domenica 26 ottobre 2025

LA SIGNORA SOVRANA

 

E' storicamente accertato  che la terrificante speculazione finanziaria sul marco che aveva provocato nell'immediato primo dopoguerra,  il collasso dell'economia tedesca, con un grado di inflazione monetaria che mai prima di allora aveva avuto riscontro nella storia delle nazioni, aveva una matrice ebraica – abbiamo tutti presente l’immagine di persone che per acquistare un filone di pane erano costretti a trascinare  carriole ricolme di marchi - Le finanze dello Stato in quella meta’ degli anni venti  si erano azzerate  e enormi quantita’ di immobili e di terreni erano state acquistate da banche e speculatori, di cui buona parte, come sopra accennato, ebrei: e' proprio da tale assunto che  si puo' esperire  un barlume di giustificazione per la sordida rabbia della popolazione tedesca  per  l'etnia ebraica  che non vuole essere una giustificazione della persecuzione generalizzata avviata contro di essa negli anni successivi alla presa del potere del Nazional Socialismo, ma semmai  fare un distinguo tra massa e potere e grado di facinoroso indottrinamento quando vengono toccati elementi di vitale importanza come cibo, sussistenza e anche salute. Comunque sia, c'e' da rilevare come le condizioni  della popolazione tedesca per tutti gli anni venti e anche l’inizio dei trenta fosse davvero tragica :  la gente moriva di fame, conduceva una esistenza misarabile ne’ poteva contare su aiuti di nessun genere da parte dello Stato in quanto  la distruzione della sua moneta nazionale  aveva spazzato via tutti i risparmi e anche provocato il collasso  della piccola e media impresa, si da non consentire nessuna azione di rimedio.  Come dice un autore un po' fuori schema, Daniele Proietti nel 
libro Nazione Sovrana  “La Germania in uno scenario del genere era annichilita  e non poteva far altro che
 soccombere al debito e alla speculazione internazionali". Uno dei punti fondamentali del programma di ristrutturazione economica messa in atto dal partito Nazional socialista fu proprio quello di riacquistare il controllo sulla creazione della moneta,    opponendosi quindi al cartello  delle banche internazionali e iniziando a stampare moneta propria. Ci si chiede spesso "viene prima l'uovo o la gallina? " così parimenti dalla lettura di tale libro e anche da una riesamina spassionata della storia, non oberata da pregiudizi viene da chiedersi se alla reazione  della popolazione e al programma indubbiamente forte del nuovo Partito, non sia anche da valutare  l'entita' della furibonda reazione del sistema finanziario internazionale  a tale programma della Germania Nazionasocialista? Si spiegherebbero cosi tutta la serie di comportamenti anche estremi  veicolati alla popolazione tedesca da parte del nuovo partito della popolazione germania e un odio indirizzato sopratutto agli ebrei, ma anche l'assioma che non fu tanto la germania a dichiarare guerra alla comunita’ finanziaria internazionale quanto il contrario, ovvero il sistema speculativo finanziario  fortemente rappresentato dall’Inghilterra, vieppiu’ dagli USA e  con larga rappresentanza ebraica.

Fu questo tipo  diffuso di potere  che fin dall’avvento di Hitler nel marzo 1933 e specie dopo la ratifica sui pieni poteri nell’autunno dello stesso anno, dichiaro’ guerra alla germania, una guerra ancora non armata ma  che si succedette senza esclusione di colpi fino a quel giugno 1939 quando usci’ la legge che nazionalizzava la Banca di emissione 
Germanica ratificando così a beneficio dello Stato la proprietà della moneta.  Era dalla fine del XVII secolo, quando in Europa si era imposto il “signoraggio” ovvero una proprietà congiunta di  enti non statali sulla moneta, che non si verificava un evento simile, e questo,  su opinione di parecchi storici non asserviti al diktat dominante dei Paesi vincitori,  fu il vero motivo dello scoppio della seconda guerra mondiale, il momento preciso in cui l’alta finanza internazion
ale a dominanza anglosassone cui presto si sarebbe aggiunto il colosso statunitense con quelle famose rilevanti frange ebraiche, decise che non avrebbe piu’ tollerato le provocazione naziste, come era successo con l’Anchuluss con l’Austria  e con i Sudeti  nel 1938 e con l’invasione della Cecoslovacchia nel marzo 1939, che tutto sommato non avevano mai rappresentato questo grande  ostacolo ad una politica di compromesso. Lo stesso non avvenne con l’invasione della Polonia, ma il fatto nuovo era non questa nuova provocazione  che in se’ non si discostava granche’ dalla politica espansionista germanica che tendeva a riprendersi quella territorialità che aveva prima della guerra, ma proprio la promulgazione della legge sulla nazionalizzazione della moneta da parte della Banca Centrale del Reich. Il punto e’ che Hitler aveva cominciato la sua rivoluzione economica piuttosto canonicamente con un vasto programma di lavori pubblici,  in osservanza alla teoria di John Maynard Keynes, un economista inglese  e in forte similarità’ con il cosidetto “New Deal” di Franklin Delano Roosveelt  per riparare alla grande crisi del 1929, e anche con l’operativita’ delle Partecipazioni Statali del regime fascista che avevano portato alla formazione dell’IRI (Istituto Ricostruzione Industriale) sotto la guida e direzione di Alberto Beneduce, ma la novita’ della prassi nazionalsocialista e’ che  ne aveva  indicato il costo in un miliardo  di marchi non inflazionati chiamati “certificati lavorativi del Tesoro” stampati dal Governo che non avevano riferimento nel  sistema aureo della finanza internazionale, bensì in beni tangibili. Hitler stesso aveva sancito l’assioma “per ogni  marco  stampato noi richiediamo  l’equivalente di un marco di lavoro svolto o di bene prodotto” in verita' Hitler si era
avvalso delle  teorie economiche  di Hyalmar Schacht  un profondo studioso dei meccanismi economici gia' Presidente dal 1924 al 1930  della Reichsbank, seguace sia delle teorie di Keynes che delle prassi del New deal Roosveltiano e dell'IRI di Beneduce,  che era da lui stato nominato Ministro dell'economia  il quale era fermamente convinto che compito della Banca di emissione fosse  quello di mettere a disposizione tanto denaro  quanto fosse sufficiente allo scambio dei beni. Per questa ragione egli sosteneva  tutte le leggi che regolano le banche di emissione hanno introdotto la cambiale a pagamento delle merci quale elemento fondamentale della loro politica. La cambiale-merci attesta la vendita e lo scambio di una merce,  pertanto, Schacht riteneva che la concessione di crediti da parte della banca di emissione contro cambiali merci non comportasse alcun pericolo d’inflazione e difatti le voci attive della Reichsbank consistevano principalmente in cambiali a pagamento merci. I fornitori dello Stato, dunque, iniziarono a emettere ordini di pagamento (tratte) che venivano accettati dalla società MEFO che pagava con «cambiali-MEFO». era questa una vera e propria  moneta fiscale, ovvero intendendosi per essa l'uso di debiti del governo come mezzo di pagamento  tra privati, di cui appunto la   spicca l’impiego delle obbligazioni della Metallurgische Forschungsgesellschaft, le cosiddette  MeFo,  ideate appunto da Schacht e adottate  da parte del governo tedesco nel 1934.  Trattandosi di forniture di merci, le cambiali MEFO erano effetti commerciali cui prestavano triplice garanzia i fornitori, la società MEFO e lo Stato, giustificando così il loro sconto presso la Reichsbank. I funzionari della società MEFO controllavano che tutte le cambiali fossero state emesse solamente per forniture di merci e non per altri motivi: a ogni cambiale MEFO era legato uno scambio di merci proprio per compensare la circolazione monetaria con quella di beni. Le cambiali, che normalmente erano a tre mesi, ricevevano dalla Reichsbank il permesso di rinnovo fino a 19 volte per un periodo complessivo di 5 anni. Ciò era necessario perché la ricostruzione economica avrebbe richiesto un certo numero di anni. Con queste promesse di pagamento spendibili come il denaro ma unicamente entro i confini nazionali, gli imprenditori pagavano i fornitori. In teoria, questi ultimi potevano scontarle presso la Reichsbank in ogni momento e per qualsiasi importo a un interesse del 4% il che rendeva le cambiali MEFO non solo una «quasi moneta corrente» ma anche un denaro fruttifero che poteva essere ritenuto da banche, casse di risparmio e aziende. Non vi è dubbio che se gli effetti MEFO fossero stati presentati all’incasso massicciamente e rapidamente, oltre al rischio di inflazione, sarebbe diventato evidente ai paesi stranieri che la Germania stava incrementando le emissioni di moneta accrescendo i sospetti che la finalità fosse anche il riarmo. Ciò però non avvenne nel Terzo Reich poiché gli industriali tedeschi si servirono degli effetti MEFO come mezzo di pagamento fra loro: fino al 1938, in media, la metà degli effetti MEFO fu sempre assorbita dal mercato senza passare all’incasso presso la Reichsbank. Così queste obbligazioni diventarono una vera moneta a circolazione fiduciaria per le imprese che si protrasse per 4 anni, raggiungendo nel 1938 l’importo complessivo di 12 miliardi di marchi, con una media annuale di erogazioni pari a circa 3 miliardi l’anno.
Questa fu la mossa determinante che fece ritornare sotto il controllo politico la sovranità monetaria della Germania. Si realizzò in tal modo un mutamento fondamentale della strategia economica nazionale che permise allo Stato di riprendere in mano le leve del finanziamento dello sviluppo sostituendo la sua autorità a quella del mercato. Un esempio da manuale di come una politica di sostegno alla domanda finanziata da un’espansione monetaria non convenzionale abbia permesso all’economia di uscire dalla depressione e di conseguire la piena occupazione. La nuova moneta emessa dal Governo non produsse affatto l’inflazione prevista dalla teoria classica poiché offerta e domanda crebbero di pari passo lasciando i prezzi inalterati. Attraverso questo metodo in soli due anni, la piaga della disoccupazione  venne risolta e il Paese comincio’ vertiginosamente a risalire la china . Un altro metodo di grande efficacia del programma 
nazionalsocialista , fu la tecnica del baratto  adottata negli scambi commerciali coi  paesi esteri, ovvero niente intermediari, nessun passaggio di denaro, ma solo scambio di materie prime, ovvero offrire agli altri quello che si aveva in gran quantita’ e ricevere quello di cui si abbisognava in sostanza il meccanismo di stimolo in ispecie nel settore manifatturiero  funzionava davvero comne un baratto di merci tangibili senza  utilizzo di denaro e evitando al masimo grado qualsiasi forma di intermediazione finanziaria e fuoriuscita di capitali;  si puo' dire quindi che questo sistema  di scambio diretto che come abbiamo fatto cenno ricalcava l
'antico baratto delle comunita' primordiali  era una sorta di scoperta dell'acqua calda che aveva il vantaggio   di non creare alcun debito o deficit commerciale e riusciva quindi in maniera veloce ad  assicurare  benefici e prosperita'. Così in pochissimio anni la Germania nazionalsocialista riusci' a realizzare un programma di sviluppo  che non solo assicuro' l'uscita dalla crisi economica che aveva afflitto il Paese dalla fine della 
guerra, ma riusci' altresì a far decollare uno sviluppo inusitato praticamente in tutti gli scibili di pertinenza ella Nazione e non solo, ma in un periodo brevissimo, poco piu' di un decennio  dal 1944 al 1945, considerando anche l'emergenza dei tempi di guerra, sviluppare una scienza e una cultura,  alternativa a quella affermatesi nell'Europa e negli USA  in oltre due secoli, pervenendo altresì a risultati se non superiori perlomeno  equivalenti a quelli in cui la mobilitazione di tutti i cervelli delle potenze avversarie  erano arrivati ad esempio nella produzione dell'arma atomica previ gli studi sulla scissione dell'energia dell'atomo . E' difatti cosa certa che se non ci fosse stata la distruzione  dei depositi di acqua pesante in Norvegia  da parte di un commando di nativi norvegesi ma addestrati dal comando britannico (i celeberrimi eroi di Telemark) la germania sarebbe arrivata per vie del tutto diverse prima degli Alleati alla bomba atomica (le famose armi segrete di  Hitler di cui anche da noi in Italia nella repubblica Sociale si favoleggiava  che sarebbero arrivate per la primavera, laddove si cantava appunto "a primavera s'apre la partita e i continenti faranno fiamme e fior....) e di certo la storia avrebbe avuto una tutt'altra narrazione 

