Diciamo che la recente farsa pandemica e' stata un po' il mio Hume come risveglio del sogno dogmatico per Kant : qual'era il mio sonno dogmatico prima che i virus dalle cinque alle sette, i caffe' in piedi ma non seduti, i parchi ostracizzati, ma non le riunioni politiche e tutta la serie di inaudite stronzate tra museruole, green pass, vaccini inutili e anzi iatrogeni, venissero a irrompere nel quotidiano fino a fare esplodere ogni precedente certezza. Nasceva così il sospetto che non solo la coeva stronzata fosse quanto mai di fuori di ogni ragione, ma anche tutte quelle che l'avevavo preceduta : la peste di Atene del 480 a. c. quella di metà trecento, la piu' tristemente nota e anche per molti versi la più simile all'attuale, quindi quella di Roma nel 1528, quella dell'europa centrale e dell'italia settentrionale del 1630 e infine la Spagnola di dopo la Grande Guerra : ebbene proprio se ci disponiamo ad un'attenta riesamina di tali pestilenze vedremo che hanno tutte tratti comuni, ovvero un precedente, anzi una concomitanza di precedenti: carestia, guerra, assedi, spopolamento di campagne e inurbamento di città, condizioni igieniche al collasso, sporcizia e sudiciume - altro che pulci, ratti, pipistrelli, semmai questi erano delle concause del sudiciume e delle difficoltà sociali, dando legittimo credito alla nota affermazione di Bernard " il microbo é nulla, il terreno è tutto " e ridicolizzando la tesi dei microbi maligni del cialtrone e copione di Pasteur (che si avvalse degli studi di un ben altro studioso Bechamp, che ovviamente si rifaceva a Bernard.) Allora ci si chiederà; qual'è la causa delle grandi epidemie della storia? Lo volete davvero sapere? Ebbene ve lo dirò in un orecchio : LA PAURA. Solo la paura e il terrorismo mediatico indotto dai soliti noti e qualche volta meno noti. Perché lo devo dire sottovoce? : eh signori!!!c'è solo una cosa che fa paura a chi sparge la paura : chi non ha paura.... e su costui dagli con gli insulti, gli anatemi, l'indignazione, a suo tempo della religione, ora della cosidetta scienza. Quello che vado dicendo da mesi, e che se qualche dubbio me lo dava, che fosse la solita pappa, gonfiata per non chiari fini, ora i recenti fatti, la spasmodica viscerale incollatura di governo e loro lacchè, alle poltrone, il modo di imitare i kapo' dei volenterosi carnefici di sinistra, carnefici della Libertà, mi ha convinto del tutto. Non c'è nessun virus, anche perche' nessuno ha mai visto nella realta' del terreno un virus, quindi niente di diverso dai soliti. Di vero e anche lampante c'è solo il complotto per tutto un resettaggio mondiale della civiltà che è ordito dalla intesa tra consumismo e comunismo in una accezione di terrorismo mediatico sanitario ad alto livello informatico. Utilizzo un articolo di un Manager Luca Carta che scrive su FB che affronta i documenti che il World Economic Forum (WEF) espone .: "Il documento spiega senza mezzi termini che la recessione dovuta ai lockdown non è un fatto negativo, ma è un'occasione preziosa per togliere di mezzo finalmente alcuni mercati giudicati obsoleti e sostituirli con 20 nuovi grandi "mercati" che permetteranno una gloriosa rinascita in tutti i paesi che aderiranno a questa "rivoluzione". La parola "mercato", usata nel documento, è assolutamente riduttiva, perché in realtà si tratta di 20 nuovi sistemi economici, sociali e politici che cambieranno il nostro modo di lavorare, di produrre, di prendere decisioni politiche e, non ultimo, di usare il nostro denaro. In effetti tale "resettaggio su 20 punti" questo Schwab l'ideologo, e promotore del Great Reset lo ha detto molto chiaramente : se viene a mancare l'America sarà alquanto Zoppo, e a ben vedere tutta la colossale truffa e mistificazione delle elezioni americane del 2020 che hanno visto mobilitate tutte le forze piu' bieche e piu' oscure del neoliberismo postmodernista nonche' del sinistrismo ipocrita e buonista, era volta a scongiurare la rielezione dell'unico uomo che poteva impedire all'America di entrare a farne parte : Donald Trump. Difatti Il documento fa una disamina dei vari paesi del mondo, facendo una distinzione ben precisa del ruolo che potranno avere in questo "Reset". Quali paesi governeranno questo grande reset e quali lo subiranno I paesi piu' qualificati per governare il Grande Reset sono: Per il loro elevato sviluppo socio istituzionale: Olanda, Lussemburgo, Danimarca, Germania e Norvegia. Per le loro potenzialità di generare dirompenti innovazioni tecnologiche: Giappone, ancora Germania, Stati Uniti, Sud Corea e... Francia. Seguono poi paesi con economie ricche, ma con un sistema tecnologico immaturo che richiede ulteriore innovazione: Medio Oriente (Bahrain, Saudi Arabia, United Arab Emirates), Est Asiatico (Indonesia, Malaysia) Isole (Barbados, Cipro, Malta, Mauritius, Seychelles) Africa (Kenya e Namibia). Per ultimi vengono citati paesi con economie avanzate (anche se obsolete) che richiedono un reset sociale e istituzionale (indovina un pò chi fa parte di questo gruppo? - Repubblica Ceca, Israele, Italia, Giappone, Spagna, Polonia e Ungheria. Questi paesi hanno due alternative: restare indietro e subire tutte le conseguenze della recessione causata dai vari lockdown, oppure modificare profondamente la propria società e le proprie istituzioni per renderle adatte a sviluppare i 20 nuovi settori instaurati dal Grande Reset. Lo ammetto questa spiegazione di Luca Carta, mi ha reso le cose molto più comprensibli : Da tutto questo discorso possiamo spiegarci alcune cose del lockdown italiano che ci erano sempre apparse strane. Ad esempio: 1. Perché il governo non sembra preoccupato di "darsi la zappa sui piedi" portando alla morte alcune attività che in fondo gli pagano le tasse? Risposta: Alcune attività produttive giudicate "sacrificabili" dal Grande Reset possono essere colpite dal lockdwon senza rimorsi. La tua impresa è fra quelle considerate "sacrificabili"? Lo scoprirai quando il secondo lockdown non si farà scrupolo di varare misure che la affosseranno del tutto.
