martedì 15 dicembre 2020

ULTERIORI INFORMAZIONI

 

Il poeta Jonathan Swift scrisse che quando un genio si impone all’attenzione del Mondo per irrompere nei libri di Storia, lo si riconosce subito perchè tutti gli idioti del suo tempo si coalizzano contro di lui. E’ proprio vero quello che disse Swift, infatti gli idioti si sono coalizzati contro Trump sulle TV e i giornali del mainstream, cioè nei nostri templi della cultura trash, e ogni giorno i soloni della Globalizzazione ci informano che Biden sarà il prossimo presidente degli Stati Uniti. La realtà non sarà questa specie dopo la giornata di ieri 14 dicembre,   dove la sciagura di un’elezione Biden-Harris, che sarebbe propedeutica alla prosecuzione del cammino dell’Umanità verso la fine dell’Occidente,  è ormai diventata un’evenienza lontanissima. Sappiamo che ieri,  seguendo una prassi procedurale impressa dai governatori degli stati controversi e non fermata dalle giustizie statali, in tutti gli stati americani si sono riuniti i grandi elettori corrispondenti alle liste che hanno riconosciuto la vittoria nel relativo stato del duo Biden-Harris o Trump-Pence, e sappiamo che essi hanno espresso i voti commisurati al peso del collegio elettorale (ad esempio si  presume che la Georgia  abbia espresso 16 voti per Biden-Harris e la Florida 28 voti per Trump-Biden  etc…), ma i 306 voti per Biden di cui parlano i media, chi li ha conteggiati e ufficializzati? Nessuno in realtà, perchè questa conta e l’annessa ufficializzazione del risultato ci sarà il 6 gennaio.  I voti espressi ieri sono stati chiusi in buste e inviati da un corriere speciale nella capitale, e qui a Washington rimarranno sigillati fino al 6 gennaio,  quando la House (Camera) si unirà al Senato per una sessione di lavori congiunti.  Questa assemblea in seduta comune generalmente ha sempre avuto un carattere celebrativo, perchè  il riconoscimento pubblico della sconfitta da parte del candidato sconfitto, che aveva quindi concesso la vittoria all’avversario, relegava tutta questa procedura nell’alveo di una questione formale. Ma nel 2020 non siamo in questa situazione, e l’atto di aprire le  buste e contare i 538 voti legittimi ha enorme rilevanza, poichè Trump non ha mai  riconosciuto la vittoria a Biden e ha sempre sostenuto che i voti a Biden sono arrivati illecitamente con un furto elettorale allestito sul pretesto del voto postale necessario per il virus cinese (lo ha dichiarato sin dalla notte tra il 3 e il 4 novembre),  e infatti nei 6 stati chiave di cui spesso si parla (Georgia, Pennsylvania, Arizona, Nevada, Michigan e Wisconsin)  i legali di Trump e quelli di un’associazione emanata dall’Esercito denominata We The People, hanno aperto un ‘fuoco’ di azioni legali che minano tuttora la legittimità degli 87 grandi elettori dei 6 summenzionati stati sortiti nel senso di premiare Biden. Lo status di Presidente eletto per Biden è quindi derivato da un’azione mediatica che non ha alcuna forza legale, nemmeno di livello provvisorio in senso formale, perchè Biden non è mai stato il Presidente eletto, come vi spiegherò nel seguito. Dovete capire i passaggi formali per poter capire perchè Trump sia in nettissimo vantaggio e stia giocando al gatto con il topo con Biden e tutti i Democratici, che non vuole solo sconfiggere elettoralmente, ma distruggere politicamente per decenni. Prestiamo attenzione a cosa possa succedere il 6 gennaio, il giorno della Befana, in cui Nancy Pelosi non sarà protagonista sullo scranno più alto né su di una scopa, bensì starà seduta umilmente con il resto dei membri della Camera.  Lo Speaker della House non ha poteri o autorità speciali su questa seduta comune dominata dal vertice della “Camera Alta”, cioè dal Senato. Le aperture e le letture delle buste spettano al Presidente del Senato, cioè al vicepresidente di Donald Trump, l’ex governatore dell’Indiana Mike Pence, un uomo con un solido back ground politico connesso all’Esercito Usa, la struttura retrostante al duo Trump-Pence trionfatore nel 2016. Chi ha fatto politica sa molto bene come in un’assemblea connotata da grandi controversie in atto, abbia moltissima importanza chi ha il boccino in mano, cioè la persona che avrà tutta l’autorità come presidente dell’assemblea di accettere oppure rifiutare le mozioni procedurali, e decidere i passi di svolgimento dei lavori. Il sei di gennaio 2021  Mike Pence, Vice di Trump e uomo della potente lobby dei militari,  avrà piena autorità di determinare gli eventi quel giorno, così come è stabilito spettante al Vice Presidente degli Stati Uniti d’America dalla Costituzione americana. I media non ci raccontano cosa sta succedendo in vista del 6 gennaio, e cioè che le Assemblee legislative degli Stati controversi non hanno riconosciuto la legittimità delle elezioni, e hanno provveduto ad inviare il loro plico contenenti voti per Trump, così opponendosi ai voti dei grandi elettori sortiti dalle elezioni contestate. Per questo motivo le assemblee dei grandi elettori di ieri che hanno certificato 306 voti presumibilmemte espressi per Biden, non hanno grande rilevanza in senso di dirimere un braccio di ferro in cui Trump dimostra di poter vincere avendo un bicipite nettamente più potente, e su cui mi sento di poter scommettere non uno, ma due pence. So di giocarmi la mia credibilità personale per due pence e ne vado fiero, ricordandomi di un film degli anni 80, Una poltrona per due, che ha contribuito ha trasmettermi un particolare stato d’animo attraverso cui nella vita rapportarmi al potere e ai soldi. La sicurezza di vincere due pence  è poggiata oltre che nella fiducia verso gli esseri umani, anche nel vantaggio posizionale di Trump e dei Repubblicani, perchè fino al 6 di gennaio lo showtime la farà da padrone secondo me, stupendoci con colpi di scena e sbalzi umorali da ‘montagne russe’ che ridurranno i Dem degli stracci umidi di lacrime e sangue. Quando l’assemblea della befana sarà aperta, anche un solo membro della Camera o del Senato potrebbe, e molto probabilmente lo faranno in molti, alzare la mano per chiedere al vicepresidente cosa sta succendo in America e quali buste aprire: quelle dei grandi elettori sortiti dalle elezioni contestate, oppure quelle dell’Assemblea dello Stato che ha disconosciuto  la legittimità delle elezioni celebrate con il voto postale? Tutte le telecamere del Mondo saranno su questa assemblea, e le obiezioni con le quali si potrebbero devastare le possibilità di Biden e la legittimità della sua base dei grandi elettori, sono immense. Esse potranno riguardare non solo le frodi commesse e ben accertate dai parlamenti statali, ma tanto altro. Se i propositi secessionisti del Texas e di altri stati, su le cui istanze la Corte Suprema si è espressa rigettandole senza entrare nel merito e nelle conseguenze politiche colossali, fossero palesati il 6 gennaio, cosa dovrebbe fare Mike Pence, spaccare l’America per far eleggere Biden?  Oppure, ad esempio,  considerate come fino al 6 di gennaio altri sopravvenuti motivi potrebbero farla da padroni in questo asperrimo conflitto politico, come ad esempio le infiltrazioni del PCC  (Partito Comunista Cinese) nel processo elettorale e le ipotesi che siano stati commessi reati di Alto Tradimento della Costituzione. Questa situazione  sarebbe ovviamente foriera della Legge marziale e i brogli elettorali, nonchè i comportamenti assunti dai media e dai grandi social media (Big Tech), materia dei Tribunali Militari, ai sensi dell’Ordine Presidenziale dei 12 settembre 2018.  Ed ancora come non considerare gli effetti sull’assemblea del 6 gennaio che avrebbe lo scoperchiamento delle tangenti e delle foto emerse nel personal computer di Hunter Biden, milioni e milioni erogati anche a suo padre Joe  proprio da due società, una cinese ed un’altra ucraina, entrambe implicate nel commercio di donne, minori, e di organi del corpo umano. E’ mio forte convincimento che Biden non abbia nessuna possibilità di fare il Presidente, e la stessa Harris, benchè voluta fortemente dall’Alta Finanza, ne abbia alcune ipotetiche e molto velleitarie, perchè dovrebbe aspettarsi che Mike Pence ceda a lei la poltrona di Trump per mantenere la sua. Alla mediazione lavorano da tempo i mafiosi finanziari khazari anche lusingando la figlia di Trump, Ivanka,  con il pensiero che lei possa essere  eletta nel 2024 e così riscattare il necessario passo indietro che dovrebbe fare il padre adesso. Non penso ciò possa accadere perchè Pence, come ha rivelato la vicenda Flynn, silurato per finta da Pence nel 2016, così come per ‘finta’ la Corte Suprema ha rigettato il ricorso del Texas la scorsa settimana, si muove passo passo seguendo una strategia che anche lui è chiamato ad eseguire con meticolosità. Quando la  Camera e il Senato si divideranno per discutere e votare il 6 gennaio, ci sarà tanta di quella carne sulla brace, che sarà impossibile non sentirne l’odore e vedere chi sarà a capotavola a banchettare in faccia al suo avversario. Il voto al Senato sarà senatore per senatore, con il Vice Presidente Pence che potrebbe essere il voto decisivo qualora fosse necessario al Senato (dove potrebbero esserci 3 e a limite 4 defezioni di sentatori repubblicani dell’Utah e dell’Alaska), mentre il voto alla Camera sarà per i 50 stati, cioè solo un voto per delegazione statale, non per membro della Camera! I Repubblicani hanno maggioranza al Senato 54-46 più Pence, e alla House (Camera) ben 30 voti di delegazioni statali rispetto ai  20 voti che hanno i democratici. Il presidente Trump, come ho sempre scritto e detto, è in nettissimo vantaggio. I democratici, i media, i social network e i globalisti di tutto il Mondo saranno sconvolti e prenderanno una tranvata psicofisica di dimensioni epocali, nell’ambito della quale certe leve di potere