aria. In tale particolare fase evolutiva poteva accadere che una improvvisa

emersione di terre o anche una semplice onda, sorprendesse appunto l’organismo vivente lasciandolo inerme e abbandonato in un contesto sfavorevole alla sua 
 sopravvivenza, impedendogli di recuperare l’elemento liquido. Ecco allora che la natura gli rendeva  possibili trattenere i liquidi senza disidratarsi e sopravvive vere magari fino all’arrivo di una nuova onda che lo ritrascinasse in mare o magari aspettando l’arrivo della successiva marea. Oppure,  e qui entra in gioco uno dei piu' geniali psicoanalisti allievi di Freud : Sandor Ferenczi , che nel suo libello "Thalassa" pone questa sorta di accidente filogenetico  come origine  della vita, nella fattispecie come origine dei rapporti sessuali, ovvero lo scavare della terra del pescetto primordiale sorpreso dal prosciugamento delle acque, fino al raggiungimento di una pozza d'acqua sita in profondita' che gli avrebbe ridato la vita, poteva essere assunto per cosazione a ripetere (be' l'ho detto no che Ferenczi era un allievo di Freud e in particolare era uno dei pochi che aveva accettato in pieno la sua totale revisione della precedente teoria della libido con quella contenuta in Al di la' del principio del piacere  e imperniata sulla pulsione di morte e giustappunto sulla coazione a ripetere ) 
Siccome le cose 
 della vita nella loro  logica di programmazione esistenziale non e’ di fondo cambiata, ma si e’ solo adattata a nuovi ambienti, nuovi contesti, nuove situazioni, ancora oggi si reagisce a livello viscerale con questo antico programma speciale e sensato, per dirla coi termini Hameriani, che configurano appunto un vero e proprio conflitto : il sentirsi persi “un pesce fuor d’acqua” appunto, anche se non siamo piu’ in presenza degli elementi primordiali che ne provocarono (oggi potrebbe essere assimilato a quell’onda o a quel flusso avverso di marea, una diagnosi di malattia grave, oppure un incidente debilitante che non ci consente di essere in sintonia col proprio vissuto, con il proprio ambiente, con il proprio territorio, e che quindi come in quell’organismo primordiale ci lascia soli, abbandonati a noi stessi senza piu’ punti di riferimento, come un profugo  appunto, da cui il nome scelto da Hamer per questi tipo di fondamentale conflitto dell’esistenza. Ora come osserva Sartorio da dove viene il neologismo “sprofugare”? elementare Watson “dal non sentirsi profughi", anzi il netto contrario, sentirsi a casa, a proprio agio, tranquilli, come dice l’etimologia del verbo abitare che deriva dal sostantivo abito ; sentirsi a casa e’ dove poter deporre l’abito e cioe’  abbandonare tutte le preoccupazioni, tutti i conflitti e potersi finalmente rilassare, in pantofole (eh si proprio come la famosa vignetta di Forattini su Berlinguer), 
in mutande e anche liberi di fa fluire i nostri liquidi e cioe’ orinare a piacimento, senza 
 impedimenti, senza la  preoccupazione di trattenere alcunche’ . Detta in questi termini l’orinare abbondantemente e’ quindi indice di soddisfazione e di tranquillita’ di sentirsi a proprio agio in un determinato ambienti, di sentirsi davvero “a casa”  Sono   d’accordo con Mauro su tale assunto al quale pero’ mi sento di fare non dico delle obiezioni, ma insomma, delle precisazioni, avendole vissute in prima persona: la prima e’ quella diciamo della medicina ufficiale che sulla base della mia eta’ piuttosto avanzata  (superamento della settantina) e di analisi sul funzionamento della prostrata, mi dice che non e’ proprio del tutto normale (meno che mai soddisfacente che tale vocabolo  ha ben poco diritto di cittadinanza nella medicina allopatica tradizionale) che io orini  frequentemente, specie nelleore notturne, c’e’ poi il fatto della marcatura del territorio daparte degli animali che potrebbe  avere qualche correlazione con noi umani  in ispecie