mercoledì 29 gennaio 2025
SONO STATE TUTTE STRONZATE
2. Perché il governo mette in lockdown le prestazioni sanitarie ordinarie pur sapendo di allungare cosi' le liste di attesa a livelli tali da rendere poi quasi impossibile smaltirle nei prossimi anni? Risposta: Il Grande Reset prevede un rapporto diverso tra istituzioni e i nuovi settori.Tra questi "nuovi settori" ci sono anche nuove forme di assistenza medica e di servizi e prodotti sanitari che verranno diffusi in modo molto diverso da oggi. In futuro, le istituzioni pubbliche non saranno piu' un ostacolo alla diffusione di tali servizi, che diventeranno in gran parte a pagamento. Al contrario, ci sarà una perfetta sinergia tra la politica e le esigenze di marketing di "Big Pharma" e degli altri settori della scienza medica. Ma per arrivare a questo, bisogna prima neutralizzare e rendere inutilizzabili i servizi sanitari tradizionali. 3. Perché il governo sembra in alcuni casi andare controcorrente rispetto alle direttive del Grande Reset, ad esempio promuovendo ancora la scuola in presenza come un "valore" quando la didattica digitale è al contrario tra le priorità del Grande ? Risposta: l'Italia, quella di questo Governo sta già cercando di attuare i drastici cambiamenti richiesti dal Grande Reset, che potrebbero essere proprio quelli che dico io : le lobbies farmaceutiche sanitarie, unite ad un diffuso controllo mediatico/sanitario di tipo terroristico, che utilizza l'impianto comunista come il più appropriato ai suoi scopi e si serve di una classe politica totalmente squalificata pronta a farsi "volenterosi carnefici di libertà, e che restano individuati dalla ipocrita buonista mntallitaà di sinistra. Ci sono alcuni campi un po' complicati in cui il cambiamento sarebbe uno shock per la popolazione o andrebbe contro gli interessi dei gruppi di potere che lo sostengono. Per tale ragione, il governo cercherà sempre di capire in quali settori potrà "scappottarsela", ritardando un po' il cambiamento e facendo il "finto tonto". D'altra parte, i fautori del Grande Reset sanno bene che non tutti i paesi "fanalini di coda" dell'elenco precedente (fra cui l'Italia) riusciranno a realizzare del tutto o in parte l'ideale cambiamento da loro propugnato. Come avviene già da anni fra i paesi membri dell'UE, anche il Grande Reset tollererà la presenza di "pecore nere" da sovvenzionare con soldi pubblici mentre vanno alla deriva della storia (e l'Italia è un buon candidato per questo ruolo). Purché questi paesi non combattano i cambiamenti in atto e rinuncino ad essere protagonisti sulla ribalta internazionale, limitandosi a fare da utili comparse in vari scenari. In sostanza, quindi, possiamo dire che in questo secondo lockdown l'Italia puo' procedere con maggior sicurezza nel limitare i diritti costituzionali delle persone e nell'instaurare fenomeni recessivi che potranno distruggere alcuni settori, sia privati che pubblici. In questo movimento globale coordinato, si mescolano come sempre interessi generali (gli ideali del Grande Reset) e interessi locali (le esigenze di consenso interno e gli interessi di bottega dei vari supporter governativi). Diciamo che il World Economic Forum fornisce la cornice ideale, gli strumenti scientifici e tecnologici, le direttive generali che permettono a ogni lockdown di avere un senso storico e quindi una giustificazione politica e morale. I paesi non sono tutti uguali e quindi non faranno tutti lo stesso balzo in avanti economico e sociale auspicato dal Grande Reset. Per alcuni di questi, la recessione non sarà un "evento salvifico", una seconda nascita di stampo quasi religioso, sarà recessione e basta...In conclusione, certamente il processo di "reset" è iniziato anche in Italia, ma fino a quale profondità e in quali settori si spingerà in questo angolo di mondo è ancora presto per dirlo. Al momento, di certo possiamo dire che la sanità, il denaro digitale e poco altro sono già in profonda trasformazione. Ma ci sono li' fuori altri 18 settori strategici che l'Italia non ha nemmeno iniziato a sfiorare col pensiero, figuriamoci iniziare una profonda riforma all'interno di essi. e diciamoci la verità forse, anzi di sicuro io sono troppo vecchio per accettare toutt court queste profonde modificazioni davvero alla Grande Fratello che qui sono prospettate. Riporto l'articolo, mi colpisce per la lucidità dell'analisi, ma ovviamente non posso essere d'accordo e mi batterò fino allo spasimo, mi batterò fino alla morte che rappresenta una fin troppo desiderabile evenienza pur di non finire come nel libro di Orwell È davvero surreale il mondo in cui ci stanno portando, l'intento supremo é quello di abrogare del tutto qualsiasi anelito di rapporto e scambio sociale, difatti lo si vede dai settori e attività presi di mira: tutti luoghi di aggregazione e di socialità. Come fino a poco tempo fa l'unico valore accettato dal capitalismo a carattere consumista era quello di scambio, ora in questa ultima fase dove il consumismo ha trovato un insperato alleato delle sue più perverse intenzioni il comunismo (nell’accezione della Cina certamente per via del tipo di capillare controllo messo in atto da tale regime) e un esecutore delle sue mire di deprivazione della libertà individuale e dell’abrogazione di ogni vita sociale, la odiosa mentalità invidiosa e ipocritamente buonista di sinistra l'unico interlocutore accettato non è l'uomo, ma la macchina Si porta così a conclusione il processo iniziatosi con la Rivoluzione Industriale di espropriazione di riferimento di essere al mondo dall'uomo alla macchina, che viene quindi assimilato ad un complesso di ingranaggi con insita la possibilità di usura e sostituzione di pezzi, assemblaggio e composizione. In questa fase l'uomo non solo é diventato come una macchina, ma le sue possibilità di rapporto e comunicazione vengono ammesse solo nella modalità di scambio non più con altri esseri umani, sia pure automatizzati, ma con meccanismi informatizzati. Nel vocabolarioTreccani si dice alla voce Negazionismo: " Termine con cui viene indicata polemicamente una forma estrema di revisionismo storico (v. revisionismo), la quale, mossa da intenti di carattere ideologico o politico, non si limita a reinterpretare determinati fenomeni della storia moderna ma, spec. con riferimento ad alcuni avvenimenti connessi al fascismo e al nazismo (per es., l’istituzione dei campi di sterminio nella Germania nazista), si spinge fino a negarne l’esistenza o la storicità. .Sarà la Treccani, ma trovo la interpretazione molto riduttiva e faziosissima, direi quasi commissionata a bella posta. assurdo poi attribuire tale termine solo al fascismo e al nazismo , ma come mostro più avanti io cerco di applicarla ad ogni periodo storico Io mi sento negazionista questo è ovvio, ma in un senso più critico, più da studioso minuzioso, come legittimo dubbio su interpretazioni un pò troppo stereotipate della storia tipo chessò la spedizione dei Mille che da sola avrebbe liberato l'Italia meridionale e senza l'aiuto dell'Inghilterra, il ruolo della Contessa di Castiglione e la meschina spregiudicatezza di un Cavour, l'odio feroce tra Garibaldi e Cavour che portò quest'ultimo ad un colpo apoplettico durante una burrascosa seduta della Camera sulla questione dell'Esercito Meridionale, in cui Garibaldi apostrofò il presidente del consiglio dell'epiteto di lenone (pensiamoci bene: mica tanto a torto!) ed ancor prima: che il Generale Bonaparte sia stato quel fulmine di guerra durante la campagna d'Italia del 1796/97 e non solo un solerte esecutore delle disposizioni del Direttorio , molto aiutato dalla fortuna e anche dopo, come ad esempio a Marengo, e venendo a tempi più recenti: che Kennedy sia stato ucciso a Dallas dal solo Oswald, che Moro sia stato ucciso dalle BR e non da qualcuno molto, ma molto più potente e si!!!!! arriviamo all'oggi : che ci sia in atto una pandemia di un micidiale virus (quando