finanziario e mediatico saranno  sottratte alle spire del potere globalista. Questo è il motivo della complessità di questa dura battaglia, che potrà essere vinta da Trump solo nel presupposto di far creare le condizioni di legittimità per un intervento dei militare a sussidio della Carta Costituzionale. Il presidente Trump sta cercando di fare la cosa giusta e prima di occuparsi di UE e Cina, deve sistemare ‘casa’, cosa che farà passando per i tribunali, così esponendo tutte le frodi. Solo quando l’opinione pubblica sarà consapevole e sconvolta, la Giustizia potrà castigare i demo-satanisti, e il Mondo potrà essere ripulito. Questo è il motivo per cui i padri costituenti americani, a cominciare dal Generale Washington, che dà giustappunto il nome alla capitale,  sono stati così saggi nello scrivere la Dichiarazione di Indipendenza a cui rispondono i militari direttamente (unico caso al Mondo), come se già sapessero che qualcosa di putrido sarebbe potuto accadere un giorno nei palazzi della politica. Perciò non dovete ascoltare i media e tutti i loro inganni e le loro frottole, ma leggere la Costituzione USA,  capire le logiche politiche a mosse forzate e le procedure plausibili, e vedrete alla fine che sono tutte in favore di Trump e Pence. Donald J.Trump è un uomo assolutamente geniale, cioè capace di dominare  la complessità di venti realtà in una. Trump gioca da maestro del brivido camminando sul cornicione in perfetto equilibrio, come un rounder di poker che mira a tirare la volata per lanciare un gigantesco all in,  al fine di mandare gamba all’aria i democratici e soprattutto i loro sponsor. Tutti gli uomini e le donne più intelligenti hanno capito da tempo che le Presidenziali Americane 2020 non sono state una mera competizione democratica, ma lo scenario di una battaglia campale, cioè una tempesta perfetta occorsa nella Storia dell’Umanità. Queste tempeste in passato manifestatesi in guerre, sono il paradigma costante delle guerre di civiltà, e si ripetono con denominatori comuni sin dalla notte dei tempi. Il motivo per il quale le élite disprezzano l’insegnamento popolare della Storia è proprio questo: quando si conosce la storia, si capisce l’attualità, il senso delle Leggi e delle Istituzioni, e si è molto meno manipolabili,  guardando la radice Classica si coglie l’anelito alla Libertà dell’uomo occidentale, che le èlite della Globalizzazione vogliono abbattere. Dalla battaglia delle Termopoli in poi, quando 300 spartani preferirono morire piuttosto che chinarsi al tiranno Serse, tutta la storia degli uomini occidentali è un susseguirsi di paradigmi in cui alcuni uomini lottano per sottrarsi alle prevaricazioni di alcuni altri, al fine di avere su questa Terra un società più giusta, e in cui gli esseri umani siano tutti dei protagonisti come nelle loro possibilità. Anche le Guerre Puniche, ad esempio, videro una Repubblica schiacciare e imporsi  a scapito di una civiltà antica che dominava prevaricando senza costrutto e generosità in tutto il Mediterraneo, cioè facendo commerci in cui si riconosceva la venerazione di Baal,  quella divinità che i cristiani secoli dopo definiranno Satana. Duemila e duecento anni fa circa, Roma non vinse legittimando in minoranza Cartagine né si accordò sull’ordine del Mondo, che all’epoca era il Mediterraneo. Quando Catone in Senato pronunciò un celebre discorso  terminò con Chartago delenda est (Cartagine deve essere distrutta), e Cartagine fu rasa al suolo, con tutti i templi in cui veniva venerato Baal (Satana), che furono distrutti dai romani senza pietà.  Se non si capisce il senso storico di quel discorso di Catone, non si capisce perchè Chartago delenda est sia un valido paradigma anche oggi, e quindi non si capisce la funzione catartica di Trump in questa fase della Storia. La strategia adottata dal Presidente degli Stati Uniti sin dal 2016, non è mai stata quella di giocare ogni singola battaglia cercando il rintuzzo di tattiche tradizionali, ma di sfruttare l’azione del nemico nei suoi effetti collaterali di lungo periodo, per attirarlo in strettoie, bloccarlo, e aspettarlo al varco, con pazienza e  lungimiranza. Dietro alle intromissioni biologiche ed informatoche del PCC di Pechino,  e dietro ai brogli e alla proclamazione mediatica della presidenza di Joe Biden si è andato a coagulare un assembramento di uomini e donne mascherate da ipocrisia e corruzione di animo, e tutti loro oggi sono assembrati in un ammasso di civiltà da abbattere, cioè una Cartagine 2020. Nessuna di queste anime degenerate dalla Globalizzazione  parla di amore sacro per la Verità, di Giustizia, di lotta per la Libertà, nè di Amore verso il prossimo e per l’esercizio dei principi della Democrazia. Il loro unico pensiero è il becero tornaconto personale e l’accettazione di un Mondo distorto e sempre più divelto da asprirazioni umanistiche.  Mosè, Leonida, Giulio Cesare, Gesù ma anche Winston Churchill che ci ha difeso pochi decenni fa, non hanno creato e protetto la crescita di intere generazioni di uomini e donne dell’Occidente con dei compromessi a capo chino rispetto a Baal, Bafonet o Lucifero qualsivoglia, bensì seguendo una via ben precisa lastricata di principi e sacrificio personale. Le istituzioni di prevarcazione democratica e statale come l’UE, come anche le competizioni elettorali apparentemente democratiche con i server di conteggio Made in China a cura del Partito Comunista, non appartengono all’Occidente Libero e Democratico, e di questa consapevolezza ne dobbiamo essere infusi tutti. David Ben Gurion, politico di religione ebraica e fondatore di Israele disse che «Ogni scolaro sa che nella storia non esiste qualcosa come uno stato definitivo: non riguardo a governi, non riguardo a confini e non riguardo ad accordi internazionali. Nella storia, come nella Natura, tutto è in costante flusso e mutamento». Ogni mutamento dipende anche da tutti noi, da quello che crediamo, che accettiamo, a cui aderiamo per quieto vivere o per interesse, e talvolta mancando in quello che sarebbe giusto fare. La  vittoria di Trump è prevista ed è certa, come erano previsti i molti brogli, le manipolazioni dall’estero per attribuire la vittoria al perdente a capo dei perdenti della Globalizzazione, ma è questo il punto? Le schede contraffatte e i computer truccati, tutto era conosciuto ed è stato usato per coinvolgere tutti noi nell’esercizio del nostro diritto di conoscere la Verità per esercitare il Libero Arbitrio. Anche il rigetto dei ricorsi da parte delle varie corti, e la copertura politica e mediatica della frode, così come la Corte Suprema che non va incontro al Texas e a 21 stati repubblicani, sono una manna dal Cielo, perchè costituiscono la nostra occasione per distingure il bene dal male, le luce dalle tenebre, e quindi scegliere da che parte stare. Troppo facile stare con Roma quando si sa già che Cartagine perderà, oppure stare dalla parte di Gesù sapendo che è inutile confidare nell’iniziativa di Ponzio Pilato, ma si deve scegliere da che parte stare, chiedendo a sè stessi la direzione giusta in cui andare, nella consapevolezza che dove andrà ognuno di noi, per propria scelta, andremo tutti. C’è chi dice che dentro ad ogni essere umano ci sia un piano divino che manifesta tutta l’evoluzione naturale e lo sviluppo dell’Universo, e questa cosa potrebbe significare uno scopo recondito nella propria esistenza che noi non capiamo, esattamente come certe strategie di Trump o certe sentenze della Corte Suprema, che hanno il significato di non servirci una pappa bella e pronta, ma anche non tradire l’intento della propria anima  in una direzione di luce o di oscurità, una scelta che spetterà ad ognuno di noi.  E’ del tutto inifluente che io affermi che Trump ha vinto e voi ci crediate o meno, o come dice qualcuno che i guerrieri della Luce hanno il pieno controllo della situazione, oppure che Dio è più forte di Satana e vincerà, perchè la chiave di tutto ciò è in ognuno di noi, cioè nell’animo di ogni essere umano. L’elite satanista governa il Mondo ed è potentissima. Essa  usa armi raffinate per creare paura, angoscia, terrore, pessimismo, scoraggiamento, rassegnazione e soprattutto divisione tra gli esseri umani confinati al timore del buio. Ma il buio non esiste, è solo la percezione del tutto che noi vediamo accendendo o meno la luce. Sin da bambino ho capito che non bisogna avere paura del buio, che non ha difese quando si accende la luce. Forte di questa consapevolezza, anche se c’è il buio, io non ho mai più avuto paura. La vittoria di Trump è la vittoria di ciò che non è atteso in un Mondo materialista, e quando le persone pensano alla luce e non hanno paura, non sentedosi più dei bambini abbandonati,  sorgono fattori che permettono loro di vedere non solo i lati infruttuosi ma pure quelli fruttuosi, i quali li portano a confidare nella Divina Provvidenza di Alessandro Manzoni, e il pensiero che essa si possa manifestare contribuisce a farla manifestare e a sistemare ogni cosa.La mia è una fede nella meccanica quantistica e negli uomini, che possiamo simboleggiare con una moneta. Questo Mondo in realtà non è mai stato governato dal denaro ma da uomini in carne ed ossa, ed io come quei due banchieri nel celebre film degli anni 80, sono pronto a scommettere due pence e non solo uno, tanto sono sicuro su quanto accadarà. Vincerò due pence, perchè nel mio cuore sento già cosa Pence farà il 6 di gennaio. Chi è stato per 4 anni all’apice del potere accanto ad un uomo della Storia come Donald J. Trump, non deluderà me e tutta l’Umanità, perchè dovrebbe aver capito meglio di me, che il potere di scegliere da che parte stare è stato qualcuno a darlo a lui, come a tutti noi, e che questo qualcuno si chiami Popolo, Costituzione o Dio, non ha poi tutta questa importanza. 

