OGGI PIU' CHE MAI penso che sia il caso di riprendere con discernimento quella antica dicotomia individuata settant’anni fa da Carl Schmit un filosofo e giurista tedesco, tenuto alquanto in penombra dalla cultura occidentale del dopoguerra per essere stato un fiancheggiatore del Regime nazista. Lo stimolo e' suggerito anche da un saggio di uno dei pensatori che stimo di piu’ : Alain De Benoist che ha scritto in collaborazione con Julien Freund, un altro pensatore non allineato alla grande menzogna liberalista, un libro su tale tematica che viene riletta giustappunto approfondendo quella dicotomia di Schmitt, partendo dal saggio titolato “Terra-Mare” in cui tutta la storia del mondo, nella particolare
accezione della conflittualita’ storica era interpretata nella prospettiva di una opposizione fondamentale tra nazioni di terra e nazioni di mare - sottotitolato “una considerazione sulla storia del mondo raccontata a mia figlia Anna” il saggio riassume in atermini estremamente accattivanti e semplici l’evoluzione geo-storico-giuridica a partire dalla scoperta dell’America, quindi la fine del XV secolo con gia’ in corso tutta la serie di sconvolgimenti epocali - viaggi, nuovi continenti, invenzioni, commerci, diversi stili artistici, modalita’ differenti di guerre e assedi, financo pandemie ricorrenti, dopo quella famosissima del 1348, che induce alla domanda “cui prodest” (ieri come oggi)- che rimandano ad una ulteriore analisi, quella delle eta’ del mondo di Esiodo da cui siamo indotti alla considerazione che ci troviamo in piena eta’ dei mercanti o del bronzo, subentrata a quella dell’eta’ dei guerrieri, ovvero l’eta’ dell’argento. L'originalità dell'opera risiede nell'individuazione, da parte dell'autore, della dicotomia Terra-Mare come motore della storia umana ed e’ ovviamente questa la tematica che interessa ai due piu’ recenti pensatori che hanno tanto ispirato anche me: difatti nel loro breve ed intenso saggio, scritto a quattro mani, affiora l’importanza di tale dicotomia non tenuti in sufficiente considerazione dai metodi degli storici, anche quelli piu’ raffinati tipo Oswald Spengler o Arnold Toynbee, ma forse in qualche modo contemplati dai soliti pensatori piu’ fuori del sistema e ostracizzati tipi Guenon, Evola, Mircea Eliade. In questo mio nuovo articolo pero’ riprendo il saggio di Schmitt, ma mi piace commisurarlo non solo al molto piu’ antico sistema ripartito delle “eta’ del mondo” di Esiodo, comune anche a tutte le altre antiche civilta’, ma anche alla mia Bibbia personale di possibile e alternativa interpretazione della storia del mondo, che e’ il saggio di Julian Jaynes “il crollo della mente bicamerale e l’origine della coscienza” (lo so, lo so… i pochi che per avventura si siano avvicinati ai miei scritti, indubbiamente lo diranno a gran voce “ah Ma’…. e mo’ hai rotto co’ sto’ Jaynes e la sua mente bicamerale” Eppure vedete se applichiamo la bipartizione del cervello, con quella sua parte sinistra preposta al linguaggio articolato tramite condensazione metaforica del significato di una cosa (il famoso confronto per similarita’ “ cosa e’ questo ? - bhe e’ come …quello”), ed un’altra parte strutturata per trasferimento metonimico di un significante (“come devo fare per interagire con…? ) così come ti viene impartito da una voce allucinatoria che rappresenta il condensato di tutte (o quasi) le situazioni in cui un individuo viene a contatto, ci veniamo a trovare in una situazione ottimale di organizzazione cerebro/comportamentale, che con tutta probabilita’ ha funzionato per migliaia d’anni e che nella sua indistinzione e fumosita’, la tradizione popolare, una volta pervenuta alla coscienza e quindi ad un Io analogale sulla base del linguaggio, ha denominato “eta’ dell’oro “ una eta’ nella quale potevano proiettarsi e anche condensarsi (non dimentichiamo la funzione eminentemente metaforica e quindi di condensazione di significati della coscienza) tutti i miti, tutte le leggende, tutte le storie, e anche tutte le esagerazioni, che la nuova funzione poteva ritrovare nel suo percorso. Comincia quindi il racconto, un qualcosa del tutto escluso nella organizzazione della mente bicamerale, che aveva un impianto estremamente pragmatico di adattarsi all’ambiente, un racconto a volte stupendo che si colora dei tratti dell’epica, della lirica, della poesia e di tutte le condensazioni metaforiche della coscienza. Ovviamente non si puo’ piu’ ricorrere alla metafora aurea per designare il nuovo periodo e neppure far riferimento agli dei, che restano un qualcosa di molto indistinto, tutt’al piu’ raffigurabile in una altra forma di rappresentazione, quella della parola scritta in primis, ma anche quella pittorica/visiva, ovvero statue, idoli, totem, templi, quella musical/emozionale tipo poesia, anche teatrale. E’ indubbio pero’ chec’e’ un calo di livello, anche nella presunzione della nuova organizzazione cerebrale e si designa il metallo subito meno nobile. l’argento, per caratterizzare la nuova era e si indica nella classe “dei guerrieri “ la nuova categoria di protagonisti nella scena del mondo. Sembrerebbe così leggendo racconti, ascoltando musiche e quant’altro che si sia trattato tutto sommato di un passaggio indolore da una era all’altra, per alcuni versi addirittura propizio…ma … ecco c’e’ un ma grosso come una montagna: il passaggio dalla mente bicamerale alla coscienza non ha solo un carattere di minore valore quale si addice alla differenza tra oro e argento, ha anche un risvolto di estremo sviluppo della crudelta’ umana, che difatti esordisce sul teatro del mondo con guerre, eccidi, massacri, stupri, violenze di ogni genere e si serve di strumenti atti a tale pratica sempre piu’ sofisticati che segnano appunto lo sviluppo delle armi e quindi la dizione di “eta’ dei guerrieri” per questo periodo di esordio della coscienza e quindi della storia che su di essa e solo su di essa puo’ essere raccontata Il subentrare dopo due millenni e mezzo di un’altra classe che sara’ caratterizzata da un metallo ancora meno prezioso, il bronzo e da attivita’ sempre improntate a sopraffazione , violenza , crudelta’, perseguite solo con maggiore ipocrisia, e’ detta Eta’ dei mercanti ed e’ innescata da una, per buona parte, inventata o comunque gonfiata in maniera abnorme , pandemia, che in breve porto’ alla obsolescenza di tutti i valori fino allora perseguiti dal mondo medioevale e nelle sue alterne vicissitudini dalla cosidetta eta’ dell’argento o dei guerrieri. Quello che bene o male fino a quell’evento era considerato rispondente ai valori della civilta’ , la tradizione, il senso di