anzitutto bisognerebbe appurare cosa sia veramente un virus e guardare un pò più a Bernard (il microbo è nulla, il terreno è tutto) , a Bechamp e non a Pasteur che di quest'ultimo ha saccheggiato le sue scoperte, quindi a Rife e infine ovviamente ad Hamer che ha rivisitato la maggior parte delle cosiddette scoperte della medicina allopatica altamente iatrogena, come proprio i recenti fatti hanno dimostrato . Insomma per me negazionista significa essere un tantino anticonformista nei giudizi storici ed anche scientifici: anticonformisti, ma anche informati, aperti alle più svariate possibilità e senza mai dare nulla di scontato. Se dobbiamo dar retta al signor "non-so-tutto-ma-ci-provo!" ,responsabile di tutta questa situazione non è il virus impazzito, complotti di poteri forti, fuga di bacilli da laboratori...., no! niente di tutto questo, più o meno alla Spectre, senza che spunti fuori il James Bond di turno, anzi quello originale, lui il grande Sean Connery, ma la cosa più semplice, più banale e anche più antica di tutte : LA PAURA. si-vabbè, lui ha parlato di sintomo che coi grandi numeri transiterebbe nel simbolo, un io penso che deve cedere il passo ad un es, che non parla, non spiega, non giustifica, ma semmai ripete con tutte le sue modalità sempre una certa cosa, ripete per il semplice motivo che non è mai capita. La paura e' la più efficace delle emozioni, a volte può tornare utile nell'economia e tornaconto dell'esserci, ma se estrapolata dall'accadimento contingente e trasferita con appunto il sintomo, nell'organico , allora diventa davvero pericolosa e nefanda; peggio ancora, se con l'applicarsi ad una moltitudine, allora dal sintomo passa al simbolo, dove il referente non è più un singolo corpo, ma quello di tutti, o quasi tutti. Ecco che abbiamo il quadro della epidemia o addirittura pandemia, che è riscontrabile oggi con inquietantissime similitudini a tutte le precedenti occasioni di diffusione: la spagnola del 1919, la peste di Milano del 1630 di cui abbiamo un eccezionale resoconto nelle pagine dei Promessi Sposi, quella di Roma dopo il Sacco del 1528 e quella davvero globale, tanto da essere definita la pandemia per eccellenza, la peste nera del 1348. Ma viene da chiedersi : la paura di che? Del male in sè, è ovvio, del contagio, con tutto il diffondersi di quegli episodi di isteria collettiva, che sempre Manzoni ha condensato nel saggio aggiunto a I Promessi Sposi "Storia della colonna infame" ma viene ulteriormente da domandarsi "questa paura però è paura di paura, ma qual'è la sua origine, da dove viene ? dai topi, dalle mosche, dagli scarafaggi o da altri animali, serpenti, pipistrelli, vampiri, insomma sempre animali che nell'immaginario collettivo hanno sempre una valenza fortemente ripulsiva, oppure da untori che agiscono all'ombra di chissà quale complotto (l'untore della Colonna Infame si è evoluto oggi in un tecnico di laboratorio che per dolo o per sbaglio si è lasciato sfuggire un non meglio precisato batterio, virus che sia, in grado di diffondersi a macchia d'olio e seminare morte , distruzione e....panico : ecco ci siamo ritornati alla paura ....ma se invece di essere un effetto fosse proprio lei la causa ? come i sintomi più pericolosi sono quelli indotti dalle loro stesse manifestazioni, innescando nel corpo una sorta di corto circuito, (sempre il solito discorso perchè non sono capiti) così a livello di simbolo che si ripete, più grande e impressionabile è una moltitudine più quel certo effetto sarà moltiplicato e ingigantito. Eh si! bisogna ammettere che il "signor-non-so-tutto-ma-ci-provo" sarà un pò complicato, astruso e anche un titinin criptico, però va preso nella debita considerazione : LA PAURA ALLA BASE DI UNA PANDEMIA! diciamocela tutta: è piuttosto plausibile. D'altronde anche la sua cura, preventiva o correttiva che sia è piuttosto opinabile: venuta da dove non si sa? originata da chi? anche in merito al suo superamento, alla auspicata guarigione, nessuno può stabilirne con precisione a chi o a cosa sia dovuta. e se fosse proprio ...nevvero signor non-so-tutto-ma-ci-provo???? all'allentamento della paura, fino alla sua totale dismissione ! (non ce se ne ricorda più!) Dimenticarsi di aver paura, bello no? c'è una cosa però da rimarcare: tale dimenticanza è sempre avversata e scongiurata dalle classi al potere e dai loro lacchè i cosidetti media ed anche apposite classi sacerdotali, che fanno di tutto perchè mai e poi mai l'uomo superi del tutto la paura, non c'è niente come la paura che tenga imbrigliate le genti , le renda docili e ossequiose ed anche all'occorrenza astiosi e ostili verso chi non rientra in tale ordine , perchè ricordiamolo sempre: niente fa paura come chi non ha paura. Non a caso una persona che alla cosidetta scienza riduzionista in particolare nella sua emanazione della medicina istituzionale e iatrogena, ha fatto una paura proprio "nera" e' stato Rick Geerd Hamer lo scopritore del nesso tra mente e corpo e l'ideatore delle 5 leggi Biologiche , ovvero un tutt'altro modo di affrontare i problemi della salute e della malattia. Proprio per il suo nuovo approccio a tale problematica, che in sostanza ha debellato tutte le oscure paure correlate al morbo maligno, alle diagnosi infauste, e ha disvelato la iatrogenicita' della medicina farmacologica, Hamer e' uno che al sistema fa paura. In verita' paura e pandemia sarebbero un prodotto di un Es rozzo non mediato dalla ragione e quindi un simbolo, a integrazione e moltiplicazione della malattia individuale, così come registrata attraverso il sintomo dall'io !? Sostanzialmente la sconvolgente rivelazione del sogno di stamane sarebbe tutta qui, e francamente passate un certo numero di ore, non mi pare niente di così sconvolgente. Certo c'è la diversa modalità di rapportarsi ora con l'una ora con l'altra, anche se poi a ben vedere le cose non sono così nettamente separate, anzi rappresentano quella solita musica delle due facce di una stessa medaglia. Difatti anche il sintomo che sarà pure l'essenza stessa dell'io, ha una valenza simbolica, solo che non è quasi mai riconosciuta, rientrando subito nella catalogazione della coscienza e andando a costituire una rigida nosografia che si presta ai vari protocolli di cura, spacciati per guarigione . Il signor Mario Nardulli di cui questo "signor-non-so-tutto-però-ci-provo" si è fatto portatore, però rappresenta una notevole eccezione per non dire una vera e propria discrasia a tale assunto e questo fin dalle prime esternazioni del rapporto con la malattia : la tubercolosi dell'autunno del 1959, gli orecchioni della primavera del 1963.Per la prima vigeva il simbolo della cattiveria incarnato in un bulletto più grande soprannominato Ovatta, che lo vessava negli anni dell'infanzia, che successivamente si era andato ad ammalare di tubercolosi con grande impressione e clamore di tutto il quartiere e anche suo , il cui inconscio aveva pensato bene di anticipare la traslazione di classi di appartenenza teorizzata da Ignacio Matte' Blanco nel trascinamento del suo inconscio da un insieme infinito all'altro (ovviamente rapporto individuato una trentina d'anni dopo); per la seconda gli orecchioni, aveva fatto leva sul significato letterale del termine e non su quello diagnostico: orecchioni = grandi orecchie. e come mai ? semplice? per sentire meglio la serie di racconti e resoconti della nonna paterna sulla persona del nonno paterno e suo omonimo tra vari periodi storici per lui di grande fascinazione (Era Umbertina, Belle Epoque, Esposizioni Universali, Palermo dei Florio, poesie d D'Annunzio, Gea della Garisenda e Campagna di Libia , Grande Guerra , Rivoluzione d'ottobre, Fascismo, etc.) Più simbolico di così???? proprio eguale ad un sogno, ad un atto mancato, ad un lapsus , ovvero tutti i famosi "discorsi riusciti" analizzati da Freud di cui malattia e sopratutto pandemia che vede decuplicare gli effetti, sono espressione.