TRUMP E IL TRONO DI SPADE

 

Oggi che è metà dicembre tutto deporrebbe nel denotare una pessima giornata: si dà per scontata la vittoria di Bidet, si annunciano sempre nuovi attentati alla Libertà, la gente continua a girare terrorizzata nelle loro museruole, sembra proprio che le forze del male stiano trionfando dappertutto e anche con grande facilità. Eppure una vocina mi dice che non è così, il muro su cui dovrei mettere qualcosa é sdrucciolevole, di un antipatico color arancione: sono certo che in capo a qualche giorno nel muro, un altro muro, liscio e non butterato, si apriranno delle finestre, che racconteranno altre storie, di quelle più antiche, che si sentivano una volta: finestre trasparenti, ma anche riflettenti che alternativamente ci consentono di vedere dentro e fuori e vestono e spogliano di luce, fatti, storie, persone e il nostro essere.Mi trasferisco sul blog  una riflessione del prof. Capozzi dell'Università di Storia di Napoli in quanto molto vicina alle mie posizioni,in nerito a questa farsa del Corona Virus, della pandemia  e buffonate siilii dato che oramai mi fido pochissimo di FB e ho paura che possa oscurare i miei post e quindi perdere tutti gli scritti sul tema (miei e di velidissimi suglli) Si rileva quindi che tutte le oscillazioni di queste settimane di dicembre 2020 sono soltanto gioco del poliziotto buono e cattivo, tattica per imporre la decisione gradualmente, testando volta a volta le reazioni.Il progetto è chiaro. Non ha niente a che vedere con la situazione sanitaria, che sarebbe tranquillamente  sotto controllo (salvo le solite inefficienze di certe regioni) e che vede una pressione sugli ospedali inferiore a quella che si verifica abitualmente ogni anno per le epidemie stagionali di influenza.Morti e terapie intensive sono evidentemente in gran parte anziani ammalati di altro, spesso già ricoverati – i dati emergono su scala locale anche se il governo si guarda bene dal chiarirlo a livello nazionale. Se si volesse affrontare seriamente la protezione delle fasce di cittadini a rischio (chiarissimamente individuabili per via statistica) basterebbe monitorare gli anziani con patologie specifiche attraverso medicina di base e Usca, somministrare loro terapie ormai note ai primi sospetti di malattia,ma chiaramente di questo a chi governa non importa nulla.

