venerdì 1 settembre 2023

L'INCONSCIO E' TERRESTRE, LA COSCIENZA MARINA

OGGI PIU' CHE MAI penso  che sia il caso di riprendere con discernimento  quella antica dicotomia individuata settant’anni fa da Carl Schmit un filosofo e giurista tedesco, tenuto alquanto in penombra dalla cultura occidentale del dopoguerra per essere stato un fiancheggiatore del Regime nazista. Lo stimolo e' suggerito anche da un saggio di uno dei pensatori che stimo di piu’ :  Alain De Benoist che ha scritto in collaborazione con Julien Freund, un altro pensatore non allineato alla grande menzogna liberalista,  un libro su  tale tematica  che viene riletta  giustappunto approfondendo   quella dicotomia  di Schmitt,  partendo dal saggio titolato “Terra-Mare” in cui tutta la storia del mondo, nella particolare 

accezione della conflittualita’ storica  era interpretata nella prospettiva di una opposizione fondamentale tra nazioni di terra e nazioni di mare - sottotitolato  “una considerazione sulla storia del mondo raccontata a mia figlia Anna” il saggio riassume  in atermini estremamente accattivanti e semplici  l’evoluzione geo-storico-giuridica  a partire dalla scoperta dell’America, quindi la fine del XV secolo con gia’ in corso tutta la serie di sconvolgimenti epocali - viaggi, nuovi continenti, invenzioni, commerci, diversi stili artistici, modalita’ differenti di guerre e assedi, financo  pandemie ricorrenti, dopo quella famosissima del 1348, che induce alla domanda “cui prodest” (ieri come oggi)-  che rimandano ad una ulteriore analisi,  quella delle eta’ del mondo di Esiodo da cui siamo indotti  alla considerazione che ci troviamo in piena eta’ dei mercanti o del bronzo, subentrata a quella dell’eta’ dei guerrieri, ovvero l’eta’ dell’argento. L'originalità dell'opera risiede nell'individuazione, da parte dell'autore, della dicotomia Terra-Mare come motore della storia umana ed e’ ovviamente questa la tematica che interessa ai due piu’ recenti pensatori che hanno tanto ispirato anche me: difatti nel loro  breve ed intenso saggio, scritto a quattro mani, affiora l’importanza di tale dicotomia   non tenuti in sufficiente considerazione dai metodi degli storici, anche quelli piu’ raffinati tipo  Oswald Spengler o  Arnold Toynbee, ma forse in qualche modo contemplati dai soliti pensatori piu’ fuori del sistema e ostracizzati  tipi Guenon, Evola, Mircea Eliade. In  questo mio nuovo articolo pero’ riprendo il saggio di Schmitt, ma mi piace commisurarlo non solo al molto piu’ antico sistema ripartito delle “eta’ del mondo” di Esiodo, comune anche a tutte le altre antiche civilta’,  ma anche alla mia Bibbia personale di possibile e alternativa interpretazione della storia del mondo, che e’ il saggio di Julian Jaynes “il crollo della mente bicamerale e l’origine della coscienza” (lo so, lo so… i pochi che per avventura si siano avvicinati ai miei scritti,  indubbiamente lo diranno a gran voce  “ah Ma’…. e mo’ hai rotto co’ sto’ Jaynes e la sua mente bicamerale”  Eppure vedete se applichiamo la bipartizione del cervello, con quella sua parte sinistra  preposta al linguaggio articolato tramite condensazione metaforica del significato di una cosa (il famoso confronto per similarita’ “ cosa e’ questo ? -  bhe e’ come …quello”), ed un’altra parte strutturata per trasferimento metonimico di un  significante (“come devo fare  per interagire con…? ) così  come ti viene impartito da una voce allucinatoria che rappresenta il condensato di tutte (o quasi) le situazioni in cui un individuo viene a contatto, ci veniamo a trovare in una situazione ottimale di organizzazione cerebro/comportamentale,  che con tutta probabilita’ ha funzionato per migliaia d’anni e che nella sua indistinzione e fumosita’, la tradizione popolare, una volta pervenuta alla coscienza e quindi ad un Io analogale  sulla base del linguaggio, ha denominato “eta’ dell’oro “ una eta’ nella quale potevano proiettarsi e anche  condensarsi (non dimentichiamo la funzione eminentemente metaforica e quindi di condensazione di significati della coscienza) tutti i miti, tutte le leggende, tutte  le storie, e anche tutte le esagerazioni, che la nuova funzione poteva ritrovare nel suo  percorso. Comincia quindi il racconto, un qualcosa del tutto escluso nella organizzazione della mente bicamerale, che aveva un impianto estremamente pragmatico di adattarsi all’ambiente, un racconto a volte stupendo che si colora dei tratti dell’epica, della lirica, della  poesia e di tutte le condensazioni metaforiche della coscienza. Ovviamente non si puo’ piu’ ricorrere alla metafora aurea per designare  il nuovo periodo e neppure far riferimento agli dei, che restano un qualcosa di molto indistinto, tutt’al piu’ raffigurabile in una altra forma di rappresentazione, quella della parola scritta in primis, ma anche  quella pittorica/visiva, ovvero  statue, idoli, totem, templi, quella musical/emozionale  tipo poesia, anche teatrale. E’ indubbio pero’ che
c’e’ un calo di livello, anche nella presunzione della nuova organizzazione cerebrale e si designa il metallo subito meno nobile. l’argento, per caratterizzare la nuova era  e si indica nella classe “dei guerrieri “  la nuova categoria di protagonisti nella scena del mondo. Sembrerebbe così leggendo racconti, ascoltando musiche e quant’altro che si sia trattato tutto sommato di un passaggio indolore da una era all’altra, per alcuni versi addirittura propizio…ma … ecco c’e’ un ma grosso come una montagna: il passaggio dalla mente bicamerale alla coscienza non ha solo un carattere di minore valore  quale si addice alla differenza tra oro e argento, ha anche un risvolto di estremo sviluppo della crudelta’ umana, che difatti esordisce sul teatro del mondo con guerre, eccidi, massacri, stupri, violenze di ogni genere e si serve di strumenti atti a tale pratica sempre piu’ sofisticati che segnano appunto lo sviluppo delle armi e quindi la dizione di “eta’ dei guerrieri”   per questo periodo di esordio della coscienza e quindi della storia che su di essa e solo su di essa puo’ essere raccontata    Il subentrare dopo due millenni e mezzo di un’altra classe che sara’ caratterizzata da un metallo ancora meno prezioso,  il bronzo e da attivita’ sempre improntate a sopraffazione , violenza , crudelta’,  perseguite solo con maggiore ipocrisia, e’ detta Eta’ dei mercanti ed e’ innescata da una, per buona parte,  inventata o comunque gonfiata in maniera abnorme , pandemia, che in breve  porto’ alla obsolescenza di tutti i valori fino allora perseguiti dal mondo medioevale e nelle sue alterne vicissitudini dalla cosidetta eta’ dell’argento o dei guerrieri.  Quello che bene o male fino a quell’evento era considerato rispondente ai valori della  civilta’ , la tradizione, il senso di un Impero. che salvaguardasse o si rifacesse a tali valori, come ad  esempio il Sacro Romano Impero di Carlo Magno e l’estremo tentativo di un suo recupero e  riproposizione da parte di Federico II di Svevia,  ed ancora la Cavalleria ,  una opera come la Divina Commedia di Dante Alighieri,  lo stile Gotico  delle  Cattedrali con il loro bagaglio di conoscenze e esperienze  da trasmettersi per coralita’,  sono soppiantate  dai  commerci, del valore di scambio , del denaro,  quindi dall’avvento di quella  che in una parola io definisco, non lo nego con un tantino di disprezzo “l’eta’ dei bottegai e dei garzoni”  e che rispecchiano in toto (ecco che prende corpo l’ipotesi di Schmitt)  l’ascesa delle potenze di mare di cui la prima piu’ compiuta espressione e’ l’Inghilterra, soprattutto a principiare dalla Regina Elisabetta detta la Grande, con le forti spinte espansioniste e la formazione di un tutt’altro tipo di  impero, del tipo marittimo/coloniale, sino a passare in  tempi piu’ recenti  il testimone (diciamo dopo la seconda guerra mondiale) agli Stati Uniti che ne hanno preso il posto. Riassumendo possiamo dire che si e' andati da un peggiore ad un molto piu'  peggiore (lo so! non si dice, ma mi sia concesso il massimo della riprovazione su tali passaggi epocali), comunque sia rispetto all'eta' dell'oro che e' l'equivalente all'organizzazione bicamerale, si e'  prodotta una frattura che probabilmente non ha rimedio. Jaynes, tra gli altri  possibili motivi di frattura  - sprofondamento isola di Santorino, invasione dei Dori - probabile riscontro storico di Atlantide e della sua scomparsa- individuava nell'elemento mare la  principale  causa del crollo della 
 mente bicamerale e l'origine della coscienza. Il mare  e un popolo di navigatori tipo i Fenici,  che costretti in un elemento poco atto a comportamenti catechizzati, pian piano a fronte di sempre nuovi problemi abbiano trovato sempre meno voci allucinatorie  rispondenti alla bisogna e quindi siano stati per cosi' dire, costretti  fare ricorso all'elemento metaforico e non metonimico, applicando la condensazione al proprio stesso io e mettendolo in diretta relazione con il contesto e il comportamento da scegliersi, ecco la principale motivazione della crisi e quindi crollo della mente bicamerale e la necessita' di trovare un sostituto per mettersi in situazione con il contesto  e quindi interagire autonomamente   : Ebbene si questo sostituto e' LA COSCIENZA

venerdì 7 luglio 2023

LA NUOVA FONTE MERAVIGLIOSA

 