sabato 25 ottobre 2025

GIOCARE CON UN DIVERSO INTEGRALE SUI CAMMINI

 

Mi voglio un po' divertire, mettendomi a giocare con i cammini dell'integrale di Feynman , sostituendo appunto uno di tali cammini con un altro e facendolo non oggi e neppure nel 1948,  epoca in cui appunto Feynman ideo' questa suo esperimento/teoria, che semmai e' coincidente con l'anno della mia nascita, ma molto molto tempo prima,  facendo ritorno all’inizio di questa rivoltante epoca dei mercanti/bottegai ovvero alla famigerata pandemia di peste polmonare) fondata sull’interesse individuale, il commercio, l’economia, il denaro,  le merci ed unico valore quello di scambio. Ecco tutto questo orrore del momdo così come lo sconosciamo da quel fatidico 1348  a cominciare dalla malattia (vera o falsa o piu' verosimilmente inventata e molto molto caricata) , lo ignoriamo del tutto e semmai  possiamo perpetuare  l’ordine simbolico del gotico e delle cattedrali, e applicarlo  a quella sorta di entita' sovranazionale  dell' Impero (quello tanto enfatizzato da Dante Alighieri nella sua Divina Commedia) che nella fattispecie risiede a Praga con il suo rappresentante l’Imperatore Carlo IV della dinastia dei Lussemburgo che ha per madre ELISA l'ultima 