Il progetto già pianificato dalla primavera è un altro, e tutto politico: un esperimento di ri-disciplinamento autoritario delle società funzionale ad un modello economico ben preciso. È un progetto non solo italiano ma europeo, che parte dall’asse franco-tedesco e da Bruxelles, e di cui il governo italiano è solo uno tra gli esecutori. Non bisogna essere complottisti per individuarlo: esso è già palese nella torsione paternalista, eticizzante delle istituzioni Ue di cui Ursula von der Leyen è la garante. L’obiettivo di queste classi politiche è enfatizzare a dismisura uno pseudo virus per distruggere quel che resta della piccola e media impresa, del terziario autonomo, degli spazi di formazione, socialità e cultura “fisici”, e sostituirli con consumi, intrattenimento, didattica, socialità integralmente digitalizzati, completamente inglobati dalle grandi corporations hi tech globali. La narrazione terroristica del Covid e i lockdown sono lo strumento per rimpiazzare del tutto la socializzazione con i social, le comunità di scuola e università con la didattica su piattaforma, l’amore e il sesso con il dating virtuale, i ristoranti e i bar con il food delivery, i cinema e i teatri con Netflix, lo shopping con Amazon, i concerti con le dirette a distanza, lo sport con il “workout” casalingo gestito da applicazioni specifiche virtuali , il lavoro con sussidi statali di semi-indigenza, il culto religioso comunitario con una spiritualità solitaria senza nessun rilievo sociale. E, soprattutto, per eliminare ogni forma di associazione culturale, circolo, movimento civico e politico libero, non controllabile, trasformando la società civile in una pluralità di individui isolati che si limitano ad essere followers dei leader politici, in un quotidiano reality show, “profilati” e sottoposti al continuo martellamento delle news unanimi di regime selezionate per loro dai social media depurandole di quelle che loro chiamano fake news, cioè di ogni fonte che non sia approvata dal complesso politico-mediatico mainstream. L’accelerazione di questa trasformazione permetterebbe, per le élites europee, la saldatura tra il mega-tecno-capitalismo d’oltreoceano, lo statalismo burocratico Ue a economia sussidiata e il modello di mercato autoritario cinese. L’unico ostacolo che può ancora frapporsi tra il progetto e la sua attuazione è la reazione, la resistenza, la mobilitazione delle società civili europee, dei ceti e delle fasce sociali che si è deciso di sacrificare. Dalla loro capacità di ribellione, dalla loro capacità di coordinarsi, dando vita a un blocco sociale e politico coerente in sostituzione di una rappresentanza politica ormai inesistente, dipende se l’esperimento tecno-autoritario riuscirà o sarà dichiarato fallito, o quanto meno dilazionato.” Impietoso eh? e lucidissimo! Il prof. Capozzi centra perfettamente il nocciolo del problema, io da parte mia avevo individuato il Presidente Trump come il più serio ostacolo  a questo progetto che oramai anche il popolino ne conosce la denominazione  "The Great Reset" perchè mi sono onvinto che tale Great Reset non può prescindere dall'avere gli Stati Uniti dalla propria parte e mi sorge anche un forte sospetto,  che tutta questa bailemme di un ridicolo virus, che non dico che non esiste, ma piuttosto che è sempre esistito, sia stato tirata  fuori per scongiurare la possibilità che Trump venisse rieletto. e difatti guarda come si sono impegnati con brogli e mistificazioni. Ora poi e qui prendo dei tratti di un altro amico di FB Mario Haussmann
che mi viene in aiuto dato che io tendo facilmente a demoralizzarmi : "
La decisione della Corte Suprema di non accettare i ricorsi ha demoralizzato molti e tanti hanno cominciato a credere che la partita sia persa. Molto male! «Ogni scolaro sa che nella storia non esiste qualcosa come uno stato definitivo: non riguardo a governi, non riguardo a confini e non riguardo ad accordi internazionali. Nella storia, come nella Natura, tutto è in costante flusso e mutamento», annotava il famigerato David Ben Gurion nei suoi diari di guerra. Ora dovrebbe essere evidente ad ognuno che il piano Q (The Plan) è molto più complesso di quanto potessimo mai immaginare. Ed è anche molto più raffinato ed infallibile! La vittoria di Trump era prevista con largo anticipo, come anche i molti brogli, sotterfugi e manipolazioni, per attribuire la vittoria al perdente maneggione squilibrato e pedofilo. Le schede contraffatte e i computer truccati, tutto era conosciuto e previsto. Anche il rigetto dei ricorsi da parte delle varie corti e la copertura politica e mediatica della frode. Proprio tutto si è svolto come predetto. Ogni parte in ciò ha un buon motivo, che non può essere ancora rivelato pubblicamente, per non scoprire la proprie carte davanti al nemico. Ma ogni singola cosa che è avvenuta, ogni singolo fattore coinvolto, inserendosi perfettamente nella pianificazione, ha un grande valore per l’inevitabile grande vittoria finale. E se per mancanza di informazioni dettagliate non riusciamo ad interpretare giustamente gli avvenimenti, ascoltiamo cosa ci dice la nostra voce interiore, il nostro intuito o istinto. Sappiamo che non si tratta di uno scontro politico, ma che è in gioco molto di più. Non si tratta di stabilire chi nei prossimi anni sarà l’uomo più potente del mondo, bensì qui e ora si sta svolgendo la battaglia decisiva tra le forze dell’oscurità e del male e le forze della Luce e del Bene per il possesso del pianeta, profetizzata in molte scritture. Accettare nel proprio animo l’insinuarsi del dubbio, ammettere anche per un solo istante la possibilità di una sconfitta, significa TRADIRE! Vuol dire tradire il piano divino che manifesta nell’evoluzione naturale dell’universo. E questo significa tradire lo scopo della propria esistenza, tradire l’intento della propria anima. (Apocalitico eh? bhe io lo ammetto non ho questa fede cieca e quindi un pò traditore mi ci sento, però che vuoi farci io un tintinin pessimista lo sono sempre stato, anche se ho sempre cercato di farci vari calcoli, giustappunto calcoli infinitesimali che hanno sempre una valenza personale, soggettiva, quindi narcista ed ecco qua il mio "Narcisismo Infinitesimale" Per fortuna Mario H.ci supporta e ci consola "Sono mesi" dice "che strombazzo ai quattro venti che abbiamo già vinto, che nulla potrà fermare gli eventi, che i guerrieri della Luce hanno il pieno controllo della situazione. E non sarà certo una qualche “notizia del giorno” capace di sovvertire questa mia certezza assoluta, acquisita anche attraverso canali “non convenzionali”. Siamo comunque in guerra e precisamente in una strana guerra che si svolge principalmente all’interno della scatole craniche della gente. In questa guerra l’informazione è l’arma principale. Teniamo quindi sempre ben presente che il nemico, l’elite malvagia che governa il mondo, usa quest’arma nei modi più raffinati per creare paura, angoscia, terrore, pessimismo, scoraggiamento e soprattutto divisione. Se ci lasciamo influenzare da essa, ciò è una vittoria per il nemico e per noi significa solo danno. Quindi vi esorto alla pazienza e a coltivare la fiducia. La Grande Trasformazione è veramente inevitabile, e tenendolo a mente è più facile orientarsi. Il buio non ha difese quando si accende la luce. La vittoria del bene è certa e nulla può velare l’evidenza di questa verità. È dunque appropriato prepararsi a festeggiare, qualunque cosa accada nel prossimo futuro, anche se dovesse apparire terribile e catastrofica. Se anche a volte vi appare poco chiaro ciò che sta avvenendo e sorgono fattori che non vi permettono di vedere i lati positivi e gli sviluppi fruttuosi, se pure a volte vi sembra che solo un miracolo possa salvare la situazione, siate certi che qualcosa di veramente miracoloso è in arrivo. Infatti perfino Ben Gurion ha dovuto ammettere che «Chi non crede ai miracoli non è un realista!». La VITTORIA è già nostra! Nulla lo può evitare. Nulla!
Non dubitatene! Mai!" eh bhe che dire di più? Come posso aggiungere qualcosa: posso solo immaginare un Trump assiso su un trono di spade scintillanti, ed attenermi a queste chicche di riflessione


giovedì 10 dicembre 2020

REAZIONE E LIBERTA'

 

