sabato 13 dicembre 2025

RICORRENZE A DIVERSO IMPATTO

Lo sai ...le feste come ricorrenze, sono sempre legate a certe persone che spesso e volentieri scompaiono come rituali d'uso con la scomparsa della persona ad esse correlate . ovviamente sto parlando di feste non istituzionalizzate tipo chessò il natale, la pasqua . Il 12 e 13 dicembre erano due feste entrambi legate a familiari per cui abbastanza seguite , ma poi passate nel dimenticatoio specie la prima di cui ho ieri 12 dicembre ho sancito con un certo ermetismo la assoluta rimozione anche dal novero dei ricordi per quella accezione riconosciuta con un numero della smorfia napoletana, questo perche' la personain questione pur essendo un parente stretto, anzi vieppiu' per questo, ha avuto dei comportamenti assolutamente riprorevoli che lo hanno da parte del sottoscritto, perennemente bandito dal consesso delle frequentazioni anche a livello di ricordo. Il riferimento alla smorfia napoletana e' nella coincidenza della ricorrenza del numero con il compleanno dello stesso che quindi ha un che di univoco, per poterlo passare sotto silenzio. La seconda persona la cui
coincidenza si appunta invece su di una festa alquanto istituzionalizzata specie nelle regioni meridionali del nostro paese e sopratutto della sicilia e' quella di mia nonna Lucia di cui il 13 dicembre ricorre invece l'omomastico. qui siamo in presenza di una scomparsa effettiva proprio all'inizio di questo millennio l' 8 giugno del 2000. lei non informa piu' alcuna ricorrenza pero' per me che sono stato parecchi anni a Palermo, la festa di Santa Lucia e' stata soprattutto occasione per le formidabili abbuffate di arancine, cannoli, panelle dolci e sopratutto di cuccia,. - la "cuccia" uno dei dolci piu' rinomati della pasticceria siciliana , legato pero' solo a tal giorno il 13 dicembre, in cui tutte le case palermitane si mettevano a fare appunto tale prelibatezza. ricordo quella ottima di Vera Brignola la moglie indimenticata del mio caro amico Beppe Brignola .o anche quella di Marinella Enea sorella del caro
amico Ninni
che di solito ne faceva di due tipi , una bianca con ovviamente grano, canditi, scorze d'arancio e pezzi di cioccolata e una invece scura di cioccolata, Non mi picco di essere uno storico delle tradizioni popolari e soprattutto culinarie , ma questa della cuccia e dell'uso del grano ammollato l'ho sentita , ecco così dalla strada, senza mai verificarla . sembra che la citta' fosse afflitta da parecchi giorni da una feroce carestia quando all'improvviso da monte Pellegrino si scorse un bastimento che portava un carico di grano; il sole era gia tramontato ed essendo come e' noto Santa Lucia la giornata piu' corta che ci sia, non ci si vedeva neppure per sminuzzare il grano, farne farina e avviare la panificazione, sicche' fu deciso di dare così
una veloce bollita al grano e condirlo con quello che ci si trovava in cucina, magari che capitava anche per caso, ecco ricotta anzitutto e e poi scorze di arancio e limone, frutta secca, tutto quanto nel calderone ed ecco qui la CUCCIA

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