quando si perviene in nuovi territori, ambienti, case. In tal senso ricordo che quando fui costretto a lasciare l’Italia per l’imperversare delle  costrizioni (green pass, museruole, distanziamenti, caffe’ in piedi e non seduti, etc)  della farsa pandemica (2021) e mi ritrovati a Tenerife dove indubbiamente le misure erano molto meno invasive, ecco si,  specie nei primi tempi,  l’andare in bagno per fare pipi’ era diventata una ossessione, anzi diciamola tutta una vera e propria compulsione. Così parimenti per altri posti in cui nel periodo successivo mi sono trovato a frequentare (Andalusia, Romania, Stati Uniti e anche ritorno a casa a Roma, quando la classe politica responsabile delle restrizione era finalmente caduta e rimandata a casa (Conte, Draghi, Renzi e compagnia)  con le elezioni del 25 settembre 2022 : sempre questo problema del “pisciarmi – quasi – sotto”  Quindi aumento della prostrata o territorialita’ da marcare  oppure questa tesi di Sartorio della felicita’ e serenita’ che forse potrebbe spiegare perche’ il problema sembra ancora invariato oggi in merito al perpetuare della compulsione nelle ore notturne. Ovviamente alla fredda  diagnosi  nosologica preferisco pensare che in realta' o vogliamo dire simbolicamente,  nelle ore notturne io mi senta particolarmente soddisfatto del mio rapporto con il sogno e quindi con l'inconscio e per questo, solo per questo, sia indotto ad ogni piccolo risveglio e interruzione della 
funzione onirica, via regia per l'inconscio, a correre in bagno per fare pipi'  
via regia ma anche piazza, o meglio uno di quei bagni pubblici di tanto tempo fa, ove e' ambientato un geniale corto del '59 di Roman Polansky "quando gli angeli cadono" ove la vecchietta custode di tali antichi "ritrovi " biologici, funge da metafora di tutto questo nostro discorsetto Ho fatto riferimento al termine "sprofugare" in relazione ad un qualcosa che e ' il netto contrario del famoso conflitto del profugo di Hamer e sul finale mi e' tornato alla mente uno straordinario cortometraggio di Roman Polansky girato nel 1959 "Dove gli angeli cadono" . Poco più di una ventina di minuti di durata, quasi totalmente muto, il cortometraggio lascia ampio spazio alle musiche dirette da uno dei colleghi più assidui in questa iniziale parte della carriera di Polanski, ovvero Krzysztof Komeda e poi colpisce lo stile gia' talentuosissimo di Polansky , soprattutto la scelta di alternare il bianco e nero al colore, a seconda che la storia si svolga nel presente oppure nei ricordi passati, dove per me si rivela davvero azzeccata e degna di una temporalita' ideale quale io ritengo quella del futuro anteriore l’idea un po' controcorrente di abbinare il melanconico presente, indolente, quasi degradante per la protagonista ad un severo essenziale bianco e nero, mentre il passato della donna da giovane e piena di vita si svolge in uno sfolgorante sfoggio di colori, un po' saturi tipo quelli della pellicola Agfa usata per un film come "Die Goldene Stadt = Praga la citta' d'oro" C'è infine una nota di bizzarria nel finale, ove tutto ci si aspetterebbe da un angelo, ma nonche precipiti in una latrina pubblica sfondando un vetro e cadendo a corpo morto,
laddove
I ricordi colorati della donna , l’amore per un bel soldato, la vedovanza portatale dalla guerra, si contrappongono e giustappongono al cupo presente, che ha la illogica conclusione nella caduta dell'angelo che è venuto a prenderla..