Le 5 Leggi Biologiche di  Rike Geerd Hamer sono una delle poche  scienze realmente sistemiche, un po' come la scienza dell'inconscio di Freud, Jung, Lacan, un sistema ovviamente inconscio che, come dice un altro grande studioso della psicoanalisi, Ignacio Matte' Blanco, si coglie per insiemi infiniti   Tradizionalmente, i sistemi di conoscenze si ritengono elaborabili solo all’interno di una prospettiva filosofica, mentre la ricerca scientifica viene fatta solo in ambiti strettamente delimitati, dove le variabili sono tenute sotto il massimo controllo, mentre l’andamento o le caratteristiche dei fenomeni osservati, strettamente segregati dal resto dell’esperienza, vengono verificati mediante procedimenti statistici.
Lo sviluppo delle scienze sistemiche ha mostrato come gli stessi procedimenti usati per isolare le variabili oggetto di studio costituiscono una interferenza, che modifica il fenomeno osservato e, soprattutto, isolandolo dal suo contesto, ne rende inaccessibile il significato, che è dato dalle sue connessioni con il campo di esperienza, nel quale tale fenomeno si osserva; inoltre, l’isolamento delle variabili rende impossibile scoprire qualcosa di veramente nuovo, che non sia già implicito nell’ipotesi iniziale. In sostanza lo sviluppo della sistemica, che ha dato il suo impulso soprattutto in fisica, nella comunicazione, in psicologia, sociologia, in biologia degli eco-sistemi, non ha avuto la benché minima influenza sulle modalità di ricerca, che restano quelle tradizionali. Il metodo usato da Hamer, per formulare e definire il suo sistema, consiste nell’osservare il fenomeno, studiato nella sua integrità, senza isolarlo, senza interferire con esso, senza perdere i nessi con quanto sta accadendo contemporaneamente a tutti gli altri livelli di realtà e di elaborazione dell’esperienza. Egli ha imparato dai processi che si svolgevano sotto i suoi occhi, ha ordinato e sistematizzato quello che andava imparando. I suoi colleghi medici, come altri scienziati, non hanno avuto accesso alla verifica di processi estesi, completi, perché sono partiti dall’assunto dogmatico, precostituito all’esperienza, che una parte dei fenomeni osservati non sono da conoscere, ma da reprimere, in quanto maligni, perversi. La medicina tecnologica e riduzionista è cresciuta sul costante impegno di eliminare, arrestare quei processi naturali, che abbiamo considerato maligni, astrattamente, separandoli da tutto il resto dell’esperienza e della vita delle persone, senza capire niente sulla loro origine e sulla loro funzione. Il progresso tecnologico non è stato accompagnato di pari passo da una evoluzione della conoscenza e della comprensione dei fenomeni naturali, così che la crescente raffinatezza dei mezzi di indagine ha avuto il solo risultato di alimentare la paura di questi fatti ed il potenziamento delle strategie repressive e distruttive. Hamer ha avuto modo di vivere un processo di malattia cogliendone l’esperienza per intero, con la capacità di rintracciare i nessi tra i fatti che definivano la malattia con tutto quello che in contemporanea accadeva nella vita. Questi nessi, che Hamer ha colto nel pieno della propria esperienza di malattia e di vita, costituiscono le coordinate del suo sistema di conoscenze, quindi il suo sistema non rappresenta soltanto, come lui afferma, lo strumento di un "capovolgimento diagnostico", ma è anche il risultato e lo strumento di un capovolgimento epistemologico, il fondamento di un’evoluzione della conoscenza, perché permette di integrare livello teorico e piano di esperienza, di creare un sistema teorico che sia anche, di per se stesso, un processo di realtà. Questo è il vero motivo, per cui il sistema di Hamer non è solo diagnostico ma anche terapeutico: perché esso è correttamente diagnostico sul piano dell’esperienza. e' in sostanza una diagnosi che e' nel contempo definizione e prassi . Per questo, già con l’atto di comprensione di quanto accade nella vita della persona, la diagnosi estesa, sistemica, è già anche terapia: perché lo stesso procedimento che porta alla chiarezza diagnostica è un’esperienza di relazione che cambia la vita. Si direbbe che Hamer sia riuscito a dare alla medicina un reale carattere scientifico (spiegare i fatti osservati) proprio perché, riconoscendo alle malattie ed ai processi organici la loro reale natura di fatti umani complessi, egli si è disposto a studiare la medicina per ciò che realmente essa è: una conoscenza dell'uomo sull’uomo e per l'uomo: una scienza umana. Nessuno scienziato si impegna in un simile acrobatico rovesciamento di prospettiva epistemologica, a meno che non vi sia costretto dalla vita. Il processo di elaborazione dell Leggi Biologiche NMG è quindi “scienza che viene dall’esperienza”, per come i fili con i quali questa conoscenza è stata tessuta affondano nella storia del dr. Hamer, sono gli stessi fili dei quali è stata intessuta la sua vita. Per questo, nel porre le ipotesi, nell’istruire le verifiche, nel costruire, mattone su mattone, l’edificio della sua medicina, egli non si è distaccato, nemmeno per un attimo, dal piano dei fatti, della realtà concreta e della sua complessità: ciò che sta accadendo, esperienza e vissuto personale di questo accadere, con tutte le sensazioni, emozioni, pensieri, movimenti e contemporanei fatti organici, cerebrali e comportamentali. Ogni affermazione della Leggi Biologiche si radica nella concretezza dell’esperienza di vita e ad essa ritorna, fino ad essere un tutt’uno con la vita stessa. Questo spiega perché l’esperienza che si ha dell'articolarsi delle Leggi lavoro, a differenza di quanto accade in altre discipline scientifiche, attraversa le persone a tutti i livelli di esperienza e ci si trova in un sistema rigorosamente interconnesso da funzioni logiche, matematiche, puntualmente e direttamente sottoposte a verifica, che, al tempo stesso, riconduce al significato di ogni elemento, alle sue connessioni con la vita. Il Dr. Hamer sintetizza questa esperienza complessa del sistema dicendo che esso è fatto con “precisione tedesca ed eleganza italiana” ecco ! forse e' proprio da tale assunto che ha dato alla sua Teoria la denominazione di Nuova Medicina Germanica, dimenticandovi di includervi anche la aggiunta di Italiana, (questa osservazione un po' ironica la facciamo noi Italiani magari un po' piccati per quella denominazione così esclusiva e unilaterale, magari canticchiando il refrain
di una canzoncina di altri tempi fa , che faceva "Camerata Richard benvenuto, posa il sacco si scivola bada, c'e' il nemico al di la' della strada parla piano che gia' ti ha veduto....) Chi e' il nemico di oggi? beh e' facilmente individuabile: la medicina tradizionale, riduzionista e iatrogena, lo scientismo ipertrofico, anche il consumismo e il tecnologismo esasperati, il post progressismo e tutta una serie di entita' e soggetti: Big Pharma, la OMS, le Multisocieta' Finanziarie, Soros, Gates, Rotschild, Rockfeller, Schwab e tutto il loro stuolo di servi della politica e dell'informazione. Di contro le 3 Leggi Biologiche che con una forte riserbo chiamiamo anche Nuova Medicina Germanica, per la sua intima, puntuale connessione con la vita concreta e con fatti reali, ogni concetto ed ogni affermazione risulta inscritto in un sistema logico-matematico,che è, al tempo stesso, parte di un racconto, di un romanzo, di una storia, di una sorta di “ispirazione poetica”, nella quale scienza, arte e storia coincidono. E' essenzialmente poetica l’operazione di vedere un processo di malattia come movimento di guarigione, perché è esattamente quanto ci permette di liberare, comprendere e far funzionare questa tanto bistratta entita' tra il fisico e lo psichico per ciò che, nella loro vera natura essa e' : una esperienza tra il conscio e l'inconscio che ci riconnette con la funzione di trasformazione, che è la forza che ha guidato l’evoluzione della specie e che anche oggi ci orienta nei nostri processi evolutivi.
Per quanto la NMG (uso sempre con riluttanza questa dicitura, ma lo faccio anche per semplicita' linguistica) è strettamente interconnessa alla vita ed all’esperienza, essa rappresenta molto più che una metodica scientifica applicata: è un’evoluzione vera e propria del modo di vedere il mondo e di vivere la vita. Come tale, essa getta le basi di un nuovo umanesimo, che affonda le radici nei più profondi abissi dell’origine della vita, nei programmi che hanno condotto l’antico verme d’acqua ad esprimersi nelle forme e nei processi vitali degli esseri viventi, che attualmente popolano la terra e che ancora consentono al verme che siamo di continuare a trasformarsi e ad evolvere.
Ryke Geerd Hamer, si trovava all’apice di una vita di successo professionale, come medico, ricercatore ed inventore di strumenti medici, in grado di garantire, solo con i proventi dei suoi brevetti, il benessere economico suo e della sua famiglia, quando accadde il fatto che cambiò improvvisamente la sua vita e liberò il movimento che avrebbe portato all’elaborazione di un nuovo modo rivoluzionario di vedere le malattie. Il 18 agosto 1978, alle tre del mattino, Dirk Hamer figlio del dr. Hamer, viene ferito da un colpo di fucile sparato dal principe Vittorio Emanuele di Savoia, durante un alterco con dei vicini, mentre dormiva in una barca ancorata nel porto dell’isola di Cavallo. Morì il 7 dicembre successivo dopo 19 interventi ed una terribile agonia. Due mesi dopo questo evento, il dr. Hamer scoprì di avere un tumore al testicolo destro. Durente la degenza in clinica comincio' a rendersi conto che il suo tumore aveva una stretta correlazione con il trauma della perdita del figlio. Essendo un medico oncologo, quindi un addetto ai lavori, gia' nella sua degenza comincio' a commisurare la sua esperienza con altri pazienti affetti dal medesimo male, che avevano tutti, dico tutti senza neppure una sola eccezione, una similare esperienza di grosso trauma all'origine, diciamo come eziologia, della grave affezione Tornato al lavoro in un reparto di oncologia ginecologica, egli provvide a verificare la sua intuizione riguardante la connessione tra evento traumatico ed insorgenza del cancro. Con una serie di interviste sistematiche, rilevò con ancora maggiore precisione che tutte le pazienti ammalate di cancro delle ovaie hanno subito, poco prima di ammalarsi, un trauma di perdita, proprio come era accaduto a lui stesso con suo figlio. Da queste prime osservazioni, comincio' a ricavare un precisissimo, inequivocabile sistema di correlazioni tra cancro ed evento traumatico che lo genera. In memoria del trauma che era all’origine del suo cancro, Hamer chiamo' il trauma biologico che genera la malattia “Dirk Hamer Syndrome” o “DHS”, e “conflitto biologico” lo stato durevole di attivazione simpaticotonica, che si instaura in conseguenza del trauma. In seguito alla pubblicazione di questa prima scoperta, il direttore della clinica oncologica impose ad Hamer di ritrattare le sue affermazioni sulla genesi del cancro oppure di prepararsi a lasciare la clinica.Sapendo che ben presto sarebbe stato costretto a lasciare la clinica, Hamer impegnò tutto il tempo che gli restava al lavoro, nella ricerca e nello studio dei dati a sostegno ed approfondimento della sua teoria, rafforzando la convinzione di una genesi traumatica del cancro. Nel suo lavoro di analisi dei dati, egli si accorse che ogni tipo di cancro sembra corrispondere ad un contenuto specifico del trauma che lo genera e della tensione conflittuale che lo accompagna, proprio “come se fosse la psiche stessa a determinare se e dove si vada a formare il cancro”. Inoltre, Hamer aveva notato che ogni tipo di cancro ha un tempo di latenza (il tempo che passa dalla DHS alle prime manifestazioni sintomatiche) specifico. Riesaminando ed ampliando la sua casistica, con particolare attenzione ai “carcinomi silenti”, Hamer si accorse del fatto che, in tutti i casi, nei quali i pazienti erano sopravvissuti, il conflitto attivato dal trauma era sempre risolto, mentre, i pazienti che erano . non avevano risolto il conflitto. Va sottolineato come nel corso di questa sua prometeica ricerca, Hamer abbia sempre avuto una stretta relazione con suo figlio Dirk, che ha continuato ad apparirgli in sogno, a sostenerlo, incoraggiarlo ed ispirarlo nel suo lavoro e nella pubblicazione delle sue scoperte. Per questo egli considera la NMG come l’eredità di suo figlio Dirk al mondo e si considera l’esecutore testamentario del figlio, nel dare forma a questa scienza e comunicarla al mondo. Dopo la scoperta del nesso tra soluzione del conflitto e decorso di guarigione, Hamer fece una relazione, nella quale presento' ai suoi colleghi della clinica le sue scoperte, avendone come risposta il suo immediato licenziamento. Nel corso della sua ricerca sull’origine psichica del cancro, Hamer cercò di spiegarsi come si realizzi la connessione tra psiche e organo: “Come fa il livello psichico ad agire su quello organico?”