un Impero. che salvaguardasse o si rifacesse a tali valori, come ad esempio il Sacro Romano Impero di Carlo Magno e l’estremo tentativo di un suo recupero e riproposizione da parte di Federico II di Svevia, ed ancora la Cavalleria , una opera come la Divina Commedia di Dante Alighieri, lo stile Gotico delle Cattedrali con il loro bagaglio di conoscenze e esperienze da trasmettersi per coralita’, sono soppiantate dai commerci, del valore di scambio , del denaro, quindi dall’avvento di quella che in una parola io definisco, non lo nego con un tantino di disprezzo “l’eta’ dei bottegai e dei garzoni” e che rispecchiano in toto (ecco che prende corpo l’ipotesi di Schmitt) l’ascesa delle potenze di mare di cui la prima piu’ compiuta espressione e’ l’Inghilterra, soprattutto a principiare dalla Regina Elisabetta detta la Grande, con le forti spinte espansioniste e la formazione di un tutt’altro tipo di impero, del tipo marittimo/coloniale, sino a passare in tempi piu’ recenti il testimone (diciamo dopo la seconda guerra mondiale) agli Stati Uniti che ne hanno preso il posto. Riassumendo possiamo dire che si e' andati da un peggiore ad un molto piu' peggiore (lo so! non si dice, ma mi sia concesso il massimo della riprovazione su tali passaggi epocali), comunque sia rispetto all'eta' dell'oro che e' l'equivalente all'organizzazione bicamerale, si e' prodotta una frattura che probabilmente non ha rimedio. Jaynes, tra gli altri possibili motivi di frattura - sprofondamento isola di Santorino, invasione dei Dori - probabile riscontro storico di Atlantide e della sua scomparsa- individuava nell'elemento mare la principale causa del crollo della mente bicamerale e l'origine della coscienza. Il mare e un popolo di navigatori tipo i Fenici, che costretti in un elemento poco atto a comportamenti catechizzati, pian piano a fronte di sempre nuovi problemi abbiano trovato sempre meno voci allucinatorie rispondenti alla bisogna e quindi siano stati per cosi' dire, costretti fare ricorso all'elemento metaforico e non metonimico, applicando la condensazione al proprio stesso io e mettendolo in diretta relazione con il contesto e il comportamento da scegliersi, ecco la principale motivazione della crisi e quindi crollo della mente bicamerale e la necessita' di trovare un sostituto per mettersi in situazione con il contesto e quindi interagire autonomamente : Ebbene si questo sostituto e' LA COSCIENZAvenerdì 1 settembre 2023
venerdì 7 luglio 2023
LA NUOVA FONTE MERAVIGLIOSA
IL SISTEMA DELLA NUOVA MEDICINA.
Il sistema di correlazioni che costituisce la NM si basa sulle citate cinque leggi biologiche, che descrivono i processi biologici così come li possiamo osservare in natura, se ne seguiamo lo sviluppo senza interferire.
Questi sono costituiti da programmi biologici sensati.
Un organismo vivente dispone di programmi normali, che regolano il funzionamento dei vari tessuti, organi e sistemi organici e provvedono all’auto-mantenimento .
Accanto a questi programmi normali, sono stati codificati nell’organismo anche dei programmi speciali, che entrano in funzione in condizioni di emergenza.
Il nostro organismo è un sistema vivente, esso funziona registrando, elaborando e ristrutturandosi in funzione di tutto ciò che accade. Ogni cosa che accade deve essere integrata. Quando ciò che accade è così improvviso, inaspettato o inconcepibile, le modalità normali di integrazione vengono disattivate e si attiva un programma speciale.
I programmi speciali sono procedure di codifica e di ristrutturazione della memoria biologica: essi sospendono l’organismo in presenza di un’esperienza improvvisa e nuova, costruiscono nuovi circuiti di memoria biologica sia negli organi che nelle cellule. In pratica, essi consentono una riprogrammazione della memoria biologica, del DNA, e inseriscono questa riprogrammazione in una memoria olografica, che si estende, per campi auto-simili, agli altri individui della stessa specie ed a tutta la materia vivente. Queste procedure sono coordinate, nel corpo, dall’encefalo e dal cervello della cellula, che comunicano, per risonanza, con tutto il processo vitale.
Quello che noi chiamiamo “malattie” non sono altro che frammenti di questi programmi biologici speciali, pezzetti di stringhe di informazioni, che attivano procedure. Questo significa che, quando ci ammaliamo stiamo imparando qualcosa di nuovo e stiamo inserendo le informazioni di questo processo nella memoria della specie. Altro che genetica!
Quando ci ammaliamo, quindi, abbiamo l’occasione di acquisire funzioni nuove, se non siamo troppo preoccupati di quelle che perdiamo. Come uno scultore, noi ci plasmiamo nel processo vitale, “per mettere e per levare”, cioè aggiungendo o togliendo qualcosa nel nostro corpo, che è la nostra copia unica della memoria dell’evoluzione della nostra specie.
I programmi biologici speciali e sensati della natura sono gli attrezzi con i quali la specie si è evoluta, producendo individui in forme sempre nuove e diverse e condensando l’esperienza di questa evoluzione nei corpi degli individui attuali. Questi attrezzi sono ancora oggi gli strumenti che usiamo per evolvere e trasformarci.
Ogni trauma attiva un programma SBS. Quale particolare programma viene attivato dipende dal contenuto del vissuto traumatico.
I programmi SBS sono stati codificati nell’organismo in momenti diversi della storia dell’evoluzione della specie e vengono richiamati nelle diverse fasi dello sviluppo embrionale. Quindi li troviamo oggi codificati nei tessuti, in funzione della derivazione embriologica di questi tessuti.
I tessuti derivati dallo strato o foglietto endodermico dell’embrione codificano i programmi SBS relativi alle funzioni di afferrare, inglobare, digerire il boccone e di espellere le sostanze di rifiuto, nonché alla funzione di vomitare il boccone cattivo o velenoso.
Questa funzione è estesa anche al boccone “aria” ed al “boccone suono- informazione acustica”.
Queste funzioni corrispondono al primo livello organizzativo dell’evoluzione della specie, il verme d’acqua e sono regolate da una parte del cervello più arcaico (paleo-encefalo), il tronco cerebrale.
Esse si attivano per traumi in cui non si riesce ad afferrare, ingoiare, digerire un boccone, sputarlo, vomitarlo; oppure non ci si può liberare di escrementi.
I tessuti derivati dal mesoderma arcaico (le “pelli”interne, di protezione), regolati dal cervelletto, contengono programmi SBS che sono stati codificati all’epoca della storia evolutiva corrispondente all’organismo dell’anfibio, e si attivano in risposta a conflitti di attacco fisico all’integrità del corpo.
