martedì 31 ottobre 2023

UNA TRADIZIONE BOTTEGAIA

 

E’ proprio Schmitt, lo scrittore, filosofo, giurista, geo-politico che, con questa farsa della pandemia e anche con l’ipocrita condanna occidentale della guerra di Putin contro l’Ucraina e’ andato ad occupare un posto di tutto rilievo nel mio panorama culturale di alternativa al racconto attuale della storia, che nel suo libello “Terra e mare “ del 1942 parla di una conquista britannica del mare e la definisce la linea fondamentale del primo ordinamento spaziale/planetario (sua definizione) la cui essenza risiede nel netto contrasto fra potenze dedite alla terra e potenze dedite al mare:  che cosa e’ un ordinamento spaziale/planetario secondo la definizione del grande giurista? La risposta e’ presto data nelle righe dell’accennato libello: e’ un qualcosa di estremamente piu’ importante di una guerra, diciamo che puo ‘ essere equiparata ad una grande riviouzione tipo quella di Copernico, tipo la rivoluzione francese o quella bolscevica, forse addirittura di piu’ perche’ nella portata delle poste in gioco vi sono  ordinamento sociale, usi e costumi, addirittura scelta di civilta’  “l’uomo ha del suo spazio una determinata coscienza, soggetta a continue mutazioni, perfino in una medesima epoca  nella prassi del quotidiano , l’ambiente del singolo  e’ predeterminato in maniera diversa a secondo dell’attivita’ svolta; l’abitante di una grande citta’ ha una visione del mondo  assai diversa da quellla di un contadino e ancor piu’ da quella di un marinaio, le differenze di concezione spaziale poi si fanno davvero abissali quando entrano in gioco intere popolazioni  e differenti epoche storiche,alla fin fine  afferma  Schmitt  ad ogni trasformazione  storica,  fa  di riflesso obbligato  un mutamento della concezione dello spazio. Possiamo dunque affermare che con la conquista del mare iniziata con il XVI secolo su iniziativa e prassi della Regina Elisabetta, anche lei detta “la grande” come tanti altri felloni che hanno cavalcato il corso della storia, l’Inghilterra si fa protagonista di quel famoso nuovo ordinamento spaziale/planetario. La vittoria sulla Invencible Armada di Spagna nella battaglia di Gravelinda del 1588 ad opera dell'ex pirata Francis Drake ratifico' il nuovo corso : un ex criminale che guida la flotta inglese.  L’ordinamento della terra difatti consiste nella delimitazione di territori e suddivisione in stati, al contrario il mare e’ libero, senza confini quasi senza limiti, nominalmente appartenente a tutti (anche a ex-criminali) e a nessuno nel contempo,  ma ecco che dal 

‘500 all’improvviso appartiene ad uno solo : all’Inghilterra appunto. Ci fa notare Schmitt che solo alla luce  di questa conquista del mare  e della radicale separazione con l’elemento terricolo che rimarra’ appannaggio dei popoli continentali d’Europa , anzi non  dei popoli, ma dei diversi stati nazionali con elementi spesso e volentieri di profonda ostilita’ tra di  loro e che verranno sfruttati a beneficio dell’Inghilterra per affermare la sua superiorita’, si comprendono tutta una serie  di frasi, formule, principi che personaggi inglesi si compiacciono di citare: cosi’ la massima sir Walter Raleigh  “chi domina il mare, domina il commercio del mondo e a  chi domina il commercio del mondo, appartengono tutti i tesori del mondo e il mondo stesso. Non potrebbe essere affermata con maggiore enfasi  l’esaltazione del principio mercantile, ovvero il passaggio dall’eta’ dei guerrieri o dell’argento,  all’eta’ del bronzo o giustappunto dei mercanti, secondo le ben note suddivisioni di Esiodo e di tutti i piu’ antichi racconti dell’intera umanita’. Vale quindi l’assioma che ogni commercio se mondiale deve essere marittimo, fluido, proprio come l’elemento dove esso si svolge, senza confini, senza limiti, libero ma solo finche’ in esso non venga esercitata quella superiorita’ che giustappunto costituira’ la stessa essenza del popolo inglese.  E’ a partire dalla conquista britannica del mare rafforzatasi in maniera dirompente con la rivoluzione industriale di meta’ del secolo XVIII, che si configura la possibilita’ di una supremazia mondiale su basi del tutto differenti da quella che si era verificata nei secoli precedenti con i grandi Imperi  terricoli, tipo la Persia, quello Macedone,  quello di Roma e quello dei tentativi di recupero dell’Impero Romano; per il tipo di guerra terrestre o anche marittima ma svolta secondo meccanismi terrestri (i famosi rostri romani per l’arrembaggio e’  sostanzialmente un conflitto di tipo tradizionale trasferito  sulle tolde delle navi , ma dal XVI secolo la situazione muta, la diffusione della navigazione a vela e soprattutto l’artiglieria posizionata a bordo delle navi cambiano radicalmente il tipo di guerra, niente piu’ arrembaaggi, ma lotta a distanza, abilita’ di manovra e precisione di tiro dei cannoni ecco il vero specifico della guerra marittima, parimenti la guerra terrestre era stata sempre un rapporto tra Stati: da entrambi le parti in conflitto ci sono potenze militari organizzate statalmente con gli eserciti che si scontrano in batrtaglie campali, ma  come nemici si fronteggiano solo  le truppe impegnate nello scontro, mentre la popolazione civile rimane  esclusa  dalle ostilita’, la guerra marittima specie dopo che vengono aggiunte ad essa le applicazione tecnologiche esperite dalla Rivoluzione industriale di meta’ del settecento come abbiamo gia rilevato sopra, diventa guerra totale assoluta dove non si distingue piu’ il militare dal civile  e anzi tende a coinvolgere anche il neutrale colpevole solo di  mantenere relazioni commerciali con il nemico: diciamo  che sempre più nel panorama mondiale  si affaccia una piccola isola situata ai margini del continente europeo  che volgendo le spalle
alla terraferma ha sviluppato quasi esclusivamente una modalita’ di guerra radicalmente diversa, fondata anche sui blocchi che le navi possono effettuare appunto ai commerci e quindi affamare chiunque abbia a che fare anche marginalmente con il concetto di nemico la popolazione nemica che gioco forza si vede parte integrante del conflitto, questa e’ la guerra che abbiamo cominciato a conoscere soprattutto in quest’ultimo secolo e che informa oramai l’essenza stessa della guerra moderna. Da notare  che dopo tale separazione tra terra e mare e l’opposizione tra tali elementi si era trasformate in prassi operativa, sostenuta da uno spregiudicato impiego della tecnologia, si e’ cercato di dare una impalcatura teorica  a tale assunto sostenendo una serie di teorie, principi e sistemi piu’ o meno scientifici che hanno finito  per convincere un po’ tutti della ragionevolezza quasi etica  di tale concetto, senza pero’ tenere conto  del dato originario che ha ingenerato tutto questo : ovvero  la conquista britannica del mare che ha fatto di tale fattore  il centro di un impero mondiale  fondato non piu’ sulla potenza militare, sulla superiorita’ in truppe e armamenti, insomma quello che erano stati un tempo  i grandi imperi terrestri dell’eta’ dei guerrieri,  ma sostanzialmente sulla diffusione di quell’elemento fluido, mobile che e’ il commercio, il mercato e quindi il fattore economico e farne il perno della sua supremazia. Diciamola tutta Napoleone sara’ stato enormemente gonfiato come generale e stratega, le sue vittorie per la piu’ parte favorite o da una bella dose di fortuna (Ceva, Arcole, Marengo, Wagram) e anche da provvidenziali sottoposti che ripararono a suoi errori piu’ strategici che t attici (Massena, Augerau, Desaix, Lannes, Soult), pero’ in quanto a frasi 
adatte all’occasione era davvero incomparabile : quel suo “dio me l’ha data e guai a chi me la tocca” o quel suo saper prendere i soldati “io vi condurrò nelle pianure piu’ fertili del mlondo , la dove i fiumi riluccicano come scimitarre d’oro” e anche saper come riprendere i suoi Generali “Duca di Rivoli’ non siete piu’ Massena?” sono
  delle pietre miliari forse le piu’ vere della sua carriera , ebbene fu Napoleone a definire l’Inghilterra “la nazione bottegaia “ Contro Napoleone giustappunto si ritorce la potenza marittima dell'Inghilterra che a Capo Trafalgar distrugge qualsiasi velleita' di competere nell'elemento mare con la sua flotta e quindi rinunziare a qualsivoglia progetto di invasione dell'isola. Si inaugura così un periodo di relativa non belligeranza tra potenze di mare e potenze di terra, che si fara' ancora piu' pronunciato dopo la sconfitta del Corso a Waterloo, dove l'inghilterra scende in campo anche con il suo esercito per rintuzzare le  intemperanze del principio terrestre troppo gonfiatosi con le velleita' di un singolo. Nel periodo della Santa Alleanza dominato dall'Austria di Metternich si stabilisce quasi un patto : alla terra cioe' al suo piu' illustre rappresentante il principe di  Metternich il compito di impedire il regurgito della idea rivoluzionaria come emersa in Francia, e con i suoi pericolosi sviluppi, all'Inghilterra l'incontrastato dominio marittimo per consolidare il suo Impero. L'idillio dura fino al 1848 quando oramai l'Impero inglese e' al suo acme e tornano le istanze di rivolgersi ora alla terra ferma, non per conquiste territoriali, quelle sono faccende che nel territorio europeo non interessano punto alla perfida albione. quello che le interessa e' seminare zizzania proprio all'interno delle potenze di terra, tra i forzati e spessissimo arbitrari  confini nazionali. Lo fa abilmente sempre dietro le quinte quasi mai in prima persona, cosi si mettono in moto gli esecutori piu' biechi dei principi economici suffragati sempre piu' da impianti teorici e pseudo culturali, si serve o forse e' lei come entita' politica che serve a tali soggetti non a caso conformati sotto lo status di sette o Logge, tipo quella massonica che si richiama ad astratti e fumosi principi di Libera Muratoria arbitrariamente dedotti da un passato molto poco verificabile, quello della costruzione da parte di Salomone e del suo Architetto Hiram del famoso Tempio di Salomone, proprio come trecento cinquanta anni prima era stato fatto 
dai mercanti di allora (fiorentini, romani, veneziani genovesi, olandesi) per imporre un nuovo ordine sociale e anche estetico al troppo poco flessibile mondo gotico con l'invenzione di un codice arbitrariamente definito classico da utilizzare come sorta di riduzione a elementi prestabiliti per normare tutte o quasi le possibilita' del fare costruttivo con l'avallo di quanto di piu' ardito avesse  allora da offrire la tecnologia : lo strumento della prospettiva.  Questo e' in sintesi il vero senso del Rinascimento, ma  l'aggravante e elemento che lo fa dannatamente simile alla nostra epoca e' che, il potere emergente per riuscire nell'intento di cambiare il mondo per i propri fini si sia servito come elemento di rottura di una grande supposta pandemia,  all'epoca una affezione dermatologica (peste bubbonica) oggi una banale influenza entrambi malattie normalmente insignificanti, promosse a veri e propri flagelli in grado di innescare paura nelle masse rozze e ignoranti, ieri come oggi, senza nessuna differenza