. Per rispondere a questa domanda, egli fece l’ipotesi che la comunicazione psiche-organo avvenga tramite il cervello. "E’ strano..." osservo' in numerose occasioni "...che in questa epoca di computer, di programmazione, di cibernetica, non si sia mai presa in considerazione l'idea che via sia anche per noi esseri umani un programmatore centrale che governi tutto il nostro corpo, ovvero in relazione all’insorgenza ed al decorso delle malattie, non si sia mai presa in considerazione la funzione del cervello, ma si considerino queste come il risultato di alterazioni meccaniche, di agenti patogeni, di deterioramento, di aggressioni più o meno casuali" Secondo Hamer, il cervello rappresenta il computer del corpo, regola le attività degli organi, che sono “la macchina”, nei processi di malattia, esattamente come in ogni altro processo. Qualsiasi processo non è causato da un livello esterno, ma interno e accade simultaneamente in modo sincrono, su tutti e tre i livelli. Questo significa che le malattie non sono accidenti casuali che colpiscono il corpo, ma l’espressione di un ben definito programma, guidato dal computer “cervello”, collegato con tutto il resto degli organismi viventi e pertanto, connesso in modo sincronico anche col corpo e con l’attività psichica dello stesso organismo. Sulla base dei dati raccolti e delle sue elaborazioni, Hamer scrisse una tesi di abilitazione alla libera docenza, che, nell’ottobre 1981, presentò alla Università di Tuebingen, con l’intento di far istruire un procedimento di verifica delle sue scoperte, in modo che queste potessero essere messe a disposizione dell'umanita'. Nello stesso anno curò la prima edizione tedesca di questo testo“Kurzfassung der Neuen Medizin” (Riassunto della Nuova Medicina), Edizioni “Amici di Dirk, Colonia 1981. La verifica sarà ripetutamente rifiutata dall’Università, anche davanti all’ingiunzione del tribunale, ed il testo della Tesi verrà più volte rielaborato. Quello che ne resta, dopo le successive rielaborazioni e le successive nuove edizioni, si trova oggi sotto il titolo “Il capovolgimento diagnostico”. Nonostante il clima minaccioso, che si andava sempre più aggravando, con le manifestazioni di ostilità che le pubblicazioni delle scoperte di Hamer riscuotevano nell’ambiente medico, egli continuo' le sue ricerche, concentrandosi specialmente sul sincronismo del decorso delle malattie sui tre livelli: psiche, cervello e organi. L’ipotesi che, dal momento della DHS, si attivi nel cervello un programma, che garantisce il decorso sincrono del processo sui tre livelli, indusse Hamer ad uno studio attento dei processi che, nel decorso delle malattie, si attivano a livello cerebrale. Osservando le TAC cerebrali, la sua attenzione venne attratta da certi segni caratteristici, simili a quei riverberi, che vengono considerati dai medici “artefatti”, cioè effetti dovuti ad un funzionamento difettoso della macchina. I medici erano così abituati a trascurare questi segni, che ritennero non avere alcun valore diagnostico. Di contro l’attenzione di Hamer, nell’esaminare le TAC cerebrali era resa più acuta dal suo intento di cercare, nel cervello, i segni dell’attività del programma responsabile del sincronismo tra livello psichico e livello organico, nel decorso di una malattia. Perciò egli andava notando che uno di questi segni, ritenuti artefatti, nella sua TAC cerebrale e nelle TAC delle pazienti che soffrivano di cancro delle ovaie, era sempre presente ed era sempre localizzato nell’area cerebrale che regola l’attività delle ovaie o dei testicoli. Dalla persistenza della localizzazione del segno, Hamer dedusse che, in effetti, si trattava del segno di una attività cerebrale, collegata con la concomitante malattia organica. Da queste osservazioni egli ricavò, nel 1983, la teoria dei “focolai di Hamer”, come egli chiamò le formazioni a cerchi concentrici, che segnalano l’attivazione di un’area cerebrale. Questi campi magnetici “a bersaglio” sono stati così battezzati dai colleghi di Hamer ai quali egli li aveva mostrati e che, per ridicolizzarlo, li chiamavano “quei buffi focolai di Hamer”. L’individuazione dei focolai di Hamer rappresenta l’ultimo mattone della sua prima legge biologica, che egli chiamò “regola ferrea del cancro”. Dopo questa scoperta, la ricerca di Hamer diventò sempre piu' uno studio sistematico, con distribuzione dei dati su tre livelli, una registrazione di tutto ciò che accade nella esperienza psichica, comportamentale e relazionale dei pazienti. Dall’analisi di questi dati e' nato il sistema di correlazioni, che sta alla base della NMG, tra contenuto della DHS e del conflitto con la localizzazione del FH nel cervello e con la localizzazione e la forma del relativo programma organico. Il programma attivato dalla DHS decorre sui tre livelli in modo sincrono, cosa che permette di prevedere, conoscendo i fatti che accadono in uno di questi livelli, cosa sta accadendo negli altri due. La regola ferrea del cancro è il fondamento del sistema delle Leggi Biologiche: Nel 1983, Hamer comincio' a rendersi conto che quanto scoperto, sulla genesi del cancro e sul sincronismo del processo su tre livelli, non riguarda solo le malattie oncologiche, ma tutte le malattie, quindi comincio' ad usare per i processi patologici non cancerosi, il termine “equivalenti del cancro” o “oncoequivalenti”. Tutte queste scoperte vennero presentate, sempre nel 1983 in una trasmissione della televisione tedesca e ai primi dell'anno successivo vennero riassunte in un saggio dal titolo “Cancro, malattia dell’anima, corto circuito nel cervello, il computer del nostro organismo, la legge ferrea del cancro” edito dalla Casa Editrice “Amici di Dirk”, che nel frattempo aveva fondato. Il questa fase, Hamer vedeva ancora il cancro come il risultato di un disturbo del funzionamento del sistema psiche - cervello - organo, e quindi la catalogava come malattia causata da un trauma che aveva ingenerato un corto circuito nel cervello, ma già cominciava a rendersi conto che la cura di questa malattia consisteva in una collaborazione tra medico e paziente ed in una comprensione profonda, del primo verso il secondo, della sua vita e dei suoi vissuti, e quindi in un aiuto che consenta al paziente di riprendere in mano la sua vita, di riparare naturalmente le sue ferite. Sulla base di questa comprensione delle dinamiche terapeutiche, Hamer continuò ad aprire e far funzionare delle cliniche per i suoi pazienti, ispirate alla sua nuova intelligenza diagnostica e terapeutica, le “Case degli amici di Dirk”: rifugi per malati, per lo più già dimessi dagli ospedali con diagnosi terminali, di una concezione del tutto nuova e rivoluzionaria, fondati sulla collaborazione, sulla funzione terapeutica del gruppo, dell’aiuto reciproco, sulla puntuale conoscenza dei fatti e delle leggi biologiche da parte dei pazienti, che restano sempre a capo del processo terapeutico e dove, soprattutto, questi non si sentono confusi da cinquemila ipotesi, minacciati da continue analisi invasive, da interventi e terapie distruttive, dove si sentano a casa loro, al sicuro, con l’aiuto necessario ad affrontare processi biologici naturali e non necessariamente minacciosi. Nel corso di questa esperienza Hamer diventò ancora più sicuro del fatto che i processi biologici ed esistenziali che chiamiamo “malattie” sono aspetti naturali da seguire e conoscere e non nemici da combattere e che, nel processo terapeutico, il medico deve essere un alleato, un amico dei suoi pazienti e non un padrone: egli deve favorire e procurare tutte le condizioni che fanno sentire il paziente al sicuro, a casa sua, tra amici, circondato dai suoi cari, in un contesto, in cui possa mantenere o recuperare funzioni utili per se stesso e per il gruppo, si possa mantenere attivo, per quanto possibile, e collabori alla vita sociale della casa, in modo da riconciliarsi con tutti gli aspetti vitali dell’esistenza. Non solo la cassa mutua ha sempre rifiutato di sostenere economicamente queste iniziative, ma ogni nuova “casa degli amici di Dirk”, che Hamer tentò di far funzionare, venne sempre chiusa dalle autorità, con i motivi più disparati, compreso quello di irregolarità nella gestione del personale. Nel 1987, Hamer formulò la seconda, terza e quarta legge biologica. Nelle sue esperienze con i pazienti, egli aveva osservato che tipi diversi di cancro o malattie diverse avevano differenti tempi di latenza, dalla DHS alla fase sintomatica; inoltre aveva notato che, prima dell’insorgenza dei sintomi, c’era una fase di stress simpaticotonico, in cui si avevano lievi disturbi, le malattie cosiddette “fredde”, oppure nessun disturbo, mentre, nella fase sintomatica seguente, insorgevano le cosiddette “malattie calde”, con disturbi più marcati, forti, prolungati. Da queste osservazioni, Hamer arrivò a formulare la “legge del decorso bifasico delle malattie (seconda legge biologica). Questa legge afferma che il decorso del programma attivato dalla DHS si sviluppa in due fasi: una fase simpaticotonica di conflitto attivo (dal trauma alla soluzione del conflitto) ed una fase vagotonica di guarigione (dalla soluzione del conflitto al ristabilimento). Hamer aveva notato anche che certi tipi di cancro crescono nella prima fase del decorso o “fase di conflitto attivo”, che insorge subito dopo la DHS, mentre altri si sviluppano nella seconda fase o “fase di guarigione del conflitto”, dopo che il conflitto è stato risolto. Questo spiegava la diversa latenza di tipi diversi di cancro. Per indagare questo fenomeno, Hamer prese a studiare con la massima serieta' l' embriologia, che gli permisero di stabilire che i tessuti derivati dallo strato endodermico dell’embrione e dal mesoderma arcaico, ovvero quelli diretti dalla parte più antica del cervello (tronco cerebrale e cervelletto), presentano una proliferazione cellulare nella fase attiva del conflitto ed una demolizione in fase di guarigione, mentre i tessuti che derivano dal foglietto ectodermico e dal mesoderma recente, diretti dal cervello recente (corteccia e midollo cerebrale), manifestano necrosi o citostasi (arresto della riproduzione cellulare) in fase attiva e ricostruzione in fase di guarigione (terza legge biologica: sistema ontogenetico del cancro). A queste si aggiunge la quarta legge biologica, ovvero la legge che attribuisce una funzione biologica ai microbi (funghi, batteri, micobatteri e in prima battuta anche i virus che pero' nelle successive esplicazioni furono depennati in quanto non cotalogabili come organismi viventi), i quali non solo non ci attaccano dall’esterno per distruggerci, come ipotizza la medicina tradizionale fondata sul mercimonio espresso dal binomio Pasteur/Rockfeller previo il famigerato Protocollo Flexner che associo' imperituramente la chimica dei derivati del petrolio con la farmacologia, ma sono nostri simbionti e svolgono un utile lavoro nel nostro organismo. La quarta legge stabiliva difatti che ogni tipo di microrganismi è specifico per ogni tipo di tessuto e che ha, in quel tessuto, una funzione specifica e sensata da un punto di vista biologico. I funghi ed i micobatteri demoliscono i tumori endodermici e del mesoderma antico, mentre i batteri sono ricostruttori dei tessuti mesodermici ed ectodermici. La proliferazione e la riduzione del numero dei microrganismi, come la loro funzione, viene regolata dal cervello a seconda del bisogno dell’organismo. Hamer chiamò questa quarta legge: il “sistema dei microbi ontogeneticamente condizionato”. Dopo queste scoperte, Hamer cominciò a cambiare idea sul senso delle malattie ed a rendersi conto che queste sono SEMPRE dei processi biologicamente sensati. Vedere le malattie in funzione del tipo di tessuto e della sua derivazione embrionale è una chiave determinante, per arrivare a comprenderne il senso e la funzione. Con questa consapevolezza, da ora in poi, di fronte ad un processo di malattia, Hamer si chiederà sempre “a cosa serve?”, “quale funzione, quale senso biologico ha ?”. Nel 1987, Hamer pubblicò una raccolta delle sue ricerche, comprensiva delle acquisizioni più recenti, corredata da diverse esemplificazioni e resoconti di casi clinici, nonché da una prima sintesi schematica del sistema di correlazioni. Egli intitola questa prima raccolta
“Vermaechtnis einer neuen Medizin“, “Testamento per una Nuova Medicina”, Edizioni Amici di Dirk, Colonia, 1987.
Nel 1994 Hamer formulò per la prima volta la quinta legge biologica, detta "la quintessenza“ che rappresenta la legge della comprensione, dal punto di vista evolutivo, di qualsiasi malattia come parte di un Programma Speciale biologico e sensato della natura (SBS). Con la quinta legge, Hamer pone il suggello a tutta la sua teoria la sua precedente concezione generale delle malattie e si spinge su un terreno teorico affatto rivoluzionario, dove, oltre al capovolgimento diagnostico già operato dalle precedenti quattro leggi, opera anche un cambiamento epistemologico, un capovolgimento del senso delle malattie e del rapporto col proprio corpo, oltre che della relazione degli esseri umani col resto della natura, infatti, mentre nella prima fase del suo lavoro di ricerca, Hamer pensava ancora che la DHS, lo choc biologico, fosse un “corto circuito”, quindi una sorta di guasto del cervello, un fallimento dell’organismo, una degenerazione o aberrazione della natura da correggere o rimediare, ora, con la quinta legge, riconosce che anche quelle che chiamiamo “malattie” sono processi naturali funzionali e sensati, compresa la DHS. Le sue formulazioni scientifiche, il suo modo di impiegarle nella cura dei pazienti e delle vicende della sua vita, gli procurano l’avversione delle lobbies farmaceutiche e anche di potenti logge massoniche e sioniste e lo fecero oggetto di un’incessante persecuzione: privato dell’abilitazione all’esercizio della professione medica nel 1986, ha subito un primo arresto in Germania nel 1997, subendone altri due . sempre per l’accusa di esercizio illegale della professione. .