I tessuti della struttura (ossa, muscoli, sistemi di trasporto, sangue, ecc), derivati dal mesoderma recente e coordinati dal midollo cerebrale, codificano programmi SBS dell’epoca dello sviluppo della vita terricola e rispondono a conflitti di svalutazione.
I tessuti di derivazione ectodermica, regolati dalla corteccia del neo-encefalo, codificano programmi SBS dell’epoca dello sviluppo dell’organizzazione sociale e rispondono a conflitti nell’ambito della relazione (sensibilità, movimento, vita affettiva, posizione gerarchica, ecc).
. Nella nostra forma attuale, corrispondente all’odierna fase evolutiva, stiamo integrando nuovi programmi SBS, mentre viviamo le nostre “malattie”.
Il livello dei fatti biologici costituisce anche la base di un linguaggio comune di tutta la materia vivente, dal momento che i programmi biologici si osservano, con le stesse caratteristiche e lo stesso senso, in ogni creatura vivente.
Il “salto quantico” dell’elaborazione dal livello organico a quello psichico: le costellazioni schizofreniche. Definiamo “costellazione schizofrenica” la presenza di almeno due FH contemporaneamente attivi in due aree del cervello abbastanza lontane da creare una polarità magnetica.Questa attivazione contemporanea altera il ritmo (attività elettrica) dei due emisferi o emiparti, che restano anche sfasati l’uno rispetto all’altro. L’attività combinata di più focolai cerebrali consente di sopravvivere e trovare adattamenti insospettati in condizioni di vita “impossibili” o ai limiti della sopravvivenza. In molti casi, la costellazione di conflitti consente di trovare adattamenti e risorse, in una sorta di equilibrio fluttuante nella conflittualità.Altre volte, la costellazione consente di trovare risorse “sovrumane”, sospendendo i programmi speciali a livello organico e configurando un cosiddetto “disturbo psichico”. Il senso della costellazione, in questo caso, è la possibilità di “scendere dal mondo”, uscire dalla realtà condivisa per elaborare su altri piani di esistenza, dove trovare le risorse per uscire da condizioni impossibili.Le costellazioni schizofreniche ci permettono di spiegare i disturbi psichici e psichiatrici ed il loro “sovrasenso biologico e psichico”, cioè la loro funzione (psichiatria su tre livelli). Esse ci aiutano anche a spiegare gli stati di coscienza alterati, la meditazione, il channeling, le esperienze medianiche e vari fenomeni para-psicologici.
La conoscenza delle leggi e dei programmi biologici getta nuova luce anche sulle dinamiche relazionali e sociali. Anche in questo senso, la medicina scoperta da Hamer può essere considerata la base di un nuovo modo di vedere e di vivere la vita.
giovedì 29 giugno 2023
DICK E RICKE GEERD HAMER NEL NOSTRO FUTURO ANTERIORE
La medicina che esce fuori dalla impietosa analisi della metodologia profondamente sbagliata dei protocolli nosologici, cede in toto alla diversa impostazione di Ricke Geerd Hamer che e' la scintilla per una comprensione del profondo rapporto che lega il cervello con il corpo e le varie manifestazioni attraverso i diversi organi così come accennato nel precedente articolo. E' piuttosto noto che la straordinaria teoria di Hamer e le sue famose 5 Leggi Biologiche siano scaturite dal trauma profondo per l'uccisione del figlio Dick Hamer da parte del principe Vittorio Emanuele di Savoia nel 1978, ingenerando ad una serie di considerazioni che lo portarono a individuare nuovi parametri nella eziologia di tutte le malattie La medicina, cosidetta tradizionale, segue con malafede, la metodologia scientifica dell'analisi dei fenomeni, senza per questo potersi minimamente annoverare come fenomenologia, ma rientrando a tutto tondo nella pretestuosità e forzatura, tipica del procedimento statistico, cui è da addurre ogni conclusione e significanza della sua essenza: un gigantesco, sterminato "effetto pompieri" che si insinua in ogni sua formulazione e stesura di protocolli nosologici. (effetto pompieri come giustamente osservato da Hamer e' quella conclusione a cui si puo' arrivare in mancanza di un corretto punto di vista, osservando che ad ogni incendio corrisponde un apparire appunto di pompieri fino ad arrivare alla semplicistica conclusione che associa i pompieri all'incendio facendone i responsabili) Questo e' proprio il medesimo meccanismo che e' alla base della iper semplicista teoria della perniciosita' dei microbi, centrale nello spirito della medicina convenzionale, ideata da un furfante come Pasteur, per accaparrarsi i proventi delle nascenti grandi compagnie di farmaci Un grande disprezzo per la medicina dunque, anche perchè in tale sua forzatura, per forzarne e imporne i termini, ha sempre dovuto far ricorso alla "paura" la più nefanda delle emozioni che ha ereditato dagli antichi stregoni del villaggio e verificato l'efficacia in grandi calamità collettive tipo una epidemia come osservava Manzoni a proposito della peste di Milano "cabala ordita per far bottega sul pubblico spavento" (e qui, detto per inciso, ci sarebbe a lungo di che parlare) Si in effetti ho il massimo disprezzo per la medicina, non le riconosco nessuno dei meriti cui un pò semplicisticamente le si attribuiscono: non credo assolutamente nella teoria dei microbi di Pasteur e propendo semmai per l'affermazione di Bernard "il microbo è niente, il terreno è tutto" non credo nei vaccini e meno che mai credo nella medicina preventiva il cui unico scopo è quello di diffondere la paura della malattia anche quando non c'è, non credo in tutte le sofisticate macchine che non fanno altro che avallare le malefatte della diagnosi, ecco l'unica cosa in cui sono disposto a dare un minimo di credo è il supporto che essa può offrire in caso di effettivo trauma e di lenimento del dolore.Quindi si tratta di una medicina di rimozione, cioè chirurgica e di anestesia Il disgusto poi dalla medicina tradizionale e' aggravato dal mercimonio che essa di concerto con le lobbies farmaceutiche (più lucrose dell'industria degli armamenti internazionali) opera su noi poveri, fin troppo "pazienti" . un non troppo dissimile ragionamento va riservato alle cosidette medicine alternative, ovvero tutte quelle tendenze, prescrizioni, metodi, anche diverse scelte di vita, che proprio facendo leva sui fallimenti e le insufficienze della medicina tradizionale, optano per soluzioni differenti (omeopatia, fitoterapia, agopuntura, massaggi, etc.) che appunto vengono definite alternative; ma di alternativo c'è solo il metodo, difatti anche per queste, chiamiamole terapie, la malattia è sempre il nemico, una "brutta cosa" da