venerdì 27 ottobre 2023

IL MARTELLO COME DHS


Orbene l'amico Amos Boilini  ha centrato con semplicita’ e lampante evidenza il senso, il vero senso e tutti i significati e significanti delle 5 Leggi Biologiche di Ricke Geerd Hamer :  per farlo si e’ servito di un semplice martello e ha fatto il gesto di picchiarlo contro una mano …beh! tale azione puo’ essere annoverata ad una sorta di trauma, del tutto identico a quello che potremmo avere in circostanze meno volontarie ed anche costituire una classica DHS (sindrome di Dick Hamer per dirla in gergo delle 5 Leggi Biologiche) di notevole
e crescente entita’ se non si smette di picchiare il martello sulla mano, Ora e’ proprio qui che si divide la medicina di Hamer da quella tradizionale: nell’una e nell’altro abbiamo un martello che e’ espressione di una causa , ma mentre la medicina tradizionale  tende a vedere la mano maciullata e comincia a dare dei rimedi  facendo assumere un antidolorifico, un antifiammatorio, un antibiotico, ovvero ti da qualcosa per lenire, per riparare un danno, ma non si preoccupa minimamente di risalire alla causa che tale danno  ha provocato e  cioe’ il nostro martello che continua ad infierire sulla mano, al contrario la seconda non sta a li’ a trovare rimedi del danno oramai prodotto, ma cerca subito di eliminare il martello o perlomeno quel continuo picchiare sulla mano che non fa altro che intensificare i danni . Cessati i colpi di martello non e’ che si ha una pronta guarigione dell’arto offeso, ed ecco qui ci potrebbe essere una commistione tra le due medicine:  solo dopo aver eliminato la causa del danno, cioe’ tolto il martello, ed eliminato l’atto di continuare a picchiare sulla mano, potremo pensare a qualche lenitivo del dolore,  ingessare le ossa rotte, assumere antiinfiammatori e antibiotici per scongiurare il pericolo di infezioni;  diciamo che la medicina tradizionale e’ una medicina che si ferma alle apparenze e trova lenitivi solo a posteriori (detto per inciso la medicina di pronto intervento  perche’ quella che si prefigge di prevenire con farmaci, vaccini e quant’altro  e’ decisamente inutile, controproducente e sempre piu’ iatrogena )....
mentre la medicina di Hamer con l’andare innanzi tutto alla ricerca di cio’ che ha causato il danno,  va individuando  un effetto di contemporaneita’  ovvero di un “qui ed ora” e quindi  la ricerca di un futuro di guarigione e benessere, soggiace ad una certa anteriorita’ che si riferisce al momento in cui e’ stata presa la decisione di martellare la mano - siamo nella medesima accezione  di quanto diceva Lacan a proposito del’inconscio,  un qualcosa , nel nostro caso una medicina,  al “futuro anteriore” ovvero quella modalita’ temporale che  prende in esame tutto quello che fa da sostrato ad un certo tipo di comportamento  che potrebbe presentare problemi e proprio nello scioglimento della sua reattivita’,  perviene allo scioglimento di tali nodi onde concorrere ad un “av-venire” di ben-essere, di quello cioe'che la medicina tradizionale indica come guarigione. Possiamo aggiungere che il martello puo’ benissimo essere omologato anche ad una malattia, la causa che ingenera la malattia, per cui in termini hameriani parlare di guarigione e’ un po’ un non senso: come si fa a guarire quello che  sostanzialmente e’ gia’ guarigione?
ovvero individuare la causa dell’affezione si potra’, come e’ stato detto in precedenza cercare di curare certi effetti del trauma della DHS e in questo puo’ andare anche bene qualche ritrovato della medicina allopatica, ma una volta eliminata la causa  del trauma e quindi dell’affezione, sara’ sufficiente  attenersi al piano di recupero che il nostro organismo biologico ha sempre bello e pronto:  ecco anche per questo le 5 Leggi Biologiche hanno la qualifica di “biologiche” perche piu’ che alla medicina, alla psicologia, alla terapia, hanno innanzi tutto a che fare con la  Biologia, ovvero  una intrinseca e naturale  finalita' corporea volta al ben-essere.                                                                Diciamo dunque che l'amico Boilini e' stato chiarissimo nell'identificare un semplice martello con la complessita' di una DHS così come elaborata nel pensiero e nella prassi di Ricke Geerd Hamer sulle ben note vicende del trauma dell'uccisione del figlio giustappunto Dick Hamer  che ha dato  nome alla sindrome.
D'altronde il martello e' stato  sempre un referente molto utilizzato nel meccanismo metaforico di formazione del nostro linguaggio, chi non ha in mente la famosa canzone di protesta di Peter Seeger "If iI had hammer " - il martello della giustizia è la campana della liberta'  è la canzone sull'amore tra i miei fratelli e le mie sorelle per tutta questa terra" che la can tera' anche con il trio The Weavers e sara' un grande successo di  Peter Paul and Mary e anche della nostra Rita Pavone, sia pure spurgato del senso di protesta, con un martello genericamente utilizzato per "darlo in testa a chi non va" . Il martello e' stato preso ad esempio per molti test di psicologia : la giusta martellata nella prefazione del saggio "la ristrutturazione" di Bandler e Grinder, il martello del dio Thor nelle saghe nibelungiche, quindi il martello che compare nel logo del comunismo ed infine suvvia  sorridiamo un pochino
per il traslato del termine  sulla persona del famoso Re Francese Carlo Martello, quello pero' della canzone  di De Andre'  che ritorna dalla battaglia di Poitiers 
«È mai possibile, o porco di un cane, che le avventure in codesto reame debban risolversi tutte con grandi puttane? Anche sul prezzo v'è poi da ridire: ben mi ricordo che pria di partire v'eran tariffe inferiori alle tremila lire!»