IL SISTEMA DELLA NUOVA MEDICINA.
Il sistema di correlazioni che costituisce la NM si basa sulle citate cinque leggi biologiche, che descrivono i processi biologici così come li possiamo osservare in natura, se ne seguiamo lo sviluppo senza interferire.
Questi sono costituiti da programmi biologici sensati.
Un organismo vivente dispone di programmi normali, che regolano il funzionamento dei vari tessuti, organi e sistemi organici e provvedono all’auto-mantenimento .
Accanto a questi programmi normali, sono stati codificati nell’organismo anche dei programmi speciali, che entrano in funzione in condizioni di emergenza.
Il nostro organismo è un sistema vivente, esso funziona registrando, elaborando e ristrutturandosi in funzione di tutto ciò che accade. Ogni cosa che accade deve essere integrata. Quando ciò che accade è così improvviso, inaspettato o inconcepibile, le modalità normali di integrazione vengono disattivate e si attiva un programma speciale.
I programmi speciali sono procedure di codifica e di ristrutturazione della memoria biologica: essi sospendono l’organismo in presenza di un’esperienza improvvisa e nuova, costruiscono nuovi circuiti di memoria biologica sia negli organi che nelle cellule. In pratica, essi consentono una riprogrammazione della memoria biologica, del DNA, e inseriscono questa riprogrammazione in una memoria olografica, che si estende, per campi auto-simili, agli altri individui della stessa specie ed a tutta la materia vivente. Queste procedure sono coordinate, nel corpo, dall’encefalo e dal cervello della cellula, che comunicano, per risonanza, con tutto il processo vitale.
Quello che noi chiamiamo “malattie” non sono altro che frammenti di questi programmi biologici speciali, pezzetti di stringhe di informazioni, che attivano procedure. Questo significa che, quando ci ammaliamo stiamo imparando qualcosa di nuovo e stiamo inserendo le informazioni di questo processo nella memoria della specie. Altro che genetica!
Quando ci ammaliamo, quindi, abbiamo l’occasione di acquisire funzioni nuove, se non siamo troppo preoccupati di quelle che perdiamo. Come uno scultore, noi ci plasmiamo nel processo vitale, “per mettere e per levare”, cioè aggiungendo o togliendo qualcosa nel nostro corpo, che è la nostra copia unica della memoria dell’evoluzione della nostra specie.
I programmi biologici speciali e sensati della natura sono gli attrezzi con i quali la specie si è evoluta, producendo individui in forme sempre nuove e diverse e condensando l’esperienza di questa evoluzione nei corpi degli individui attuali. Questi attrezzi sono ancora oggi gli strumenti che usiamo per evolvere e trasformarci.
Ogni trauma attiva un programma SBS. Quale particolare programma viene attivato dipende dal contenuto del vissuto traumatico.
I programmi SBS sono stati codificati nell’organismo in momenti diversi della storia dell’evoluzione della specie e vengono richiamati nelle diverse fasi dello sviluppo embrionale. Quindi li troviamo oggi codificati nei tessuti, in funzione della derivazione embriologica di questi tessuti.
I tessuti derivati dallo strato o foglietto endodermico dell’embrione codificano i programmi SBS relativi alle funzioni di afferrare, inglobare, digerire il boccone e di espellere le sostanze di rifiuto, nonché alla funzione di vomitare il boccone cattivo o velenoso.
Questa funzione è estesa anche al boccone “aria” ed al “boccone suono- informazione acustica”.
Queste funzioni corrispondono al primo livello organizzativo dell’evoluzione della specie, il verme d’acqua e sono regolate da una parte del cervello più arcaico (paleo-encefalo), il tronco cerebrale.
Esse si attivano per traumi in cui non si riesce ad afferrare, ingoiare, digerire un boccone, sputarlo, vomitarlo; oppure non ci si può liberare di escrementi.
I tessuti derivati dal mesoderma arcaico (le “pelli”interne, di protezione), regolati dal cervelletto, contengono programmi SBS che sono stati codificati all’epoca della storia evolutiva corrispondente all’organismo dell’anfibio, e si attivano in risposta a conflitti di attacco fisico all’integrità del corpo.
I tessuti della struttura (ossa, muscoli, sistemi di trasporto, sangue, ecc), derivati dal mesoderma recente e coordinati dal midollo cerebrale, codificano programmi SBS dell’epoca dello sviluppo della vita terricola e rispondono a conflitti di svalutazione.
I tessuti di derivazione ectodermica, regolati dalla corteccia del neo-encefalo, codificano programmi SBS dell’epoca dello sviluppo dell’organizzazione sociale e rispondono a conflitti nell’ambito della relazione (sensibilità, movimento, vita affettiva, posizione gerarchica, ecc).
. Nella nostra forma attuale, corrispondente all’odierna fase evolutiva, stiamo integrando nuovi programmi SBS, mentre viviamo le nostre “malattie”.
Il livello dei fatti biologici costituisce anche la base di un linguaggio comune di tutta la materia vivente, dal momento che i programmi biologici si osservano, con le stesse caratteristiche e lo stesso senso, in ogni creatura vivente.
Il “salto quantico” dell’elaborazione dal livello organico a quello psichico: le costellazioni schizofreniche. Definiamo “costellazione schizofrenica” la presenza di almeno due FH contemporaneamente attivi in due aree del cervello abbastanza lontane da creare una polarità magnetica.Questa attivazione contemporanea altera il ritmo (attività elettrica) dei due emisferi o emiparti, che restano anche sfasati l’uno rispetto all’altro. L’attività combinata di più focolai cerebrali consente di sopravvivere e trovare adattamenti insospettati in condizioni di vita “impossibili” o ai limiti della sopravvivenza. In molti casi, la costellazione di conflitti consente di trovare adattamenti e risorse, in una sorta di equilibrio fluttuante nella conflittualità.Altre volte, la costellazione consente di trovare risorse “sovrumane”, sospendendo i programmi speciali a livello organico e configurando un cosiddetto “disturbo psichico”. Il senso della costellazione, in questo caso, è la possibilità di “scendere dal mondo”, uscire dalla realtà condivisa per elaborare su altri piani di esistenza, dove trovare le risorse per uscire da condizioni impossibili.Le costellazioni schizofreniche ci permettono di spiegare i disturbi psichici e psichiatrici ed il loro “sovrasenso biologico e psichico”, cioè la loro funzione (psichiatria su tre livelli). Esse ci aiutano anche a spiegare gli stati di coscienza alterati, la meditazione, il channeling, le esperienze medianiche e vari fenomeni para-psicologici.
La conoscenza delle leggi e dei programmi biologici getta nuova luce anche sulle dinamiche relazionali e sociali. Anche in questo senso, la medicina scoperta da Hamer può essere considerata la base di un nuovo modo di vedere e di vivere la vita.