combattere con ogni mezzo, foss'anche un fiore, una bacca o un rituale da cadenzare, come fa una mia amica di Palermo coi suoi "namastè" Non si esce da questo abbaglio se non decideremo di cambiare radicalmente punto di vista, se non utilizziamo un altro indice referenziale, ecco come faceva Milton Erickson, forse qualcosa di ancora più categorico del diavoletto di Maxwell, non un angolo della stanza, ma proprio un'altra stanza. Non potremo mai tentare un approccio verso la nostra biologia, verso il nostro corpo, finchè non adotteremo qualcosa di veramente alternativo alla stereotipata concezione che vede la natura come qualcosa di maligno sempre pronta ad un cieco e casualissimo attacco verso la nostra presenza in una sorta di anghingò "a te si e a me no" dove vengono usati parametri a dir poco fantasiosi (una sfiga biologica, qualche volta addirittura genetica, supposte cattive abitudini di vita, il fumo, l'alcool, il caffè, il sale, lo zucchero e chi più ne ha più ne metta e ciliegina sulla torta quel velleitario ma manipolabilissimo strumento statistico che può fare del pompiere il responsabile degli.incendi)E' gia il termine "malattia" che è insufficiente, anzi radicalmente sbagliato, non c'è alcun male nel suo processo, ma anzi come per i batteri, i funghi e anche i virus, si tratta di un qualcosa di estremamente utile, dato che si tratta di un sensatissimo processo biologico che cerca di porre riparo ad una forzatura in cui la nostra entità corporea è stata fatto oggetto da un ambiente, non maligno e neppure ostile, ma semplicemente indifferente alla nostra "presenza" e pertanto una sorta di geometrale di traumi di adattamento e relativi conflitti. Il punto e' che in una medicina rappresentata da una realta' mortificata appunto dalla presupponenza delle diagnosi e anche delle prognosi, non v'è altra strada che quella di perseguire "altro" magari facendo leva su quell'immaginario che in matematica si e' ottenuto proiettando i numeri negativi. la teoria di Hamer con le sue 5 Leggi Biologiche rappresenta quel pervenire ad un diverso registro dopo aver passato in rassegna quello del Reale e quello dell'Immaginario : il registro del Simbolico ovvero quel "rimettere insieme = sum - ballein" cio' che la natura e quindi la biologia ci da' per assiomatico : la connessione mente/corpo nell'eziologia di tutta l'essenza vitale e non soltanto della specie umana, un adattamento all'ambiente che ha contrassegnato la storia della vita nel nostro pianeta .Ciascuna epoca preferenzia nel suo adattamento al mondo delle modalita' differenti : ai tempi dei Romani era lo Stato come entità sovranazionale, con l'avvento del Cristianesimo è subentrato quello religioso e catartico dove l'uomo era in netto sottordine ad un ipotetico dio e la sua azione demandata ad un ipotetico al di là, molto ripreso dal concetto di iperuranio di Platone, con la Rivoluzione industriale il referente umano ha subito un'altro spostamento, non più un dio, ma la macchina. ecco la macchina è diventata il paradigma su cui impostare ogni co-relazione, una macchina coi suoi ingranaggi, i suoi pezzi che possono rompersi ma possono essere aggiustati e anche sostituiti - è innegabile che lo stesso paradigma è stato utilizzato dalla medicina tradizionale ma anche da quelle alternative : il corpo funziona e si deteriora, ma può essere ri-aggiustato, cambiato questo o quel pezzo - quindi l'operatore di detta, o meglio cosidetta, scienza si configura come aggiustatore, come meccanico, ma ahiahiai il materiale grezzo dove questi signori, ex stregoni, ora medici, si trovano ad operare...eh si! siamo proprio noi, etichettati non a torto con il termine di "pazienti" che pazientemente entriamo nell'officina e attendiamo di uscirne riparati.
SPECIFICITA' DEI FOGLIETTI EMBRIONALI
Bisognerebbe catalogare sintomo per sintomo secondo l'accezione simbolica che al processo della malattia da' Hamer e quindi partire dai i foglietti embrionali. Anche su questa faccenda dei foglietti embrionali e il loro ruolo nella specificita' delle varie affezioni che colpiscono il corpo, l'opera di Hamer è ineccepibile: gli embriologi tradizionali hanno suddiviso lo sviluppo embrionale secondo i tre cosiddetti foglietti embrionali: l’endoderma, il mesoderma e l’ectoderma, che si formano dai quali derivano tutti gli organi ed ogni cellula del corpo. Per la precisione la medicina ufficiale non si era mai interessata in modo particolare a questi foglietti embrionali, nessuno ne aveva intuito la loro importanza e difatti anche nelle universita' ai corsi di medicina l'embriologia e' una materia complementare . Questa è la causa del perché nessuno era riuscito ad applicare un sistema alle cause del cancro, e non solo del cancro, ma di tutte le affezioni che ci colpiscono nel nostro essere in relazione con un mondo che ci impegna. La 3^ legge di Hamer cioè "il sistema ontogenetico dei tumori e degli oncoequivalenti", classifica tutte le malattie secondo l’appartenenza ai foglietti embrionali, classificandole secondo la loro storia evolutiva o secondo i criteri dei vari foglietti embrionali. Si può costatare che le malattie che appartengono allo stesso foglietto embrionale presentano anche altre caratteristiche e particolarità comuni. Ad ognuno di questi foglietti embrionali appartiene una specifica zona del cervello, a causa dalla storia evolutiva, una particolare istologia, specifici microbi imparentati al foglietto embrionale e oltre a questo anche ogni cosiddetta malattia, meglio nominata programma speciale biologico sensato della natura (SBS), secondo un senso biologico comprensibile alla luce dei parametri della storia evolutiva.Le cellule o gli organi che si sono evoluti dal foglietto embrionale interno hanno i relè, cioè i punti di comando dai quali vengono diretti, nella parte più antica del cervello. Anche lì troviamo una locazione sistematica che inizia dorsalmente a destra con le malattie della bocca, della cavità naso-laringea e prosegue in senso antiorario seguendo il tratto digerente per finire con il sigma e la vescica. Dal punto di vista istologico, in queste zone, tutti i carcinomi sono adenocarcinomi senza eccezioni. Gli organi appartenenti a questo foglietto embrionale fanno in caso di cancro aumento cellulare con tumori compatti di tipo adenoidale, come per esempio nel fegato, nell’intestino, e nel polmone (a focolai rotondi).Tutte le cellule o gli organi che si sono sviluppati dal foglietto embrionale esterno hanno i loro relè nella corteccia cerebrale, la parte più giovane del nostro cervello. Tutti