venerdì 31 marzo 2023

LA SUPER PSICOANALISI

 

A mio parere si potrebbe sintetizzare  tutta la psicoanalisi  con due piccole paroline  : "FORT-DA"   mettendoci pero' davanti avanti il prefisso “ES",  suscettibile di caratterizzarsi di quel prefisso "Super" che lo giustappone all'Io, ultimando  come una vera e propria dialettica, ma non Hegeliana, l'intera costruzione della topica freudiana : Io, Es, Super Io e.... mancante un Super Es. Ovviamente siamo in  accezione freudiana, ma non freudiana tutta, bensì quella degli ultimi 20 anni di vita del Maestro, antitetica a quella dei precedenti 20 anni fondata sul principio del piacere, e appunto iniziata con un saggetto de 1921 titolato “AL DI LA’ DEL PRINCIPIO DEL PIACERE. L’esortazione di Lacan “leggere e rileggersi Freud”, va non solo presa alla lettera, ma se possibile integrata con qualche appuntino, magari per tentare di dire qualcosa fuori dal coro  o per puntualizzare qualche passaggio.  “Freudiana-mente”  dunque! ma quale Freud? Quello canonico, a volte caricaturale, che lo fa apparire come un fissato col sesso, uno che ogni  obelisco, ogni guglia equipara all’organo sessuale maschile e ogni cavità, ogni rientranza, ogni fessura, a quello femminile? Per intenderci il Freud della teoria della Libido, il “panta-sesso”? Oppure quest’altro Freud di cui andiamo a fare la conoscenza  tramite un breve ma intensissimo saggio e due paroline /chiave, come indicato nel titolo. Il cosidetto immaginario collettivo, e per immaginario collettivo si intende anche una certa opinione generalizzata, un qualcosa che spesso e volentieri si avvale di impressioni violente, ma che a buon bisogno non sono state mai più aggiornate, tipo ad esempio il Girolimoni del mostro di Roma, che forse
proprio il film di Damiano Damiani con Manfredi ha avuto il grande merito di  cambiare la diceria diffusissima a Roma di indicare con tale nome tutti quelli che mostravano interesse verso ragazzini o ragazzine: Nel film citato difatti si rende finalmente e forse per la prima volta, che si trattava invece di un marchiano abbaglio fomentato dallo stesso Mussolini che su quel nome, su  quel termine “giro”ci aveva intessuto un
 qualcosa di perverso e quindi era bastato per il canonico “sbatti il mostro in prima pagina” senza che poi, una volta appurato che il signor Gino Girolimoni era platealmente estraneo ad ogni implicazione con gli efferati delitti,  si avesse il coraggio di ammettere l’errore. Si è citato un film, un semplice banale film, sufficiente per mutare una opinione sclerotizzata e inesatta, ma per quel che mi risulta, su Freud non c’è stato nessun film, nessuna precisazione di facile presa, e quindi di grande diffusione, che abbia avvertito l’opinione pubblica che quell’immaginario collettivo sulla figura e sul pensiero di Freud andava aggiornato, e aggiornato mica a ieri o l’altro ieri, macchè!!!! addirittura a subito dopo la fine della 1^ guerra mondiale, quando proprio sull’effetto dei traumi e dell’impatto di un simile evento, Freud aveva scritto quel  saggio ove anche dal titolo si capisce che intendeva liquidare la teoria della Libido, fondata sul principio dl piacere. 
Va subito detto che le conclusioni sconvolgenti cui questo breve libello perviene sono di una portata così enorme, che nella stessa psicoanalisi ben pochi furono quelli che ne accettarono le conclusioni.  Si ipotizzava infatti, proprio dalla esamina dei cosidetti “shock da granata”
, cui tutti i reduci in qualche modo soffrivano, un meccanismo psichico particolarissimo la cosidetta “coazione a ripetere”  che portava detti reduci non a dimenticare ciò che aveva loro arrecato disagio e sofferenza, come il principio del piacere avrebbe imposto (“l’uomo fugge il dispiacere e cerca sempre il piacere”, aveva sentenziato lo stesso Freud), ma al contrario a ricordarlo ossessivamente, sia consciamente, raccontando mille, milioni di volte l’episodio traumatico, come tutti noi abbiamo avuto modo di verificare se abbiamo avuto modo di frequentare dei reduci di guerra, sia inconsciamente, nei sogni, nelle fantasie. Di tale coazione a ripetere, anche e soprattutto la sofferenza, Freud in quanto medico aveva avuto modo di  appurare durante tutto il lungo