lunedì 27 gennaio 2025
CAMBIAMENTI NOSTRO MALGRADO
Quanto siamo stati cambiati dalla recente disavventura che l'umanità ha appena attraversato? I Parchi interdetti ai bambini, le spiagge deserte e con inseguimenti sul filo di lana se ad uno veniva la voglia di farsi quattro passi tra mare e sabbia, i caffe' dalle 5 alle 8 , in piedi e non seduti, i lasciapasssare chiamati suggestivamente green pass, le restrizioni, insomma l'assurdo piu' assurdfo eletto a comun denominatore di tutto questo nostro pseudo civilizzatissimomondo del terzo millennio: L'assurdo eletto a prassi quotidiana ha indubbiamente prodotto dei vistosi cambiamrnti che prima di quel marzo 2020, almeno nel mio caso non si lasciava tanto condizionare da illazioni piu’ o meno fantasiose su di un presunto e costante complotto di oscure e imprecisate forze a danno dell’intera umanita’ con palesi intenti di predominio e prevaricazione; insomma il libri di Huxley, di Orwell e anche quelli di un Philip Dick, di un Breadbury, di un Matheson restavano nel serbatoio della fantasia, mescolando scienza e politica giustappunto con quella parola di premessa “fanta” che aveva un correlato forse ancora più immediato piu’ che nei romanzi di Ian Fleming, nella serie di traduzione cinematografica che ne era stata fatta dell’agente 007James Bond, cui ancora oggi il volto dell’attore Sean Connery ne resta il piu’ convincente protagonista Un Agente 007 in perenne lotta contro il subdolo “Dottor No”di una ancorapiu’ fantomatica setta denominata Spectre, dove tutte le paure e apprensioni in materia di distopia e complotti venivano come accantonate e mantenute in una sorta di cassetto di ripiano piu’ basso, riservato appunto alle fantasie e sogni meno probabili. Quello che e’ accaduto nel marzo 2020 e l’incubo dei mesi, addirittura anni, successivi, perlomeno fino alla fine dell’estate del 2022 ha spalancato quel cassetto e all’improvviso tutto il materiale informe in esso contenuto a cominciato a prender forma, andandosi a depositare sui neuroni del nostro cervello con lo specchio di disvelare un qualcosa che si era sempre relegato alla fantasia, ad un irrazionale persino un tantino caricato e di certo neppure pensabile che potesse informare la realta’ . La verita’ e’ che di colpo siamo stati costretti a fare marcia indietro sulle nostre convinzioni, sulle nostre credenze di razionalita' e tutto sommato di intrinseca giustezza dello status quo, e non solo in termini di idea, ma con tanto di interpreti atti a recitare la parte del Dr.No con molta piu’ veridicita’ dei vari attori che nei film di James Bond si erano succeduti, ovvero i quanto mai vivi e vegeti quindi concreti reali :Rotschild, Rockfeller, Soros, Gates, Schwab, con in piu’ gli svariati livelli di servi (Macron, Trudeau, Merkel,etc.) i vari finanzieri e banchieri (Draghi, Monti,etc) fino alle infime categorie dei giornalisti, opinionisti e pseudo esperti da TV. (talmente infimi da non meritare neppure una menzione). Questo va rilevato sull'intera concezione storica, che ha un riscontro preciso in teorie e prassi emerse negli ultimi secoli, con l'avvento di una concezione del mondo incentrata sul denaro, il commercio, l'economia, il mercato e il riferimento ad un solo valore, dopo l'elisione di tutti i valori che un tempo si scambiavano, che è il valore di scambio. Beh!!! non nego che qualche volta anche io avevo inceduto in fantasie poco ortodosse, tipo dubbi sul fatto che fossimo stati sulla luna, che invece del Titanic fosse affondato il suo piroscafo gemello Olimpic, la teoria delle quattro lune di Horbiger e qualche altra fantasia riprese da un ricettacolo di simili informazioni che fu il libro di Pauwels e Bergier “Il mattino dei Maghi” che avevo letteralmente divorato nella mia fanciullezza. l’alchimia, il Mistero della cattedrali come riportato da Fulcanelli, pero’ ecco mai e poi mai mi ero lasciato minimamente convincere dagli avvistamenti di UFO, alieni e roba del genere con tanto di rapimenti con tutto che negli anni sessanta e settanta ero un assiduo frequentatore del caffe’ lo Zodiaco , il cui proprietario
Epifanio Del Buono straconvinto assertore della, non solo esistenza ma addirittura frequentazione di frotte di alieni, ti si sedeva nel tavolo dove eri magari con una bella ragazza per raccontarti le sue strampalate avventure di alieni mostrandoti anche un ritratto del capo di tali alieni, ovviamente suo intimo amico che guarda caso era spiccicato a lui. Al di la’ di tali sempre un po’ estemporanei entusiasmi per questa o quella teoria, o fantasia come la si voglia chiamare, c’è stato in me pero’ un sospetto: non e’ che tutte queste illazioni di complotti nasconda in realta’ una sorta di compensazione sulla società, di chi, ecco il punto dolens, nella vita professionale e sociale non è riuscito a combinare un granché? Si lo ammetto questo e’ il sospetto che mi ha sempre tenuto nei limiti e non mi ha fatto mai oltrepassare il confine della credenza assoluta in simili teorie. Gli alieni, le astronavi nella preistoria di Kolosimiana memoria, Il terrapiattismo e vai chi piu’ ne ha piu’ne metta….e anche quel tipo di lamentela che fa si che ci si senta eternamente vittime, un ampliamento del “piove governo ladro”, che si riversa nel troppo caldo, nel troppo freddo, nel “le stagioni non sono piu’ quelle di un tempo” ed ancora geremiadi sulla troppa delinquenza, sul traffico, sull’inquinamento, sul buco dell’ozono, sulla crisi energetica , sul traffico, sull'insicurezza, insomma su tutto, che poi e’ anche un po’ quello che l’immancabile Freud aveva osservato nei suoi studi, nella fattispecie nel saggio “il perturbante “ dove c’e’ appunto questo individuo sempre insoddisfatto sempre lamentoso che finisceper essere giustappunto estremamente fastidioso, nelle sue connessioni patologiche di continua geremiade e che nel mio caso personale ha sempre informato la dizione di “rompicoglioni” - rompicoglioni che ha una sorta di imprimatur di immaginario collettivo nella quasi religioso ossequio dell’antico adagio popolare “ muore il bue e l’asinello, muore la gente piena di guai, solo i rompicoglioni non muoiono mai”. Riserve dunque grosse come una casa su questo vero e proprio mondo del complottismo, dove gioca, anche questa componente non secondaria del suo credo, che pero’ un po’ paradossalmente la farsa della recente distopia, ha enfatizzato in maniera abnorme creando una ridda di figure di uccelli del malaugurio spacciati per esperti, pennivendoli da strapazzo e quant’altro che hanno affollato fino al parossismo tutti i mezzi di comunicazioni, dalle televisioni, ai social, alla stampa, financo agli intrattenimenti ancora concessi con l’adozione forzata di strumenti di coercizione, tipo i lasciapassare per vaccinati, le museruole, l’interdetto, la forzata riprovazione sociale con tanto di paladini ingaggiati dal sempre in vendita mondo dello spettacolo e della informazione (attori di cinema, di serie televisive, conduttori di programmi, giornalisti, opinionisti etc.) ed ancor su disposizioni degne del migliore Woody Allen nel film “il dittatore dello stato libero di Bananas :il non poter prendere il caffe’ seduto, ma in piedi si - in casa si, ma fuori no - in un tram si, sulla spiaggia no, per scongiurare il contagio da un sempre piu’ improbabile virus che aveva i suoi tempi dalle cinque alle sette come una stanza ad ore di una puttana. Sono queste figure, la totale irrazionalita’ dei vari provvedimenti adottati, che hanno manifestato la nefandezza del potere e quindi, come nel mio caso, hanno ridato corpo ad una serie di perplessita’ che prima di tale grande farsa erano state accantonate e relegate nel registro del “ poco maturo “ o addirittura nel “perturbante “ del saggio Freudiano. Vedere capi di Stato che mandavano amatemi, cosidetti esperti che cantavano canzoncine natalizie sul tema del “vaccinatevi, vaccinatevi” era insomma vedere la realizzazione delle assurde disposizioni del Woody Allen nel citato film, insomma un vero e proprio “cio’ che e’ irrazionale e’ reale e viceversa, in netta contrapposizione con la massima Hegel, che quindi anche questa e la sua tanto strombazzata filosofia della dialettica, delle varie morti: dell'arte, della scienza, della storia, con le sue vacche tutte nere e una improbabile nottola che volava solo sul fare del tramonto, diventava una cumulo di emerite stronzate.