loro fanno in caso di cancro diminuzione di cellule sotto forma di ulcere o diminuzione funzionale al livello organico, come per esempio nel diabete o nella paralisi. Nel foglietto embrionale medio differenziamo tra un gruppo più antico ed uno più giovane. Le cellule o gli organi appartenenti al gruppo più antico del foglietto embrionale medio, hanno i loro relè nel cervelletto, cioè appartengono al cervello antico e creano anche loro in caso di cancro tumori compatti di tipo adenoidale nella fase di conflitto attivo, per esempio nel seno, nei melanomi, nei mesoteliomi del pericardio, della pleura, e del peritoneo.Le cellule o gli organi appartenenti al gruppo più giovane del foglietto embrionale medio, hanno i loro relè nella sostanza bianca cerebrale e fanno, in caso di cancro, nella fase di conflitto attivo, necrosi o buchi nei tessuti, cioè diminuzione di cellule, per esempio nell’osso, nella milza, nel rene o nell’ovaio.La 4° legge di Hamer cioè "il sistema ontogenetico dei microbi", classifica i microbi secondo la loro appartenenza ai tre foglietti embrionali, in quanto ogni gruppo di organi correlato ad un dato foglietto embrionale si associa anche a microbi specifici per lo stesso foglietto embrionale. Insieme alla programmazione dei nostri organi da parte del nostro computer cervello sono stati programmati anche i nostri fedeli lavoratori specializzati: i microbi.Questo comporta che i microbi più antichi: funghi e micobatteri sono responsabili per l’endoderma, ed in parte per il
mesoderma del cervelletto, e in ogni caso solo per gli organi governati dal cervello antico, quelli più recenti, cioè i batteri, sono responsabili per il mesoderma e per tutti gli organi da esso formati, e che i microbi più giovani, cioè i virus, che in senso stretto non sono veri microbi, e quindi non veri e propri esseri viventi, sono responsabili esclusivamente per l’ectoderma o per gli organi governati dalla corteccia cerebrale.Essere "responsabile" vuol dire in questo contesto che ogni gruppo di microbi elabora solo un determinato gruppo di organi, che appartengono allo stesso foglietto embrionale, cioè si sono evoluti da esso. Forma un eccezione la "zona limitrofa" degli organi governati dal cervelletto mesodermale, che vengono elaborati sia (prevalentemente) dalle micosi e dai micobatteri ma anche (meno di frequente) dai batteri, che normalmente sono responsabili per gli organi governati dalla sostanza bianca cerebrale. Il momento, da quando possono attivarsi i microbi, non dipende da fattori esterni, come si era supposto finora, ma viene comandato esclusivamente dal nostro computer cervello. La 2° legge di Hamer, "la bifasicità di tutte le malattie in caso di soluzione del conflitto", dice che tutti i microbi, senza eccezioni, lavorano esclusivamente nella seconda fase, cioè nella fase di guarigione (fase pcl), iniziando con la soluzione del conflitto e terminando alla fine della fase pcl. La fase di guarigione è molto differente nei tre foglietti embrionali. Con l’inizio della fase pcl gli organi governati dal cervello antico demoliscono i loro tumori con l’aiuto dei microbi specializzati, mentre sempre dall’inizio della fase pcl, i buchi e le ulcere degli organi governati dal neoencefalo vengono riempiti con l’aiuto di virus e batteri comportando edemi. Tutti i microbi sono più o meno specializzati, non solo per quanto riguarda gli organi che devono riparare, ma anche riguardo al lor modo di lavorare Più si avanti nell’evoluzione filogenetica, più si sono evoluti e complicati i programmi del nostro cervello. Siamo arrivati dai programmi più antichi, arcaici del tronco encefalico, attraverso i già più complicati contenuti dei conflitti del cervelletto, passando per i programmi già abbastanza complicati della sostanza bianca cerebrale, fino ai contenuti dei conflitti corticali, che vengono governati dalla nostra corteccia cerebrale. Il famoso schok biologico (La DHS) comprende non solo lo schok conflittuale acuto e drammatico, che ci ha colto "sul piede sbagliato", ma nello stesso istante tutto è già programmato. In caso di una DHS, si forma un focolaio di Hamer (HH), una cosiddetta configurazione a bersaglio cerebrale, le zone organiche corrispondenti a questo HH reagiscono con un processo pertinente al foglietto embrionale cui appartengono: o con aumento di cellule o con diminuzione di cellule, buchi o ulcere (tumori scavati nella pelle o nella mucosa) o con un disturbo funzionale, nel caso dei cosiddetti oncoequivalenti. Tutto ciò che non è cancro è oncoequivalente, simile al cancro, e vengono così considerate tutte le cosiddette "malattie" della medicina, in quanto la nostra parola "malattia" mostra sempre solo o una fase di conflitto attivo o una fase di conflitto risolto. Anche dalla locazione degli HH possiamo riconoscere con esattezza di che tipo di contenuto biologico di conflitto si deve trattare. Dal cervelletto in poi diventa importante la lateralità per stabilire su quale lato del cervello il paziente lavora. Perciò vale per tutti i relè del cervelletto e dell’intero neoencefalo che la correlazione dal cervello all’organo è crociata. Nel tronco encefalico la lateralità non ha importanza. Ogni SBS contiene un senso biologico comprensibile alla luce dell’evoluzione che dipende pure dall’appartenenza al foglietto embrionale. Questo è molto importante se non addirittura una colonna portante per la comprensione dell’intera teoria di Hamer. La soluzione dell’enigma del "perchè ci ammaliamo" stà nel prendere in considerazione l’appartenenza ai foglietti embrionali e la localizzazione specifica dei relè cerebrali per ogni organo. Così troviamo un vero e proprio ordine per tutti i cancri e gli oncoequivalenti, che erano ogni volta solo una singola fase del processo, e troviamo anche i sintomi e la correlazione con la fase complementare. Diciamo, che si potrebbe finalmente comprendere che la causa del processo di una malattia, che agisce all'unisono su tutti i livelli (psiche, cervello, organo) e possiamo costatare che, non tanto la natura, quanto la vita organica, ha sviluppato un sistema/processo, proprio per conservare se stessa nel suo relazionarsi con un mondo/natura che non sembra prenderci nella debita considerazione: Conviene, quindi prestare una particolare attenzione a questa nostra specificità di essere viventi in relazione ad un mondo che ci ignora e non ci conosce e dare la debita importanza appunto ai nostri foglietti embrionali, perchè, comincio proprio a pensare che alla fin fine, si trova lì la chiave di comprensione per i processi e le leggi biologiche del nostro organismo, come anche per la comprensione delle correlazioni biologiche necessarie tra l’organismo umano ed il mondo che ci ospita, ribadisco, non conoscendoci. Facciamo insomma in modo, perlomeno di conoscerci noi!venerdì 5 maggio 2023