periodo della guerra e questo lo aveva portato a cominciare a mettere in serio dubbio le sue certezze sul principio del piacere, fino ad essere spettatore, oramai a guerra finita, di un episodio di una banalità quasi disarmante : in visita ad un suo nipotino, aveva visto che questi si entusiasmava in maniera esaltante, gettando un rocchetto oltre la spalliera di un divano sicchè non fosse più visibile e a quel punto si produceva  in lamenti accorati, che cessavano solo quando attraverso il filo dello stesso rocchetto lo ritraeva di nuovo a sé, producendo a stretta correlazione  con  le  diverse fasi delle azioni, opportune vocalizzazioni  precedute da un “Oooohhh”:  la prima “Fort” che andava inteso come“ va via” e la seconda  “Da” che invece significava “rieccolo”. Beh ! ragazzi… sono certo che nessuno di noi avrebbe cambiato lo stesso modo di intendere il mondo da una banalità simile, cui a buon bisogno avremo  anche assistito  tantissime volte, ma nessuno di noi si chiama Sigmund Freud!  Solo Freud  difatti, da quel giochetto apparentemente banale doveva arrivare a dedurre che il bimbo, lanciando il rocchetto lontano da sé, simboleggiava  la perdita della madre e, ritraendolo poi attraverso il filo dello stesso rocchetto  di nuovo a sé, ne rappresentava il ritorno.  Piacere e dispiacere intessuti insieme, non contrastanti, ma un tutt’uno, quindi come  logica conseguenza: profonda revisione di tutta la sua precedente teoria della libido fondata sul principio del piacere e individuazione proprio attraverso il meccanismo della coazione a ripetere, di un principio non solo contrastante con il piacere, ma addirittura composito e anzi più potente, che però a questo punto non poteva essere denominato tout court di dispiacere, ma di un qualcosa di molto più profondo e di arcaico, che  Freud individuò in una “pulsione di morte” Ovvero proprio in virtù della coazione a ripetere, l’uomo come tutte le cose del creato, tende a voler tornare da dove è venuto, ovvero dal nulla. Per dare maggior corpo a tale teoria Freud trovò correlati col 2° principio della termodinamica  (in un sistema chiuso tutte le forze tendono allo stato di quiete) e col fatto che ogni nascita comporta la rottura di uno stato di quiete, quiete che il sistema “turbato” tenderà a ristabilire;  
la famosa legge dell’entropia, ovvero l’aumento del disordine 
che potrebbe benissimo venir equiparato alla vita stessa e quindi alla forza che lo anima “Eros”  mentre lo stato di quiete cui si tende a ritornare avrà il suo fine nella forza, non-forza,  che solo apparentemente è antitetica “Thanatos” una eterna insopprimibile pulsione di morte.  Come fatto cenno, questa teoria, sconvolgente fino alla vertigine  non solo non è stata mai accreditata nell’immaginario collettivo e generale, ma gli stessi addetti ai lavori, e cioè gli psicoanalisti, fatte salve poche eccezioni (Ferenczi, Melanie Klein, Lacan, Fagioli) l’hanno profondamente avversata, questo soprattutto perché con l’introduzione di una pulsione di morte, per ammissione dello stesso Freud (Analisi terminabile e interminabile)  viene meno ogni illusione terapeutica, proprio per l’individuazione nella psiche di un nucleo patogeno fisso, qualcosa che non è possibile mai scaricare  per intero, che continua a ripetersi sempre identico a se stesso al di la’ di ogni teleologia vitalistica. Va notato che al di là dei luoghi comuni su Freud, che lo ritraggono ancora come un panta-sessista, legato solo al piacere, dal 1920 anno della pubblicazione di Al di là del principio del piacere, fino alla sua morte nel 1939,  e quindi per un periodo equivalente a quello in cui aveva diffuso la sua teoria della Libido, mai e poi mai Freud ha messo in discussione la sua teoria della pulsione di morte, sancendo in tal modo l’inguaribilità del disagio psichico e  l’inutilità della terapia. (Analisi terminabile e interminabile 1937) . Sarebbe pertanto il momento di confrontarci, anche a livello di opinione pubblica con questi secondi vent’anni della sua vita, ricchi peraltro di saggi e teorie, non certo meno profondi  di quelli dei primi,  anzi….facendo leva su di un pensiero e su una teoria  che sono  l’esatto contrario di quelli del precedente  periodo