sabato 7 marzo 2026

RILETTURA TRA FISICA E ALCHIMIA

 

Risultati davvero interessanti si possono ottenere dalla rilettura di alcuni libri letti molto tempo fa e  rivisitati alla luce di nuove conoscenze che intanto negli anni, anzi nei decenni si sono prodotte. Così ad esempio di un libro letto all'incirca nella primavera estate del 1964 Il Mattino dei maghi  di Pauwels e Bergier, ho utilizzato quel  tantino di Fisica Quantistica che sono andato ad aggiungere alla mia ragione, con la sua doppia fenditura, lo spin, il collasso dell’equazione d’onda e l’integrale sui cammini di Feynman: non sono tanti i libri che inducono aquesto tipo di revisione    canonicamente  tutto Freud  e non solo perche' lo suggerisce Lacan, col celeberrimo "leggere e rileggere Freud"  quindi parecchi saggi di Guenon e direi tutti di Evola, qualche altro davvero epocale tipo quello qui citato di Pauwels e Bergier, con l'aggiunta dell'eccezionale Il crollo della Mente bicamerale e l'origine della coscienza di Julian Jaynes, ancora l'Inconscio come insiemi infiniti di Matte' Blanco, tutti i libri che parlano delle 5 Leggi Biologiche di Rick Geerd Hamer e qualche testo esplicativo davvero d'eccezione del tipo di quelli di Claudio Trupiano, infine direi qualche saggio recente  davvero sopra le righe rispetto al marasma di incultura e menzogne,  di Aleksander Dugin e di Robert De Benoist. Ma facciamo ritorno alle  stringhe, e al più possibile di Super, nelle stringhe, nella simmetria, nell’inconscio e alla fin fine, augurabile anche ad un certo “uomo” e perveniamo all’alchimia cercando di fare una bella miscellanea tra i due specifici, quello che i fisici  chiamano “fusione di zona” ovvero il raffinamento dei materiali protratto  per un numero altissimo di volte  che serve a preparare il germanio e il silicio puri dei transistor e dei vari microchips, ma che la alchimia raccomandava in tutti i suoi manuali e insegnamenti, ovvero distillare mille e mille volte l’acqua, il che potrebbe anche portare all’elisir, non necessariamente solo di lunga vita. Quanto più ci si indentra nell’alchimia  e si risale nel passato, tanto più si trovano ammaestramenti genericamente ascritti all’alchimia ma espressi nelle forme e con gli strumenti più disparati. La più immediata delle associazioni è con la chimica, ma non meno rilevante è l’architettura : le opere di Fulcanelli , questo misteriosissimo “ultimo alchimista” che scrisse le sue opere negli anni venti del novecento,sono dedicate al Mistero delle Cattedrali e a minuziose descrizioni delle “Dimore filosofali”: per lui l’alchimia  sarebbe il legame  con antiche civiltà scomparse del tuttoignorate dalla archeologia ufficiale, e comunque tutta l’architettura medioevale  è per lui 