FISICA SENZA ECONOMIA
Svincolata dal noioso iter, diciamo cosi’ Newtoniano, la fisica diviene una materia molto simile alla filosofia ed ecco allora che scatta l' interesse, addirittura la passione : Heisenberg, Pauli, Schrodinger, Dirac, Bell, quella nuova definizione “fisica quantistica”, che magari si rifaceva piu’ a Leibniz che a Newton, ovvero la “vis viva” promanante da noi e non da fuori, in-sistente e non ex-sistente, applicata in quel calcolo infinitesimale con proiezioni di numeri negativi, cioe' numeri immaginari rendeva il tutto anche per il passato, infinitesimamente piu’ stimolante. L’effetto della doppia fenditura, l’entenglement, l’effetto farfalla, il principio di indeterminazione su particella e flusso, l’equazione d’onda e il suo collasso e poi dai, quel gatto vivo o morto riferito giustappunto al collasso d’onda: i campioni della nuova fisica Heisenberg, Schrodinger, avevano tutti i crismi per assurgere ai nuovi campioni della conoscenza, assieme a quelli piu’ collaudati della vecchia filosofia da Leibniz a Kant, saltando a pie’ pari l’improponibile Hegel (improponibile per chi come me ritiene la rivoluzione industriale la quintessenza dell’abominio della nostra civilta’ e altresi considera tutta la pratica e il teorico ad essa correlato - illuminismo, rivoluzione americana, rivoluzione francese, massoneria, cosidetta scienza economica e vari pseudo teorici tipo Smith, Ricardo, Say, Malthus, etc. del ciarpame derivato da quell’unica mentalita’ mercantile che io preferisco chiamare bottegaia) Si obiettera’ : ma come tu ritieni la rivoluzione industriale un passo indietro dell’umanita’ e anche la Rivoluzione Francese, il principio dei diritti e della liberta’, dell’eguaglianza dell’uomo un abominio? In realta’ io dico e sono in grado di dimostrare con lo studio, la conoscenza e un po’ di capacita’ di ragionamento, che a proposito de la piu’ famosa delle rivoluzioni, quella francese del 1789, fu solo una farsa, come d’altronde tutte le piu’ strombazzate pandemie della storia, non diversamente che per gli altri pseudo cambiamenti socio/politici passati alla storia come rivoluzioni o anche guerre, mettendoci magari l’epiteto di “indipendenza”, di “successione” , di “secessione”, oppure dandogli un nominativo piu’ colorito, trasferito da qualche oggetto o luogo del contesto: “ guerra delle tre rose, guerra del te’, guerra dell’oppio, rivolta dei garofani , rivoluzione d’ottobre , rivoluzione delle camicie nere, marcia del sale, primavera di Praga”….e chi piu’ ne ha piu’ ne metta. Massimo comun denominatore di tutti questi sconvolgimenti, la assoluta falsita’ rispetto a quello che dovrebbe essere un raccontato obiettivo e veritiero sulla storia e questo non proprio da sempre, ma in ispecie con l’avvento nella storia del mondo dell’eta’ dei mercanti, o bottegai ovvero con il progressivo affermarsi di una classe sociale , la borghesia che pone alla base del suo stesso essere e di ogni possibile giudizio di valore : il denaro, il mercato, lo scambio.Ci si potrebbe domandare : ma perche’ prima nell’eta’ dei guerrieri ancora in auge non avveniva lo stesso? Il denaro non aveva questa rilevante importanza? Un Crasso non era l’uomo piu’ ricco di Roma e per questo aveva accesso alle cariche piu’ prestigiose della Repubblica? E poi la stessa differenza fra patrizi e plebei non era, tutto sommato, ascrivibile a questioni di censo? … “Cesare il popolo chiede sesterzi” dice una simpatica freddura… “no vado dritto” risponde il condottiero, mostrando così anche a livello di barzelletta che tutto sommato l’andare diritto, ovvero per una strada che non comporti alcuna deviazione, alcuna sterzata dal cammino del grande interesse dello Stato, può anche essere contemplata, ma il sesterzio o “se-sterzo” non sara’ mai il cammino principale. Ecco mettiamoci un Feynman ante-ante litteram alle prese con il suo integrale sui cammini e questo tragitto diritto, senza sterzate del piu’ grande degli antichi romani : quale credete che sarebbe stato quello piu’ rispondente alle migliori opportunita’????In sostanza il denaro diviene sempre piu’ importante con il corso del tempo ma in eta’ dell’argento e quindi dei guerrieri resta sempre in auge la famosa risposta di di Marco Furio Camillo al “Vai victis” di Brenno : “non auro, sed ferro, reuperanda patria est” ; così e’ anche nel periodo medioevale, con le Cattedrali, con la Cavalleria, in un Poema come la Divina Commedia di Dante Alighieri, con personaggi come Federico II, ma così non sara’ più con l’Umanesimo impostosi come nuova modalita’ di essere al mondo, grazie alla grande pandemia del 1348 e ad una sensibilita’ fondata su di un egoistico individualismo dove può fare enorme breccia la paura e un codice di rappresentazione della realta’ fondato su di una convenzione riduttiva desunta da un codice non verificabile, come quello di un immaginario classico. Assunto quindi il principio che alla origine di ogni sovvertimento sociale c’è sempre un potere costituito e organizzato secondo ferrei dettami di precisi interessi economici, e che il tanto ipocritamente e buonisticamente strombazzato popolo conta, ed e’ sempre contato meno del due a briscola, torniamo ai nostri interessei di fisica teoretica nell’accezione quantistica per vedere se siamo in grado di stabilire una sorta di continuum con quelle forze che al potere bottegaio con relativi garzoni si e’ sempre opposto. In eta’ prebottegaia abbiamo figure come gli Imperatori germanici che lottarono sopratutto contro il Papato Federico Barbarossa, Federico II detto lo Stupor mundi,ma con l’avvento del potere mercantile (i banchieri, i commercianti, l’emergente borghesia) trovata una nazione guida l’Inghilterra e poi strutturatosi in una vera setta la Massoneria, la Rivoluzione Industriale di meta’ del settecento, di cui abbiamo precisato il ruolo di acutizzazione del principio economico, realizzando il connubio con un altro elemento che diverra’ indissolubile al suo spirito : il tecnicismo con l’esaltazione del ruolo della macchina come nuovo paradigma a cui riferire la stessa essenza umana, e’ un qualcosa, non a caso di primogenitura anglosassone , proprio in quanto altamente rappresentante dello spirito commerciale della emergente classe borghese , che come abbiamo avuto modo di osservare ha