 

giovedì 30 marzo 2023

IL FILOGENICO DEI FOGLIETTI EMBRIONALI NELLA INDIVIDUAZIONE DELLA MALATTIA

La medicina ufficiale non si e' mai  mai interessata alla suddivisione in foglietti embrionali, difatti anche nello studio all'universita' e' una materia di scarsa importanza. Nessuno ha mai minimamente intuito la loro importanza. Questa è la causa del perché nessuno sia mai riuscito ad applicare un sistema alle cause del cancro, e non solo del cancro, ma di tutte le affezioni che ci colpiscono nel nostro essere "in relazione" con un mondo che ci impegna.  Bisognava aspettare le straordinarie scoperte di Rick Geerd Hamer sul finire del XX secolo e l'inizio del XXI per avere qualche chiarificazione in merito,  in particolare  la 3^  delle cinque leggi della sua Nuova Medicina e  cioè "il sistema ontogenetico dei tumori e degli oncoequivalenti", per avere una  classifica di  tutte le malattie dovuta proprio alla appartenenza ai foglietti embrionali, classificandole secondo la loro storia evolutiva o secondo i criteri dei vari foglietti embrionali. Si può costatare che le malattie che appartengono allo stesso foglietto embrionale presentano anche altre caratteristiche e particolarità comuni. Ad ognuno di questi foglietti embrionali appartiene una specifica zona del cervello, a causa dalla storia evolutiva, una particolare istologia, specifici microbi imparentati al foglietto embrionale e oltre a questo anche ogni cosiddetta malattia, meglio nominata programma speciale biologico sensato della natura (SBS), secondo un senso biologico comprensibile alla luce dei parametri della storia evolutiva. Le cellule o gli organi che si sono evoluti dal foglietto embrionale interno hanno i relè, cioè i punti di comando dai quali vengono diretti, nella parte più antica del cervello. Anche lì troviamo una locazione sistematica che inizia dorsalmente a destra con le malattie della bocca, della cavità naso-laringea e prosegue in senso antiorario seguendo il tratto digerente per finire con il sigma e la vescica. Dal punto di vista istologico, in queste zone, tutti i carcinomi sono adenocarcinomi senza eccezioni. Gli organi appartenenti a questo foglietto embrionale fanno in caso di cancro aumento cellulare con tumori compatti di tipo adenoidale, come per esempio nel fegato, nell’intestino, e nel polmone (a focolai rotondi).Tutte le cellule o gli organi che si sono sviluppati dal foglietto embrionale esterno hanno i loro relè nella corteccia cerebrale, la parte più giovane del nostro cervello. Tutti loro fanno in caso di cancro diminuzione di cellule sotto forma di ulcere o diminuzione funzionale al livello organico, come per esempio nel diabete o nella paralisi. Nel foglietto embrionale medio differenziamo tra un gruppo più antico ed uno più giovane. Le cellule o gli organi appartenenti al gruppo più antico del foglietto embrionale medio, hanno i loro relè nel cervelletto, cioè appartengono al cervello antico e creano anche loro in caso di cancro tumori compatti di tipo adenoidale nella fase di conflitto attivo, per esempio nel seno, nei melanomi, nei mesoteliomi del pericardio, della pleura, e del peritoneo. Le cellule o gli organi appartenenti al gruppo più giovane del foglietto embrionale medio, hanno i loro relè nella sostanza bianca cerebrale e fanno, in caso di cancro, nella fase di conflitto attivo, necrosi o buchi nei tessuti, cioè diminuzione di cellule, per esempio nell’osso, nella milza, nel rene o nell’ovaio. La 4° legge di Hamer cioè "il sistema ontogenetico dei microbi", classifica i microbi secondo la loro appartenenza ai tre foglietti embrionali, in quanto ogni gruppo di organi correlato ad un dato foglietto embrionale si associa anche a microbi specifici per lo stesso foglietto embrionale. Insieme alla programmazione dei nostri organi da parte del nostro computer cervello sono stati programmati anche i nostri fedeli lavoratori specializzati: i microbi. Questo comporta che i microbi più antichi: funghi e batteri fungiformi (micobatteri), sono responsabili per l’endoderma, ed in parte per il mesoderma del cervelletto, e in ogni caso solo per gli organi governati dal cervello antico, quelli più recenti, cioè i batteri, sono responsabili per il mesoderma e per tutti gli organi da esso formati, e che i microbi più giovani, cioè i virus, che in senso stretto non sono veri microbi, e quindi non veri e propri esseri viventi, sono responsabili esclusivamente per l’ectoderma o per gli organi governati dalla corteccia cerebrale. Attenzione però perchè questa era la primitiva formulazione di Hamer, con il tempo andò riconsiderando la questione dei virus mettendone in dubbio l'esistenza. Difatti va notato che nessuno, neppure con il più sofisticato microscopio elettronico è mai riuscito a distinguere un virus nel suo specifico campo d'azione (cioè il terreno) ma sempre e solo in vitro dove quelle che  facciamo passare per virus sono in realtà immagini computerizzate con nessuna corrispondenza con la realtà.