Noi che siamo colti, intelligenti e abbiamo quella "cura" per i nostri figli e nipoti, ma anche per una umanità non robotizzata e non irretita dal consumismo comunista e dalla paura, amante spassionata della libertà, senza se e senza ma, dovremmo sentirci tranquilli? No! perché le forze del male detengono le disgustose leve del potere più accreditato: lo sterco del diavolo (dia-ballein= ciò che separa, digiunge) : il danaro. Comprando gente e manipolando dati e informazione possono quindi arrivare a livelli inimmaginabili di mercimonio e abominio e quindi attentate alla nostra libertà. Lo vedi come funziona il narcisismo infinitesimale: da una parte in sintonia con Al di là del principio del piacere e thanatos appena oltre la pellicola della riflessione come4^ figura non iscritta da Freud nella seconda topica (il Super Es), dall'altra però come riverbero di desiderio assimilabile all'altro e quindi come suggestione lacaniana (inconscio appunto come l'altro) che ha d'accordo in prima battuta laHeideggeriana "cura" verso chi ti corrisponde maggiormente, ma si presta anche 
ad una ulteriore proliferazione, fatto però salvo il principio del messaggio,.... quale messaggio? Bhe certo non quello del consumista/comunista e del terrorismo mediatico sanitario e di mercimonio, sopratutto digital/virtuale, ma quel messaggio "a chi di competenza" individuabile solo in un moderno reazionario, con la formula  "REAZIONE E LIBERTÀ"                    Veniamo alla più concreta possibilità di salvezza ovvero Trump e le  elezioni alla Presidenza USA : Ancora una volta Trump si è rivelato essere di parola: aveva promesso due giorni di fuoco e fuoco è stato.  Iniziamo da una data: l'8 Dicembre,  una delle date cruciali da un punto di vista giuridico perché rappresentava lo spartiacque temporale per aggiustare i processi e condurli direttamente davanti alla Corte Suprema.E così è stato, ma con l'aggiunta di un aspetto che non avevamo immaginato: LA DENUNCIA DEL TEXAS. Sì, perché questo Stato, essendo la federazione Americana concatenata da multipli interessi politici/economici, ha deciso di ritenersi parte lesa nel processo elettorale appena terminato; sentitosi oggettivamente danneggiato dai brogli accaduti negli altri Stati, ha infatti sporto denuncia verso di loro. Ma l'accusa non concerne materialmente il broglio, cosa che giustamente fanno notare i Media corrotti, poiché non sarebbe di pertinenza giuridica né del Texas né della Corte Suprema, l'accusa è mossa contro la validità costituzionale dell'intero processo.Sulla base di questa contestazione legittima e pertinente, infatti, si sono accodati ulteriori 17 Stati e molto probabilmente altri ancora si faranno avanti. A queste denuncie dobbiamo aggiungere la mozione personale del Presidente Donald Trump a supporto di quella del Texas.Tradotto in parole povere: UNA BOMBA MICIDIALE A OROLOGERIA. La cosa divertente di questa storia è che il tempo per "accroccare" una difesa da parte dei "quattro" , è di appena 24 ore, la cui scadenza è fissata proprio in questi minuti un cui scrivo. Prima di parlare delle conseguenze di questa azione però è necessario spiegare la questione della Corte Suprema nel caso della Pennsylvania.In coro i soliti "giornalai" hanno gridato all'ennesima sconfitta giuridica di Trump. TUTTO FALSO. La questione giudicata dalla SCOTUS era inerente alla legittimità dell'urgenza del provvedimento ed è stata rigettata dalla Corte, mantenendo però il quadro inalterato rispetto ai contenuti; anzi, a seguito di questa decisione giuridica, i contenuti stessi presentati dall'accusa (che non erano stati presentati dai legali di Trump, come raccontato, bensì dal Senatore Repubblicano Cruz) saranno valutati insieme alla causa presentata dal Texas. DOPPIO COLPO. Gli scenari che si prospettano sono di tre tipi:

1) La corte Suprema dichiara vincitore Trump annullando la votazione nei quattro Stati.                 

2) La Corte Suprema richiede al parlamento dei quattro Stati in bilico di effettuare una votazione interna per eleggere i 4 rappresentanti che il 14 dicembre voteranno ai grandi elettori (qui la questione riguarda i numeri dei rappresentanti dei 4 parlamenti che, seppur come in alcuni casi a conduzione democratica, presentano comunque maggioranze Repubblicane. .                                             

3) La Corte Suprema dichiara la vittoria di Biden. Scenario possibile ma improbabile in quanto 6 giudici su 9 sono repubblicani e inoltre, al di là dell'appartenenza politica, la Corte è formata da costituzionalisti puri che valutano esclusivamente la Costituzione per quel che vi è scritto (Giudici Alito, Clarence Thomas e Amy Coney Barrett).                                                         Non dobbiamo scordare che quest'ultima eventualità aprirebbe una quarta possibilità:         LA CORTE MARZIALE E IL PASSAGGIO AI TRIBUNALI MILITARI. Possibilità costituzionalmente legittima che imporrebbe, però, uno stato di accusa alla Corte Suprema stessa per alto tradimento. Insomma, di certo i prossimi giorni saranno decisamente movimentati.Prima di chiudere bisogna aggiungere una postilla (che postilla non è) riguardo all'ultimo ordine esecutivo emanato da Trump.Il Presidente prepara infatti lo scacchiere per le prossime mosse e, di certo, non sono destinate a passare inosservate.Ha infatti ordinato di: CONGELARE LE AZIONI DI INTELLIGENCE IN CASO DI MINACCIA INTERNA NAZIONALE.  In parole povere, con una semplice mossa, mette fuori gioco le schegge fuori controllo rappresentate da CIA ed FBI che spesso servono più fedelmente il Deep State che gli interessi nazionali. Colpo da maestro.

Post Scriptum  Certamente le nostre analisi saranno condite dai sorrisini e dai commenti derisori degli sciocchi che incuranti dei dati, delle analisi e delle fonti ufficiali continueranno imperterriti nella loro ridicola azione di disturbo, in fondo sono utili pure loro che con la loro stupidità mostreranno da che parte sta la verità.

*      VINCEREMO

 Questo scrive certo Gaspare Russo, che ho trascritto di para patta  pur  considerando che l'unica cosa che non mi piace è quel "vinceremo " alla fine : porta sfiga : a Mussolini nella dichiarazione di guerra, si ironizzava che si era incantata la puntina del grammofono proprio sul solco tra vincere e vinceremo senza però riuscire a passare alla seconda parola, poi vediamo che fine fanno tutti i veri "andrà tutto bene" eredi dei "dio è con noi" e altre baggianate del genere . Bisogna non lasciarsi trascinare da queste affermazioni apocalittiche e limitarsi a riportare i fatti, anzi mettendoci sempre un pò di dubbio, per non andare incontro a disillusioni ed anche a figuracce. Ora per illustrare per benino quello che in questi giorni passa per l’informazione (ovviamente esclusa quella ufficiale di telegiornali e media comprati dal potere immondo), riprendo altri due passi da FB,  il primo di Giorgio Bianchi lucidissimo espositore di tesi corrette  “L'errore di fondo secondo me è credere che sia stato il virus a cambiare il mondo. In realtà quello che stiamo vivendo è il disvelamento di un processo iniziato alcuni decenni fa. Noi eravamo già così, il virus ci ha semplicemente fornito un pretesto per uscire allo scoperto. Ora semplicemente non ci sentiamo più in colpa per essere ciò che siamo. Molti di noi erano già svuotati da tempo di qualsiasi afflato spirituale. Oramai siamo individui razionali, secolarizzati, che tendono a ridurre tutto alla nuda materialità. Non esiste un modo univoco di interpretare la realtà, ma soprattutto non esiste una modalità più vera di un'altra: è solo una questione di cultura e di educazione. Il nostro problema è la presunzione che il nostro approccio sia più evoluto e quindi di conseguenza più vero. Ma questo è un errore fatale. La nostra immagine di mondo è stata creata ad arte per incasellarci nella società del futuro che stanno disegnando per noi. Stanno cambiando l'assetto socio-economico del nostro mondo e nel contempo ci stanno modellando per adattarci ad esso, per fare in modo che lo accettiamo senza ribellarci. Ciò ha comportato lo svuotamento di tutti gli aspetti spirituali della nostra essenza, la rottura con i modelli del passato e sta spalancando le porte a frustrazioni e nevrosi.