martedì 3 ottobre 2023

800A - OTTOCENTO A - OTTO, ZERO, ZERO, A

 

800A   - Questa e’ una  scritta che per chi si trova a girare per la citta’ di Palermo trovera’ onnipresente:  riportata  su muri, cartelli, portoni, interni di palazzi, soprattutto bagni pubblici, per non parlare poi dei bagni dei vari istituti scolastici;  scritta che e’ una vera e propria sigla dell’immaginario collettivo palermitano perche ‘ sempre riportata cosi’ nel suo estremo schematismo  di in numero che puo’ essere ottocento, ma anche  otto, zero, zero, e una lettera “A” e’ l’espressione di un vero e proprio vissuto o forse desiderio di vissuto, storico, direi proprio immutabile  scavalcando computer, cellulari, codici binari e quant’altro : 800A che andando ad indagare risulta una manipolazione da aggiunta di una originaria espressione molto usata anche essa come scritta, ma soprattutto strausata a livello verbale ….la aggiunta scritta e’ data  dal chiudere le due estremità della S maiuscola fino appunto a pervenire ad un otto e chiudere  invece a zero la lettera U e la lettera C , sempre maiuscole con un piccolo tratto…. da “SUCA” a “800A” appunto. Una parolaccia ordunque, mascherata o meglio manipolata, aggiunta,   tale da non incorrere,  forse originariamente,  nella riprovazione o nell’interdetto, quando non addirittura nella sanzione dell’ordine costituito o pubblica moralita’ . La parola originaria “SUCA” e’ senza dubbio il piu’ famoso intercalare del dialetto siciliano che non e’ pero’ stata sdoganata come il celeberrimo “minchia” che solo fino a qualche tempo fa veniva solo allusa con un prolungato “Miiiiii…” che pero’ poteva anche essere inteso come una riduzione del termine “mizzica”.  
La parola Minchia che e’ poi il corrispettivo siciliano del termine che indica l’organo sessuale maschile, e’ entrata oramai nel linguaggio ordinario e probabilmente non solo regionale e  nazionale, ma mondiale, questo specie negli ultimi cinquant’anni grazie soprattutto ai film, alle vulgate in dialetto siciliano a tutta una serie di attori ; così non e ‘ stato  ad esempio per il corrispettivo dell’organo sessuale femminile  “sticchio”  che e’ rimasta, forse per un indubbio effetto cacofonico, nell’ambito regionale e anzi specie nelle ultime generazioni sta via via per essere soppiantata da espressioni meno contorte e anche piu’ semplici come il diffusissimo  
“fica”. In proposito voglio riferire un gustoso aneddoto di me ragazzino dell’estate del 1961, quando l’interesse per quella determinata cosa cominciava a farsi predominante. Non ero da troppi giorni a Palermo e avevo fatto amicizia con gruppi di ragazzetti grosso modo della mia eta’ tutti super arrapati e in velleita’ di entrare a far parte della terminologia specifica siciliana del modo di dire “canazzi di bancata”  ovvero  espressione indicante quella sorta di metafora che la folcloristica di un luogo pone tra due elementi del suo costume e delle sue abitudini : da una parte appunto quei ragazzi alla ricerca di una identita’con peculiarita’ molto pronunciate da un punto di vista maschile e dall’altra quei cani che cominciano ad aggirarsi tra i banchi dell’appena dismesso mercato che debbono essere estremamente decisi e volitivi se vogliono accaparrarsi qualche resto di cibo.
Mi trovavo, io romano tredici anni appena compiuti (giugno 1961),
  facente parte di questa  combriccola, con i miei modi di dire, i miei atteggiamenti, il mio modo di fare,  diversi d’accordo, ma che pure avevano  avuto i loro ammaestramenti, la serie di prove da superare negli equivalenti delle comunita’ di ragazzetti di via Nicolo’ V, di Monte del Gallo, e persino della Borgata di Primavalle da dove di tanto in tanto qualche appartenente calava. Cos’ io cercavo di tenere il passo anche in quel siciliano ecco con le sue parolacce specifiche, il minchia, il suca ed anche quel termine che non riuscivo a decifrare bene, sticchio appunto. “ma guarda un po’ quanto sono strani questi siciliani” mi dicevo arrovellandomi non poco “ invece di guardare, chesso’ il culo, le tette, il corpo, si fissano su di un particolare che francamente mi lascia proprio perplesso : gli stinchi !  - che bello stinco !!!!  Miii...du’ stinco … !!! , ma cristo che cazzarola di attrattiva erotica puo’ avere uno stinco?” finalmente trovai il coraggio di dirlo ad uno del gruppo con il quale ero entrato piu’ in confidenza e quello…beh non ci crederete… non si riusciva piu’ a fermare dal ridere   “ u sticchio, mala minchiata d’un romano, u’ sticchio, non lo stinco !”  - ma vaffanculo te e la tua lingua perversa,  come si  puo’ dare un nome simile alla fica  ?!”  avevo cercato di ribattere  Anche il termine suca e neppure la sua forma siglata 800A si e’ sdoganata dai confini siculi, eppure in Sicilia , lo ripeto, letteralmente dominante, si certo,  anche piu’ dei termini minchia e soprattutto sticchio, non solo ma ci sono tutta una serie di risposte, rispostine, frasi fatte,  quando qualcuno (e sono tanti ve lo assicuro) vi gratifica del termine Suca, che a ben vedere e sentire non indica uno status, ma un evento, un qualcosa che si fa, un po’ come la differenza tra la particella e il flusso in fisica quantistica, vale a dire  Heisenberg e Schrodinger,  principio di indeterminatezza e equazione d’onda, interpretazione di Copenaghen e doppia fenditura.
effetto doppia fenditura
La prima fresetta di pronta reazione e’ “a mia “ cioe’ fallo tu a me, che puo’ essere ulteriormente colorita “a mia e a o’ Duca… “ chissa’ a quale Duca si allude, ma c’e’ ancora un continuo “ e a o’ cane… con conclusione ancora piu’ contorta “ e co o’ culo te vuschi o’ pane!” Non chiedetemi dove sono state prese queste coloritissime, anche se
 poco giustificate frasi e quali origini abbiano: non e’ come per i “canazzi di bancata” o mille altre espressioni siciliane che hanno una loro stringente logica e precisissimi riferimenti storici, di costume, di tradizioni : Garibaldi e il suo grido “voglio Pilo “ su doppio
significante del nome del suo luogotenente e de “o pilo” con il quale si suole anche indicare l’organo sessuale femminile, questo quando ancora non si era diffusa la moda del depilarsi, “cu mancia fa muddichi” chi mangia fa mollica, “o’ cane muzzica
  sempre o’ sfardatu” -  il cane morde sempre il disgraziato,  “nuddu se pigghia si nun s’assomigghia” - nessuno si prende se non si assomiglia  “si nuddu miscato cu’ gnenti” - sei nulla mschiato con niente “afferra cazzi n’t’all’aria” di uno che insegue cose non concrete , e tante,  tantissime altre. Sempre sul suca ci sono altre  aggiunte, magari appannaggio di determinate categorie di persone come gli studenti del vecchio ginnasio che commentando pezzi dell’Eneide tipo l’invocazione fatta alla vergine guerriera Camilla potevano anche indirizzare l’epiteto con un’ aggiuntina di classico “Suca…milla forte,guerriera” scandendo opportunamente la frase . 
  