giovedì 29 giugno 2023

DICK E RICKE GEERD HAMER NEL NOSTRO FUTURO ANTERIORE

 

La medicina che esce fuori dalla impietosa analisi della metodologia profondamente sbagliata dei protocolli nosologici,  cede in toto alla diversa impostazione di Ricke Geerd Hamer che  e' la scintilla per una comprensione del profondo rapporto che lega il cervello con il corpo e le varie manifestazioni attraverso i diversi organi così come accennato nel precedente articolo.  E' piuttosto noto che la straordinaria teoria di Hamer e le sue famose 5 Leggi Biologiche  siano scaturite dal trauma profondo per l'uccisione del figlio Dick Hamer da parte del principe Vittorio Emanuele di Savoia nel 1978, ingenerando ad una serie di considerazioni che lo portarono a individuare nuovi parametri nella eziologia di tutte le malattie  La  medicina, cosidetta tradizionale, segue con  malafede, la metodologia scientifica dell'analisi dei fenomeni, senza per questo potersi minimamente annoverare come fenomenologia, ma rientrando a tutto tondo nella pretestuosità e forzatura, tipica del procedimento statistico, cui è da addurre ogni conclusione e significanza della sua essenza: un gigantesco, sterminato "effetto pompieri" che si insinua in ogni sua formulazione e stesura di protocolli nosologici. (effetto pompieri come giustamente osservato da Hamer e' quella conclusione a cui si puo' arrivare in mancanza di un corretto punto di vista, osservando che ad ogni incendio corrisponde un apparire appunto di pompieri fino ad arrivare alla semplicistica conclusione che associa i pompieri all'incendio facendone i responsabili) Questo e' proprio il medesimo meccanismo che e' alla base della iper semplicista teoria della perniciosita' dei microbi, centrale nello spirito della medicina convenzionale, ideata da un furfante come Pasteur, per accaparrarsi i proventi delle nascenti grandi compagnie di farmaci  Un grande disprezzo per la medicina dunque, anche perchè in tale sua forzatura, per forzarne e imporne i termini, ha sempre dovuto far ricorso alla "paura" la più nefanda delle emozioni che ha ereditato dagli antichi stregoni del villaggio e verificato l'efficacia in grandi calamità collettive tipo una epidemia come osservava Manzoni a proposito della peste di Milano "cabala ordita per far bottega sul pubblico spavento" (e qui, detto per inciso, ci sarebbe a lungo di che parlare) Si in effetti ho il massimo disprezzo per la medicina, non le riconosco nessuno dei meriti cui un pò semplicisticamente le si attribuiscono: non credo assolutamente nella teoria dei microbi di Pasteur e propendo semmai per l'affermazione di Bernard "il microbo è niente, il terreno è tutto"  non credo nei vaccini e meno che mai credo nella medicina preventiva il cui unico scopo è quello di diffondere la paura della malattia anche quando non c'è, non credo in tutte le sofisticate macchine che non fanno altro che avallare le malefatte della diagnosi, ecco l'unica cosa in cui sono disposto a dare un minimo di credo è il supporto che essa può offrire in caso di effettivo trauma e di lenimento del dolore.

Quindi si tratta di una medicina di rimozione, cioè chirurgica e di anestesia Il  disgusto poi  dalla medicina tradizionale e' aggravato dal  mercimonio che essa di concerto con le lobbies farmaceutiche (più lucrose dell'industria degli armamenti internazionali) opera su noi poveri, fin troppo "pazienti" . un non troppo dissimile ragionamento va riservato alle cosidette medicine alternative, ovvero tutte quelle tendenze, prescrizioni, metodi, anche diverse scelte di vita, che proprio facendo leva sui fallimenti e le insufficienze della medicina tradizionale, optano per soluzioni differenti (omeopatia, fitoterapia, agopuntura, massaggi, etc.) che appunto vengono definite alternative; ma di alternativo c'è solo il metodo, difatti anche per queste, chiamiamole terapie, la malattia è sempre il nemico, una "brutta cosa" da combattere con ogni mezzo, foss'anche un fiore, una bacca o un rituale da cadenzare, come fa una mia amica di Palermo coi suoi "namastè"  Non si esce da questo abbaglio se non decideremo di cambiare radicalmente punto di vista, se non utilizziamo un altro indice referenziale, ecco come faceva Milton Erickson, forse qualcosa di ancora più categorico del diavoletto di Maxwell, non un angolo della stanza, ma proprio un'altra stanza. Non potremo mai tentare un approccio verso la nostra biologia, verso il nostro corpo, finchè non adotteremo qualcosa di veramente alternativo alla stereotipata concezione che vede la natura come qualcosa di maligno sempre pronta ad un cieco e casualissimo attacco verso la nostra presenza in una sorta di anghingò "a te si e a me no" dove vengono usati parametri a dir poco fantasiosi (una sfiga biologica, qualche volta addirittura genetica, supposte cattive abitudini di vita, il fumo, l'alcool, il caffè, il sale, lo zucchero e chi più ne ha più ne metta e ciliegina sulla torta quel velleitario ma manipolabilissimo strumento statistico che può fare del pompiere il responsabile degli.incendi)
E' gia il termine "malattia" che è insufficiente, anzi radicalmente sbagliato, non c'è alcun male nel suo processo, ma anzi come per i batteri, i funghi e anche i virus, si tratta di un qualcosa di estremamente utile, dato che si tratta di un sensatissimo processo biologico che cerca di porre riparo ad una forzatura in cui la nostra entità corporea è stata fatto oggetto da un ambiente, non maligno e neppure ostile, ma semplicemente indifferente alla nostra "presenza" e pertanto una sorta di geometrale di traumi di adattamento e relativi conflitti. Il punto e' che in una medicina rappresentata da  una realta' mortificata appunto dalla presupponenza delle diagnosi e anche delle prognosi, non v'è altra strada che quella di perseguire "altro" magari facendo leva su quell'immaginario che in matematica si e' ottenuto proiettando i numeri negativi. la teoria di Hamer con le sue 5 Leggi Biologiche rappresenta  quel pervenire ad un diverso registro dopo aver passato in rassegna quello del Reale e quello dell'Immaginario : il registro del Simbolico ovvero quel "rimettere insieme = sum - ballein" cio' che la natura e quindi la biologia ci da' per assiomatico : la connessione mente/corpo nell'eziologia di tutta l'essenza vitale e non soltanto della specie umana, un adattamento all'ambiente che ha contrassegnato la storia della vita nel nostro pianeta .Ciascuna epoca preferenzia nel suo adattamento al mondo delle modalita' differenti : ai tempi dei Romani era lo Stato come entità sovranazionale, con l'avvento del Cristianesimo è subentrato quello religioso e catartico dove l'uomo era in netto sottordine ad un ipotetico dio e la sua azione demandata ad un ipotetico al di là, molto ripreso dal concetto di iperuranio di Platone, con la Rivoluzione industriale il referente umano ha subito un'altro spostamento, non più un dio, ma la macchina. ecco la macchina è diventata il paradigma su cui impostare ogni co-relazione, una macchina coi suoi ingranaggi, i suoi pezzi che possono rompersi ma possono essere aggiustati e anche sostituiti - è innegabile che lo stesso paradigma è stato utilizzato dalla medicina tradizionale ma anche da quelle alternative : il corpo funziona e si deteriora, ma può essere ri-aggiustato, cambiato questo o quel pezzo - quindi l'operatore di detta, o meglio cosidetta, scienza si configura come aggiustatore, come meccanico, ma ahiahiai il materiale grezzo dove questi signori, ex stregoni, ora medici, si trovano ad operare...eh si! siamo proprio noi, etichettati non a torto con il termine di "pazienti" che pazientemente entriamo nell'officina e attendiamo di uscirne riparati.

