lunedì 15 marzo 2021
IO - L'ALTRA FACCIA DELLA MEDAGLIA (O CROCE) - ES
NEGLI ULTIMI TEMPI, DIREI PROPRIO IN COINCIDENZA CON QUESTO CORONAVIRUS MI SONO TROVATO MOLTO A RIFLETTERE SU SINTOMO E SIMBOLO, SU IO ED ES, SU CONSCIO E INCONSCIO, SU PENSARE E/O FARE, trovando che si d'accordo sono le due faccie di una stessa medaglia, ma mannaggia quanto operano differentemente: c'e' la faccia principale ovvero quella manifesta in prima mostra, che però come la stragrande maggioranza delle medaglie ha la testa, per lo più di profilo, di qualcuno di famoso, Re, imperatori, anche Regine, celebrati condottieri, e difatti il bello della medaglia e' nella faccia secondaria dove assai spesso c'è una incisione , delle fronde d'alloro con lo spazio per il nome del titolare e dell'evento per la quale è stata concessa. Diverso è se la medaglia è fatta a croce: allora la faccia non può, in genere, esservi racchiusa ed allora ecco che vi si raffigurano corone, leoni e la faccia secondaria è perlopiù assai spoglia. La prima potrebbe rappresentare l'io ed il super io identificati dal personaggio famoso che decreta le modalità di appartenenza sociale, la seconda, sempre più articolata, ma anche misteriosa, l'es ed anche il super es (se ad esempio la decorazione è stata concessa "ad memoriam" e quindi è un pò Heideggeriamente un "essere per la morte" ). Si lo so il Super es è una mia elaborazione in quanto revisione e integrazione della famosa seconda topica Freudiana successiva a "al di là del principio del piacere" e quindi praticamente sconosciuta, ma a mio parere resa necessaria dall'aver postulato Thanatos come espressione del desiderio (appunto un super es) mentre il super io resta confinato nelle manifestazioni dell'io penso, ovvero della coscienza e della sua dialettica (essendo la coscienza un analogo io, derivato del linguaggio e del procedimento della metafora. Orbene riflettendo sulle due facce della stessa medaglia, ed anche sulle croci , su io ed es, su super io e super es, io sostengo che il sintomo che è peculiare del funzionamento dell'io e del super io si imbriglia nel pensiero logico, ecco in quell'io penso, che per Lacan e' innescato dal non essere, e quindi da' luogo a tutte quelle problematiche sopratutto organiche che fanno del corpo lo schermo riflettente non solo dei disagi e conflitti dell'esistere, ma portano ad insistere nel perseguire il disagio e l'affezione, proprio con il fissarsi su di essi, andando a fantasticare di una guarigione che consenta il mantenimento del proprio status. Di converso c'è l'altra faccia della medaglia o della croce, che non le importa nulla di tale affezione, come diceva Milton Erickson "l'inconscio non zoppica, non tossisce, non soffre e non conosce la negazione, se fa una cosa la fa solo per il proprio interesse che non ha minimamente a che fare con il mantenimento dello status dell'entità umana, ma ha a che fare unicamente col suo desiderio ....e' una sorta di coazione a ripetere (meccanismo essenziale nella formulazione della revisione operata da Freud dell sua stessa teoria con Al di là dl principio del piacere ) : tornare ad un stato precedente a quello dell'apparire della vita, tornare a "de - sidera" = intorno alle stelle , dove possiamo azzardare con le più avanzate teorie cosmogoniche, che il fenomeno vita provenga, quindi più che mai un ritorno, un mito dell'eterno ritorno. Oh bene!!!! si dirà: allora abbiamo un meccanismo una sorta di "the dark side of the moon" che ci consente di pervenire a quanto di più autentico è racchiuso nell'entità umana: elidiamo la coscienza, lasciamo perdere la logica e vediamo di conformarci al funzionamento dell'inconscio così come Freud ci ha ammaestrati e un seguito di tutto rispetto che va sia da grandi impostazione teoriche (Jung, Bion, Lacan, Mattè Blanco) sia da raffinate costruzioni pragmatico/operative (Sullivan, Melanie Klein, Scuola di Palo Alto, Milton Erickson, PNL) Facile a dirsi, molto meno a farsi: elidendo l'io penso sintomatologico, siamo in balia dell'indeterminatezza dell'es, dei suoi giochetti con parole, immagini, atti e perfino costrutti logici che sacrificano la stessa logica, tipo la Fisica Quantistica e i suoi principi, effetti ed elaborazioni con schermi a doppia fenditura, gattini che possono essere vivi e morti nello stesso tempo, diavoletti che saltellano da una parte all'altra della stanza. Ci confrontiamo con tutti i meccanismi codificati da Freud: sogni, lapsus, atti mancati, fantasie, accenni, sviste fino all'ultima piece di messaggio riuscito del desiderio che è la pulsione di morte, cui riesce ad avvicinarsi solo Narciso attraverso la su immagine speculare.Confronto difficile, difficilissimo, perchè il senso di funzionamento di tali meccanismi è sempre altrove, dove mai avresti pensato di trovarli, quasi patetico tentarne una spiegazione, una interpretazione secondo il famoso virgiliano frontespizio fissato da Freud sul titolo dell'Interpretazione dei sogni "Flectere si nequeo Superos, Acheronta movebo" ....ma i messaggi dell'Es non vanno solo sotto la nostra percezione, anzi....sono sopra, accanto, dietro e anche dentro, ed è quanto mai inopportuno cercare di decifrarli con i mezzi della coscienza e del pensiero
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