Ci sono quindi i pseudo intellettuali di sinistra che hanno negato per nove mesi che l'emergenza pandemica fosse legata a una strategia di edificazione d'un nuovo modello di società e, anzi, hanno etichettato come "negazionista" chi sosteneva questo. Adesso che il programma del Great Reset risuona nelle parole dei vertici europei e dei capi di stato - ed è dunque divenuto impossibile negare l'esistenza di una strategia dall'alto di trasformazione sociale - ci apprestiamo a osservare il salto della quaglia: ovvero l'adesione a tale programma giacché i suoi enunciati retorici sulla sostenibilità, ben si confanno all'immaginario della sinistra benestante e neo-borghese. Il fatto che questo programma prospetti la precipitazione nella miseria di almeno un quarto della popolazione e che distrugga qualsivoglia dimensione collettiva e cooperante tanto del lavoro quanto della socialità sostituendola con simulacri virtuali, è accettato volentieri da una mentalità e da una generazione che, oltre a far propria la prospettiva della clausura permanente e quindi del pensionamento anticipato dalla vita, pretende anche di imporre suddetta prospettiva al resto dell'umanità e alle giovani generazioni. La sinistra non è più un mero ambito di falsa coscienza, ma  si è rivelata  come la più volenterosa carnefice di qualsivoglia forma di libertà

martedì 8 dicembre 2020

RACCORDI NECESSARI


NEL GLOBALISMO NON RISIEDE IL FUTURO DELL’UOMO, MA LA SUA ESTINZIONE.  coloro difatti che si ritengono fieri difensori della democrazia appellandosi all’eroismo partigiano, liberatore dal Nazifascismo, non si rendono conto che oggi stanno diventando o sono già diventati gli strumenti di un potere autoritario e dittatoriale molto più esteso e feroce dello stesso Nazifascismo. E’ qualcosa che pare inconcepibile, ma i fatti parlano sempre più chiaro in tal senso. La dittatura sanitaria instauratasi in Italia e nel mondo intero a partire dall’inizio di questa cosiddetta pandemia è solo un assaggio della miseria antidemocratica che ci aspetta se tante persone continueranno a credere che il nemico incombente sia il razzismo tradizionale dei “bianchi” nei confronti dei “neri”, il “sessismo” degli uomini nei confronti delle donne o l’omofobia nei confronti delle differenti identità sessuali. Questi problemi esistono ma non sono i primi all’ordine del giorno; anzi vengono strumentalizzati abilmente dalle forze oscure che operano nel mondo per distogliere l’attenzione dalla principale minaccia oggi incombente. Il razzismo del terzo millennio è rappresentato dagli ideali eugenetici transumanisti coltivati dai promotori delle vaccinazioni forzate di massa, primo tra tutti un Bill Gates, onorato, riverito e finanziato anche con i nostri soldi dall'attuale Governo Italiano
Tali ideali rappresentano quella che è l’evoluzione del Nazismo. Non si tratta più di ricercare il nemico in una razza ritenuta inferiore, ma di crearne una in laboratorio: manipolando il codice genetico degli esseri umani tramite i vaccini di ultima generazione e al tempo stesso inoculando nei loro corpi nanotecnologie atte a renderli automi perennemente controllati e costretti ad obbedire al regime vigente, pena l’annullamento della loro identità ridotta a bioritmi virtuosi o viziosi, premiati o puniti da remoto come crediti o come debiti. Questa non è fantascienza, bensì quanto contenuto nel brevetto depositato da Bill Gates con il numero di protocollo 060606. Per ottenere questo ambizioso risultato gli eredi del Nazismo hanno trovato alleati essenziali negli eredi del Comunismo. Questa alleanza Nazicomunista anche se non proprio inedita nella Storia, rappresenta idealmente un’intesa spirituale tra hitlerismo e stalinismo. Il termine “globalismo” non indica altro che l’obiettivo di estendere al mondo intero ciò che si è preparato nel laboratorio cinese: che non è il virus di Wuhan, ma piuttosto il sistema dei crediti sociali, necessari per mantenere il diritto di esistere. Di fronte a tutto questo, se si vuole oggi battersi per la Libertà, bisogna di necessità schierarsi dalla parte dei movimenti cosidetti sovranisti: non per isolarsi in un tronfio orgoglio autocratico di stampo fascista, ma per salvare le identità dei popoli e la sovranità degli individui contro la tirannia neoliberista/consumista/comunista filo-cinese, che vede alleate le élites della finanza globale, tutti i partiti di area sinistrorsa (qui da noi PD e Movimento 5 Stelle sono interamente proni al progetto diabolico appena descritto) E’ per questo che concordo con chi considera oggi Trump il maggiore argine alla deriva autoritaria che sta prendendo il mondo intero. E’ per questo che gli uomini liberi, di fronte al pericolo di un’eugenetica rovesciata (non più volta alla selezione di una razza superiore ma alla creazione di una razza inferiore, automatizzata, robotizzata, del tuto simile ad una macchina) ) non vedono più un senso di attualità nella contrapposizione storica tra destra e sinistra. Il globalismo tecnocratico è una caricatura deforme e disumana del cosmopolitismo autentico, che si realizza nell’accordo tra i cuori degli uomini. . siamo circondati da false notizie : il giornalismo e i mass media, sono arrivati davvero alla menzogna di non ritorno, oramai totalmente inaffidabile. quello che mi secca è che spesso e volentieri, anche le notizie apparentemente buone, sono dei falsi, per cui non si sa proprio come raccapezzarsi ; personalmente ho cominciato da storico a rimarcare tale fatto : dalla campagna di Napoleone Bonaparte in Italia nel 1796/97. Ho scritto su tale argomento una serie di articoli che ho titolato "Recitare una parte" dove si prendono in esame le prime battaglie di Dego, Cairo Montenotte, Ceva e sopratutto quella del Ponte di Lodi dove Napoleone asseriva che proprio da tale battaglia aveva avuto per la prima volta la consapevolezza della sua grandezza. In verità se non era per Massena e anche in quella successiva di Arcole per Massena e Augerau, lui addirittura finiva prigioniero dato che maldestramente quando aveva preso un tricolore e slanciatosi per incitare i soldati era finito in un fosso a ridosso del ponte. E' con Napoleone che si dà inizio a questo sistematico uso della menzogna e di fare del mondo un immenso teatro dove il ruolo dell'individuo è solo quello di recitare una parte che altri, il potere costituito o costituendo, gli assegna.