venerdì 1 settembre 2023

L'INCONSCIO E' TERRESTRE, LA COSCIENZA MARINA

OGGI PIU' CHE MAI penso  che sia il caso di riprendere con discernimento  quella antica dicotomia individuata settant’anni fa da Carl Schmit un filosofo e giurista tedesco, tenuto alquanto in penombra dalla cultura occidentale del dopoguerra per essere stato un fiancheggiatore del Regime nazista. Lo stimolo e' suggerito anche da un saggio di uno dei pensatori che stimo di piu’ :  Alain De Benoist che ha scritto in collaborazione con Julien Freund, un altro pensatore non allineato alla grande menzogna liberalista,  un libro su  tale tematica  che viene riletta  giustappunto approfondendo   quella dicotomia  di Schmitt,  partendo dal saggio titolato “Terra-Mare” in cui tutta la storia del mondo, nella particolare 

accezione della conflittualita’ storica  era interpretata nella prospettiva di una opposizione fondamentale tra nazioni di terra e nazioni di mare - sottotitolato  “una considerazione sulla storia del mondo raccontata a mia figlia Anna” il saggio riassume  in atermini estremamente accattivanti e semplici  l’evoluzione geo-storico-giuridica  a partire dalla scoperta dell’America, quindi la fine del XV secolo con gia’ in corso tutta la serie di sconvolgimenti epocali - viaggi, nuovi continenti, invenzioni, commerci, diversi stili artistici, modalita’ differenti di guerre e assedi, financo  pandemie ricorrenti, dopo quella famosissima del 1348, che induce alla domanda “cui prodest” (ieri come oggi)-  che rimandano ad una ulteriore analisi,  quella delle eta’ del mondo di Esiodo da cui siamo indotti  alla considerazione che ci troviamo in piena eta’ dei mercanti o del bronzo, subentrata a quella dell’eta’ dei guerrieri, ovvero l’eta’ dell’argento. L'originalità dell'opera risiede nell'individuazione, da parte dell'autore, della dicotomia Terra-Mare come motore della storia umana ed e’ ovviamente questa la tematica che interessa ai due piu’ recenti pensatori che hanno tanto ispirato anche me: difatti nel loro  breve ed intenso saggio, scritto a quattro mani, affiora l’importanza di tale dicotomia   non tenuti in sufficiente considerazione dai metodi degli storici, anche quelli piu’ raffinati tipo  Oswald Spengler o  Arnold Toynbee, ma forse in qualche modo contemplati dai soliti pensatori piu’ fuori del sistema e ostracizzati  tipi Guenon, Evola, Mircea Eliade. In  questo mio nuovo articolo pero’ riprendo il saggio di Schmitt, ma mi piace commisurarlo non solo al molto piu’ antico sistema ripartito delle “eta’ del mondo” di Esiodo, comune anche a tutte le altre antiche civilta’,  ma anche alla mia Bibbia personale di possibile e alternativa interpretazione della storia del mondo, che e’ il saggio di Julian Jaynes “il crollo della mente bicamerale e l’origine della coscienza” (lo so, lo so… i pochi che per avventura si siano avvicinati ai miei scritti,  indubbiamente lo diranno a gran voce  “ah Ma’…. e mo’ hai rotto co’ sto’ Jaynes e la sua mente bicamerale”  Eppure vedete se applichiamo la bipartizione del cervello, con quella sua parte sinistra  preposta al linguaggio articolato tramite condensazione metaforica del significato di una cosa (il famoso confronto per similarita’ “ cosa e’ questo ? -  bhe e’ come …quello”), ed un’altra parte strutturata per trasferimento metonimico di un  significante (“come devo fare  per interagire con…? ) così  come ti viene impartito da una voce allucinatoria che rappresenta il condensato di tutte (o quasi) le situazioni in cui un individuo viene a contatto, ci veniamo a trovare in una situazione ottimale di organizzazione cerebro/comportamentale,  che con tutta probabilita’ ha funzionato per migliaia d’anni e che nella sua indistinzione e fumosita’, la tradizione popolare, una volta pervenuta alla coscienza e quindi ad un Io analogale  sulla base del linguaggio, ha denominato “eta’ dell’oro “ una eta’ nella quale potevano proiettarsi e anche  condensarsi (non dimentichiamo la funzione eminentemente metaforica e quindi di condensazione di significati della coscienza) tutti i miti, tutte le leggende, tutte  le storie, e anche tutte le esagerazioni, che la nuova funzione poteva ritrovare nel suo  percorso. Comincia quindi il racconto, un qualcosa del tutto escluso nella organizzazione della mente bicamerale, che aveva un impianto estremamente pragmatico di adattarsi all’ambiente, un racconto a volte stupendo che si colora dei tratti dell’epica, della lirica, della  poesia e di tutte le condensazioni metaforiche della coscienza. Ovviamente non si puo’ piu’ ricorrere alla metafora aurea per designare  il nuovo periodo e neppure far riferimento agli dei, che restano un qualcosa di molto indistinto, tutt’al piu’ raffigurabile in una altra forma di rappresentazione, quella della parola scritta in primis, ma anche  quella pittorica/visiva, ovvero  statue, idoli, totem, templi, quella musical/emozionale  tipo poesia, anche teatrale. E’ indubbio pero’ che
c’e’ un calo di livello, anche nella presunzione della nuova organizzazione cerebrale e si designa il metallo subito meno nobile. l’argento, per caratterizzare la nuova era  e si indica nella classe “dei guerrieri “  la nuova categoria di protagonisti nella scena del mondo. Sembrerebbe così leggendo racconti, ascoltando musiche e quant’altro che si sia trattato tutto sommato di un passaggio indolore da una era all’altra, per alcuni versi addirittura propizio…ma … ecco c’e’ un ma grosso come una montagna: il passaggio dalla mente bicamerale alla coscienza non ha solo un carattere di minore valore  quale si addice alla differenza tra oro e argento, ha anche un risvolto di estremo sviluppo della crudelta’ umana, che difatti esordisce sul teatro del mondo con guerre, eccidi, massacri, stupri, violenze di ogni genere e si serve di strumenti atti a tale pratica sempre piu’ sofisticati che segnano appunto lo sviluppo delle armi e quindi la dizione di “eta’ dei guerrieri”   per questo periodo di esordio della coscienza e quindi della storia che su di essa e solo su di essa puo’ essere raccontata    Il subentrare dopo due millenni e mezzo di un’altra classe che sara’ caratterizzata da un metallo ancora meno prezioso,  il bronzo e da attivita’ sempre improntate a sopraffazione , violenza , crudelta’,  perseguite solo con maggiore ipocrisia, e’ detta Eta’ dei mercanti ed e’ innescata da una, per buona parte,  inventata o comunque gonfiata in maniera abnorme , pandemia, che in breve  porto’ alla obsolescenza di tutti i valori fino allora perseguiti dal mondo medioevale e nelle sue alterne vicissitudini dalla cosidetta eta’ dell’argento o dei guerrieri.  Quello che bene o male fino a quell’evento era considerato rispondente ai valori della  civilta’ , la tradizione, il senso di un Impero. che salvaguardasse o si rifacesse a tali valori, come ad  esempio il Sacro Romano Impero di Carlo Magno e l’estremo tentativo di un suo recupero e  riproposizione da parte di Federico II di Svevia,  ed ancora la Cavalleria ,  una opera come la Divina Commedia di Dante Alighieri,  lo stile Gotico  delle  Cattedrali con il loro bagaglio di conoscenze e esperienze  da trasmettersi per coralita’,  sono soppiantate  dai  commerci, del valore di scambio , del denaro,  quindi dall’avvento di quella  che in una parola io definisco, non lo nego con un tantino di disprezzo “l’eta’ dei bottegai e dei garzoni”  e che rispecchiano in toto (ecco che prende corpo l’ipotesi di Schmitt)  l’ascesa delle potenze di mare di cui la prima piu’ compiuta espressione e’ l’Inghilterra, soprattutto a principiare dalla Regina Elisabetta detta la Grande, con le forti spinte espansioniste e la formazione di un tutt’altro tipo di  impero, del tipo marittimo/coloniale, sino a passare in  tempi piu’ recenti  il testimone (diciamo dopo la seconda guerra mondiale) agli Stati Uniti che ne hanno preso il posto. Riassumendo possiamo dire che si e' andati da un peggiore ad un molto piu'  peggiore (lo so! non si dice, ma mi sia concesso il massimo della riprovazione su tali passaggi epocali), comunque sia rispetto all'eta' dell'oro che e' l'equivalente all'organizzazione bicamerale, si e'  prodotta una frattura che probabilmente non ha rimedio. Jaynes, tra gli altri  possibili motivi di frattura  - sprofondamento isola di Santorino, invasione dei Dori - probabile riscontro storico di Atlantide e della sua scomparsa- individuava nell'elemento mare la  principale  causa del crollo della 
 mente bicamerale e l'origine della coscienza. Il mare  e un popolo di navigatori tipo i Fenici,  che costretti in un elemento poco atto a comportamenti catechizzati, pian piano a fronte di sempre nuovi problemi abbiano trovato sempre meno voci allucinatorie  rispondenti alla bisogna e quindi siano stati per cosi' dire, costretti  fare ricorso all'elemento metaforico e non metonimico, applicando la condensazione al proprio stesso io e mettendolo in diretta relazione con il contesto e il comportamento da scegliersi, ecco la principale motivazione della crisi e quindi crollo della mente bicamerale e la necessita' di trovare un sostituto per mettersi in situazione con il contesto  e quindi interagire autonomamente   : Ebbene si questo sostituto e' LA COSCIENZA

venerdì 7 luglio 2023

LA NUOVA FONTE MERAVIGLIOSA

 