SPECIFICITA' DEI FOGLIETTI EMBRIONALI

 

Bisognerebbe catalogare sintomo per sintomo  secondo l'accezione simbolica che al processo della malattia da' Hamer  e quindi partire dai  i foglietti embrionali. Anche su questa faccenda dei foglietti embrionali e il loro ruolo nella specificita' delle varie affezioni che colpiscono il corpo, l'opera di Hamer è ineccepibile:   gli embriologi tradizionali hanno suddiviso  lo sviluppo embrionale secondo i tre cosiddetti foglietti embrionali: l’endoderma, il mesoderma e l’ectoderma, che si formano dai quali derivano tutti gli organi ed ogni cellula del corpo. Per la precisione  la medicina ufficiale non si era mai interessata in modo particolare a questi foglietti embrionali,  nessuno ne aveva intuito la loro importanza e difatti anche nelle universita' ai corsi di medicina l'embriologia e' una materia complementare . Questa è la causa del perché nessuno era riuscito ad applicare un sistema alle cause del cancro, e non solo del cancro, ma di tutte le affezioni che ci colpiscono nel nostro essere in relazione con un mondo che ci impegna.
La 3^ legge di Hamer cioè "il sistema ontogenetico dei tumori e degli oncoequivalenti", classifica tutte le malattie secondo l’appartenenza ai foglietti embrionali, classificandole secondo la loro storia evolutiva o secondo i criteri dei vari foglietti embrionali. Si può costatare che le malattie che appartengono allo stesso foglietto embrionale presentano anche altre caratteristiche e particolarità comuni. Ad ognuno di questi foglietti embrionali appartiene una specifica zona del cervello, a causa dalla storia evolutiva, una particolare istologia, specifici microbi imparentati al foglietto embrionale e oltre a questo anche ogni cosiddetta malattia, meglio nominata programma speciale biologico sensato della natura (SBS), secondo un senso biologico comprensibile alla luce dei parametri della storia evolutiva.Le cellule o gli organi che si sono evoluti dal foglietto embrionale interno hanno i relè, cioè i punti di comando dai quali vengono diretti, nella parte più antica del cervello. Anche lì troviamo una locazione sistematica che inizia dorsalmente a destra con le malattie della bocca, della cavità naso-laringea e prosegue in senso antiorario seguendo il tratto digerente per finire con il sigma e la vescica. Dal punto di vista istologico, in queste zone, tutti i carcinomi sono adenocarcinomi senza eccezioni. Gli organi appartenenti a questo foglietto embrionale fanno in caso di cancro aumento cellulare con tumori compatti di tipo adenoidale, come per esempio nel fegato, nell’intestino, e nel polmone (a focolai rotondi).Tutte le cellule o gli organi che si sono sviluppati dal foglietto embrionale esterno hanno i loro relè nella corteccia cerebrale, la parte più giovane del nostro cervello. Tutti loro fanno in caso di cancro diminuzione di cellule sotto forma di ulcere o diminuzione funzionale al livello organico, come per esempio nel diabete o nella paralisi. Nel foglietto embrionale medio differenziamo tra un gruppo più antico ed uno più giovane. Le cellule o gli organi appartenenti al gruppo più antico del foglietto embrionale medio, hanno i loro relè nel cervelletto, cioè appartengono al cervello antico e creano anche loro in caso di cancro tumori compatti di tipo adenoidale nella fase di conflitto attivo, per esempio nel seno, nei melanomi, nei mesoteliomi del pericardio, della pleura, e del peritoneo.Le cellule o gli organi appartenenti al gruppo più giovane del foglietto embrionale medio, hanno i loro relè nella
sostanza bianca cerebrale e fanno, in caso di cancro, nella fase di conflitto attivo, necrosi o buchi nei tessuti, cioè diminuzione di cellule, per esempio nell’osso, nella milza, nel rene o nell’ovaio.La 4° legge di Hamer cioè "il sistema ontogenetico dei microbi", classifica i microbi secondo la loro appartenenza ai tre foglietti embrionali, in quanto ogni gruppo di organi correlato ad un dato foglietto embrionale si associa anche a microbi specifici per lo stesso foglietto embrionale. Insieme alla programmazione dei nostri organi da parte del nostro computer cervello sono stati programmati anche i nostri fedeli lavoratori specializzati: i microbi.
Questo comporta che i microbi più antichi: funghi e  micobatteri sono responsabili per l’endoderma, ed in parte per il

mesoderma del cervelletto, e in ogni caso solo per gli organi governati dal cervello antico, quelli più recenti, cioè i batteri, sono responsabili per il mesoderma e per tutti gli organi da esso formati, e che i microbi più giovani, cioè i virus, che in senso stretto non sono veri microbi, e quindi non veri e propri esseri viventi, sono responsabili esclusivamente per l’ectoderma o per gli organi governati dalla corteccia cerebrale.Essere "responsabile" vuol dire in questo contesto che ogni gruppo di microbi elabora solo un determinato gruppo di organi, che appartengono allo stesso foglietto embrionale, cioè si sono evoluti da esso. Forma un eccezione la "zona limitrofa" degli organi governati dal cervelletto mesodermale, che vengono elaborati sia (prevalentemente) dalle micosi e dai micobatteri ma anche (meno di frequente) dai batteri, che normalmente sono responsabili per gli organi governati dalla sostanza bianca cerebrale. Il momento, da quando possono attivarsi i microbi, non dipende da fattori esterni, come si era supposto finora, ma viene comandato esclusivamente dal nostro computer cervello. La 2° legge di Hamer, "la bifasicità di tutte le malattie in caso di soluzione del conflitto", dice che tutti i microbi, senza eccezioni, lavorano esclusivamente nella seconda fase, cioè nella fase di guarigione (fase pcl), iniziando con la soluzione del conflitto e terminando alla fine della fase pcl. La fase di guarigione è molto differente nei tre foglietti embrionali. Con l’inizio della fase pcl gli organi governati dal cervello antico demoliscono i loro tumori con l’aiuto dei microbi specializzati, mentre sempre dall’inizio della fase pcl, i buchi e le ulcere degli organi governati dal neoencefalo vengono riempiti con l’aiuto di virus e batteri comportando edemi. Tutti i microbi sono più o meno specializzati, non solo per quanto riguarda gli organi che devono riparare, ma anche riguardo al lor modo di lavorare Più si avanti nell’evoluzione filogenetica, più si sono evoluti e complicati i programmi del nostro cervello. Siamo arrivati dai programmi più antichi, arcaici del tronco encefalico, attraverso i già più complicati contenuti dei conflitti del cervelletto, passando per i programmi già abbastanza complicati della sostanza bianca cerebrale, fino ai contenuti dei conflitti corticali, che vengono governati dalla nostra corteccia cerebrale. Il famoso schok biologico (La DHS) comprende non solo lo schok conflittuale acuto e drammatico, che ci ha colto "sul piede sbagliato", ma nello stesso istante tutto è già programmato. In caso di una DHS, si forma un focolaio di Hamer (HH), una cosiddetta configurazione a bersaglio cerebrale, le zone organiche corrispondenti a questo HH reagiscono con un processo pertinente al foglietto embrionale cui appartengono: o con aumento di cellule o con diminuzione di cellule, buchi o ulcere (tumori scavati nella pelle o nella mucosa) o con un disturbo funzionale, nel caso dei cosiddetti oncoequivalenti. Tutto ciò che non è cancro è oncoequivalente, simile al cancro, e vengono così considerate tutte le cosiddette "malattie" della medicina, in quanto la nostra parola "malattia" mostra sempre solo o una fase di conflitto attivo o una fase di conflitto risolto. Anche dalla locazione degli HH possiamo riconoscere con esattezza di che tipo di contenuto biologico di conflitto si deve trattare. Dal cervelletto in poi diventa importante la lateralità per stabilire su quale lato del cervello il paziente lavora. Perciò vale per tutti i relè del cervelletto e dell’intero neoencefalo che la correlazione dal cervello all’organo è crociata. Nel tronco encefalico la lateralità non ha importanza. Ogni SBS contiene un senso biologico comprensibile alla luce dell’evoluzione che dipende pure dall’appartenenza al foglietto embrionale. Questo è molto importante se non addirittura una colonna portante per la comprensione dell’intera teoria di Hamer.  La soluzione dell’enigma del "perchè ci ammaliamo" stà nel prendere in considerazione l’appartenenza ai
foglietti embrionali e la localizzazione specifica dei relè cerebrali per ogni organo. Così troviamo un vero e proprio ordine per tutti i cancri e gli oncoequivalenti, che erano ogni volta solo una singola fase del processo, e troviamo anche i sintomi e la correlazione con la fase complementare. Diciamo, che si potrebbe finalmente comprendere che la causa del processo di una malattia, che agisce all'unisono su tutti i livelli (psiche, cervello, organo) e possiamo costatare che, non tanto la natura, quanto la vita organica, ha sviluppato un sistema/processo, proprio per conservare se stessa nel suo relazionarsi con un mondo/natura che non sembra prenderci nella debita considerazione: Conviene, quindi prestare una particolare attenzione a questa nostra specificità di essere viventi in relazione ad un mondo che ci ignora e non ci conosce e dare la debita importanza appunto ai nostri foglietti embrionali, perchè, comincio proprio a pensare che alla fin fine, si trova lì la chiave di comprensione per i processi e le leggi biologiche del nostro organismo, come anche per la comprensione delle correlazioni biologiche necessarie tra l’organismo umano ed il mondo che ci ospita, ribadisco, non conoscendoci. Facciamo insomma in modo, perlomeno di conoscerci noi!