Dato che siamo in tema di raccordo, mi raccordo appunto con un altro interessante articolo di Francesco Carraro altro amico e mentore che prende a tema la mia amata PNL, quella però degli inizi di Bandler e Grinder anni 1981-1985, dove si prende Milton Erickson e il suo "Milton Model" con tutti i modelli appunto del grande terapeuta di Phoenix, la cancellazione, la performativa perduta, la ricerca transderivazionale: ecco partiamo dalle . cosiddette “cancellazioni” - cosi' definisce Milton quei pezzi di informazione omessi (involontariamente o dolosamente) da un discorso, così da renderlo più "povero" e più facilmente fraintendibile. Una tipica cancellazione, è quella costituita dal cosiddetto “comparativo mancante”. Significa utilizzare un comparativo relativo (ad es. “meglio”, “più”, “meno”, ecc.) a cui manca il termine di paragone. Se dico che “è meglio” fare o non fare, dire o non dire, scegliere o non scegliere una certa cosa, una certa parola, una certa strada, ma non specifico rispetto a cosa “è meglio”, sono incappato in quella peculiare violazione che la PNL cataloga sotto la specie di cui stiamo trattando: il comparativo mancante, appunto. Lo stesso ovviamente può valere per avverbi come “più” o “meno” oppure “peggio” o per aggettivi comparativi come “migliore di” o “peggiore di” o per superlativi assoluti come “il migliore” o “il peggiore”. Tutti gli elementi linguistici in grado di evocare un confronto devono metterci in allarme, da un punto di vista comunicazionale , rispetto alla “pietra di paragone”. Se quest’ultima non c’è, ci troviamo davanti a un “comparativo mancante” anche se sarebbe più corretto definirlo “comparativo carente”; per la precisione, carente del suo termine di paragone. Accade spesso, nel linguaggio comune, di imbattersi in una affermazione “monca”. Per esempio: “Bisogna migliorare questa situazione”. Al che andrebbe replicato: “Va bene, ma migliorarla rispetto a cosa?”. Oppure: “Ti stai comportando sempre peggio”. E qui si potrebbe rispondere: “Peggio in che senso? Rispetto a chi, o a cosa?”. se si dice "CI VUOLE PIU' EUROPA (e molti sopratutto di quella che un tempo era la sinistra , lo dicono) ecco in questo caso dovremmo chiederci – e chiedere a chi ci rivolge tale esortazione – di essere più preciso: più Europa in che senso? “Più” rispetto a quale Paese dell’Unione? Oppure “più” rispetto a quale livello (ritenuto evidentemente scarso)? E soprattutto, quando finirà l’era del “Ci vuole più Europa?”. Ci sarà un momento in cui questa “Europa” sarà bastevole, sufficiente, adeguata per le aspettative di chi ne chiede sempre di più? La potenza di questo slogan sta, ancora una volta, nella sua assoluta genericità e la prova di quanto esso sia radicato nel dibattito pubblico italiano è la nascita di un partito i cui fondatori hanno scelto proprio questo nome, e il corrispondente suo programma, qualunque esso sia: “PIÙ EUROPA”. Di fronte ai comparativi mancanti dobbiamo esigere dettagli, precisazioni, dati, statistiche, argomentazioni. Se siamo arrivati dove siamo arrivati – e cioè a una quasi estinzione di quella entità nazionale che risponde al nome di Repubblica italiana – è proprio per questa ragione: abbiamo accettato per troppo tempo, senza fiatare e senza reagire, di farci raccontare il tema dell’unificazione attraverso un linguaggio povero e mistificante come quello indagato, in PNL, dal filtro del metamodello. Infatti, nel processo di unificazione europea è stato fatto ampio uso del “Milton Model” anche rispetto al comparativo mancante. Ci riferiamo – ormai dovrebbe essere chiaro – al deliberato impiego di un linguaggio impoverente (proprio perché generico, quindi a-specifico, e pertanto fortemente suggestivo e manipolatorio). Non dobbiamo mai sottovalutare l’importanza del linguaggio. Il linguaggio è lo strumento attraverso il quale noi filtriamo il mondo, lo raccontiamo a noi stessi e agli altri, e ce lo facciamo raccontare. Un uso distorsivo del linguaggio può essere frutto non solo di negligenza e insipienza del soggetto comunicante, ma anche – come abbiamo già più volte sottolineato – di una scelta strategica di chi (magari dietro le quinte dei media generalisti) ha deciso di imporci una certa road map della Storia, oltre che una ben precisa “mappa del mondo”. Proprio il concetto di “mappa del mondo”, in PNL, riveste un ruolo cruciale. Ma che cos’è la mappa del mondo, in fin dei conti? È il modo singolare e irripetibile, proprio di ciascuna persona, di raffigurarsi la vita, le cose, gli eventi, gli ambienti, gli altri. Significa, né più né meno, che non esiste solo “un” mondo. Esistono tanti mondi quante sono le teste degli abitanti di questo pianeta. Ciascuno vede la realtà attraverso la “griglia” dei suoi cinque sensi,(i famosi sistemi rappresentazionali dettagliati nei precedenti libri di PNL di Bandler e Grinder La Struttura della magia, La metamorfosi terapeutica, PNL e Ipnosi e trasformazione) e un pò tutto delle sue esperienze, dei suoi valori, dei suoi interessi, delle sue credenze, del suo patrimonio culturale e linguistico, e quindi anche del bagaglio semantico e sintattico di cui dispone. La mappa del mondo è fondamentale perché, in verità “la realtà non esiste”.e questo lo diceva sopratutto Paul Watzlavitch
uno dei principali protagonisti del famoso Gruppo di Pragmatica della Comunicazione di Palo Alto, che ovviamente era strettamente collegato sia a Milton Erickson che alla PNL Non c’è un solo mondo, una sola realtà. Ci sono, piuttosto, tanti “mondi” e tante “realtà” quante sono le mappe delle persone: vale a dire, in definitiva, quante sono le teste pensanti sparse per il globo.
Per capire meglio questo fondamentale concetto, Carraro cita un esempio calzante: l’esito dell’ultima finale di un mondiale di calcio. Anno 2018: Francia batte Croazia 4-1. Nella mappa del mondo di un tifoso, diciamo pure di un ultrà transalpino, questa non è solo una finale, è un “trionfo”, una “goduria”, un “giorno memorabile”. Per un supporter croato potrebbe essere invece un “dramma”, una “tragedia nazionale”. Oppure, per un altro spettatore di Zagabria non così coinvolto, magari meno estremista e più equilibrato, potrebbe trattarsi di una “straordinaria impresa” della nazionale di calcio di Modric e compagni. Da come guardi il mondo, tutto dipende. Lo cantava qualche anno fa Jarabe de Palo ed è la sintesi perfetta di questo concetto della PNL. Ora, se le mappe sono tante quante le persone, è anche vero che – lavorando adeguatamente con i sistemi di comunicazione di massa, attingendo alla forza evocativa dei simboli e a quella del linguaggio – è possibile creare, letteralmente, delle mappe collettive sulle quali convergano le “adesioni” e il “consenso” di migliaia, o addirittura di milioni, di persone. Ed ecco perché oggi va tanto ti moda la parola “storytelling”, soprattutto in politica. Lo storytelling è il “racconto”, il modo in cui il mondo ti viene “narrato”. Cioè il modo in cui si può intenzionalmente generare una nuova mappa collettiva, e qui io ho citato un mio studio giustappunto sulla prima campagna d'Italia condotta dal Generale Napoleone Bonaparte, come accennato completamente falsa e costruita a tavolino e con l'impiego di manipolazioni a livello di comunicazioni di massa, vittorie inesistenti, o perlomeno inconsistenti, tipo Cairo Montenotte, Ceva, Lodi, Arcole, veri e propri abbagli del giovane generale, fatte passare per epocali vittorie e semmai dovute al provvidenziale intervento di Generali più esperti del Bonaparte tipo Massena o Augereau o Serurier.) Per questa ragione, i detentori del potere politico, economico, finanziario sono così attenti all’uso dei media e della comunicazione, oggi anche anche digitale. Sanno benissimo che conta molto più dei nudi fatti (ma esistono davvero, poi, i “nudi fatti”?) il racconto di essi; cioè il “rivestimento” linguistico posato sul corpo spoglio di quei poveri fatti. Con lo scopo, magari, di trasformarli in una interpretazione funzionale agli obbiettivi di chi governa il mondo. Già Nietzsche, alla fine dell’Ottocento, sosteneva che non esistono fatti, ma solo interpretazioni. Anche in questo, oltre che nella sua visione nichilista della società e dell’uomo, il filosofo tedesco è stato un precursore dell’epoca corrente. Tornando all’espressione “Ci vuole più Europa” e al comparativo mancante, si tratta di una straordinaria forma di contaminazione della nostra esperienza soggettiva, quindi della nostra personale mappa del mondo. Ricordiamoci che il linguaggio generico e poco preciso infarcito di generalizzazioni, distorsioni, cancellazioni (quindi, il “Milton Model”) determina, sempre e comunque, l’impoverimento della mappa del mondo di una persona ed è quindi un riduttore di complessità. Il che può tradursi in un considerevole aumento delle libertà individuali se lo strumento è usato da un bravo psicoterapeuta nei confronti del proprio paziente; ma anche in una drastica diminuzione di libertà collettive se esso è impiegato con finalità manipolatorie in altri settori del vivere. Se ci abituiamo a pensare per slogan, ad accettare gli slogan, a cantilenare gli slogan anche in ambito politico (“Ci vuole più Europa”, “Ce lo chiede l’Europa”, eccetera eccetera) così come facciamo con le pubblicità (“Non ci sono paragoni”, “Persone oltre alle cose”, eccetera eccetera) allora ci predisponiamo a essere manipolati. Il comparativo mancante, nel caso di specie, è veramente tutto. Quest’ultima, nel caso non lo aveste notato, è per esempio una generalizzazione. Ed è anche una cancellazione sotto forma di comparativo mancante. Ho scritto che il comparativo mancante è veramente tutto: ma perché mai – repetita juvant – il comparativo mancante è veramente tutto? Dovremmo chiedercelo. E, ancora: rispetto a che cosa esso “è tutto”? Accettiamo la sfida delle domande di precisione appena formulate e proviamo a rispondere. Intanto, il comparativo mancante è tutto perché è precisamente quanto servirebbe per capire (e invece manca). Insomma, la mutilazione contenuta nell’esortativo (“Ci vuole più Europa...”) è il fattore dirimente: la parte taciuta del monito potrebbe fungere da pietra di paragone rispetto a quell’Europa che ci incitano a chiedere in dosi sempre più massicce. “Ci vuole più Europa...”: riempite i puntini. Come comparativo mancante potremmo inserire, tanto per esser chiari, “... piuttosto che Italia”. Già messa così, la frase è più esplicita e ci suscita anche una resistenza, o addirittura una ripugnanza, ben maggiore. Molti di noi sono disposti ad accettare l’idea che “ci vuole più Europa” proprio perché non gli è mai stato detto (e non si sono mai chiesti) rispetto a cosa “ci vuole più Europa”. È uno slogan che non impegna, che va bene con tutto, come i vestiti delle mezze stagioni, a tinta neutra. Abbatte i nostri sacrosanti pre-giudizi e consente all’europeismo di farsi strada nel modo in cui si è sempre fatto, tradizionalmente, strada: all’insaputa, o quasi, del cittadino elettore e quindi decisore e pertanto titolare della cosa pubblica .Occhio: quello di procedere “all’insaputa” non è altro che lo stratagemma del cavalcare il mare senza che il cielo se ne accorga.(anche qui un ulteriore seguace della Scuola di Palo Alto il nostro Giorgio Nardone, che pone tale espressione a titolo di un suo famoso saggio incentrato sugli stratagemmi di una terapia sistemica breve, che però possono essere indifferentemente usati anche per la nostra rovina )
Ancora una volta, torniamo alla filosofia di fondo degli stratagemmi e di qualsiasi tecnica di manipolazione. Si tratta sempre di strumenti miscelati e utilizzati insieme. L’uno rafforza gli altri e tutti si rafforzano a vicenda.
Riassumendo, anche il comparativo mancante è un’arma a doppio taglio. La usiamo inconsapevolmente nei nostri discorsi di tutti i giorni, senza grossi problemi, ma ci viene poi ritorta contro come strumento di “educazione civica europea” o, meglio, di “formazione” di una nuova massa di cittadini filoeuropeisti. Io ritengo che sia fondamentale cominciare a farsi domande, ad essere più precisi nelle modalità di formazione delle domande e nelle risposte che se ne ottengono, si da non essere costretti a trovarci a fare i conti con una mappa che non è la nostra. E con un mondo che non avremmo mai voluto, se ce lo avessero chiesto. e con questo ringrazio anche Francesco Carraro per i preziosi concetti che mi hanno richiamato i miei primi studi di PNL. E' quanto mai ovvio che quanto detto in quest'ultimo riferimento può essere tranquillamente applicato un pò in tutto quello che stanno cercando di farci accettare : un virus che non ammazza nessuno, o perlomeno ammazza come ammazzava una influenza e altre patologie in tutti i precedenti anni, una pandemia senza alcuna percentuale di diffusione se non quella di giudicare ammalati i sani (invenzione del termine asintomatico) , l'imposizione di un terrorismo sanitario fondato sulla paura di questi temini inesistenti per farci accettare vaccini e procedure di reclusione e di catalogazione per renderci per davvero tutti simili ai più famosi romanzi distopici di Orwell, Huxley, Breadbury, Dick e ridurre allo stato di anomalia colui che si oppone a tale stato - il famoso I am Legend di Matheson - ovvero in un mondo di tutti vampiri, l'anomalia sono Io.
OLTRE AL ROMANZO A LIVELLO DI PERCEZIONE IO SONO RIMASTO PARTICOLARMENTE COLPITO DA UN FILM CON VINCENT PRICE INTITOLATO l'ULTIMO UOMO SULLA TERRA CHE, TRATTO APPUNTO DA TALE ROMANZO, ESPRIME CON PARTICOLARE INTENSITA' IL SENSO DI DESOLAZIONE E SCONFORTO DI UNA ATMOSFERA DOVE NON C'E' PIU' UMANITA'