rappresentante della dinastia dei Premyslidi, i re di Boemia. Per riuscire a non precipitare nel baratro del mercantilismo e non incedere alla mentalita’ bottegaia della nascente borghesia, bisognava quindi mantenere l’impianto gotico di trasmissione e partecipazione rappresentato dalle Cattedrali, ripudiare l’individualismo sotteso alle nuove diverse concezioni e ripudiare quell’espediente di cercare una sorta di codice interpretativo nelle poche nozioni contenute in sparuti ritrovamenti di un  passato che con troppa facilita’ e’ stato denominato "Classico"  Sbugiardamento quindi in termini di codice artistico sia dell’Umanesimo che del Rinascimento e questo  da parte del rappresentante massimo dell’Impero giustappunto l’Imperatore Carlo IV. Parte da Praga una prima vera reazione al principio bottegaio che avra’ la sua massima espressione nello spirito anglosassone a partire dal XVI secolo con la regina Elisabetta  figlia di Anna Bolena. In europa nelle provincie dell’Impero no : la sovversione non passa, così come non passa l’esaltazione del commercio e del denaro,  ovvero l’esaltazione della solidita’ della terra con tanto di confini e tradizione contro la fluidita’ del mare senza confini.
Con tale reazione anche la storia segue altri cammini dove vengono integrati altri elementi; non piu’ veicolata dalla paura la malattia cessa la sua nefanda influenza e nel giro di
pochi mesi si esaurisce, restituendo la piena legittimita’ alla terra con le sue tradizioni, i suoi costumi le sue cattedrali che vanno a confondersi con le citta’ in senso lato rappresentandone l’essenza in una piena coralita’ di partecipazione dei suoi abitanti. I viaggi, le invenzioni che hanno caratterizzato il XV e XVI secolo segnano il passo e semmai hanno un seguito solo nell’inghilterra isola sempre piu’ orientata verso l’isolamento che potra’ chiamarsi anche splendido, ma rimarra’ appunto circoscritto al territorio insulare senza mai
  lambire il territorio continentale europeo.
 Mi piace immaginare un mondo molto meno esasperato, l’America ad esempio,  togliamoci l’onta di farla scoprire ad un italiano e a darle nome un altro italiano, lasciamo che siano loro gli anglosassoni a scoprire questa “isola piu’ grande” non sul finire del XV secolo, ma una ventina di anni dopo in pieno Cinquecento, mentre in Europa i grandi artisti tipo Leonardo, Bramante Michelangelo, Raffaello non hanno i limiti imposti dal cosidetto codice classico alla loro inventiva e quindi sono ancora poiu’ creativi e originali, senza bisogno di scimmiottare alcunche’. Anche la Chiesa in virtu’ della sempre maggiore potenza assunta dall’Impero sara’ sempre meno influente e non condizionera’ piu’ con le sue madonne, i suoi santi e gesu’ cristi, l’espressione artistica che sara’ anche lei 
 sempre piu’ libera e variegata andando ad affrontare il contesto della societa’ e della vita in generale  nella sua accezione piu’ vera senza alcun vincolo di sorta. L’Impero continentale sbaraglia tutti i suoi nemici nel corso del XV, XVI, XVII secolo e perviene ad una sorta di equilibrio grosso modo negli stedsi anni della fine della guerra dei trent’anni e la formazione di una confederazioni di stati autonomi continentali tutti però compresi nell'Impero che ha sede
 in Praga, ma si arriva al principio che dal 1640 la capitale imperiale ruotera’ ogni 5 anni tra le citta’ di Praga, Vienna, Budapest, Berlino, Roma, Napoli, Madrid, Parigi. L’Impero sconfiggera’ definitivamente l’Impero Turco mentre quello russo arrivera’
  ad una alleanza. Ovviamente nel XVIII secolo niente Rivoluzione Industriale che avra’ un limitato sviluppo solo nel Regno Unito, ma influenzera’ poco e niente il continente europeo. L’Impero dei Regni continuera’ dopo la definitiva vittoria sui Turchi ( primi anni del Settecento) tranquillo e pacifico rintuzzando i tentativi di espansione e ingerenza del Regno anglosassone fomentato dalla Massoneria, cercando di far scoppiare una rivoluzione nel Paese piu’ velleitario dell’Impero : la Francia.  Battaglia di Valmy, ma senza la famosa cannonata, anzi il netto contrario, l’esercito rivoluzionario sbaragliato e quindi fenomeno limitato a tre anni  di follia (1789-1790-1791-1792) presto rientrato e quindi niente Robespierre, niente Marat e Danton e soprattutto niente Barras e niente Napoleone Bonaparte (una scesa interrelata) in quanto il tentativo di controffensiva in Italia e’ presto sgominato. L’inghilterra rientra nei suoi propositi di ingerenza e continua a espandere il suo Impero in tutto il mondo ma tassativamente non in Europa. Ci riprovera’ nel 1848 finanziando  i famosi moti di un ridicolo nazionalismo patriottico, che pero’ verranno tutti repressi laddove l’Impero Russo verra’ in aiuto all’Impero europeo (1849) e ci riprovera’ ancora nel 1853 sfruttando la crisi di Crimea e riuscendo a portare dalla sua parte una Francia caduta sotto il suo influsso per attaccare l’Impero Russo.  Anche questo tentativo pero’ verra’ scompaginato dalle armate dell’Impero.(1855) . Quasi  60 anni di pace, ma poi nell’agosto del 1914 ci riprova cercando l’aiuto degli Stati Uniti d’America, l’isola piu’ grande che e’ diventata una grande potenza industriale ed economica a emanazione dell’Inghilterra. Ma prima che il potenziale americano possa giungere in Europa  la Francia e’  sbaragliata sulla Marna (5 - 9 sett.1914) e il contingente inglese annientato a Dunkerque (17 settembre .– 3 ottobre 1914). La prima firma la resa il 25 settembre, la seconda si arrocca nell’isola senza piu’ esercito ma con a guardia la sua poderosa marina, aspettando l’arrivo degli americani, le cui pero’ motivazioni di guerra sono oggetto di grande contrasto interno e il contingente USA  non si concretizza. Un impasse che rimarra' negli anni seguenti in un reciproco disinteresse.
Ah ! una sorta di ciliegina sulla torta: 
  questo diverso integrale sui cammini avra' anche prodotto una decisa contrazione temporale, rallentando il corso della storia di molto ma molto piu' di un secolo . Dovremmo essere oggi in piena era umbertina 

 

mercoledì 22 ottobre 2025

ULTIMO BUONO

 

IL 1967. Bè chi lo avrebbe mai detto,  che sarebbe davvero stato l'ultimo anno buono nel panorama internazionale e anche nazionale  ? per me era cominciato  nell’attesa di partire militare e poi dal 9 di gennaio  eccoci alla Smalp di Aosta , 46° corso AUC. In effetti e’ una sorta di “hoc erat in votis” sono eccitatissimo all’idea di far parte del corpo militare di mio nonno, indossare come lui il cappello con la penna, cantare le canzoni, insomma, malgrado il mio incedere romanesco, la passione per Napoli, le sfogliatelle, la pizza eccomi anche alla prese con le fondute, le Bagne Caude, il vino dal Barbera al barolo e tutta l’armamentario di storia degli alpini, nel quale be’ diciamolo, non ho rivali, proprio come nella filosofia, nella psicoanalisi e anche nella fisica quantistica. Sono quasi subito tra i migliori ma ciononostante non sono tra i preferiti del comando per via di certe mie idee decisamente un po’ fuori  narrazione ufficiale (ad esempio il mio disprezzo per la Resistenza ma anche per il Risorgimento, e malgrado la mia conoscenza approfondita della Grande Guerra, l’essere piu’ favorevole agli imperi Centrali e assertore del fatto che la guerra la dovevamo fare con loro.Le note referenziali del corso  parlano quindi di un elemento coltissimo e intelligentissimo, appassionato del corpo degli alpini e profondo conoscitore della sua storia, ma anche di un carattere volitivo e troppo indipendente, abituato a primeggiare, poco incline all’ubbidienza: Niente primo decimo dunque, ma sempre il primo nel profitto e anche nell’esercizio fisico….unico neo la disciplina dove forse si era risaputo dell’alterco con il
Tenente dei paracadutisti alla Scuola della Nunziatella. Altra peculiarita’ di rilievo la fama di Casanova sulla quale  molti ponevano forti dubbi “chi ce lo dice che si e’fatto ventisette donne? - come tutti i romani e’ uno sbruffone” e via dicendo. Ma ecco che il mese successivo nel centro di Aosta ad un caffe’ locanda e tabaccheria dove  serviva Elisa una bionda trentacinquenne coi capelli a caschetto sposata, questa mi permette di mettersi in borghese  e palesamente mi fa anche stare con lei dato che c’è una stanza col letto nel retrobottega.  Ora tutti sanno che non dico palle e per l’intanto mi sono fatto un luogo dove interrompere la routine militare. Arriviamo quindi alla primavera, solita routine di marce, addestramento , plaudo al colpo di stato dei Colonnelli in Grecia, mi rattristo moltissimo per l'incidente mortale di Bandini a Montecarlo quindi seguo  con passione la guerra dei sei giorni parteggiando per gli israeliani   e finalmente il 9 giugno giorno del mio copleanno  vengo nominato Segente AUC e assegnato proprio alla Caserma Buffa di Pieve dci cadore presso il btg. Pieve di Cadore del 7 ° rgt° alpini .  Ovviamente ritrovo Gabriella e questo gia' pone un distinguo lì al battaglione: non si e' rivista l'amica di venezia , ma ce n'e' una di un paesetto vicino Lozza di Cadore  Franca  che e' un altro mio acchiappo anche se non ci riesco ad andare fino in fondo  ...solo pomiciatone al Roccolo , quindi nel carnet di conquiste 26 +4 . A Pieve di Cadore da sergente in una breve licenza per motivi di studio dove ho fatto due esami a Fisica , mi sono portato su la Spyder, così magari spero di portare avanti il defile' di conquiste, in primis facendomi  quella Franca  che pero' se ne
andata a continuare le vacanze al mare a Lignano Sabbia d'oro, quindi bisogna pensare ad altro e mi va bene sul finire di agosto giusto giusto proprio a Belluno  in una scorazzata con lo Spyder dove noto una ragazza molto alta decisamente attraente che mi guarda  passare coi capelli al vento nella macchina scoperta (non ce l'hanno fatta da militare a tagliarmi il ciuffo)  e non e' difficile da rimorchiare. Fa la segretaria in una agenzia immobiliare chiusa in quel momento (dato che sono le due  del pomeriggio  ma lei ne ha in affidamento la chiave) ;  come detto e' una sve
ntolona alta 1,80, bionda,  che si chiama Paola e finiamo nella stanzetta privata dell'agenzia sancendo così per me  la effettiva 27^ piece; a Pieve comunque c'è sempre  Gabriella e così fino all'autunno fino al 23 settembre vengo inviato in licenza  di attesa nomina per 15 gg.  Febbrile attesa in quei 15 giorni a Roma in cui vado all'Unione Militare in via Tomacelli a comperarmi la sciabola e la sciarpa Principe di Piemonte  e finalmente il 9 ottobre mi arriva la nomina a Sottotenente alpini  per il prescritto servizio di prima nomina con destinazione san Candido  nel btg.  Bassano del 6° rgt° alpini. Dire che sono soddisfatto e' davvero dir poco; sono al massimo della felicita' e vdo riflettendo su questi momenti d'estasi che danno un senso  gradevole alla vita.