venerdì 5 maggio 2023

FISICA SENZA ECONOMIA

Svincolata dal noioso iter, diciamo cosi’ Newtoniano, la fisica diviene  una materia molto simile alla filosofia ed ecco allora che scatta l' interesse, addirittura la passione  : Heisenberg, Pauli, Schrodinger, Dirac, Bell,  quella nuova definizione “fisica quantistica”, che magari si rifaceva piu’ a Leibniz che a Newton, ovvero la “vis viva” promanante da noi e non da fuori, in-sistente e non ex-sistente, applicata in quel calcolo infinitesimale con proiezioni di numeri negativi, cioe' numeri immaginari rendeva il tutto anche per il passato, infinitesimamente piu’ stimolante. L’effetto della doppia fenditura, l’entenglement, l’effetto farfalla, il principio di indeterminazione su particella e flusso, l’equazione d’onda e il suo collasso e poi dai, quel gatto vivo o morto riferito giustappunto al collasso d’onda: i campioni della nuova fisica Heisenberg, Schrodinger, avevano tutti i crismi per assurgere ai nuovi campioni della conoscenza, assieme a quelli piu’ collaudati della vecchia filosofia da Leibniz a Kant, saltando a pie’ pari l’improponibile Hegel (improponibile per chi come me ritiene la rivoluzione industriale la quintessenza dell’abominio della nostra civilta’ e altresi considera tutta la pratica e il teorico ad essa correlato - illuminismo, rivoluzione americana, rivoluzione francese, massoneria, cosidetta scienza economica e vari pseudo teorici tipo Smith, Ricardo, Say, Malthus, etc. del ciarpame derivato da quell’unica mentalita’ mercantile che io preferisco chiamare bottegaia) Si obiettera’ : ma come tu ritieni la rivoluzione industriale un passo indietro dell’umanita’ e anche la Rivoluzione Francese, il principio dei diritti e della liberta’, dell’eguaglianza dell’uomo un abominio? In realta’ io dico e sono in grado di dimostrare con lo studio, la conoscenza e un po’ di capacita’ di ragionamento, che a proposito de la piu’ famosa delle rivoluzioni, quella francese del 1789, fu solo una farsa, come d’altronde tutte le piu’ strombazzate pandemie della storia, non diversamente che per gli altri pseudo cambiamenti socio/politici passati alla storia come rivoluzioni o anche guerre, mettendoci magari l’epiteto di “indipendenza”, di “successione” , di “secessione”, oppure dandogli un nominativo piu’ colorito, trasferito da qualche oggetto o luogo  del contesto:  “ guerra delle tre rose, guerra del te’, guerra dell’oppio, rivolta dei garofani , rivoluzione d’ottobre , rivoluzione delle camicie nere,  marcia del sale,  primavera di Praga”….e chi piu’ ne ha piu’ ne metta. Massimo comun denominatore di tutti questi sconvolgimenti, la assoluta falsita’ rispetto a quello che dovrebbe essere un raccontato  obiettivo e veritiero sulla storia  e questo non proprio da sempre, ma in ispecie con l’avvento nella storia del mondo dell’eta’ dei mercanti, o bottegai ovvero con il progressivo affermarsi di una classe sociale , la borghesia che pone alla base del suo stesso essere e di ogni possibile giudizio di valore :  il denaro, il mercato, lo scambio.

Ci si potrebbe domandare : ma perche’ prima nell’eta’ dei guerrieri ancora in auge non avveniva lo stesso? Il denaro non aveva questa rilevante importanza? Un Crasso non era l’uomo piu’ ricco di Roma  e per questo aveva accesso alle cariche piu’ prestigiose della Repubblica? E poi la stessa differenza fra patrizi e plebei non era,  tutto sommato, ascrivibile a questioni di censo? … “Cesare il popolo chiede sesterzi” dice una simpatica freddura… “no vado dritto” risponde il condottiero, mostrando così anche  a livello di barzelletta che tutto sommato l’andare diritto, ovvero per una strada che non comporti alcuna deviazione, alcuna sterzata dal cammino del grande interesse dello Stato,  può anche essere contemplata, ma il sesterzio o “se-sterzo” non sara’ mai il cammino principale. Ecco mettiamoci un Feynman ante-ante litteram alle prese con il suo integrale sui cammini e questo tragitto diritto, senza sterzate del piu’ grande degli antichi romani : quale credete che sarebbe stato quello piu’ rispondente alle migliori opportunita’????
In sostanza il denaro diviene sempre piu’ importante con il corso del tempo ma in eta’ dell’argento e quindi dei guerrieri resta sempre in auge  la famosa risposta di di Marco Furio Camillo al “Vai victis” di Brenno : “non auro, sed ferro, reuperanda patria est” ;  così e’ anche nel periodo medioevale, con le Cattedrali, con la Cavalleria, in un Poema come la Divina Commedia di Dante Alighieri, con personaggi come Federico II, ma così non sara’ più con l’Umanesimo impostosi come nuova modalita’ di essere al mondo, grazie alla grande pandemia del 1348 e ad una sensibilita’ fondata su di un egoistico individualismo dove può fare enorme breccia la paura e un codice di rappresentazione della realta’ fondato su di una convenzione riduttiva desunta da un codice non verificabile, come quello di un immaginario classico. 
 Assunto quindi il principio che alla origine di ogni sovvertimento sociale  c’è sempre un potere costituito  e organizzato secondo ferrei dettami di precisi interessi economici, e che il tanto ipocritamente e buonisticamente  strombazzato popolo conta, ed e’ sempre contato meno del due a briscola, torniamo ai nostri interessei di fisica teoretica nell’accezione quantistica  per vedere se siamo in grado di stabilire una sorta di continuum con quelle forze che al potere bottegaio con relativi garzoni si e’ sempre opposto. In eta’ prebottegaia abbiamo figure come gli Imperatori germanici che lottarono sopratutto contro il Papato Federico Barbarossa, Federico II detto lo Stupor mundi,
ma con l’avvento del potere mercantile (i banchieri, i commercianti, l’emergente borghesia) trovata una nazione guida l’Inghilterra e poi strutturatosi in una vera setta la Massoneria, la Rivoluzione Industriale di meta’ del settecento, di cui abbiamo precisato il ruolo di acutizzazione del principio economico, realizzando il connubio con un altro elemento che diverra’ indissolubile al suo spirito : il tecnicismo con l’esaltazione del ruolo della macchina come nuovo paradigma a cui riferire la stessa essenza umana, e’ un qualcosa, non a caso di  primogenitura anglosassone , proprio in quanto altamente rappresentante dello spirito commerciale della emergente classe borghese , che come abbiamo avuto modo di osservare ha una originaria localizzazione nazionale in una specifica nazione l’Inghilterra  che aveva giustappunto scelto il commercio e il denaro come elementi di connubio con la propria tradizione – un qualcosa,  attenzione che nessuna altra nazione, specie in termini di vertice aveva mai operato, facendo oggetto di scambio il  proprio lignaggio aristocratico con non meglio precisati meriti di censo, in relazione al quale si poteva annoverare la spregiudicatezza ma anche vere e propri portamenti banditeschi e criminali. Le opposizioni al galoppante spirito bottegaio vengono unicamente da quei popoli, quelle civilta’ che si rifanno alla tradizione e pongono alla base del loro vivere sociale un certo conservatorismo dello spirito appunto di tale tradizione, venendo tuttavia ampiamente a contatto soprattutto con il tecnicismo dei tempi. E’ il caso dei Grandi Imperi della terra, quello Russo, quello austro ungarico e ultimo quello Germanico dopo l’unita’ sotto la guida prussiana di tutti i regni e ducati tedeschi. Un quarto Impero ma in grande decadenza e’ quello cinese, che tornera’ alla ribalta mondiale solo con l’adesione alla teoria comunista di cui ne elaborera’ una versione di carattere orwelliano . Un ulteriore Impero potrebbe essere annoverato nel Giappone, ma non nel XVIII e XIX secolo;  la sua rilevanza comincera’ ad essere pronunciata  solo con l’inizio del XX secolo, prima nel contrasto con un altro Impero, quello Russo , ma successivamente venendo a trovarsi in rotta di collisione con il piu’ ipocrita degli imperi,  quello statunitense che rifugge da tale epiteto e contrabbanda parole di untuoso buonismo : liberta’, democrazia, ma  è in verita’ l’erede piu’ che legittimo della bottegaia Inghilterra della quale ha fortemente  esasperato i principi,  sviluppando come mai prima si era visto, un consumismo dilagante ed un tecnicismo spersonalizzante, dandosi anche quel lustro teorico che gia’ l’Inghilterra si era accaparrata prezzolando pseudo intellettuali come i gia’ citati Smith, Say, Malthus e compagnia. In tutto questo complesso assunto si ravvede il distinguo tra popoli di terra e popoli di mare  operato dal filosofo geo politico Carl Schmitt  nel lontano 1942 . Liberalismo era stata chiamata alludendo ipocritamente alla liberta’ questa sotto teoria e con la solita mancanza di originalita’ l’america si e’ andata stringendo sotto l’etichetta di “neo Liberalismo.  Comunque sia contro questi Imperi le forze bottegaie , ovvero l’  Inghilterra coadiuvata prima dal suo impero coloniale  ed anche abilmente coinvolgendo nelle sue camarille  altre nazioni europee meno rilevanti come  Francia, Italia, Belgio, Olanda, Serbia, Grecia ed infine passando totalmente il testimone agli Stati Uniti dopo la seconda guerra mondiale, hanno sempre visceralmente e spasmodicamente combattuto. Si crede ingenuamente che il grande nemico dell’Inghilterra sia stato Napoleone, assolutamente non e’ così Napoleone ha rappresentato solo una forma di esasperazione di un movimento, la Rivoluzione francese, che la Massoneria inglese aveva perfettamente contemplato nei suoi piani di egemonia mondiale, e che proprio l’imprevedibilita’ dell’ascesa al potere di un parvenu,  aveva costretto a correre ai ripari. Sconfitto Napoleone a Waterloo, piu’ pero’ da Radetzski e da Blucher che da Wellington, la palma del potere europeo era stata colta da quel personaggio eccezionale che fu il Principe Metternich e finche ‘ fu operativo lui, l’Inghilterra dovette rinfoderare le sue mire egemoniche europee.
Un periodo alquanto lunghetto perlomeno fino al 1848/49, quando non a caso l’inghilterra tramite i suoi faccendieri, tipo i  Rotschild, prese a fomentare le varie aspirazioni nazionaliste dei popoli  (Sicilia, Lombardo Veneto in Italia,  Ungheria, Boemia ) ed anche a creare discordie e contrasti nello stesso Impero austriaco. Con il 1849 si registrano le ultime vittorie di reazione degli Imperi conservatori e tradizionalisti, ma ecco che appena qualche anno dopo i bottegai tornano alla carica sfruttando la crisi dell’impero turco ottomano (non contemplato nella precedente elencazione per la poca rilevanza del suo impianto) e l’occasione della guerra di Crimea: perfino il risibile regno di Sardegna viene coinvolto nel conflitto fidando sulla compiacenza di uno dei piu’ solerti faccendieri dei Rotschild : quel Camillo Benso di Cavour annoverato tra i padri della patria unitamente ad un esaltato visionario (Mazzini) un brigante arruffapopoli (Garibaldi) ed un re cialtrone tipo Miles gloriosus. La miccia torna a riaccendersi e nel giro di due anni (1859- 1861) l’Inghilterra riesce a sconvolgere in suo favore non poco l’equilibrio europeo. Crea difatti  una nuova nazione sua vassalla (l’Italia) indebolisce sensibilmente l’Impero Asburgico che fa scrociare con la Francia, indebolendo anche quest’ultima (Solferino) , ratifica e afferma la sua influenza in Sicilia anche in virtù di profique iniziative commerciali (i famosi principi sotto il vulcano Ingham, Woodhouse, Whitaker),  propizia di li’ a poco uno scontro fratricida tra Austria e Prussia, non puo’ impedire pero’ l’affermazione della Prussia  nello scontro contro la Francia (1870). Tornera’ all’assalto nel 1914  favorendo una guerra fratricida dell’Europa e anzi riuscendo a coinvolgere gli Stati Uniti e ingenerare la Prima Guerra Mondiale che fara’ piazza pulita degli Imperi del territori europei . Come spesso avviene nella legge del mondo, il paradosso si insinua nei suoi anfratti e difatti il trionfo verso i Paesi Europei deve passare il testimone agli
USA che diventano i nuovi iper bottegai del mondo e l’Inghilterra passa da padrone a garzone  in una dialettica che un filosofo tedesco aveva dato per scontato (fenomenologia dello spirito di Hegel) e che un altro tedesco Karl Marx ha cercato di tradurre in termini prettamente economici (non a caso sotto parcella di un industriale con spiccati interessi in Inghilterra  Friederic Engels)