Le 5 Leggi Biologiche di  Rike Geerd Hamer sono una delle poche  scienze realmente sistemiche, un po' come la scienza dell'inconscio di Freud, Jung, Lacan, un sistema ovviamente inconscio che, come dice un altro grande studioso della psicoanalisi, Ignacio Matte' Blanco, si coglie per insiemi infiniti   Tradizionalmente, i sistemi di conoscenze si ritengono elaborabili solo all’interno di una prospettiva filosofica, mentre la ricerca scientifica viene fatta solo in ambiti strettamente delimitati, dove le variabili sono tenute sotto il massimo controllo, mentre l’andamento o le caratteristiche dei fenomeni osservati, strettamente segregati dal resto dell’esperienza, vengono verificati mediante procedimenti statistici.
Lo sviluppo delle scienze sistemiche ha mostrato come gli stessi procedimenti usati per isolare le variabili oggetto di studio costituiscono una interferenza, che modifica il fenomeno osservato e, soprattutto, isolandolo dal suo contesto, ne rende inaccessibile il significato, che è dato dalle sue connessioni con il campo di esperienza, nel quale tale fenomeno si osserva; inoltre, l’isolamento delle variabili rende impossibile scoprire qualcosa di veramente nuovo, che non sia già implicito nell’ipotesi iniziale. In sostanza lo sviluppo della sistemica, che ha dato il suo impulso soprattutto in fisica, nella comunicazione, in psicologia, sociologia, in biologia degli eco-sistemi, non ha avuto la benché minima influenza sulle modalità di ricerca, che restano quelle tradizionali. Il metodo usato da Hamer, per formulare e definire il suo sistema, consiste nell’osservare il fenomeno, studiato nella sua integrità, senza isolarlo, senza interferire con esso, senza perdere i nessi con quanto sta accadendo contemporaneamente a tutti gli altri livelli di realtà e di elaborazione dell’esperienza. Egli ha imparato dai processi che si svolgevano sotto i suoi occhi, ha ordinato e sistematizzato quello che andava imparando. I suoi colleghi medici, come altri scienziati, non hanno avuto accesso alla verifica di processi estesi, completi, perché sono partiti dall’assunto dogmatico, precostituito all’esperienza, che una parte dei fenomeni osservati non sono da conoscere, ma da reprimere, in quanto maligni, perversi. La medicina tecnologica e riduzionista è cresciuta sul costante impegno di eliminare, arrestare quei processi naturali, che abbiamo considerato maligni, astrattamente, separandoli da tutto il resto dell’esperienza e della vita delle persone, senza capire niente sulla loro origine e sulla loro funzione. Il progresso tecnologico non è stato accompagnato di pari passo da una evoluzione della conoscenza e della comprensione dei fenomeni naturali, così che la crescente raffinatezza dei mezzi di indagine ha avuto il solo risultato di alimentare la paura di questi fatti ed il potenziamento delle strategie repressive e distruttive. Hamer ha avuto modo di vivere un processo di malattia cogliendone l’esperienza per intero, con la capacità di rintracciare i nessi tra i fatti che definivano la malattia con tutto quello che in contemporanea accadeva nella vita. Questi nessi, che Hamer ha colto nel pieno della propria esperienza di malattia e di vita, costituiscono le coordinate del suo sistema di conoscenze, quindi il suo sistema non rappresenta soltanto, come lui afferma, lo strumento di un "capovolgimento diagnostico", ma è anche il risultato e lo strumento di un capovolgimento epistemologico, il fondamento di un’evoluzione della conoscenza, perché permette di integrare livello teorico e piano di esperienza, di creare un sistema teorico che sia anche, di per se stesso, un processo di realtà. Questo è il vero motivo, per cui il sistema di Hamer non è solo diagnostico ma anche terapeutico: perché esso è correttamente diagnostico sul piano dell’esperienza. e' in sostanza una diagnosi che e' nel contempo definizione e prassi . Per questo, già con l’atto di comprensione di quanto accade nella vita della persona, la diagnosi estesa, sistemica, è già anche terapia: perché lo stesso procedimento che porta alla chiarezza diagnostica è un’esperienza di relazione che cambia la vita. Si direbbe che Hamer sia riuscito a dare alla medicina un reale carattere scientifico (spiegare i fatti osservati) proprio perché, riconoscendo alle malattie ed ai processi organici la loro reale natura di fatti umani complessi, egli si è disposto a studiare la medicina per ciò che realmente essa è: una conoscenza dell'uomo sull’uomo e per l'uomo: una scienza umana. Nessuno scienziato si impegna in un simile acrobatico rovesciamento di prospettiva epistemologica, a meno che non vi sia costretto dalla vita. Il processo di elaborazione dell Leggi Biologiche NMG è quindi “scienza che viene dall’esperienza”, per come i fili con i quali questa conoscenza è stata tessuta affondano nella storia del dr. Hamer, sono gli stessi fili dei quali è stata intessuta la sua vita. Per questo, nel porre le ipotesi, nell’istruire le verifiche, nel costruire, mattone su mattone, l’edificio della sua medicina, egli non si è distaccato, nemmeno per un attimo, dal piano dei fatti, della realtà concreta e della sua complessità: ciò che sta accadendo, esperienza e vissuto personale di questo accadere, con tutte le sensazioni, emozioni, pensieri, movimenti e contemporanei fatti organici, cerebrali e comportamentali. Ogni affermazione della Leggi Biologiche si radica nella concretezza dell’esperienza di vita e ad essa ritorna, fino ad essere un tutt’uno con la vita stessa. Questo spiega perché l’esperienza che si ha dell'articolarsi delle Leggi lavoro, a differenza di quanto accade in altre discipline scientifiche, attraversa le persone a tutti i livelli di esperienza e ci si trova in un sistema rigorosamente interconnesso da funzioni logiche, matematiche, puntualmente e direttamente sottoposte a verifica, che, al tempo stesso, riconduce al significato di ogni elemento, alle sue connessioni con la vita. Il Dr. Hamer sintetizza questa esperienza complessa del sistema dicendo che esso è fatto con “precisione tedesca ed eleganza italiana” ecco ! forse e' proprio da tale assunto che ha dato alla sua Teoria la denominazione di Nuova Medicina Germanica, dimenticandovi di includervi anche la aggiunta di Italiana, (questa osservazione un po' ironica la facciamo noi Italiani magari un po' piccati per quella denominazione così esclusiva e unilaterale, magari canticchiando il refrain
di una canzoncina di altri tempi fa , che faceva "Camerata Richard benvenuto, posa il sacco si scivola bada, c'e' il nemico al di la' della strada parla piano che gia' ti ha veduto....) Chi e' il nemico di oggi? beh e' facilmente individuabile: la medicina tradizionale, riduzionista e iatrogena, lo scientismo ipertrofico, anche il consumismo e il tecnologismo esasperati, il post progressismo e tutta una serie di entita' e soggetti: Big Pharma, la OMS, le Multisocieta' Finanziarie, Soros, Gates, Rotschild, Rockfeller, Schwab e tutto il loro stuolo di servi della politica e dell'informazione. Di contro le 3 Leggi Biologiche che con una forte riserbo chiamiamo anche Nuova Medicina Germanica, per la sua intima, puntuale connessione con la vita concreta e con fatti reali, ogni concetto ed ogni affermazione risulta inscritto in un sistema logico-matematico,che è, al tempo stesso, parte di un racconto, di un romanzo, di una storia, di una sorta di “ispirazione poetica”, nella quale scienza, arte e storia coincidono. E' essenzialmente poetica l’operazione di vedere un processo di malattia come movimento di guarigione, perché è esattamente quanto ci permette di liberare, comprendere e far funzionare questa tanto bistratta entita' tra il fisico e lo psichico per ciò che, nella loro vera natura essa e' : una esperienza tra il conscio e l'inconscio che ci riconnette con la funzione di trasformazione, che è la forza che ha guidato l’evoluzione della specie e che anche oggi ci orienta nei nostri processi evolutivi.
Per quanto la NMG (uso sempre con riluttanza questa dicitura, ma lo faccio anche per semplicita' linguistica) è strettamente interconnessa alla vita ed all’esperienza, essa rappresenta molto più che una metodica scientifica applicata: è un’evoluzione vera e propria del modo di vedere il mondo e di vivere la vita. Come tale, essa getta le basi di un nuovo umanesimo, che affonda le radici nei più profondi abissi dell’origine della vita, nei programmi che hanno condotto l’antico verme d’acqua ad esprimersi nelle forme e nei processi vitali degli esseri viventi, che attualmente popolano la terra e che ancora consentono al verme che siamo di continuare a trasformarsi e ad evolvere.