Fatta questa precisazione che pone invero delle inquietanti similitudini  tra  la teoria dei virus e la teoria delle stringhe della fisica quantistica , passiamo per buona la tesi che nel contesto organico corporeo (il terreno)  ogni gruppo di microbi elabora solo un determinato gruppo di organi, che appartengono allo stesso foglietto embrionale, cioè si sono evoluti da esso. Forma un eccezione la "zona limitrofa" degli organi governati dal cervelletto mesodermale, che vengono elaborati sia (prevalentemente) dalle micosi e dai micobatteri ma anche (meno di frequente) dai batteri, che normalmente sono responsabili per gli organi governati dalla sostanza bianca cerebrale. Il momento, da quando possono attivarsi i microbi, non dipende da fattori esterni, come si era supposto finora, ma viene comandato esclusivamente dal nostro computer cervello. Gia' la 2° legge biologica  di Hamer, "la bifasicità di tutte le malattie in caso di soluzione del conflitto", aveva sostenuto  che tutti i microbi, senza eccezioni, lavorano esclusivamente nella seconda fase, cioè nella fase di guarigione (fase pcl), iniziando con la soluzione del conflitto e terminando alla fine della fase pcl. La fase di guarigione è molto differente nei diversi  foglietti embrionali. Con l’inizio della fase pcl gli organi governati dal cervello antico demoliscono i loro tumori con l’aiuto dei microbi specializzati, mentre sempre dall’inizio della fase pcl, i buchi e le ulcere degli organi governati dal neoencefalo vengono riempiti con l’aiuto di microbi  comportando edemi. Tutti i microbi sono più o meno specializzati, non solo per quanto riguarda gli organi che devono riparare, ma anche riguardo al loro modo di lavorare. Più si avanti nell’evoluzione filogenetica, più si sono evoluti e complicati i programmi del nostro cervello. Siamo arrivati dai programmi più antichi, arcaici del tronco encefalico, attraverso i già più complicati contenuti dei conflitti del cervelletto, passando per i programmi già abbastanza complicati della sostanza bianca cerebrale, fino ai contenuti dei conflitti corticali, che vengono governati dalla nostra corteccia cerebrale.Il famoso schok biologico (La DHS) comprende non solo lo schok conflittuale acuto e drammatico, che ci ha colto "sul piede sbagliato", ma nello stesso istante tutto è già programmato. In caso di una DHS, si forma un focolaio di Hamer (HH), una cosiddetta configurazione a bersaglio cerebrale, le zone organiche corrispondenti a questo HH reagiscono con un processo pertinente al foglietto embrionale cui appartengono: o con aumento di cellule o con diminuzione di cellule, buchi o ulcere (tumori scavati nella pelle o nella mucosa) o con un disturbo funzionale, nel caso dei cosiddetti oncoequivalenti. Tutto ciò che non è cancro è oncoequivalente, simile al cancro, e vengono così considerate tutte le cosiddette "malattie" della medicina, in quanto la nostra parola "malattia" mostra sempre solo