Primi tempi del nuovo e nel contempo antico ufficio in quel di San Candido : ufficiale di picchetto, quindi cte di plotone nelle istruzioni, un titinin di pavoneggiamento nell'uniforme con il cappello con la penna:  diciamo che oora che un aspetto dell’estasi e'  soddisfatta tornano di pressione le altre:  ovvero gli studi e il culturale e il femminile, entrambi andate  alquanto in sottordine  negli ultimi tempi  difatti non riesco a fare alcun esame alla sessione autunnale  del primo anno e in quanto a fica siamo fermi a Paola di belluno e alle ripassate con Gabriella a Pieve di Cadore . Ottobre, novembre e malgrado la unifiorme e i pavoneggiamenti col cappello con la penna non portano alcuna piece.  Uhm che le mie peculiarita' di Don Giovanni si siano appannate ? bella fama per un baldo sottetenente degli 

Alpini di non riuscire piiu' a beccare  una femminuccia. Tra l'altro il desiderio si va facendo rovente e persino un mio ritorno a Pieve di meta' novembre dice buca, che Gabriella si e' fidanzata e questa volta non sembra disposta a cornificare il fidanzato. Va meglio con lo studio dove riprendo  la fisica e anche la psicoanalisi , ma niente esami all'universita' , C'è il fatto che con lo Spyder lì in Alto Adige  fa davvero troppo freddo, che anche con il telo chiuso la macchina e' piena di spifferi,  così avendo contatti con un concessionario di vetture a Merano  che forniva assistenza al comando di battaglione,  gli do' indietro la Spyder e mi faccio un GT Junior con appena 4  mesi di vita, e soli 13 km, una vera occasione . La nuova macchina mi porta fortuna nel femminile  perche' di li' a poco vengo invitato dalla moglie di tale concessionario,  che era presente alle  trattative dell'acquisto lavorando lei nell'ufficio del marito, in casa sua in una villetta fuori Merano -  si chiama Patrizia ed ha 31 anni : be' sul finire di novembre sono riuscito a interrompere due mesi e mezzo di bianco e  ai primi di dicembre sono anche riuscito a bissare con una ragazza di proprio di San candido Irene 27 anni   che era un po' che puntavo e che finalmente si decide a salire sul GT  e poi,,,, be' su tale poi , sapevo oramai il da farsi e ci avevo una
discreta abilita' malgrado i vent'anni non ancora compiuti...e poi signori, ero o non ero il baldo nipote del vecio alpin che cantava " se sei da maritare dovevi dirlo, prima, ma molto prima...."   . 

martedì 21 ottobre 2025

DICIOTTO PIENI

 

Dopo la relativa fatica della Maturita’ che era stata alla fin fine una marcia trionfale,   si profilava un agosto tutto da godersi, senza neppure pensare a farmi vivo  alla Libertas  e agli allenamenti di salto con l’asta:  presi invece il foglio rosa, e per l’intanto con una amico piu’ grande Guido si decise di farsi un viaggetto, avendo lui la Giulietta Spyder Alfa Romeo, con direzione la riviera adriatica Rimini Cattolica, Riccione e obiettivo….c’è da precisarlo? Lui era abile ma io di piu’,  così a  Rimini una austriaca minuta di 16 anni poco appariscente Mara (20^) che mi aveva intrigato e l’avevo spupazzata per benino, quindi una   bella biondina canonicamente tedesca Greta diciannovenne che aveva  anche un’amica locale di Rimini di 21 anni Maria di cui era ospite e quindi avevo coinvolto Guido, facendocele tutte e due  a rotazione (22-23^) ; passaggio  a Riccione anche lì un’acchiappo questa volta una l’uno, separatamente, ma la mia che era una diciottenne di Ancona Irene era proprio graziosa (24^) In bianco a cattolica: decidiamo di andare a Pieve di Cadore dove io l’anno precedente avevo conosciuto Gabriella 
e speravo di ritrovarla : la ritrovo infatti e si e’ anche lasciata con il ragazzo per cui campo libero. Trova una amica per Guido che si chiama Marina ed e’ di Venezia  e usciamo e facciamo roba insieme in quattro, ma ognuno per conto suo , tie' al massimo ti do' un +3 faucp. Direi che e’ andata benino, possiamo far ritorno a Roma sul finire di agosto senza vergogna per non aver acchiappato nulla o inventarsi balle . Deciso per l’iscrizione a Fisica anche se filosofia e psicoanalisi restano i miei destrieri piu’ splendidi, come d’altronde la storia e la letteratura non escluse quelle latine e greca. Quello che proprio non mi interessano sono
le altre culture, la cinese, la giapponese, l’islamica e per molti versi neppure quella americana , io sono e rimango europeo, anzi a dirla tutta piu’ italiano con suggestioni e interessi parziali e localizzati in certe epoche e contesti tipo la Grecia (antica) la Germania di Federico II, di Kant, Goethe, ma non di Hegel,  dello Sturm und drang, quindi l’Austria di Eugen di Savoia e poi del valzer e del bel Danubio blu dove fanno capolino tutta una serie di correlati,  tipo la psicoanalisi, la pittura, la Secession, l’architettura. Nel settembre sempre con incarichi di fotografie  faccio ritorno a
Palermo dove vado ad una festa dove c’è la nuova Miss Italia che e’ appunto palermitana, la bellissima Daniela Giordano: cerco di far breccia su di lei  ma e’ troppo gasata per aver vinto il titolo e non mi fila di pezzo tanto piu’ che la fanno partire per gli USA per una serie di lavori. Mi rifaccio con una moretta intrigante, Claudia che e’ originaria di Piana degli Albanesi, di diciassette anni ( agosto 1949) appena presa la licenza magistrale e quindi anche lei iscritta all’Universita’ sia pure magistero (25^). Ha una casa in via Petrarca dato che i genitori sono a Piana ed e’ gente facoltosa tant’è che hanno questa casa in Palermo dove la figlia si trasferita per studiare e anche per …..) Ritorno a Roma, prendo la patente nell’ottobre e suggestionato dal viaggio con l’amico Guido cerco e trovo anche io una Giulietta spyder 1300, una buona
occasione che mi ha trovato Lucietta la figlia di Luigi Musso che avevo ripreso a frequentare, che conosceva i Bornigia che appunto avevano questo splendido esemplare bianco con la tappezzeria rossa,  del 1962. (me la regalo per il settantottesimo  anniversario della nascita di mio nonno(25 novembre 1888 - 25 novembre 1966) Prendo a frequentare la facolta’ di fisica trovandola per la verita’ piuttosto noiosa  e ho difficolta’ a trattare i temi della quantistica ovvero Schrodinger, Feynman , Heisenberg, Pauli (di quest’ultimo sono andato a interessarmi dei suoi studi congiunti con Jung, sulla sincronicita’). Una bella piece mi e' propiziata da Dodi in quel novembre '66 facendomi tenere il colloquio con una giovane molto carina che viene da Terni e si chiama Antonella  che si propone per lavorare nello studio. sulle prime e' un po' stupita di vedere un giovane come me investito di tanta rilevanza ma questo e' propizio perche' mi si conceda con estrema facilita' quello stesso pomeriggio , per poi farsi accompagnare con la Spyder che ho da due pochissimo nello appartamento che sta vicino alla facolta' di architettura che frequenta da un paio di anni. Ha
infatti 21 anni ed io mi sono spacciato per suo coetaneo  - l'anno va finendo e sono a quota 26 + 3 (con anche ripetizione  perche' mi e' capitato di tornare a casa di Letizia in via Sebastiano Veniero, dove lei si e' rispogliata e questa volta  del tutto, ma come l'altra volta non si e' andati oltre. Per le vacanze di natale questa volta niente Napoli e neppure Palermo, mi va di fare una scorazzata con l'Alfa per saggiare le mie capacita' di guida fino ad Arezzo assieme a Antonella che ancora di tanto in tanto frequennto così come Lucietta ma ripeto solo ogni tanto perche' sono entrambi fidanzate e io rappresento solo una fugace evasione. sono alquanto preso per la prossima chiamata alle armi cominciando il corso allievi ufficiali di complemento  alla scuola Militare alpina di Aosta il 9 gennaio 1967 e in effetti sono piuttosto sulle spine all'idea di onorare la memoria di mio nonno   