UN PO' PIU' IN LA'

Non sempre le credenze stanno in cucina  Ah no!? e dove?... bhe! anche un po' piu' in la', in salotto, in ingresso, su di un terrazzo, persino nel bagno. Tu parli di credenze antiche, quelle della nostra infanzia, dove si andava a rubare la marmellata!? Credenze antiche, antiche credenze, fai un pò tu; una cosa è certa, c’era di tutto in credenza, ci trovavi di tutto, marmellata, biscotti, cioccolata, anche quella colle nocciole, il barattolo della Nutella, ma non solo dolce, anche salato, rustico: scatolette di tonno, di sardine, cetrioli sotto aceto, buatte di pomodoro e anche estratto, pane in cassetta e bottiglie di olio che venivano da una regione dove l’olio è eccezionale. A proposito di questa regione , ecco mi ricordo proprio di un paesetto di un suggestivissimo scorcio con tanto di monticiattolo e pineta sulla sommità del monte, dove la sera avevano messo gli altoparlanti collegati con un giradischi e si ballava in una estatica atmosfera, propiziata dallo scenario, ma anche da un paio di ragazzette davvero super

“uh! ma guarda ti chiami come un fiore, che è anche il nome della più bella novella di Hermann Hesse!” Certo ne è passato di tempo, ma poi non tanto, se il cantante di cui proprio in quel momento attaccava la canzone “accoccolati ad ascoltare il mare….” ce lo ritroviamo ancora oggi, d’accordo un pò mummificato, a presentare il festival di Sanremo. Atmosfera estatica, trasognata, a ballare con la ragazzetta tra i pini che svettavano su nel cielo, con una grande luna piena, irrealmente luminoso, quasi fosforescente screziato da allungate ombre nere. Magnifico no? bhe si, ma….c’era un ma, ed era occasione di grande sfottò dei miei amici, che seminascosti dietro una siepe, continuavano a pigiare sul pulsante di quella dannata Nikon F col Photomic, in cui ogni scatto, rumorosissimo, un vero e proprio “kataclang” era una specie di colpo per il mio blasone di Casanova. “proprio un bel Casanova il nostro amico”, riferivano al nuovo arrivato “ma lo sai della sua ultima conquista? ce l’hai presente quel film con Manfredi e Mario Carotenuto che si beve l’acido muriatico?” “si certo un film di un paio d’anni Girolimoni il mostro di Roma!”
“ecco appunto altro che Casanova, lo abbiamo soprannominato Girolimoni, la sua ultima conquista ha, si e no tredici anni”” che stronzi che siete” ero intervenuto piccato “ tra l’altro se l’aveste visto bene quel film, sapreste che Girolimoni era del tutto innocente, il nome è rimasto nell’immaginario popolare come sinonimo di mostro, semplicemente perchè il fascismo non voleva ammettere di aver preso una cantonata e quindi vietò alla stampa di dar rilievo alla sua scarcerazione e alla sua conclamata estraneità ai terribili fatti dell’uccisione e violenza di ragazzine, tra l’altro molto ma molto più piccole di tredici anni, bambine di due tre anni, i tredici anni di cui voi tanto ironizzate sono quelli delle fotografie di David Hamilton, ecco andate a vedervi il film Bilitis, oppure ispiratevi al Proust de “all’ombra delle fanciulle in fiore”
“si ha ragione “ confermò il nuovo arrivato “quel nome è rimasto erroneamente come epiteto di mostro anche perchè quel coglione di Mussolini, quando gli fu riportato il nome disse perentoriamente “e’ lui! di sicuro è lui! anche questo suo nome “giro - limoni” da’ subito l’idea di contorto, di perverso” ; bhe! meno male che era venuto Marco, colla sua intelligenza e anche cultura, forse si sarebbe un pò arginata la montante campagna di sfottuta di quegli amici di Rieti e difatti aveva fatto subito di più “ma poi scusate chi dite quella ragazzina mora, coi capelli lunghi, piccolina si, ma davvero stupenda???””eh si proprio lei!”Bhe!? ma l’avete visto il fratello?” Ecco ora “annamo proprio bene...” e chi glielo levava più dalla mente a quei ragazzi di Rieti, quasi tutti un pò fascistelli, che tutti i romani non sono solo maniaci e pedofili, ma anche froci!
Credenze sempre credenze che come detto, specie quelle più antiche, non stanno solo in cucina, ma a volte altrove, persino fuori di casa, in un terrazzo o anche in un cortile, così quella credenza in quel paesino di mezza montagna, dove, ancora lei, veniva a prendere, patate, fagioli in scatola e pur essendo tutt’altro che biondina, l’insalata alla ricciolina. Caldo pomeriggio d’estate, atmosfera pesante e umida, tipo quella di un film di
più di 10 anni dopo con Elena Sofia Ricci, laddove però la credenza era posta si in cucina, ma una cucina posta in una veranda che si apriva in una sorta di orto . Galeotto non fu il libro, ma piuttosto quella irreale circostanza di quasi assoluto silenzio dove l’unica cosa che da lontano si udiva, era la voce del telecronista della partita di pallone dei campionati del mondo in Germania; si d’accordo l’Italia era stata malamente eliminata e c’era stata anche quella incriminata scena del giocatore Chinaglia che stizzito aveva lasciato il campo rifiutando di stringere la mano al compagno che lo stava sostituendo, ma tutti erano inchiodati davanti allo schermo, avendo traslato il tifo sulle squadre dell’Olanda e della Germania, per vedere chi dei due rispettivi osannati campioni Crujff o Beckenbauer, l’avrebbe avuta vinta. Tutti, ma non io, che del calcio non me ne è mai fregato alcunchè, io e la ragazzetta che giustappunto armeggiava nella credenza. il ricordo l’ho amalgamato ad un film di 16 anni dopo, per via di una identità di atmosfera, il caldo, il vestitino a fiorellini appiccicato alla carne per il sudore, i peli non tagliati delle ascelle, l’odore, i piedi nudi e quei lunghi capelli, e anche di situazione dove vicino alla credenza là nella veranda a ridosso dell’orto, era posizionato un ruvido tavolo in legno.
“Ha vinto la Germania!””Ah si!?” bhe non era il caso di sbandierarlo così ai quattro venti “ma tu, non puoi neppure immaginare quanto me ne possa fregare di meno!” la credenza, quella che davvero contava, si era amalgamata col tavolo, sparse le patate, i fagioli e l’insalata alla ricciolina e confusa, forse anche perduta, ma ecco lo vedi, anche ricordata all’infinito, nei suoi profondissimi occhi neri.

C’è ovviamente il “però”, quello postulato da una certa Scuola in America, che ha un nome che è tutto un programma, anzi una programmazione, anche questa roba di qualche anno dopo (e’ proprio vero l’Es se ne sbatte del tempo) , che concorre alla ri-assunzione e con il quale c’è sempre da fare i conti “nulla è mai successo davvero!” e io ci aggiungerei anche il “....proprio così”. sicchè è piuttosto scontato “le credenze a volte non stanno in cucina” ….. stanno appena più in là

NASCITA, MORTE E MARE

  Abbiamo osservato nel parallelo articolo sul Blog capotesta Lenardullier.blogspot.com,  che la nascita ha come suo momento clou il parto, ...