o una fase di conflitto attivo o una fase di conflitto risolto.
 Dal cervelletto in poi diventa importante la lateralità per stabilire su quale lato del cervello il paziente lavora. Perciò vale per tutti i relè del cervelletto e dell’intero neoencefalo che la correlazione dal cervello all’organo è crociata. Nel tronco encefalico la lateralità non ha importanza.Ogni SBS contiene un senso biologico comprensibile alla luce dell’evoluzione che dipende pure dall’appartenenza al foglietto embrionale. Questo è molto importante se non addirittura una colonna portante per la comprensione dell’intera teoria di Hamer. La soluzione dell’enigma del "perchè ci ammaliamo" stà nel prendere in considerazione l’appartenenza ai foglietti embrionali e la localizzazione specifica dei relè cerebrali per ogni organo. Così troviamo un vero e proprio ordine per tutti i cancri e gli oncoequivalenti, che erano ogni volta solo una singola fase del processo, e troviamo anche i sintomi e la correlazione con la fase complementare. Diciamo, che si potrebbe finalmente comprendere che la causa del processo di una malattia, che agisce all'unisono su tutti i livelli (psiche, cervello, organo) e possiamo costatare che, non tanto la natura, quanto la vita organica, ha sviluppato un sistema/processo, proprio per conservare se stessa nel suo relazionarsi con un mondo/natura che non sembra
prenderci nella debita considerazione   
Conviene, quindi prestare una particolare attenzione a questa nostra specificità di essere viventi in relazione ad un mondo che ci ignora e non ci conosce e dare la debita importanza appunto a questi ancora misconosciuti foglietti embrionali, perchè c'e' la concretissima possibilita', chiamiamola anche certezza, che alla fin fine, si trova lì la chiave di comprensione per i processi e le leggi biologiche del nostro organismo, come anche per la comprensione delle correlazioni biologiche necessarie tra l’organismo umano ed il mondo che ci ospita. .

sabato 25 febbraio 2023

CHIACCHIERICCIO COME VARIETA' NECESSARIA

 