venerdì 17 gennaio 2025
LA ORRIDA PENOMBRA CHE ABBIAMO ATTRAVERSATO
E' finito il "peggior periodo della nostra vita" tristemente personalizzato da questo anziano demente John Biden elevato ad epiteto di una figura tragica, che esprime perfettamente l’intima crudeltà e l'impietoso cinismo della politica neo liberale e globalista - le situazioni imbarazzanti e tragicomiche in cui Biden è stato coinvolto con cadenza quotidiana, in mondovisione, travalicano il concetto di “gaffe” trattandosi infatti di impudiche esibizioni di un anziano, gravemente senescente, con una manifesta condizione di avanzato deperimento mentale, qualcosa che meriterebbe solo la pietà dei suoi cari ( ecco nonno Biden meriterebbe di trascorrere i suoi ultimi anni con dei cani da compagnia o magari dei nipotini, che, se sufficientemente piccoli, potrebbero trovarsi perfettamente a loro agio nelle sue patetiche esibizioni )... invece no, ce lo siamo trovato quotidianamente spiaggiato in un’atroce rappresentazione di sfaldamento fisico e mentale, che ci rammenta mestamente l’inesorabile trascorrere del tempo, ma anche il grado di perversione del capitalismo avanzato odierno con la sua prassi di liberismo mescolato al piu’ rigido comunismo (per intenderci di stampo cinese o al limite del leninismo della rivoluzione bolscevica e del regime staliniano). In un’epoca che mostra sempre più apertamente l’essenza del liberismo reale, così come i precedenti trenta anni avevano messo alle corde il sistema del comunismo reale, Biden ha rappresentato l’esemplificazione piu' cruda del modo in cui il liberismo va a braccetto con il comunismo riassumendo le due cosidette ideologie nel nel melange del consumismo di mercato, laddove emerge la considerazione che questa unica prassi considera la politica : una manipolazione di marionette i cui fili sono tessuti e tenuti fuori scena dagli interessi del capitale e mantenuti in vita con i volenterosi carnefici della sinistra, una sinistra si badi bene oramai piu’ che venduta al dio denaro. Già, perché il fatto che Biden fosse un fantoccio era chiaro come il sole da ben prima delle elezioni del 2020 a chiunque avesse gli occhi per vedere Lo sapevano tutti… si anche quelli del PD e del buonismo sinistrorso, e ovviamente anche lo stuolo sempre disponibile dei servi, tipo gli addetti ai mezzi di informazione di massa e a quelle specifiche professioni che potevano trarre enormi vantaggi economici dallo schierarsi senza onore e pudicizia dalla parte dei detentori di denaro e potere. In quell’unica medaglia con le due facce, quella lustrata dei bottegai e mercanti (liberismo)e quella oscura sempre corrosa dall’invidia e dalla frustrazione dei comunisti e sinistrorsi in genere; il problema del merito, del valore, della dignita’ ed anche della semplice competenza ed efficacia sono da questi estremi rappresentanti del "bottegaismo " della cultura anglosassone e ora americana, non solo sconosciuti ma addirittura sistematicamente avversati. Per il liberalismo come per il comunismo il problema del merito e della competenza non si pone, perché il politico idealmente è semplicemente un prestanome, eventualmente con doti attoriali
(da Reagan a Cicciolina, a Grillo a Zelensky esiste anche una brillante tradizione di trasferimenti diretti dallo schermo alla scena politica).Ecco quindi spiegata la persistenza di biden per interi quattro anni sulla scena del mondo : un individuo menomato e stolido messo lì a recitare la parte de “L’UOMO PIU’ POTENTE DEL MONDO”, del “ COMANDANTE IN CAPO” dello impero americano del commercio, del mercato, del denaro. Possiamo dire “Paradosso e basta così “ - senza contro paradosso, che era un po’ la controparte di un mondo vissuto con quella certa alternanza tra arbitrio e ragione. Un Biden, forse figura un po’ piu’ tragica di altri epigoni di questa perversa prassi di potere nella melanconiadella estrema vecchiezza debilitante, tipo chesso’ il nostro Draghi, un altro figuro per fortuna scomparso dalla scena politica, anche se non ancora da quella economica finanziaria un vile usuraio come ha detto qualcuno degli ultimi esponenti di una politica non
ancora totalmente asservita al danaro, un mediocre ragionierucolo per dirlo con meno acritudine, scelto come Capo del Governo e una marea di comprimari ognuno con una peculiarita’ fortemente debilitante (la sicumera pretestuosa di un Conte, la ignoranza di un De Maio, la psicopatologia ipocondriaca di uno Speranza, l’inconsistenza di quello che sono stati i governi di questa nostra povera Italia durante il buio periodo della farsa del virus inventato e della pandemia piu' una serie di pseudo esperti fin troppo palesemente interessati solo alla mercede di un frequente apparire sui mezzi di comunicazione, a mo’ dell’eterno verso carducciano sul tirar le quattro paghe per il lesso”.