Ryke Geerd Hamer, si trovava all’apice di una vita di successo professionale, come medico, ricercatore ed inventore di strumenti medici, in grado di garantire, solo con i proventi dei suoi brevetti, il benessere economico suo e della sua famiglia, quando accadde il fatto che cambiò improvvisamente la sua vita e liberò il movimento che avrebbe portato all’elaborazione di un nuovo modo rivoluzionario di vedere le malattie. Il 18 agosto 1978, alle tre del mattino, Dirk Hamer figlio del dr. Hamer, viene ferito da un colpo di fucile sparato dal principe Vittorio Emanuele di Savoia, durante un alterco con dei vicini, mentre dormiva in una barca ancorata nel porto dell’isola di Cavallo. Morì il 7 dicembre successivo dopo 19 interventi ed una terribile agonia. Due mesi dopo questo evento, il dr. Hamer scoprì di avere un tumore al testicolo destro. Durente la degenza in clinica comincio' a rendersi conto che il suo tumore aveva una stretta correlazione con il trauma della perdita del figlio. Essendo un medico oncologo, quindi un addetto ai lavori, gia' nella sua degenza comincio' a commisurare la sua esperienza con altri pazienti affetti dal medesimo male, che avevano tutti, dico tutti senza neppure una sola eccezione, una similare esperienza di grosso trauma all'origine, diciamo come eziologia, della grave affezione Tornato al lavoro in un reparto di oncologia ginecologica, egli provvide a verificare la sua intuizione riguardante la connessione tra evento traumatico ed insorgenza del cancro. Con una serie di interviste sistematiche, rilevò con ancora maggiore precisione che tutte le pazienti ammalate di cancro delle ovaie hanno subito, poco prima di ammalarsi, un trauma di perdita, proprio come era accaduto a lui stesso con suo figlio. Da queste prime osservazioni, comincio' a ricavare un precisissimo, inequivocabile sistema di correlazioni tra cancro ed evento traumatico che lo genera. In memoria del trauma che era all’origine del suo cancro, Hamer chiamo' il trauma biologico che genera la malattia “Dirk Hamer Syndrome” o “DHS”, e “conflitto biologico” lo stato durevole di attivazione simpaticotonica, che si instaura in conseguenza del trauma. In seguito alla pubblicazione di questa prima scoperta, il direttore della clinica oncologica impose ad Hamer di ritrattare le sue affermazioni sulla genesi del cancro oppure di prepararsi a lasciare la clinica.Sapendo che ben presto sarebbe stato costretto a lasciare la clinica, Hamer impegnò tutto il tempo che gli restava al lavoro, nella ricerca e nello studio dei dati a sostegno ed approfondimento della sua teoria, rafforzando la convinzione di una genesi traumatica del cancro. Nel suo lavoro di analisi dei dati, egli si accorse che ogni tipo di cancro sembra corrispondere ad un contenuto specifico del trauma che lo genera e della tensione conflittuale che lo accompagna, proprio “come se fosse la psiche stessa a determinare se e dove si vada a formare il cancro”. Inoltre, Hamer aveva notato che ogni tipo di cancro ha un tempo di latenza (il tempo che passa dalla DHS alle prime manifestazioni sintomatiche) specifico. Riesaminando ed ampliando la sua casistica, con particolare attenzione ai “carcinomi silenti”, Hamer si accorse del fatto che, in tutti i casi, nei quali i pazienti erano sopravvissuti, il conflitto attivato dal trauma era sempre risolto, mentre, i pazienti che erano . non avevano risolto il conflitto. Va sottolineato come nel corso di questa sua prometeica ricerca, Hamer abbia sempre avuto una stretta relazione con suo figlio Dirk, che ha continuato ad apparirgli in sogno, a sostenerlo, incoraggiarlo ed ispirarlo nel suo lavoro e nella pubblicazione delle sue scoperte. Per questo egli considera la NMG come l’eredità di suo figlio Dirk al mondo e si considera l’esecutore testamentario del figlio, nel dare forma a questa scienza e comunicarla al mondo. Dopo la scoperta del nesso tra soluzione del conflitto e decorso di guarigione, Hamer fece una relazione, nella quale presento' ai suoi colleghi della clinica le sue scoperte, avendone come risposta il suo immediato licenziamento. Nel corso della sua ricerca sull’origine psichica del cancro, Hamer cercò di spiegarsi come si realizzi la connessione tra psiche e organo: “Come fa il livello psichico ad agire su quello organico?”. Per rispondere a questa domanda, egli fece l’ipotesi che la comunicazione psiche-organo avvenga tramite il cervello. "E’ strano..." osservo' in numerose occasioni "...che in questa epoca di computer, di programmazione, di cibernetica, non si sia mai presa in considerazione l'idea che via sia anche per noi esseri umani un programmatore centrale che governi tutto il nostro corpo, ovvero in relazione all’insorgenza ed al decorso delle malattie, non si sia mai presa in considerazione la funzione del cervello, ma si considerino queste come il risultato di alterazioni meccaniche, di agenti patogeni, di deterioramento, di aggressioni più o meno casuali" Secondo Hamer, il cervello rappresenta il computer del corpo, regola le attività degli organi, che sono “la macchina”, nei processi di malattia, esattamente come in ogni altro processo. Qualsiasi processo non è causato da un livello esterno, ma interno e accade simultaneamente in modo sincrono, su tutti e tre i livelli. Questo significa che le malattie non sono accidenti casuali che colpiscono il corpo, ma l’espressione di un ben definito programma, guidato dal computer “cervello”, collegato con tutto il resto degli organismi viventi e pertanto, connesso in modo sincronico anche col corpo e con l’attività psichica dello stesso organismo. Sulla base dei dati raccolti e delle sue elaborazioni, Hamer scrisse una tesi di abilitazione alla libera docenza, che, nell’ottobre 1981, presentò alla Università di Tuebingen, con l’intento di far istruire un procedimento di verifica delle sue scoperte, in modo che queste potessero essere messe a disposizione dell'umanita'. Nello stesso anno curò la prima edizione tedesca di questo testo“Kurzfassung der Neuen Medizin” (Riassunto della Nuova Medicina), Edizioni “Amici di Dirk, Colonia 1981. La verifica sarà ripetutamente rifiutata dall’Università, anche davanti all’ingiunzione del tribunale, ed il testo della Tesi verrà più volte rielaborato. Quello che ne resta, dopo le successive rielaborazioni e le successive nuove edizioni, si trova oggi sotto il titolo “Il capovolgimento diagnostico”. Nonostante il clima minaccioso, che si andava sempre più aggravando, con le manifestazioni di ostilità che le pubblicazioni delle scoperte di Hamer riscuotevano nell’ambiente medico, egli continuo' le sue ricerche, concentrandosi specialmente sul sincronismo del decorso delle malattie sui tre livelli: psiche, cervello e organi. L’ipotesi che, dal momento della DHS, si attivi nel cervello un programma, che garantisce il decorso sincrono del processo sui tre livelli, indusse Hamer ad uno studio attento dei processi che, nel decorso delle malattie, si attivano a livello cerebrale. Osservando le TAC cerebrali, la sua attenzione venne attratta da certi segni caratteristici, simili a quei riverberi, che vengono considerati dai medici “artefatti”, cioè effetti dovuti ad un funzionamento difettoso della macchina. I medici erano così abituati a trascurare questi segni, che ritennero non avere alcun valore diagnostico. Di contro l’attenzione di Hamer, nell’esaminare le TAC cerebrali era resa più acuta dal suo intento di cercare, nel cervello, i segni dell’attività del programma responsabile del sincronismo tra livello psichico e livello organico, nel decorso di una malattia. Perciò egli andava notando che uno di questi segni, ritenuti artefatti, nella sua TAC cerebrale e nelle TAC delle pazienti che soffrivano di cancro delle ovaie, era sempre presente ed era sempre localizzato nell’area cerebrale che regola l’attività delle ovaie o dei testicoli. Dalla persistenza della localizzazione del segno, Hamer dedusse che, in effetti, si trattava del segno di una attività cerebrale, collegata con la concomitante malattia organica. Da queste osservazioni egli ricavò, nel 1983, la teoria dei “focolai di Hamer”, come egli chiamò le formazioni a cerchi concentrici, che segnalano l’attivazione di un’area cerebrale. Questi campi magnetici “a bersaglio” sono stati così battezzati dai colleghi di Hamer ai quali egli li aveva mostrati e che, per ridicolizzarlo, li chiamavano “quei buffi focolai di Hamer”. L’individuazione dei focolai di Hamer rappresenta l’ultimo mattone della sua prima legge biologica, che egli chiamò “regola ferrea del cancro”. Dopo questa scoperta, la ricerca di Hamer diventò sempre piu' uno studio sistematico, con distribuzione dei dati su tre livelli, una registrazione di tutto ciò che accade nella esperienza psichica, comportamentale e relazionale dei pazienti. Dall’analisi di questi dati e' nato il sistema di correlazioni, che sta alla base della NMG, tra contenuto della DHS e del conflitto con la localizzazione del FH nel cervello e con la localizzazione e la forma del relativo programma organico. Il programma attivato dalla DHS decorre sui tre livelli in modo sincrono, cosa che permette di prevedere, conoscendo i fatti che accadono in uno di questi livelli, cosa sta accadendo negli altri due. La regola ferrea del cancro è il fondamento del sistema delle Leggi