mercoledì 2 dicembre 2020

2020 non ancora finito

 
La domanda che mi faccio ossessivamente è : come sapevano che il 70% della popolazione del mondo, (e oltre il 90% di quella Italiana)sarebbe stata cosi paurosa e pecorona da credere ad un virus
più che esistente, insistente, ad una pandemia senza numeri o numeri di gente sana e a tutte le ridicole iniziative prese per fronteggiare un qualcosa dovuta solo a manipolazioni statistiche (neppure troppo raffinate) e spudorate menzogne dei cosidetti media a imporre i dictat di uno sfrenato consumismo a carattere sanitario/informatico? Forse con la apparentemente paradossale comunanza con il comunismo di stampo cinese, l'unico posto dove la reiterata frustrazione di estromissione dai poteri forti della mentalità sinistrorsa ha creato tutta quell'invidia troppo a lungo repressa che ha fatto appunto della sinistra il ricettacolo del più ipocrita buonismo volto alla sistematica soppressione della libertà individuale. Così ci stanno fregando, secondo dettami che sono stati più che individuati da famosi scrittori (Orwell, Huxley, Breadbury, Dick, etc.) ci stanno pian piano togliendo la libertà in nome di un ributtante buonismo "lo facciamo per il vostro bene" che fa rimpiangere le cannonate di Wiching-Graetz a Praga nel 1848 o addirittura quelle per noi italiani celeberrime di Bava Beccaris (meglio un padrone severo, ma perlomeno non ipocrita). a me alla veneranda età di 72 anni, cioè quasi centenario me ne fraga fino ad un certo punto, ma quello che veramente mi dispiace è per i giovani, i miei figli, sopratutto i miei nipoti perchè se non salta fuori qualcosa o qualcuno (Trump? Putin?....?) che a questi atavici mascalzoni (in effetti convengo che la matrice è assai antica, come minimo risale alla rivoluzione industriale ed eredita tutto il marciume del precedente periodo millenario (la scienza come erede della religione, ovvero dalla Santa Inquisizione alla unica convinzione : il paradigma pseudo scientifico)




L'IMMAGINARIO INTEGRALE

Se dovessimo seguire i percorsi suggeriti da Feynman nel suo "integrale sui cammini"  e ci mettessimo ad usare i numeri immaginar...