Diciamo quindi che si e' fatta piazza pulita, con la strepitosa vittora e il ritorno di Trump, della punta massima di perversione del sistema capital/comunista, questo perche’ per il liberale così come per il comunista, il servo interessato solo alla mercede, è semplicemente l’ultimo dei problemi, visto che il politico è solo l'ultima rotella di una catena di trasmissione dell'interesse del capitale alla propria moltiplicazione - anzi, se qualcuno dovesse avere delle idee proprie, questo potrebbe rappresentare un grosso problema: si creerebbe difatti un attrito nel passaggio dei contenuti dalla sorgente al ricevitore. Il ruolo del politico liberale è idealmente quello di megafono stipendiato dei "desiderata" di chi paga il conto delle elezioni. Il nocciolo della politica liberale sta infatti nel trovare i finanziamenti, canalizzarli, e garantire che chi paga veda tutelato il proprio investimento. Il resto, elezioni, discussioni, ecc. è vissuto con fastidio, come superfluo folclore. Ed è
precisamente questa cosa che, altri stipendiati dagli stessi datori di lavoro, chiamano sui giornali "liberaldemocrazie occidentali", i cui valori dichiarati ipocritamente eterni, siamo tutti chiamati a difendere costi quel che costi. Finche’ magari qualcuno non esca dal gregge e cominci a pensare con la sua testa, uscendo da quel sonno piu’ che dogmatico, che altro non ha fatto che generare i mostri del nostro quotidiano, impersonati giustappunto dalla melanconica figura di un Biden o dalle poco umane persone dei suoi padroni, i bottegai che da quasi settecento anni a questa parte si sono impadroniti delle leve, non solo del potere, ma anche dell'essenza stessa dell'umanita'
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| attori e consimili come politici |
(da Reagan a Cicciolina, a Grillo a Zelensky esiste anche una brillante tradizione di trasferimenti diretti dallo schermo alla scena politica).Ecco quindi spiegata la persistenza di biden per interi quattro anni sulla scena del mondo : un individuo menomato e stolido messo lì a recitare la parte de “L’UOMO PIU’ POTENTE DEL MONDO”, del “ COMANDANTE IN CAPO” dello impero americano del commercio, del mercato, del denaro. Possiamo dire “Paradosso e basta così “ - senza contro paradosso, che era un po’ la controparte di un mondo vissuto con quella certa alternanza tra arbitrio e ragione. Un Biden, forse figura un po’ piu’ tragica di altri epigoni di questa perversa prassi di potere nella melanconiadella estrema vecchiezza debilitante, tipo chesso’ il nostro Draghi, un altro figuro per fortuna scomparso dalla scena politica, anche se non ancora da quella economica finanziaria un vile usuraio come ha detto qualcuno degli ultimi esponenti di una politica non
ancora totalmente asservita al danaro, un mediocre ragionierucolo per dirlo con meno acritudine, scelto come Capo del Governo e una marea di comprimari ognuno con una peculiarita’ fortemente debilitante (la sicumera pretestuosa di un Conte, la ignoranza di un De Maio, la psicopatologia ipocondriaca di uno Speranza, l’inconsistenza di quello che sono stati i governi di questa nostra povera Italia durante il buio periodo della farsa del virus inventato e della pandemia piu' una serie di pseudo esperti fin troppo palesemente interessati solo alla mercede di un frequente apparire sui mezzi di comunicazione, a mo’ dell’eterno verso carducciano sul tirar le quattro paghe per il lesso”.
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| UNA NUOVA ETA' DELL'ORO? |
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| il sonno della ragione genera mostri |
lunedì 23 dicembre 2024
UN REALE SEMPRE SFUGGENTE
Ho piu’ volte ribadito tutto il mio disprezzo per l’ideologia marxista in quanto troppo dipendente dal filosofo per me piu’ abominevole e cioe’ Giorgio Hegel che fin dai primi approcci, ancor prima della terza liceo, mi e’ sempre apparso quanto mai antitetico a tutto il mio sentire e sapere - la famosa dialettica per me di un semplicismo disarmante con quel suo schematismo, di tesi, antitesi e sintesi - le varie morti di praticamente tutti gli specifici umani Storia, Arte, Musica, Letteratura, financo Socialita’ come espresso in Fenomenologia dello Spirito col conflitto Servo-Padrone in nome di una non meglio specificata funzione della filosofia - le varie formulette e aforismi su voli notturni della nottola di Minerva, vacche tutte nere e quella vera e propria formula di pseudo logica col suo simmetrismo imperfetto del “cio’ che e’ reale e razionale e cio’ che e’ razionale e’ reale”, che mi ha sempre dato il senso della quintessenza della castroneria - come se non bastasse, poi c’è quell’ incontro con un gonfiatissimo personaggio storico, semplice attore di una parte su copione prestabilito come Napoleone Bonaparte, da lui identificato come spirito della storia, (laddove la parola spirito ha un che di fantasmatico e quindi ha sempre a che fare con la morte, nella fattispecie la storia come senso dell’esaurimento di ogni tensione, stante la battaglia di Jena appena vinta da tale generale e quindi una sorta di secondo principio della termodinamica, addirittura una sottospecie di anticipazione della pulsione di morte de Al di la’ del principio del piacere di Freud: se una piu’ o meno fortunosa battaglia puo’ decidere di tutta la storia e farne un residuato di tensione mi sembra quanto mai riduttivo affidarsi ad personaggio così aleatorio anche da un punto di vista dell’azione - difatti viene da chiedersi che cosa avrebbe provato Hegel appena pochi mesi dopo se il suo incontro con Napoleone fosse stato all’indomani non della battaglia di Jena, ma di Eylau nel febbraio 1807 ? Nutro tutti i dubbi possibili e immaginabili su tali profeti di apocalittiche tensioni che hanno probabilmente in Hegel un primissimo assertore e di cui anche l’ultimo della lista Francis Fukayama , individuando nella caduta del comunismo a Berlino, a Praga, a Bucarest e poi nel crollo dell’intera URSS (1991), una ennesima fine della storia, in verita' ha sempre un po' il contrappasso del Vincent Price di l''ultimo uomo sulla terra" eccezionale e senza dubbio la migliore trasposizione del romanzo di Matheson I am legend, che appunto riproponendo semptre il rituale de l'ultimo, enfatizza sempre la differenza .Tutte queste morti annunciate hanno sempre come epilogo qualcuno che si ripresenta come fantasma, appunto giocando sui diversi significanti della parola “spirito” così ad esempio Alain Badiou che ha tentato di riproporre l’ipotesi comunista come cornice di riferimento per analizzare e forse superare la crisi dei tempi attuali. Diciamo che Badiou fa parte di quei pochi Marxisti che sono riusciti a trascendere il mio disprezzo per tale pensiero, ma non la mia perplessita’ per la sinistra in generale che come abbiamo visto in occasione delle recente farsa, si e’ fatta serva dei piu’ marchiani