una originaria localizzazione nazionale in una specifica nazione l’Inghilterra che aveva giustappunto scelto il commercio e il denaro come elementi di connubio con la propria tradizione – un qualcosa, attenzione che nessuna altra nazione, specie in termini di vertice aveva mai operato, facendo oggetto di scambio il proprio lignaggio aristocratico con non meglio precisati meriti di censo, in relazione al quale si poteva annoverare la spregiudicatezza ma anche vere e propri portamenti banditeschi e criminali. Le opposizioni al galoppante spirito bottegaio vengono unicamente da quei popoli, quelle civilta’ che si rifanno alla tradizione e pongono alla base del loro vivere sociale un certo conservatorismo dello spirito appunto di tale tradizione, venendo tuttavia ampiamente a contatto soprattutto con il tecnicismo dei tempi. E’ il caso dei Grandi Imperi della terra, quello Russo, quello austro ungarico e ultimo quello Germanico dopo l’unita’ sotto la guida prussiana di tutti i regni e ducati tedeschi. Un quarto Impero ma in grande decadenza e’ quello cinese, che tornera’ alla ribalta mondiale solo con l’adesione alla teoria comunista di cui ne elaborera’ una versione di carattere orwelliano . Un ulteriore Impero potrebbe essere annoverato nel Giappone, ma non nel XVIII e XIX secolo; la sua rilevanza comincera’ ad essere pronunciata solo con l’inizio del XX secolo, prima nel contrasto con un altro Impero, quello Russo , ma successivamente venendo a trovarsi in rotta di collisione con il piu’ ipocrita degli imperi, quello statunitense che rifugge da tale epiteto e contrabbanda parole di untuoso buonismo : liberta’, democrazia, ma è in verita’ l’erede piu’ che legittimo della bottegaia Inghilterra della quale ha fortemente esasperato i principi, sviluppando come mai prima si era visto, un consumismo dilagante ed un tecnicismo spersonalizzante, dandosi anche quel lustro teorico che gia’ l’Inghilterra si era accaparrata prezzolando pseudo intellettuali come i gia’ citati Smith, Say, Malthus e compagnia. In tutto questo complesso assunto si ravvede il distinguo tra popoli di terra e popoli di mare operato dal filosofo geo politico Carl Schmitt nel lontano 1942 . Liberalismo era stata chiamata alludendo ipocritamente alla liberta’ questa sotto teoria e con la solita mancanza di originalita’ l’america si e’ andata stringendo sotto l’etichetta di “neo Liberalismo. Comunque sia contro questi Imperi le forze bottegaie , ovvero l’ Inghilterra coadiuvata prima dal suo impero coloniale ed anche abilmente coinvolgendo nelle sue camarille altre nazioni europee meno rilevanti come Francia, Italia, Belgio, Olanda, Serbia, Grecia ed infine passando totalmente il testimone agli Stati Uniti dopo la seconda guerra mondiale, hanno sempre visceralmente e spasmodicamente combattuto. Si crede ingenuamente che il grande nemico dell’Inghilterra sia stato Napoleone, assolutamente non e’ così Napoleone ha rappresentato solo una forma di esasperazione di un movimento, la Rivoluzione francese, che la Massoneria inglese aveva perfettamente contemplato nei suoi piani di egemonia mondiale, e che proprio l’imprevedibilita’ dell’ascesa al potere di un parvenu, aveva costretto a correre ai ripari. Sconfitto Napoleone a Waterloo, piu’ pero’ da Radetzski e da Blucher che da Wellington, la palma del potere europeo era stata colta da quel personaggio eccezionale che fu il Principe Metternich e finche ‘ fu operativo lui, l’Inghilterra dovette rinfoderare le sue mire egemoniche europee.Un periodo alquanto lunghetto perlomeno fino al 1848/49, quando non a caso l’inghilterra tramite i suoi faccendieri, tipo i Rotschild, prese a fomentare le varie aspirazioni nazionaliste dei popoli (Sicilia, Lombardo Veneto in Italia, Ungheria, Boemia ) ed anche a creare discordie e contrasti nello stesso Impero austriaco. Con il 1849 si registrano le ultime vittorie di reazione degli Imperi conservatori e tradizionalisti, ma ecco che appena qualche anno dopo i bottegai tornano alla carica sfruttando la crisi dell’impero turco ottomano (non contemplato nella precedente elencazione per la poca rilevanza del suo impianto) e l’occasione della guerra di Crimea: perfino il risibile regno di Sardegna viene coinvolto nel conflitto fidando sulla compiacenza di uno dei piu’ solerti faccendieri dei Rotschild : quel Camillo Benso di Cavour annoverato tra i padri della patria unitamente ad un esaltato visionario (Mazzini) un brigante arruffapopoli (Garibaldi) ed un re cialtrone tipo Miles gloriosus. La miccia torna a riaccendersi e nel giro di due anni (1859- 1861) l’Inghilterra riesce a sconvolgere in suo favore non poco l’equilibrio europeo. Crea difatti una nuova nazione sua vassalla (l’Italia) indebolisce sensibilmente l’Impero Asburgico che fa scrociare con la Francia, indebolendo anche quest’ultima (Solferino) , ratifica e afferma la sua influenza in Sicilia anche in virtù di profique iniziative commerciali (i famosi principi sotto il vulcano Ingham, Woodhouse, Whitaker), propizia di li’ a poco uno scontro fratricida tra Austria e Prussia, non puo’ impedire pero’ l’affermazione della Prussia nello scontro contro la Francia (1870). Tornera’ all’assalto nel 1914 favorendo una guerra fratricida dell’Europa e anzi riuscendo a coinvolgere gli Stati Uniti e ingenerare la Prima Guerra Mondiale che fara’ piazza pulita degli Imperi del territori europei . Come spesso avviene nella legge del mondo, il paradosso si insinua nei suoi anfratti e difatti il trionfo verso i Paesi Europei deve passare il testimone agliUSA che diventano i nuovi iper bottegai del mondo e l’Inghilterra passa da padrone a garzone in una dialettica che un filosofo tedesco aveva dato per scontato (fenomenologia dello spirito di Hegel) e che un altro tedesco Karl Marx ha cercato di tradurre in termini prettamente economici (non a caso sotto parcella di un industriale con spiccati interessi in Inghilterra Friederic Engels)
UN PO' PIU' IN LA'
Non sempre le credenze stanno in cucina Ah no!? e dove?... bhe! anche un po' piu' in la', in salotto, in ingresso, su di un terrazzo, persino nel bagno. Tu parli di credenze antiche, quelle della nostra infanzia, dove si andava a rubare la marmellata!? Credenze antiche, antiche credenze, fai un pò tu; una cosa è certa, c’era di tutto in credenza, ci trovavi di tutto, marmellata, biscotti, cioccolata, anche quella colle nocciole, il barattolo della Nutella, ma non solo dolce, anche salato, rustico: scatolette di tonno, di sardine, cetrioli sotto aceto, buatte di pomodoro e anche estratto, pane in cassetta e bottiglie di olio che venivano da una regione dove l’olio è eccezionale. A proposito di questa regione , ecco mi ricordo proprio di un paesetto di un suggestivissimo scorcio con tanto di monticiattolo e pineta sulla sommità del monte, dove la sera avevano messo gli altoparlanti collegati con un giradischi e si ballava in una estatica atmosfera, propiziata dallo scenario, ma anche da un paio di ragazzette davvero super