la testimonianza  della consuetudine antichissima di trasmettere  il messaggio della conoscenza attraverso cattedrali e giustappunto “dimore filosofali” Ancora apprendiamo dal libro di Pauwels e Bergier che Newton  credeva all’esistenza di una catena di iniziati  di remotissima ascendenza  che conosceva  i segreti della trasmutazione della materia e pertanto anche quelli della sua disintegrazione – lo scienziato atomico Andrade in una conferenza a Cambridge del 1946 in occasione del terzo centenario di Newton, lasciò palesemente intendere che lo stesso  Newton apparteneva a tale catena  e non aveva rivelato al mondo che una piccola parte del suo sapere ”io non posso sperare di convincere gli scettici“ aveva detto ”che egli aveva poteri di profezia, nonche’ di antichissime conoscenze (un canonico futuro anteriore) che lo avevano raccordato ad una comprensione dell’antimateria e anche dell’energia atomica. Sempre a proposito dell’alchimia e sempre nel nostro oramai accreditato libro guida alla conoscenza, apprendiamo che uno degli autori  Jacques Bergier  che dal 1934 al 1940 fu assistente di Andrè Helbronner un geniale e originalissimo professore insegnante di “chimico-fisica” che aveva appunto creato questo inusitato connubio tra le due scienze e vantava importantissime scoperte  sui metalli colloidali, sulla liquefazione dei gas e sui raggi ultravioletti. Questo professore era anche perito legale  presso i tribunali in merito alle trasmutazione degli elementi e pertanto  aveva modo di frequentare studiosi, scienziati, ma anche impostori e falsi alchimisti.
Così un pomeriggio di giugno del 1937 Bergier che si trovava spesso
  a seguire il prof.Helbronner nei suoi incontri con i personaggi più disparati  si trovò all’appuntamento e con un soggetto decisamente fuori le righe, che nessuno gli tolse mai la convinzione che potesse trattarsi di Fulcanelli in persona  che cominciò a parlare al professore e quindi anche a lui in termini quanto mai apocalittici “il professore Helbronner, di cui voi  credo, siate assistente  ha voluto tenermi al corrente di di alcuni risultati ottenuti  in merito alle proprie ricerche di energia nucleare, in particolare  dell’apparizione della radioattività dovuta al polonio quando un filo di bismuto è volatizzato da una scarica  elettrica nel deuterio ad alta pressione: voi siete molto vicini alla riuscita, come d’altronde altri scienziati contemporanei (pensiamo a Einstein Heisenberg, Bohr, De Broglie, Dirac, Pauli, Schrodinger ed anche ai nostri “ragazzi di via Panisperna” Fermi, Amaldi, Segre, Pontecorvo, Majorana, soprattutto Majorana). Atmosfera pesante, un gelido soffio di vento attraversa l’aria nelle vicinanze del Pont Neuf e scompiglia i capelli dei tre interlocutori, questo Bergier non lo trasmette, ma ho supplito io, trascinato in questo costruito spazio/tempo innescato da pagine scritte e compenetrato in uno di quei momenti fortemente significanti, dove non è tanto la descrizione dei fatti e delle situazioni che conta, quanto l’atmosfera, le emozioni sottese, la suggestione e un bel surplus di stato d’animo…. Ed ecco il parlato, proprio dell’uomo più o meno individuato come Fulcanelli che come chiosa il momento con un lapidario  “Posso permettervi di mettervi in guardia?” cui fa seguito l’esplicazione “gli studi ai quali vi dedicate, voi e i vostri simili, sono terribilmente pericolosi; essi mettono in pericolo non soltanto voi, sono temibili per l’intera umanità. La liberazione dell’energia nucleare è più facile di quanto non pensiate, e la radioattività prodotta può avvelenare l’atmosfera del pianeta per lunghi anni, inoltre deflagrazioni atomiche possono essere prodotti con pochi grammi di metallo e radere al suolo città intere. Bhe! diciamo che un tipo di incontro del genere vale la pena di essere riportato ed è quanto mai istruttivo per noi lettori leggerlo e ri-leggerlo, magari anche con un intervallo di quasi sessant’anni. Il probabile Fulcanelli avrebbe infine chiosato con un palese accenno alle ultime tendenze della fisica: la relatività, il principio di indeterminatezza, quello di complementarietà, le equazioni d’onda e il loro collasso, pongono sempre in  crescente rilevanza il ruolo dell’osservatore nella esamina dei fenomeni, ed ecco quindi il segreto dell’alchimia che potrebbe appunto riguardare proprio questo ruolo dell’osservatore come precipuo mezzo di manipolare materia e energia in modo da produrre un campo di forza, che giustappunto re-agisce  all’osservatore  e lo mette in una situazione  privilegiata di accesso alla realtà, altrimenti occultata. “L’essenziale” doveva quindi concludere  il probabile Fulcanelli “non è la trasmutazione dei metalli, ma la modalità d’essere dello sperimentatore…. è proprio questo che gli alchimisti i veri alchimisti  chiamano “la grande Opera “   Modalità d’essere e anche di fare , che si avvale di un principio che potremmo chiamare di “ripetizione” un po’ a somiglianza di quanto Lacan diceva a proposito dell’inconscio…. “egli  non parla ….ripete!” l’alchimista e in qualche modo, il fisico moderno che vuole riprendere l’antica tradizione, che vuole coniugare il tempo al futuro anteriore,  deve portarsi come l’inconscio, ovvero trasferire la sua immaginazione con un’opportuna coniugazione che lo trasferisca al registro del simbolico: ovvero si produce migliaia di volte lo stesso esperimento, facendo variare ogni volta uno solo dei fattori attraverso la moltiplicazione dell’immaginario per il suo coniugato e così pervenendo al simbolico proprio dell’inconscio, fino a raggiungere qualcosa di straordinario, qualcosa che fa del Reale un qualcosa in più dove scompare l’ordinario razionale tanto decantato da Hegel e fa capolino l’irrazionale che va a braccetto col Simbolico. In fondo  è una sorta di legge che ricorda il principio di esclusione di Pauli, ovvero in un dato sistema (ad esempio l’atomo e le sue molecole) non possono esservi due particelle eguali (neutroni protoni, elettroni, mesoni) e neppure due onde con il medesimo punto di collasso: tutto è unico in natura mutano solo i modi di osservazione e quindi lo stato di chi osserva: Se si ripete migliaia di volte un esperimento alla fin fine  si perverrà a qualcosa di straordinario sia esso un limite, una derivata, un integrale che avranno tutti un loro cammino. E’ quindi con la ripetizione che i segreti dell’energia e della materia potranno essere svelati: una operazione del tutto simile al funzionamento dell’inconscio, il fisico che ri-assume l’alchimista nel suo cammino al futuro anteriore,  entra in possesso della chiave che regola la meccanica dell’Universo, la manipolazione degli elementi  permette dunque di trasmutare gli elementi ma anche di trasformare  lo sperimentatore stesso, e di stabilire nuovi rapporti tra il suo “spirito” oramai animato  e lo spirito universale  in eterno stato di concentrazione. 
Ultima tratta di conoscenza tratta dal libro Il mattino dei maghi,  riguarda il fatto che tutti i testi di alchimia asseriscono che in Saturno si trovano le chiavi della materia.