sabato 18 ottobre 2025

TUTTO SUPER

 CON IL 66 PASSIAMO AL TERZO CORRELATO DI BLOG . LA PASSEGGIATA DELLE CATTIVE


Per la festa di capodanno che come al solito passo a Napoli non ritrovo nessuna delle mie vecchie conoscenze, ma degli amici che mi ero fatto a Napoli,  mi invitano in una casa al Quartiere Sanita’ piuttosto casareccia con due ragazze molto disponibili, per la verita’ non tanto ragazze, difatti sono entrambi piu’ sotto i trenta che i venti anni , ma l’importante che scopino alla grande e io me le faccio entrambi . Il nome? Be’ mannaggia… nell’enfasi della festa me lo sono dimenticato, comunque inizio l’anno avendo raggiunto la quota 15, piu’ quelle solite due “fino ad un certo punto”. Faccio finalmente la domanda per saltare il terzo liceo che viene ovviamente accettata comunque continuero’ a frequentare il 2° liceo dove oramai la materia nella quale mi applico di piu’ e’ fisica trasportandovi  tutte le novita’ della fisica quantistica : Feynman ma anche uno studio a fondo di Schrodinger  la sua equazione di collasso d’onda e il
famoso gatto “vivo o morto” Einstein, Bohr e i vari Pauli, Heisenberg, Bohm, Dirac, De Broglie. Solito rendimento in italiano latino e greco, poi altra materia alla grande : filosofia, dove presento una relazione pro-Kant e una contro Hegel, per poi prender,mela alla grande contro l’empirismo e contro tutta la serie di economisti alla Adam Smith, Ricardo, Say, Stuart Mill, Malthus che definisco “ronzini” del pensiero e tutt’al piu’ li ritengo ragionerucoli eredi del famoso “conto della serva” ; non ci crederete un po’ meno storia, dove tutte le guerre tra successione spagnola, inglese, francese, due, tre rose, e quant’altro….,  un titinin mi annoiano  e anche ginnastica mi impegno meno anche se vado sempre in tempi di kippe . In merito alla psicoanalisi, ho letto tutto di Freud anche la fatidica Analisi terminabile e interminabile e sulla seconda topica vado rimarcando la mancanza di una quarta figura : un Super Es da correlarsi pero’ non a Edipo, ma Narciso
che mi sembra molto ma molto piu’ rispondente alla struttura e alle  correlazioni della pulsione di morte individuata da Freud  nel saggio Al di la’ del principio del piacere. Insomma per farla breve:  sono, culturalmente parlando, un bel cazzetto nel culo, eh gia’ perche’ non tutti tra compagni e professori mi approvano , anzi molti mi osteggiano apertamente e spesso e volentieri debbo imbastire con loro dei veri e propri duelli verbali (quasi tutti i miei nemici sono annoverabili tra gli appartenenti alla sinistra , gente del PCI e anche del PSI, nonche’ neoliberisti;  un insieme che io tendo a definire, secondo le indicazioni del mio maestro Julius Evola,  con disprezzo “bottegai”, uniformandoli  nel massimo comun denominatore di osservanti della leggi del mercato e del dio denaro. La psicoanalisi e’ sempre foriera di nuove scoperte così  l’eccezionale libro di Sandor Ferenczi Thalassa,  e prendo ad approcciare Lacan, mentre continuano le mie osservazioni correzioni sulla impalcatura freudiana (Narciso e non Edipo per la seconda topica, la ideazione di un Super Es). 
Molto meno seguo la cronaca : ecco giusto  il caso Franca Viola e quello della Zanzara: sono abbastanza immerso nello studio, ma trovo il modo per fare qualche lavoretto per Franco Dodi e partecipare a qualche clacque in TV così tanto per guadagnare qualche soldino, e si tornare a farmi qualche squinzia : una mia vecchia amica d’infanzia Lucietta  di due anni piu’ grande di me figlia di un pilota di F.1 amico di mio padre Luigi Musso morto in gara nel 1958, che ho ritrovato giusto giusto in un gruppo al Delle Vittorie diretto da me , la vice responsansabile dei costumi Laura che dapprima mi osteggia ma poi me la da’ nel magazzino della Rai.   La verita' e' che sono diventato bravo anche nell'acchiappo di femminucce, le approccio con sempre maggiore perizia, assieme alla
mia modalita' di scansione temporale rallentata si e' andata affinando una certa comportamentalita' intuitiva  che si raccorda sulla persona dell'altro-a, fino ad arrivare ad una intesa  che ha del magico. Così il 5 giugno  ho uno di questi momenti magici con una signora che abita in via di Porta Pertusa proprio a fronte del pratone colle Mura Marisa di 36 anni  che conoscevo di vista da quando ero bambino e che ora mi fa salire su casa sua,  mentre il giorno del mio diciottesimo  compleanno 9 giugno 1966 faccio salire furtivamente su casa mia un'altra signora che abitava nello stesso palazzo, Cristiana di 29 anni  e così fisso numericamente il passaggio  dai diciassette  ai diciotto anni . Tutto giugno lo passo alle prese con queste 
mie due conquiste compresa la precedente  Lucietta e di tanto in tanto Valeria, rendendo quindi quel periodo di intensi studi di preparazione alla Maturita', alquanto  piu' piacevole.   