interessi consumistici di turbo capitalismo e più esasperato neo liberismo. Badiou si rifa’ ad Althusser e a Lacan e questo compensa alquanto il suo dogmatismo, ma rimane sempre un marxista e le sue ipotesi di lettura della crisi odierna in chiave della sua non sconfessata ideologia, non solo non convincono, ma sostanzialmente risultano velleitarie. Un altro discorso va fatto per un altro pensatore di estrazione marxista Slavoj Zizek , di cui proprio in questi giorni ho tra le mani un suo libro “PROBLEMI IN PARADISO“ con sottotitolo “il comunismo dopo la fine della storia" che mi ha particolarmente intrigato per il suo tentativo di far riferimento da una parte a Lacan come Badiou, ma dall’altra al mezzo cinematografico inteso in senso scopico e didascalico/popolare trattando un immaginario che ricambia lo sguardo del reale solleticando un simbolico che non mostra la sua provenienza e neppure il supporto su cui tale sguardo si posa. Una chiara interpretazione psicoanalitica dunque che fa piazza pulita di tutti quei tentativi di seppellire storia, specifici e anche ideologie da Hegel a Fukayama, che invece ribadiscono ad ogni angolo la loro perfetta vitalita’ e attendono solo di essere ancora una volta comprese, un po’ a mo’ del famoso integrale sui cammini di Feynman di cui vi e’ sempre un percorso alternativo per intenderne la rappresentazione di una certa sfaccettatura della realta’. Con Feyman siamo in presenza di particelle, flussi, onde, recentemente anche stringhe e superstringhe operanti in supersimmetrie - con Zizek mi e’ sembrato di ripercorrere un tentativo di senso, servendoci anche dei mezzi di rappresentazione di anche una mirata produzione cinematografica che ci mostrano come non solo l'ideologia non è morta, ma è possibile comprendere e spiegare complessi fenomeni sociali, come lacrisi di valori e di senso attuali, partendoda quella che potrebbe essere intesa come evasione o forse per dirla, facendo il verso al binomio Freud/Lacan, come “svista” Nel libro citato poi Zizek si serve, gia’ a partire dal titolo “ Problemi in paradiso” di quello che e’ probabilmente il regista piu’ idoneo a rivestire il ruolo dell’integrale sui cammini di una diversa rappresentazione della realta’ che e’ arrivata a circondarci in questo secondo decennio del terzo millennio : Ernst Lubitsch. Ecco l’incipit introduttivo del filosofo in relazione al confronto con il famoso film di Lubitsch del 1932 “Trouble in paradise” “ il film e’ la storia di una coppia di ladri Gaston e Lily che ruba solo ai ricchi . La loro storia si complica quando Gaston si innamora di una delle sue vittime Mariette e qui cominciano “il problema = Trouble” , come indicato dal titolo che magari noi italiani non afferriamo subito per quell’inveterato viziaccio di cambiare i titoli originali, stravolgendone spesso il significato, anzi il significante , difatti in Italia il film arrivo’ col titolo “Mancia competente “ Nelle immagini di testa e’ difatti gia’ contenuto il senso del film : prima appaiono le parole “trouble in” = problemi in” con sotto un letto e solo dopo la intera sequenza con anche la parola “paradise” allora ecco che e’ subito chiaro che il paradiso in questione ha a che fare con il sesso come sottolinea la canzoncina che fa da colonna sonora ai titoli : “that’s paradise/while arms entwine and lips are kissing/but if there’s somethings missing/that signifies/trouble in paradise = questo e’ il paradiso/quando braccia si intrecciano e labbra si baciano/ma se manca qualcosa/allora sono/problemi in paradiso “.Quindi per dirla tutta, i problemi in paradiso sono problemi di sesso e uno come Zizek che e’ un cultore di Lacan non poteva che intenderlo come parafraso della celeberrima massima lacaniana “Il n’ya pas de rapport sexuel” = non esiste alcun rapporto sessuale – il che nell’universo Zizekiano si traduce nell’attenersi al Reale che e’ quello minaccioso e di Lacan aggirando l’ordine speculare dell’immaginario e sfuggire il significante del Simbolico. Tuttavia questa passione condivisa dalla pornografia e dalla scienza è destinata a infrangersi contro l’irrappresentabilità del Reale stesso: più siamo convinti di approssimarci a questo nucleo incandescente, più esso ci sfugge. Žižek in questo senso è categorico: «Che cosa separa noi umani dal “reale Reale” cui la scienza mira, che cosa ce lo rende inaccessibile? Non è la ragnatela dell’Immaginario (illusioni, false percezioni) che deforma quel che percepiamo, né il “muro del linguaggio”, ossia la rete simbolica attraverso la quale ci rapportiamo alla realtà, bensì un altro Reale. Questo Reale è, per Lacan, il Reale inscritto nel nucleo stesso della sessualità umana: “Non c‘è rapporto sessuale”.La sessualità umana è segnata da un irriducibile fallimento; la differenza sessuale è infatti la rivalità fra i due punti di vista sessuali, che non condividono un denominatore comune. Il godimento può essere dunque ottenuto solo sullo sfondo di una perdita fondamentale» che Lubitsch aveva intuito nel suo film essere quella della comprensione nel rapporto di entrambi le donne. La incompiutezza del comprendere tutti e tre conferisce un tocco malinconico al film , dove nel finale campeggia l’immagine di un letto vuoto che richiama e conclude giustappunto nella malinconia del mancato appagamento, l’immagine dei titoli di testa Vedere ciò che non deve essere visto non coincide con ciò che non può essere scorto se non in negativo, insomma. Sono esattamente le lacune dell’Immaginario e del Simbolico a tradire l’insistenza del Reale, sono i vuoti delle formazioni immaginarie e delle costruzioni simboliche a suggerire, nella loro irrimediabile lacunosità, la sua inafferrabile eccedenza, e per far questo ben venga la rappresentazione filmica che si inserisce come discorso mancato nell’ottica di una futura diversa comprensione, non solo attraverso l’analisi d capolavori, ma anche nella produzione meno raffinata e persino di film hard come dimostra l’esemplificazione di un recente tentativo di un porno divo e regista Raphael Siboni che ha scelto giusto il titolo dell’aforisma lacaniano «Il n’y a pas de rapport sexuel» per evidenziare la mancanza del reale che il rapporto sessuale non esiste, è reso impossibile dal godimento dell’organo che impedisce la fusione dei corpi, che trasforma l’atto sessuale in una sorta di masturbazione in presenza del partner. : «Per quanti rapporti sessuali io possa avere, nessun rapporto sessuale mi permetterà mai “di fare e di essere Uno con l’Altro”. Esiste una obiezione irriducibile all’integrazione reciproca del corpo dell’Uno nel corpo dell’Altro. È come e’ noto la tesi centrale del Seminario XX giustappunto : il rapporto sessuale non esiste. Manipolando il meno possibile il materiale di partenza Siboni trasferisce l’aforisma lacaniano nel genere che, apparentemente, si presta meno a convalidarne l’autenticità.