Biologiche: Nel 1983, Hamer comincio' a rendersi conto che quanto scoperto, sulla genesi del cancro e sul sincronismo del processo su tre livelli, non riguarda solo le malattie oncologiche, ma tutte le malattie, quindi comincio' ad usare per i processi patologici non cancerosi, il termine “equivalenti del cancro” o “oncoequivalenti”. Tutte queste scoperte vennero presentate, sempre nel 1983 in una trasmissione della televisione tedesca e ai primi dell'anno successivo vennero riassunte in un saggio dal titolo “Cancro, malattia dell’anima, corto circuito nel cervello, il computer del nostro organismo, la legge ferrea del cancro” edito dalla Casa Editrice “Amici di Dirk”, che nel frattempo aveva fondato. Il questa fase, Hamer vedeva ancora il cancro come il risultato di un disturbo del funzionamento del sistema psiche - cervello - organo, e quindi la catalogava come malattia causata da un trauma che aveva ingenerato un corto circuito nel cervello, ma già cominciava a rendersi conto che la cura di questa malattia consisteva in una collaborazione tra medico e paziente ed in una comprensione profonda, del primo verso il secondo, della sua vita e dei suoi vissuti, e quindi in un aiuto che consenta al paziente di riprendere in mano la sua vita, di riparare naturalmente le sue ferite. Sulla base di questa comprensione delle dinamiche terapeutiche, Hamer continuò ad aprire e far funzionare delle cliniche per i suoi pazienti, ispirate alla sua nuova intelligenza diagnostica e terapeutica, le “Case degli amici di Dirk”: rifugi per malati, per lo più già dimessi dagli ospedali con diagnosi terminali, di una concezione del tutto nuova e rivoluzionaria, fondati sulla collaborazione, sulla funzione terapeutica del gruppo, dell’aiuto reciproco, sulla puntuale conoscenza dei fatti e delle leggi biologiche da parte dei pazienti, che restano sempre a capo del processo terapeutico e dove, soprattutto, questi non si sentono confusi da cinquemila ipotesi, minacciati da continue analisi invasive, da interventi e terapie distruttive, dove si sentano a casa loro, al sicuro, con l’aiuto necessario ad affrontare processi biologici naturali e non necessariamente minacciosi. Nel corso di questa esperienza Hamer diventò ancora più sicuro del fatto che i processi biologici ed esistenziali che chiamiamo “malattie” sono aspetti naturali da seguire e conoscere e non nemici da combattere e che, nel processo terapeutico, il medico deve essere un alleato, un amico dei suoi pazienti e non un padrone: egli deve favorire e procurare tutte le condizioni che fanno sentire il paziente al sicuro, a casa sua, tra amici, circondato dai suoi cari, in un contesto, in cui possa mantenere o recuperare funzioni utili per se stesso e per il gruppo, si possa mantenere attivo, per quanto possibile, e collabori alla vita sociale della casa, in modo da riconciliarsi con tutti gli aspetti vitali dell’esistenza. Non solo la cassa mutua ha sempre rifiutato di sostenere economicamente queste iniziative, ma ogni nuova “casa degli amici di Dirk”, che Hamer tentò di far funzionare, venne sempre chiusa dalle autorità, con i motivi più disparati, compreso quello di irregolarità nella gestione del personale. Nel 1987, Hamer formulò la seconda, terza e quarta legge biologica. Nelle sue esperienze con i pazienti, egli aveva osservato che tipi diversi di cancro o malattie diverse avevano differenti tempi di latenza, dalla DHS alla fase sintomatica; inoltre aveva notato che, prima dell’insorgenza dei sintomi, c’era una fase di stress simpaticotonico, in cui si avevano lievi disturbi, le malattie cosiddette “fredde”, oppure nessun disturbo, mentre, nella fase sintomatica seguente, insorgevano le cosiddette “malattie calde”, con disturbi più marcati, forti, prolungati. Da queste osservazioni, Hamer arrivò a formulare la “legge del decorso bifasico delle malattie (seconda legge biologica). Questa legge afferma che il decorso del programma attivato dalla DHS si sviluppa in due fasi: una fase simpaticotonica di conflitto attivo (dal trauma alla soluzione del conflitto) ed una fase vagotonica di guarigione (dalla soluzione del conflitto al ristabilimento). Hamer aveva notato anche che certi tipi di cancro crescono nella prima fase del decorso o “fase di conflitto attivo”, che insorge subito dopo la DHS, mentre altri si sviluppano nella seconda fase o “fase di guarigione del conflitto”, dopo che il conflitto è stato risolto. Questo spiegava la diversa latenza di tipi diversi di cancro. Per indagare questo fenomeno, Hamer prese a studiare con la massima serieta' l' embriologia, che gli permisero di stabilire che i tessuti derivati dallo strato endodermico dell’embrione e dal mesoderma arcaico, ovvero quelli diretti dalla parte più antica del cervello (tronco cerebrale e cervelletto), presentano una proliferazione cellulare nella fase attiva del conflitto ed una demolizione in fase di guarigione, mentre i tessuti che derivano dal foglietto ectodermico e dal mesoderma recente, diretti dal cervello recente (corteccia e midollo cerebrale), manifestano necrosi o citostasi (arresto della riproduzione cellulare) in fase attiva e ricostruzione in fase di guarigione (terza legge biologica: sistema ontogenetico del cancro). A queste si aggiunge la quarta legge biologica, ovvero la legge che attribuisce una funzione biologica ai microbi (funghi, batteri, micobatteri e in prima battuta anche i virus che pero' nelle successive esplicazioni furono depennati in quanto non cotalogabili come organismi viventi), i quali non solo non ci attaccano dall’esterno per distruggerci, come ipotizza la medicina tradizionale fondata sul mercimonio espresso dal binomio Pasteur/Rockfeller previo il famigerato Protocollo Flexner che associo' imperituramente la chimica dei derivati del petrolio con la farmacologia, ma sono nostri simbionti e svolgono un utile lavoro nel nostro organismo. La quarta legge stabiliva difatti che ogni tipo di microrganismi è specifico per ogni tipo di tessuto e che ha, in quel tessuto, una funzione specifica e sensata da un punto di vista biologico. I funghi ed i micobatteri demoliscono i tumori endodermici e del mesoderma antico, mentre i batteri sono ricostruttori dei tessuti mesodermici ed ectodermici. La proliferazione e la riduzione del numero dei microrganismi, come la loro funzione, viene regolata dal cervello a seconda del bisogno dell’organismo. Hamer chiamò questa quarta legge: il “sistema dei microbi ontogeneticamente condizionato”. Dopo queste scoperte, Hamer cominciò a cambiare idea sul senso delle malattie ed a rendersi conto che queste sono SEMPRE dei processi biologicamente sensati. Vedere le malattie in funzione del tipo di tessuto e della sua derivazione embrionale è una chiave determinante, per arrivare a comprenderne il senso e la funzione. Con questa consapevolezza, da ora in poi, di fronte ad un processo di malattia, Hamer si chiederà sempre “a cosa serve?”, “quale funzione, quale senso biologico ha ?”. Nel 1987, Hamer pubblicò una raccolta delle sue ricerche, comprensiva delle acquisizioni più recenti, corredata da diverse esemplificazioni e resoconti di casi clinici, nonché da una prima sintesi schematica del sistema di correlazioni. Egli intitola questa prima raccolta
“Vermaechtnis einer neuen Medizin“, “Testamento per una Nuova Medicina”, Edizioni Amici di Dirk, Colonia, 1987.
Nel 1994 Hamer formulò per la prima volta la quinta legge biologica, detta "la quintessenza“ che rappresenta la legge della comprensione, dal punto di vista evolutivo, di qualsiasi malattia come parte di un Programma Speciale biologico e sensato della natura (SBS). Con la quinta legge, Hamer pone il suggello a tutta la sua teoria la sua precedente concezione generale delle malattie e si spinge su un terreno teorico affatto rivoluzionario, dove, oltre al capovolgimento diagnostico già operato dalle precedenti quattro leggi, opera anche un cambiamento epistemologico, un capovolgimento del senso delle malattie e del rapporto col proprio corpo, oltre che della relazione degli esseri umani col resto della natura, infatti, mentre nella prima fase del suo lavoro di ricerca, Hamer pensava ancora che la DHS, lo choc biologico, fosse un “corto circuito”, quindi una sorta di guasto del cervello, un fallimento dell’organismo, una degenerazione o aberrazione della natura da correggere o rimediare, ora, con la quinta legge, riconosce che anche quelle che chiamiamo “malattie” sono processi naturali funzionali e sensati, compresa la DHS. Le sue formulazioni scientifiche, il suo modo di impiegarle nella cura dei pazienti e delle vicende della sua vita, gli procurano l’avversione delle lobbies farmaceutiche e anche di potenti logge massoniche e sioniste e lo fecero oggetto di un’incessante persecuzione: privato dell’abilitazione all’esercizio della professione medica nel 1986, ha subito un primo arresto in Germania nel 1997, subendone altri due . sempre per l’accusa di esercizio illegale della professione. .