DICIOTT'ANNI

Tema d'italiano, versione italiano-Latino,  versione Latino-italiano,versione greco-italiano, poi fine degli scritti e preparazione per la prima tornata orali gruppo classico  che si avranno il giovedi  14 luglio -  ho paura che il mio tema d'italiano che avevo scelto quello storico tra i contrasti tra Cavour e garibaldi possa aver urtato qualche animo patriottico, ma per fortuna e' stato apprezzata la mia competenza storica sicche' il professore di storia mi fa una sorta di terzo grado anche con le classiche domandine assurde di cui si raccontano aneddoti " come ha perso il generale Ramorino i soldi della spedizione di Savoia?  - come erano i cannoni di Bava Beccaris a Milano ? e anche quello di italiano se ne usci' con la iper classica domanda "chi erano le amanti di Foscolo ?"noooo...."  feci io di rimando "non e' possibile, mi avevano consigliato tutti di impararmi a memoria le amanti di Foscolo, ma io non ci volevo credere , pero' come si dice...non si sa mai e così posso risponderle chiaro "si, le conosco le donne di Foscolo , una per una:  Isabella Teochi Albrizzi, Antonietta Fagnani Arese, Quirina Mocenni, Teresa Pikler, la moglie di Monti  e poi,  di Luigia Pallavicini caduta di cavallo ne vogliamo parlare?" Insomma un esamone che lascio' interdetti  e anche terrorizzati il crocchio di studenti che dovevano sostenere l'esame subito dopo di me, che si era fatto alle mie spalle . Insomma parlare di marcia trionfale e' dir poco.  Gli studenti che facevano parte della mia sezione che mi conoscevano come studente del secondo erano strabiliati e piu' d'uno mi chiedevano consigli, anche una ragazzetta, un tantino piu' piccola di me (settembre 1948) Lorella  che tutti consideravano un fenomeno specie in matematica, mi proponeva di ripassare insieme il gruppo scientifico che avremmo dovuto dare insieme il mercoledi  20luglio e mi invitò a
casa sua in una traversa 
di via Cavalleggeri. era effettivamente molto brava ma piu' nella matematica classica e trigonometria di equazioni differenziali e integrali sui cammini ne sapeva pochino e neppure di calcolo infinitesimale, ma in realta' la competenza specifica che era stata di scusa per quel'incontro, lascio',  dopo poco,  spazio ad un altro tipo di bravura, dove si sa io non ero da meno e lei pure si mostro' notevole  (19^ piece). Forse l'impatto degli esami del gruppo scientifico fu meno eclatante,  anche a livello di votazione nella licenza di maturita' classica   con un 8 in matematica, un 9 in fisica, ma solo un 6 in scienze, che invece nel gruppo classico ebbe 9 in italiano, filosofia , 10 in storia e 8 in storia dell'arte e 9 in latino e greco.  Ora c'era da godersi un po' dell'estate , mentre ero ancora indeciso se iscrivermi all'universita' in Filosofia o in Fisica  (avrei considerato anche psicologia, ma c'era solo l'Istituto di Padova che non era una universita' riconosciuta) per l'intanto pero' ci tenevo a fare il militare negli alpini per rinverdire la tradizione militare di nonno Mario e feci pertanto immediata domanda per il  46° corso AUC che sarebbe partito il 9 gennaio 1967 



martedì 7 ottobre 2025

DISCORSI SENSATI SULLA ORIGINE DELLA MALATTIA

 