“uh! ma guarda ti chiami come un fiore, che è anche il nome della più bella novella di Hermann Hesse!” Certo ne è passato di tempo, ma poi non tanto, se il cantante di cui proprio in quel momento attaccava la canzone “accoccolati ad ascoltare il mare….” ce lo ritroviamo ancora oggi, d’accordo un pò mummificato, a presentare il festival di Sanremo. Atmosfera estatica, trasognata, a ballare con la ragazzetta tra i pini che svettavano su nel cielo, con una grande luna piena, irrealmente luminoso, quasi fosforescente screziato da allungate ombre nere. Magnifico no? bhe si, ma….c’era un ma, ed era occasione di grande sfottò dei miei amici, che seminascosti dietro una siepe, continuavano a pigiare sul pulsante di quella dannata Nikon F col Photomic, in cui ogni scatto, rumorosissimo, un vero e proprio “kataclang” era una specie di colpo per il mio blasone di Casanova. “proprio un bel Casanova il nostro amico”, riferivano al nuovo arrivato “ma lo sai della sua ultima conquista? ce l’hai presente quel film con Manfredi e Mario Carotenuto che si beve l’acido muriatico?” “si certo un film di un paio d’anni Girolimoni il mostro di Roma!”“ecco appunto altro che Casanova, lo abbiamo soprannominato Girolimoni, la sua ultima conquista ha, si e no tredici anni”” che stronzi che siete” ero intervenuto piccato “ tra l’altro se l’aveste visto bene quel film, sapreste che Girolimoni era del tutto innocente, il nome è rimasto nell’immaginario popolare come sinonimo di mostro, semplicemente perchè il fascismo non voleva ammettere di aver preso una cantonata e quindi vietò alla stampa di dar rilievo alla sua scarcerazione e alla sua conclamata estraneità ai terribili fatti dell’uccisione e violenza di ragazzine, tra l’altro molto ma molto più piccole di tredici anni, bambine di due tre anni, i tredici anni di cui voi tanto ironizzate sono quelli delle fotografie di David Hamilton, ecco andate a vedervi il film Bilitis, oppure ispiratevi al Proust de “all’ombra delle fanciulle in fiore”“si ha ragione “ confermò il nuovo arrivato “quel nome è rimasto erroneamente come epiteto di mostro anche perchè quel coglione di Mussolini, quando gli fu riportato il nome disse perentoriamente “e’ lui! di sicuro è lui! anche questo suo nome “giro - limoni” da’ subito l’idea di contorto, di perverso” ; bhe! meno male che era venuto Marco, colla sua intelligenza e anche cultura, forse si sarebbe un pò arginata la montante campagna di sfottuta di quegli amici di Rieti e difatti aveva fatto subito di più “ma poi scusate chi dite quella ragazzina mora, coi capelli lunghi, piccolina si, ma davvero stupenda???””eh si proprio lei!”Bhe!? ma l’avete visto il fratello?” Ecco ora “annamo proprio bene...” e chi glielo levava più dalla mente a quei ragazzi di Rieti, quasi tutti un pò fascistelli, che tutti i romani non sono solo maniaci e pedofili, ma anche froci!
Credenze sempre credenze che come detto, specie quelle più antiche, non stanno solo in cucina, ma a volte altrove, persino fuori di casa, in un terrazzo o anche in un cortile, così quella credenza in quel paesino di mezza montagna, dove, ancora lei, veniva a prendere, patate, fagioli in scatola e pur essendo tutt’altro che biondina, l’insalata alla ricciolina. Caldo pomeriggio d’estate, atmosfera pesante e umida, tipo quella di un film di più di 10 anni dopo con Elena Sofia Ricci, laddove però la credenza era posta si in cucina, ma una cucina posta in una veranda che si apriva in una sorta di orto . Galeotto non fu il libro, ma piuttosto quella irreale circostanza di quasi assoluto silenzio dove l’unica cosa che da lontano si udiva, era la voce del telecronista della partita di pallone dei campionati del mondo in Germania; si d’accordo l’Italia era stata malamente eliminata e c’era stata anche quella incriminata scena del giocatore Chinaglia che stizzito aveva lasciato il campo rifiutando di stringere la mano al compagno che lo stava sostituendo, ma tutti erano inchiodati davanti allo schermo, avendo traslato il tifo sulle squadre dell’Olanda e della Germania, per vedere chi dei due rispettivi osannati campioni Crujff o Beckenbauer, l’avrebbe avuta vinta. Tutti, ma non io, che del calcio non me ne è mai fregato alcunchè, io e la ragazzetta che giustappunto armeggiava nella credenza. il ricordo l’ho amalgamato ad un film di 16 anni dopo, per via di una identità di atmosfera, il caldo, il vestitino a fiorellini appiccicato alla carne per il sudore, i peli non tagliati delle ascelle, l’odore, i piedi nudi e quei lunghi capelli, e anche di situazione dove vicino alla credenza là nella veranda a ridosso dell’orto, era posizionato un ruvido tavolo in legno.
“Ha vinto la Germania!””Ah si!?” bhe non era il caso di sbandierarlo così ai quattro venti “ma tu, non puoi neppure immaginare quanto me ne possa fregare di meno!” la credenza, quella che davvero contava, si era amalgamata col tavolo, sparse le patate, i fagioli e l’insalata alla ricciolina e confusa, forse anche perduta, ma ecco lo vedi, anche ricordata all’infinito, nei suoi profondissimi occhi neri.
C’è ovviamente il “però”, quello postulato da una certa Scuola in America, che ha un nome che è tutto un programma, anzi una programmazione, anche questa roba di qualche anno dopo (e’ proprio vero l’Es se ne sbatte del tempo) , che concorre alla ri-assunzione e con il quale c’è sempre da fare i conti “nulla è mai successo davvero!” e io ci aggiungerei anche il “....proprio così”. sicchè è piuttosto scontato “le credenze a volte non stanno in cucina” ….. stanno appena più in là
Iscriviti a:
Post (Atom)
NASCITA, MORTE E MARE
Abbiamo osservato nel parallelo articolo sul Blog capotesta Lenardullier.blogspot.com, che la nascita ha come suo momento clou il parto, ...
-
La cultura puo' tradire le sue premesse di corretta conoscenza del mondo ? Eccome ! La cultura e' difatti quasi sempre al servizio...
-
" Dovremmo sempre indugiare sulla riflessione" e' una delle tanti frase programmatiche di Lacan che per lo piu' ci azze...
-
Claude Bernard (1813-1878) e' stato il piu' grande fisiologo del XIX secolo ed e' universalmente considerato il fondatore della...


.jpeg)

















.jpeg)