A giocare un ruolo decisivo è proprio l’avverbio “apparentemente”, poiché, concatenando blocchi di sequenze con stacchi ridotti al minimo, Siboni ottiene un doppio, antitetico risultato: parlare direttamente della pornografia contemporanea, articolata per categorie repertoriate con parole chiave per facilitare la ricerca sul web, e mostrare indirettamente l’irriducibile distanza dall’oggetto rappresentato di questi frammenti meta-cinematografici archiviati in privato, dal momento che mostra il film nel suo farsi, dal momento che filma il film, intrattiene necessariamente una distanza col suo oggetto. Nel caso delle riprese questa materia siamo ancor piu’ nell’ambiguo, poiché è al tempo stesso un archivio personale e un prodotto commerciale destinato allo sfruttamento commerciale sotto forma di “falsa diretta”» Proprio quello che oggi si e’ ridotto il mondo nell’alludere a valori che forse non ci sono mai stati come la lealta’, l’onore, la tradizione, una forma addirittura di sacro, presentando solo il vuoto di una mancanza nella forma di una vacua rappresentazione, che si colora di parole oramai sempre piu’ vuote ….ecco il perche’ il pasticcio in paradiso che puo’ essere benissimo inteso come l’impasse attuale dove c’e’ chi parla di morte di storia e altri specifici (Hegel, Fukayama), chi di Kali yuga, o eta’ dei servi (Esiodo e antiche culture), chi invoca un nominalismo senza riscontro come la sinistra e le varie aporie tipo Societa’ Aperta di Popper e tentaivo di messa in pratica del suo allievo George Soros, chi pero’ anche di ripresa, di recupero, magari con nuove formule di organizzazione sociale la teoria del mondo multipolare di Dugin, l’euroasiatismo, chi ha parlato di cavalcare la tigre come sosteneva Evola, per recuperare una tradizione anche senza averla mai avuta, contando sul fatto che tanto sono solo giochi di parte nei vari registri indicati da Lacan ; Immaginario e Simbolico per ovviare ad un Reale che e’ sempre mancanza
sabato 21 dicembre 2024
SCIABORDIO D'ONDA
Quando si parla di onde e relative funzioni con tanto di collasso, c'e' da scattare dalla sedia e disporsi a sentirle tutte, perchè v'e' netta la sensazione che daje e daje , alla fin fine, si possa pervenire a qualche risultato di valore e non soltanto da un punto di vista teorico. I richiami sono molteplici e vanno dal vecchissimo calcolo infinitesimale di Leibniz con limiti e derivate, che allora erano dette flussioni, agli integrali con calcolo di nuove aree mentali
quale ad esempio quello sui cammini di Feynman, ma ci si puo' ispirarsi a D'annuzio che l'onda la faceva sciacquare, sciabordare e anche altro. solo onde dunque? L'equazione di Schrodinger in effetti mi sembra piu' elegante, salvo a tener conto di Heisenberg e al suo principio di indeterminatezza, e sopratutto allo assioma di cambiare opinione ad ogni punto di vista, per quanto tu calcoli faccia, ovviamente infinitesimali. Idealmente mi servo di un amico fisico quantistico e immaginiamo una vasca vuota. Una pallina lanciata in questa vasca seguirà un percorso, districandosi tra le curve, gli incavi, le eventuali scanalature anti-scivolo. Ora riempiamo la vasca con del liquido opaco, che non ci faccia più vedere le forme del fondo: che so, acqua e inchiostro. Se lanciamo un'altra pallina, questa affonderà creando piccole onde sulla superficie dell’acqua. Se prima, alla domanda “dov’è la pallina?” avremmo potuto rispondere con certezza in ogni istante, ora la domanda ci troverebbe un po’ spiazzati: “È sott’acqua, di preciso non saprei. Per quello che ne so, può essere ovunque”. Proprio in quel momento squilla il telefono. È il nostro amico fisico che, anche lui, aveva riempito la sua vasca di acqua e inchiostro. È una strana moda a quanto pare. Ci chiama per raccontarci una scoperta sensazionale. Le onde scaturitesi sulla superficie dell’acqua dal luogo di inabissamento della pallina non sono semplici onde d’acqua, hanno un significato più profondo: la loro ampiezza indica la probabilità di trovare la pallina in un punto se infiliamo proprio lì la mano in acqua.“Se immergi la mano in corrispondenza di una cresta dell’onda vedrai che è molto più probabile trovare la pallina, rispetto a pescare in un altro punto”, ci dice. Nonostante la teoria suoni bizzarra e poco plausibile, decidiamo di testarla. Dopo molte, molte, molte, molte, molte immersioni di mano, l’implausibile idea del nostro amico sembra in effetti spiegare la realtà. La probabilità di trovare la pallina in ogni punto è in perfetta corrispondenza con l’ampiezza dell’onda. Ma questo è nulla in confronto a quanto scopriamo effettuando l’esperimento. Ogni volta che la mano immersa trova ed afferra la palla, l’ondeggiare dell’acqua smette istantaneamente! La superficie torna tutta perfettamente piatta, eccetto in corrispondenza del nostro braccio immerso. L’amico fisico non sembra così sconvolto anzi. “Beh, è ovvio”, dice, “quando la tua mano trova la pallina in un determinato punto, per esempio sopra al buco dello scarico, la probabilità che la pallina sia sopra il buco dello scarico diventa istantaneamente certezza, e la probabilità che la pallina sia in qualsiasi punto diverso da quello diventa istantaneamente zero. Quindi la superficie dell’acqua deve tornare piatta”, conclude spavaldo, come se non si rendesse conto che quanto affermato contraddice qualsivoglia intuizione e buonsenso. A livello di particelle elementari, ci dice la meccanica quantistica, non solo esistono onde di probabilità, non solo esse collassano improvvisamente non appena una particella elementare viene “afferrata” durante un esperimento come nel nostro assurdo esempio della vasca, ma dobbiamo anche dimenticarci del fondo della vasca e della pallina. Ci sono solo le onde di probabilità. Dobbiamo smettere di pensare il fotone, l’elettrone e le altre particelle elementari come palline che si muovono nello spazio, che possiamo seguire e delle quali possiamo prevedere il moto. Addio determinismo, addio fisica classica. I nostri oggetti e sistemi descrivibili in maniera deterministica che tanto ci sono cari sono solo l’approssimazione di un mondo microscopico dove non ci sono palline e particelle come siamo abituati a pensarle, ma — come vogliamo chiamarle, entità? cose? stati? — cose di cui possiamo descrivere solo la probabilità di essere in una determinata posizione, o di avere una determinata proprietà, come ad esempio la velocità.Questa probabilità evolve nel tempo seguendo un’equazione (l’equazione di Schrodinger) molto simile all’equazione che descrive il moto di un’onda che scaturisce da una pallina che cade in acqua. Queste cose, queste entità, le vediamo solo quando si manifestano in uno dei nostri strumenti di misura (come l’occhio per i fotoni). Solo cioè quando interagiscono con qualcos'altro.
venerdì 29 novembre 2024
FREUD E HAMER PERCORSI DA INTEGRARE
Abbiamo visto che protagonista della prima legge biologica di Hamer è lo schok improvviso e drammatico considerato eziologico delle più gravi malattie! Ebbene anche a motivo della scoperta freudiana dell’inconscio c’è la questione di un trauma, magari non di carattere così dirompente, in quanto eziologico di disturbi più che altro della personalità: la famosa “isteria” che il grande neurologo Jean Martin Charcot nelle sue lezioni alla Salpetriere, lezioni cui Freud nel suo apprendistato seguì, adduceva alla sessualità “ c’est toujours la choise genitale, toujours! ” Il sesso come trauma e come causa di numerose affezioni, beh! stante la repressione e conseguente “pruderie” della sessualità nel periodo di fine
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| Charcot - Lezione alla Salpetrie' |
ottocento, la cosa non era poi così fuori luogo e difatti nelle sue prime formulazioni di scoperta dell’inconscio anche Freud vi fa notevole riferimento: i suoi mancati, i suoi lapsus, le fantasie e anche i sogni sono infarciti di problematiche sessuali, tanto che non manco’ chi lo definì un “pantasesso” e molto si ironizzò in tal senso; ancor oggi, c’è da rilevare come tale diceria non è del tutta sopita, e per molti che si sono fermati alla sua prima formulazione di topica dell’inconscio, quella del principio che l’uomo ricerca il piacere e rifugge il dispiacere, è un tutt’uno attribuirla soprattutto al piacere della sessualità e al dispiacere della sua inibizione. Ci volle l’analisi di un diverso trauma, quello emerso con particolare drammaticità e frequenza con la guerra mondiale del ‘14-18, per cui
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| Guerra 14-18 - Shock da granata |
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MATEMATICA COME CALCOLO E COME MITO
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