il cosidetto immaginario collettivo si è sempre lasciato convincere con facilità da una sorta di paradigma fondato sulla paura  che ha informato tutte le strutture sociali, sia quelle di tipo religioso fideistico dove la paura era in funzione del peccato con la  malattia come  la giusta punizione di stampo divino , sia di tipo economico consumistico dove invece  la paura della  malattia era di un tipo più legato a consumismo e mercimonio con avallo di procedimenti statistici, ma nel contempo ha anche costruito una vera e propria credenza, comune ad entrambi le Società, ovvero una incondizionata ammirazione per una supposta perfezione della natura, con però alcune falle, incidenti di percorso,sotto un aspetto non biologico, ovvero terremoti, glaciazioni, nubifragi,  ma veri e propri tilt se passiamo all’aspetto biologico, dove la malattia, specie con il suo assurgere a indicizzazione generale con le epidemie, fa indubbiamente la parte del leone - un ulteriore  aspetto di tutto il correlato sotteso al termine malattia, che però, diciamocela tutta, da un punto di vista dell’utilità delle classi detentrici del potere, di qualsiasi periodo e orientamento,  è stata una vera manna. Come si evince dunque da ogni modalità di approccio alla tematica malattia torniamo sempre alla convinzione di una coscienza più o meno collettiva, che ricerca le sue motivazioni e la sua stessa logica sempre all’esterno da sè, ma mai e poi mai all’interno, nelle pieghe del suo essere al mondo e in precise modalità di reazione della sua entità biologica (un corpo, ma anche una mente in stretta correlazione, per dirla tutta: un tutt’uno!) ad un mondo che la impegna. La struttura e le cause della malattia sono andate, nel corso dei millenni e  delle varie società, sempre ricercate in qualcosa di esterno:  il peccato, la punizione, la contravvenzione a precisi dettami, sia etico/religiosi, sia di abitudine e di prassi di vita, nè il paradigma è granchè mutato quando si è addivenuti alla cosidetta mentalità scientifica della medicina moderna, laddove ci si è limitati a sostituire  i termini: il protocollo nosologico al
posto della offesa al divino, una casualità a mò di sfiga, alla bisogna  biologica e genetica, al posto della colpa e vieppiù il procedimento statistico, ovvero una sorta di gioco del cucuzzaro come procedimento distintivo per l’individuazione dei meccanismi di diffusione della malattia. 
Insomma, parliamoci chiaro, il principio di mantenere a stretto giro di coscienza e quindi nè più nè meno come uno dei tanti analoghi individuati attraverso il meccanismo metaforico della condensazione e quindi con un referente sempre esterno che funge da paragone, è quanto mai inadatto a trattare un qualcosa che invece riposa ben dentro di noi e semmai abbisogna di tutt’altri meccanismi di disvelazione, non dissimili da quelli adottati dagli altri messaggi del’inconscio. Qual’è quindi la tesi del presente scritto?  che  se cambiamo  la modalità di percezione anche la malattia si configura  come un messaggio sensato e in un certo qual modo “riuscito” non certo rispetto ad una coscienza che classifica, cataloga, ma rispetto ad un inconscio che ha come abbiamo la esigenza di mantenere il suo stato biologico di entità vitale,  direbbe Heidegger di "esser-ci", ma  è anche depositario del desiderio di ritornare da dove è venuto (de-sidera)  e quindi è proprio la malattia che ci fa pervenire a quella pulsione di morte che rappresenta il girone più ardito della speculazione di
il desiderio come ritorno
Freud sull’inconscio e il suo fine ultimo che identifica il desiderio come ritorno ad uno stato precedente all’apparire della vita (Al di là del principio del piacere) .
Malattia e morte...capirai ce n’è di che saltare della sedia! stiamo affrontando le due bestie nere della coscienza: ma possiamo dire parimenti che si tratta anche della bestia nera di un inconscio? del meccanismo fondato cioè non tanto sulla metafora, quanto sulla metonimia,  di un qualcosa che non va alla ricerca di sempre nuovi significati esterni  da attribuire alle proprie analogie, bensì del significante di tutta la sua ontogenesi, un trascinamento di emozioni, allucinazioni, ispirazioni ma anche sviste, fantasie, sogni, che pervenute a quel famoso giro di boa della costruzione della coscienza, sono state libere  di dedicarsi alla seconda istanza  dell’apparire della vita biologica, quella del desiderio! E il desiderio, come dice Freud, come dice il principio del Nirvana e anche  il 2° principio della termodinamica, è principalmente desiderio di ritorno, ritorno da quel nulla da dove si è venuti o magari da stelle lontane la cui luce che ancora ci raggiunge è anch’essa morta da milioni di anni. E se ci provassimo ad individuare un certo discorso sensato per queste due bestie nere della coscienza? e farlo non con il linguaggio simbolico dell’inconscio, ma proprio con quello della stessa coscienza: parole, scritti, studio, conoscenza e riflessioni, pervenuto finalmente però ad una modalita’ non più di diniego o svalutazione di quella parte di sè che solo da poco più di un secolo ha avuto il suo diritto di cittadinanza in merito al funzionamento di quel cervello che coordina tutte ma proprio tutte le attività della nostra entità biologica in una totale integrazione psicofisica. Per comprenderla davvero la malattia,  di questa auspicata modalità sinergica,  per ricercarne la causa, quella che in termini scientifici viene  denominata “eziologia” ovvero dalla parola greca “αἰτιολογία, comp. di αἰτιο- «ezio-» causa  e -λογία «-logia» discorso, dobbiamo spogliarci di tutte le credenze che ci sono state propinate nei secoli e affrontare il problema da un diverso punto di osservazione e anche di mentalità...eh si!  fare un pò quello i fisici quantistici fanno da qualche tempo:  doppia fenditura, neuroni specchio, entanglement, utilizzando anche varie figure che magari non te le aspetteresti in trattati scientifici: diavoletti dispettosi, farfalle, gattini che vanno e vengono da una certa scatola, e dove si parla di “indeterminazione” (Heisenberg)  “complementarietà” (Bohr) “relatività” (Einstein)  “dualismo onda/particella De Broglie) “funzione e collasso d’onda (Schrodinger) e parecchi altri tra  formule e principi.  Io suggerirei di fare quello che ha fatto la natura biologica:  partire   proprio dall’inizio, da dove è partita lei, ovvero  dall’origine embrionale dei tessuti costituenti  gli organismi viventi, ovvero dalla cellula uovo fecondata, laddove vale l’assioma della filogenesi ricapitolata dall’ontogenesi, ovvero la storia e intera vicenda dell’evoluzione della specie che ha una puntuale riproposizione nella storia e vicenda di ogni singolo individuo, cioè l’embrione. Proprio come a livello macroscopico un elemento esterno filiforme che può benissimo essere visto come una cometa, quindi un qualcosa di origine siderea (de - sidera)  si impatta e penetra in un elemento tondo tipo un pianeta quale la terra, quindi una filogenesi anche cosmogonica per l’apparire della vita, a livello biologic0/soggettivo un elemento della stessa forma di una cometa (spermatozoo maschile ) penetra nell’uovo  femminile per dare avvio ad una nuova vita. L’inizio è obbligato ed è rappresentato dall’embriologia, una branca che non è stata mai troppo considerata nell’accezione della medicina tradizionale, più attenta a procedure di carattere nosografico, i famosi protocolli, con formulazione di diagnosi e prognosi e valutazioni a livello statistico. Uno studio, una attenta esamina dei tessuti  costituenti  gli organismi viventi, che hanno appunto origine nell’embrione, in effetti potrebbe rappresentare quel salto di qualità, in grado da dare
alla medicina una marcia in più, anzi  proprio ad  un cambiamento di marcia, per individuare nuovi parametri di intervento. Noi sappiamo che dopo il concepimento la cellula uovo fecondata  comincia un processo di  divisione e moltiplicazione della sua struttura:  da una singola cellula a due, a quattro a otto, fino al numero di sedici le cellule sono chiamate totipotenti, perchè da ognuna di queste singole cellule, può ingenerarsi un organismo completo, dalla 16^ in poi però comincia un ulteriore processo di  differenziazione, che porta alcune a posizionarsi all’esterno dell’ammasso cellulare, altre all’interno, un pò come se ci fosse quel famoso diavoletto di Maxwell che posiziona particelle incanalandone da una parte all’altra della stanza, ma la peculiarità più significativa  di questa suddivisione oltre la sedicesima cellula è che esse non sono più totipotenti, cioè non possono dar luogo ad un organismo completo, non possono diventare una qualsiasi cellula di tale organismo, ma solo un determinato tipo di tessuto, un tessuto che è stato denominato embrionale e ha dato appunto luogo alla formazione di foglietti embrionali, che andremo a dettagliare tra pochissimo, come terza delle Cinque Leggi che un medico tedesco ha ideato e stilato con la qualifica di “Biologiche” Come vedremo sono proprio  questi  foglietti embrionali gli elementi su cui stabilire una nuova, diversa e infinitamente più corretta e dettagliata eziologia di qualsivoglia affezione, stabilendo una precisissima e sistematica correlazione tra il fenomeno malattia e l’evento che l’ha ingenerata, ovvero sempre e comunque un trauma, un trauma di adattamento ad un ambiente, da cui si diparte un conflitto, con tanto di processo reattivo e di riparazione che non potrà non avere tutta una serie di vicissitudini, proprio come le antiche “pulsioni” freudiane,