Per coincidenza tutto quello che si sa oggi in fisica nucleare si basa
  sulla descrizione  dell’atomo saturniano, ovvero una massa centrale che esercita una attrazione  circondata da anelli di elettroni ruotanti (l’atomo di Bohr e della celeberrima Interpretazione di Copenaghen) Ora come è noto la teoria dei Quanta e la meccanica ondulatoria si basano sul comportamento degli elettroni; nessuna teoria e nessuna meccanica ci spiegano con esattezza le leggi che regolano il nucleo. Ancora da L’interpretazione di Copenaghen si immagina che tale nucleo sia  composto di protoni e neutroni, ma nulla di preciso si conosce  sulla entità elle forze nucleari esse non sono né elettriche, né magnetiche, né gravitazionali, si ipotizza che siano una sorta di particelle intermedie  tra neutrone e protone denominate mesoni, oppure chissà forse cedono di più a quel melange tra particella e onda che potrebbe riferirsi a stringhe di energia come  la musica espressa da corde in tensione tipo la corda di un violino, fino ad andare a comporre una   misteriosa Teoria, detta appunto M dove tutto quello che la compone  merita la qualifica di Super (super stringhe , Super Simmetria, e un inconscio come  Super Es  ) Ora, tutti questi dubbi, tutte queste teorie, anche tutti questi Super, che caratterizzano l’intera essenza  delle forze nucleari e della stessa struttura del nucleo ci obbliga anche a perseguire le ipotesi più ardite : se l’antica trasmutazione alchemica  può rivestire quel senso al futuro anteriore è perché le proprietà del nucleo non sono state ancora sondate a sufficienza.
Si cominciano ad intravedere strutture infinitamente complesse all’interno del protone, del neutrone e si intravedono leggi che potrebbero essere fondamentali e unificanti (tipo quella di coniugazione tra relatività e meccanica quantistica, o magari quel principio di parità che non si applica al nucleo; si comincia a parlare di una anti-materia
  e di materia oscura  e della possibile esistenza  di più uniiversi, coevi e paralleli al nostro universo visibile. Il futuro anteriore e cioè la congiunzione tra fisica moderna e antica alchimia, potrebbe essere prossimo, in quel simbolico che ripete e di cui è depositario l’inconscio  

L'EZIOLOGIA FONDAMENTALE

 L e malattie, TUTTE LE MALATTIE,  hanno inizio con un trauma, eh si! come quello,  che Ryke Geerd  Hamer ha  subito per interposta persona ...