IL SISTEMA DELLA NUOVA MEDICINA.
Il sistema di correlazioni che costituisce la NM si basa sulle citate cinque leggi biologiche, che descrivono i processi biologici così come li possiamo osservare in natura, se ne seguiamo lo sviluppo senza interferire.
Questi sono costituiti da programmi biologici sensati.
Un organismo vivente dispone di programmi normali, che regolano il funzionamento dei vari tessuti, organi e sistemi organici e provvedono all’auto-mantenimento .
Accanto a questi programmi normali, sono stati codificati nell’organismo anche dei programmi speciali, che entrano in funzione in condizioni di emergenza.
Il nostro organismo è un sistema vivente, esso funziona registrando, elaborando e ristrutturandosi in funzione di tutto ciò che accade. Ogni cosa che accade deve essere integrata. Quando ciò che accade è così improvviso, inaspettato o inconcepibile, le modalità normali di integrazione vengono disattivate e si attiva un programma speciale.
I programmi speciali sono procedure di codifica e di ristrutturazione della memoria biologica: essi sospendono l’organismo in presenza di un’esperienza improvvisa e nuova, costruiscono nuovi circuiti di memoria biologica sia negli organi che nelle cellule. In pratica, essi consentono una riprogrammazione della memoria biologica, del DNA, e inseriscono questa riprogrammazione in una memoria olografica, che si estende, per campi auto-simili, agli altri individui della stessa specie ed a tutta la materia vivente. Queste procedure sono coordinate, nel corpo, dall’encefalo e dal cervello della cellula, che comunicano, per risonanza, con tutto il processo vitale.
Quello che noi chiamiamo “malattie” non sono altro che frammenti di questi programmi biologici speciali, pezzetti di stringhe di informazioni, che attivano procedure. Questo significa che, quando ci ammaliamo stiamo imparando qualcosa di nuovo e stiamo inserendo le informazioni di questo processo nella memoria della specie. Altro che genetica!
Quando ci ammaliamo, quindi, abbiamo l’occasione di acquisire funzioni nuove, se non siamo troppo preoccupati di quelle che perdiamo. Come uno scultore, noi ci plasmiamo nel processo vitale, “per mettere e per levare”, cioè aggiungendo o togliendo qualcosa nel nostro corpo, che è la nostra copia unica della memoria dell’evoluzione della nostra specie.
I programmi biologici speciali e sensati della natura sono gli attrezzi con i quali la specie si è evoluta, producendo individui in forme sempre nuove e diverse e condensando l’esperienza di questa evoluzione nei corpi degli individui attuali. Questi attrezzi sono ancora oggi gli strumenti che usiamo per evolvere e trasformarci.
Ogni trauma attiva un programma SBS. Quale particolare programma viene attivato dipende dal contenuto del vissuto traumatico.
I programmi SBS sono stati codificati nell’organismo in momenti diversi della storia dell’evoluzione della specie e vengono richiamati nelle diverse fasi dello sviluppo embrionale. Quindi li troviamo oggi codificati nei tessuti, in funzione della derivazione embriologica di questi tessuti.
I tessuti derivati dallo strato o foglietto endodermico dell’embrione codificano i programmi SBS relativi alle funzioni di afferrare, inglobare, digerire il boccone e di espellere le sostanze di rifiuto, nonché alla funzione di vomitare il boccone cattivo o velenoso.
Questa funzione è estesa anche al boccone “aria” ed al “boccone suono- informazione acustica”.
Queste funzioni corrispondono al primo livello organizzativo dell’evoluzione della specie, il verme d’acqua e sono regolate da una parte del cervello più arcaico (paleo-encefalo), il tronco cerebrale.
Esse si attivano per traumi in cui non si riesce ad afferrare, ingoiare, digerire un boccone, sputarlo, vomitarlo; oppure non ci si può liberare di escrementi.
I tessuti derivati dal mesoderma arcaico (le “pelli”interne, di protezione), regolati dal cervelletto, contengono programmi SBS che sono stati codificati all’epoca della storia evolutiva corrispondente all’organismo dell’anfibio, e si attivano in risposta a conflitti di attacco fisico all’integrità del corpo.
I tessuti della struttura (ossa, muscoli, sistemi di trasporto, sangue, ecc), derivati dal mesoderma recente e coordinati dal midollo cerebrale, codificano programmi SBS dell’epoca dello sviluppo della vita terricola e rispondono a conflitti di svalutazione.
I tessuti di derivazione ectodermica, regolati dalla corteccia del neo-encefalo, codificano programmi SBS dell’epoca dello sviluppo dell’organizzazione sociale e rispondono a conflitti nell’ambito della relazione (sensibilità, movimento, vita affettiva, posizione gerarchica, ecc).
. Nella nostra forma attuale, corrispondente all’odierna fase evolutiva, stiamo integrando nuovi programmi SBS, mentre viviamo le nostre “malattie”.
Il livello dei fatti biologici costituisce anche la base di un linguaggio comune di tutta la materia vivente, dal momento che i programmi biologici si osservano, con le stesse caratteristiche e lo stesso senso, in ogni creatura vivente.
Il “salto quantico” dell’elaborazione dal livello organico a quello psichico: le costellazioni schizofreniche. Definiamo “costellazione schizofrenica” la presenza di almeno due FH contemporaneamente attivi in due aree del cervello abbastanza lontane da creare una polarità magnetica.Questa attivazione contemporanea altera il ritmo (attività elettrica) dei due emisferi o emiparti, che restano anche sfasati l’uno rispetto all’altro. L’attività combinata di più focolai cerebrali consente di sopravvivere e trovare adattamenti insospettati in condizioni di vita “impossibili” o ai limiti della sopravvivenza. In molti casi, la costellazione di conflitti consente di trovare adattamenti e risorse, in una sorta di equilibrio fluttuante nella conflittualità.Altre volte, la costellazione consente di trovare risorse “sovrumane”, sospendendo i programmi speciali a livello organico e configurando un cosiddetto “disturbo psichico”. Il senso della costellazione, in questo caso, è la possibilità di “scendere dal mondo”, uscire dalla realtà condivisa per elaborare su altri piani di esistenza, dove trovare le risorse per uscire da condizioni impossibili.Le costellazioni schizofreniche ci permettono di spiegare i disturbi psichici e psichiatrici ed il loro “sovrasenso biologico e psichico”, cioè la loro funzione (psichiatria su tre livelli). Esse ci aiutano anche a spiegare gli stati di coscienza alterati, la meditazione, il channeling, le esperienze medianiche e vari fenomeni para-psicologici.
La conoscenza delle leggi e dei programmi biologici getta nuova luce anche sulle dinamiche relazionali e sociali. Anche in questo senso, la medicina scoperta da Hamer può essere considerata la base di un nuovo modo di vedere e di vivere la vita.

NASCITA, MORTE E MARE

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