questa volta però che affonda la sua logica in tutta la filogenesi della specie e nella sua ricapitolazione con l’ontogenesi dell’individuo:  da organismo monocellulare a pluricellulare, e sotto la spinta dei cambiamenti di stato cui un organismo sempre più complesso e articolato si trova ad interagire, che  produrranno nuove abilità si, ma anche nuove modalità di reazione ai conflitti che il mondo naturale ci richiede per continuare a farsi abitare:  occorrera’ difatti  fornirsi di differenti specificità anatomiche nel passaggio da un elemento acqua ad un elemento terra, polmoni al  posto di branchie, un apparato locomotore invece di pinne e coda,  formazione di  muscoli, tendini, uno scheletro, crescita di  peli per far fronte alla rigidità del clima, la pelle dovrà ispessirsi per proteggersi dai raggi solari, quindi, nuove specializzazioni fisiche, continuare a sviluppare  una locomozione sempre più efficace, e apparati atti a favorire una aggregazione in gruppi e relative nuove funzioni per fronteggiare le crescenti difficoltà, indotte anche dal vivere sociale (la più tipica e già specificamente umana, la parola e il linguaggio articolato) Tutto questo ha una traccia psichica, ma anche biologica in quello che siamo diventati, e una precisa traccia hanno anche i relativi conflitti che abbiamo dovuto affrontare, che si andranno appunto a localizzare nello sviluppo dei foglietti embrionali. E’ proprio da queste considerazioni che prende corpo la teoria Biologica di un nuovo modo di intendere la medicina che quel medico tedesco, di cui abbiamo fatto cenno:  Ryke Geerd  Hamer ha formulato, dopo aver subito in prima persona un trauma spaventoso che ha anche avuto un certo riscontro di cronaca, ovvero l’uccisione nell’estate del 1978  da parte del Principe Vittorio Emanuele di Savoia, che per futili motivi  si mise a sparare all’impazzata tra alcune barche attraccate a ridosso del’Isola di Cavallo in Corsica, colpendo casualmente  un giovane di 19 anni Dyk che era appunto il figlio di Hamer, morto dopo 4 mesi di agonia, evento che  al padre  ingenerò un cancro al testicolo, per il quale essendo lui un oncologo ne valutò sulla sua pelle l’eziologia andando appunto a stabilire una connessione tra trauma e affezione. Nasce da tale drammatico evento quella che questo medico arriverà a definire “ La ferrea legge del cancro” che costituisce la prima delle sue “5 Leggi” denominate  “Biologiche”  e stabilisce che  quando uno dei conflitti dell’esistenza assume una virulenza inusitata e ha la  peculiarità di un  vero e proprio shock, improvviso, inaspettato e vissuto in uno stato, vero o supposto, di isolamento, ecco allora che la reazione del relativo foglietto embrionale sarà altrettanto virulenta e produrrà appunto un tumore ovvero una abnorme proliferazione di cellule  o una drastica riduzione, a secondo del  coinvolgimento della parte dell’encefalo preposta e questo semplicemente perchè rappresenta una forma ancestrale di reazione a quello specifico trauma per il quale è stato sollecitato un determinato foglietto embrionale, che si appunta su di una determinata parte del corpo che quindi si costituisce come una sorta di “organo/bersaglio” di un complesso processo di reazione e riparazione, che noi chiamiamo erroneamente malattia e anche cancro. La grande novità e diversità di tale concezione dalla ortodossia medica,  è innanzi tutto quella di stabilire una totale sintonia tra  mente e corpo,  ovvero una perfetta entità integrata psico/fisica e proprio in quanto tale definita biologica, ma anche quella di differenziare due diverse fasi di risposta ad un trauma, anzi a tutti i traumi: una prima fase  cui l’unità biologica mente/corpo reagisce di primo acchitto... “a botta calda” dice il senso comune, ovvero mettendo in atto tutti quei sistemi di allarme e di pronta reazione per far fronte all’immediato pericolo: una reazione che possiamo spiegare  a livello di sintomo dal verbo greco “συμπίπτω - accadere, capitare insieme, in quanto composto dalla particella  σύν  che significa  appunto insieme  e il verbo  “πίπτω” che significa accadere;  ovvero che cosa è che capita insieme? appunto l’evento traumatico e l’io conscio come “persona, come presenza che si trova in questa situazione di emergenza, Hamer la chama “fase fredda o simpaticotonica in quanto innesca le innervazione del sistema simpatico, ma se uno volesse andare ad adottare una terminologia psicoanalitica, questa è una fase in cui è in gioco solo il sistema conscio dell’individuo, ovvero l’Io, che come ha osservato Freud agisce sempre per  per sintomi (accade insieme all’evento) - quindi una seconda fase, quella che si instaura quando l’emergenza è, per così dire, superata, che Hamer chiama Vagotonica o fase fredda, in quanto
diretta dal nervo vago, quella che mette in azione i foglietti embrionali.  E’ in questa fase vagotonica  che si manifesta appunto la malattia, tanto più grave e virulenta, quanto più grave è stato lo schock traumatico, ma che sul proseguo dell’intenzione del presente scritto, di correlazione con la psicoanalisi, non sarà più da ascrivere solo  al sistema conscio e quindi alla pronta reazione  sintomatica bensì  anche a  quello inconscio la cui reazione è molto più elaborata, eminentemente simbolica, nel senso che deve “ri-mettere le cose a posto (sum-Ballein) che l’evento traumatico e il relativo conflitto innescatosi a livello di individualità biologica, hanno di fatto cercato di separare (dia-ballein) in una accezione di integrità e normotonia biologica. 
Dice uno psicoanalista, seguace di Freud, Jacques Lacan che il tempo dell’inconscio è il Futuro Anteriore, quel “sarà stato” che da’ senso a quello che deve avvenire nel solco della tradizione e della ri-assunzione  di un passato da cui trarre ispirazione; e’ quanto mai ovvio quindi che questo futuro anteriore è dato dalla psicoanalisi, per ora, in primissima istanza, la canonica psicoanalisi freudiana, l’interpretazione si, ma non solo dei sogni, ma di tutte le altre manifestazioni del cosiddetto inconscio, i lapsus, gli atti mancati, i motti di spirito,  le fantasie, tutte le produzioni dell’arte, scrittura, musica, pittura, scultura, architettura, cinema, quindi la malattia e in un’ultima battuta, la morte: tutti meccanismi che Freud identificava come discorso di un linguaggio, la famosa “talking Cure” secondo la felice espressione di Anna O., una delle sue prime e più celebri pazienti, “l’inconscio è strutturato come il linguaggio” ribadiva  Lacan, e in quanto a quel certo discorso, il discorso di ognuno dei prodotti dell’inconscio, che riflettono altro della coscienza...bhe! superfluo sottolineare, tornando a Freud  e alle sue espresse parole,  che “ogni discorso mancato è un discorso riuscito”Per  verificare se questo discorso mancato è davvero un discorso riuscito, dobbiamo vedere in qual modo le tipiche funzioni simboliche dei prodotti  dell’inconscio o Es, nel senso proprio del termine simbolo, possano conformarsi alle scoperte di Hamer sulle leggi biologiche e al funzionamento dei foglietti embrionali. Partiamo dall’inizio proprio dalle prime scoperte di Freud,  ebbene si! tutto sembra correlato alle parole, e non solo, ma queste parole si riferiscono a fatti, episodi, circostanze, pensieri che perlomeno fino ad allora erano considerate un pò uno scarto del linguaggio articolato e anche del pensiero: il sogno, oh diamine!  il sogno, ma ti rendi conto?:  da quando in qua un medico, un professore, si mette alla stregua di una volgare “smorfia” per vincere al lotto? e come se non bastasse:il lapsus, che cosa è un lapsus? un svista linguistico/espressiva, del tutto irrilevante ai fini del significato di un discorso compiuto, ed ancora. l’atto mancato, un pò tutto il mancato e persino il motto di spirito, una boutade, l’ironia... da che mondo è mondo, tutto armamentario buono ecco al massimo per rappresentazioni senza pretese di un teatrino di evasione. Ma il signor Freud insiste e va oltre:  tali “scarti” del linguaggio e dello stesso pensiero umano vanno sempre più assumendo un significato “altro” che tende addirittura a trascendere e superare quello tradizionalmente accreditato. E’ la famosa “rivoluzione copernicana” dell’inconscio, secondo la stessa definizione di Freud, che riprende una dizione che aveva già utilizzato Kant,  perchè è così che l’inconscio viene postulato, non come parte oscura e misteriosa della mente umana, che questa era già stata espressa da più di uno studioso : Wundt e persino Schopenauer e Nietzsche, ma che viene esperito attraverso sue manifestazioni/effetti, che si discostano dal senso cosiddetto normale, come ho fatto cenno, addirittura considerati scarti. E’ questo il modo in cui Freud scopre l’inconscio: da effetti di significazione!  Le parole sono solo uno dei  mezzi per portare alla luce, tali meccanismi e sovente neppure il più importante, checchè ne abbia a dire Anna O., anzi per lo più vanno interpretate per quello che non dicono, per quella metà nascosta, ed è proprio tra le pieghe di tali parole e individuando altri messaggi del corpo, la svista, l’accenno, il mancato, le conversioni, insomma tutti i meccanismi dell’inconscio, che possiamo pervenire al senso profondo, appunto di quello che il corpo nella sua interezza ha da comunicarci In effetti la “scoperta” di Freud è epocale, ma anche la “scoperta” di Hamer è epocale :”l’Io non è più padrone a casa sua” si è detto a ragione,  ma in questa casa ci sono proprietari e anche inquilini che utilizzano loro “credenze” e si comportano di conseguenza. Come giustamente ha affermato Lacan, l’Io funziona come un sintomo, anzi è il sintomo per
eccellenza, per cui anche il linguaggio parlato sarà giocoforza sintomatico, ma non così l’inconscio o Es,  che come dice sempre ancora Lacan, non parla, ma ripete, ovvero dice sempre la stessa cosa! e perchè lo fa? “elementare Watson!”  direbbe lo Scherlock Holmes di Conan Doyle “...perchè non è mai capito!” Il punto è che l’Es non agisce per sintomi, ma con un altro meccanismo, ben più complesso : il SIMBOLO.
e' quindi solo dal misurarsi col simbolo ecco l'unica change che abbiamo per poter azzardare una qualche, non dico comprensione, ma perlomeno intuizione sul funzionamento dell'inconscio.

SUL SOVRANISMO

  Nazione sovrana e’ per me una qualifica diversa dei due termini presi a se’ che indicano degli –ismi di cui oggi si sta facendo un uso spr...