Qui su questo blog che richiama  la passeggiata delle cattive , ovvero un luogo deputato alla passeggiata e quindi anche ad un certo scambio di chiacchiere delle "Captivae" ovvero le prigioniere così come erano denominate le vedove che dovevano rimanere con il loro dolore per la perdita del marito e quindi passeggiare e scambiare opinioni solo in un posto delimitato e prefissato, voglio anche io come le povere vedove sfogarmi ed esternare il mio pensiero profittando dei social che ci sono stati parzialmente concessi. Anche noi, diffatti,  dopo quello che abbiamo subito in questi ultimi tre anni siamo diventati tutti "captivi",  prigionieri del nostro risentimento per essere stati costretti a subire le peggiori angherie da parte del potere costituito, anzi dai poteri costituiti di tutto il mondo, in nome di una supposta sanita'  globalizzante fondata su menzogne, falsita' e manipolazione, quindi una vera e propria dittatura sanitaria ancora piu' odiosa per la palese malafede e quindi ipocrisia dell'odiosa mentalita' bottegaia che ci governa oramai da secoli. Ho detto che avrei estrapolato qualcosa dai social piu' che altro facebook,  dove me ne ero andato nel pieno della pandemia ma dove ho fatto ritorno sia pure con nome cambiato, quando gli infami che ci avevano governato nel corso dei tre anni di pronunciata distopia con misure davvero inusitate di repressione (vacccinazione obbligatoria, chiusura di esercizi soprattutto di svago, divertimento e tempo libero, infame lasciapassare con perdita di lavoro per chi non si piegava ai diktat del potere etc.) sono stati sbaragliati da una parvenza di regurgito di volonta' popolare, e mantenendo l'intento, servendomi anche di articoli e dibattiti (sui commenti di svariati post )  ho creato questo composito articolo coinvolgendo anche diversi personaggi, famosi e non famosi,e riportando argomenti disparati che comunque costituiscono sempre quel chiacchiericcio che potrebbe anche essere inteso come  una delle poche voci ancora non aggiogate al carro del liberalismo di stampo anglosassone e statunitense  che ancora ci opprime. Andiamo quindi a cominciare, nel primo intervento preso appunto da FB  , parlo di un faro nel bel mezzo della citta' (a Bucarest risalente alla fine del XIX secolo) indubbiamente sulla scia dell'interesse che in questo momento occupa la tematica del filosofo geo-politico Karl Schmitt sulla interpretazione della storia del mondo come contrasto tra potenze di terra e potenze di mare "Mi intriga non poco questo faro in mezzo alla città "foisorul de foc" senza mare con flutti e onde che vi si infrangono contro, ma fuoco e terra , quasi una esternazione del principio di Schmitt "terra e mare" con le sue implicazioni geopolitiche di eterna lotta tra potenze talassiche e potenze telluriche che con l'epoca moderna purtroppo stanno vedendo il predominio dell'elemento liquido, mobile dello scambio, ma non più dei valori della tradizione, ma con l'unica connotazione del valore di scambio.
Unico elemento di rinascita della  tradizione anche senza una tradizione proprio come diceva Evola in Cavalcare la tigre, e anche di un ritorno delle potenze di terre tipo i Grandi Imperi di Roma, del Sacro Romano Impero ed anche Asburgico, Russo e Germanico  e non di mare come l'Inghilterra e gli Stati Uniti che a tutt'oggi ancora ci opprimono,  è il personaggio Putin , soggetto radicale per un multipolarismo secondo le prospettive  della analisi di Dugin che si rifa' sia ad Evola che ad
Heidegger  ed anche un po' all'integrale sui cammini di 
Feynman, e quindi l'integrazione di tutt'altra area di possibile sviluppo del mondo  che e' la "quarta teoria politica" al di la' del Liberalismo postmoderno, anche questa una idea di derivazione Duginiana. ecco per il secondo intervento mi avvalgo di un giovane filosofo  Diego Fusaro che si e' dimostrato non allineato al pensiero dominante e proprio sui social svolge un importantissimo  compito di salvaguardia della ragione, che non si addormenta e quindi puo' scongiurare quel sonno generatore di mostri cui faceva allusione Goya, a tale pst ecco pronta la mia risposta /commento : "
pensare ad un mondo multipolare e ad una nuova strada politica al di là dell'infame liberalismo e senza lasciarsi fuorviare da altri percorsi come il comunismo ed il fascismo che in realtà sono state solo delle variabili senza sbocco della sua marcia e infame ideologia (la stradina che andava a sinistra e quella che andava destra). Occorre come dice Dugin, e come sottendono pensatori non allineati al pensiero unico e dominante, ma al contrario ispirati da Evola, da Guenon, da Eliade, da Schmitt, da Jungher, da Heidegger e oggi oltre Dugin, da De Benoist,
da Agamben, una quarta strada, non solo variante, ma realmente alternativa a quella logora del liberalismo, che parte da un altro slargo e ha un diverso punto di fuga, un percorso che ha nel suo cammino, diversi tipi di integrazione, impostati su altre derivate....eh sì il pensiero va all'integrale sui cammini di Feynman, ma anche a quella sorta di Supersimmetria che governa un meccanismo alternativo a quello della trista coscienza bottegaia che ci ha accompagnato negli ultimi secoli, e che incanala una nuova corda energetica che possiamo anche chiamare stringa.

 
Ancora Fusaro se la prende con gli squallidi termini coniati dalla mentalita' liberal/comunista tipo  "sviluppo sostenibile " (chi non ricorda la fallimentare proposizione di Berlinguer dopo il fallimento a catena di tutte le sue cosidette strategie ?) uno in particolare quel "resilienza" che davvero urta le orecchie solo a sentirlo Sopportare il mondo non basta. Il potere ci vorrebbe resilienti, cioè adattivi e pronti a subire tutto in silenzio. Come Paperino, che subisce e va avanti euforico. Più che mai oggi invece vi è la necessità di essere ribelli, di opporsi a un ordine ogni giorno più ingiusto. ed io dagli a commentare "Pure io anche se non ho mai voluto capire cosa significhi. Come diceva Tino Scotti del confetto Falqui "basta la parola" ed essendo una parola coniata dal buonismo sinistrorso e neo liberalità, e palese quale è il riferimento ed effetto (proprio come il confetto Falqui).
C'e poi un intervento piu' banale , meno politicizzato come l'eta' e le diverse concezioni sulla vecchiaia che si svolge con due vecchie amiche siciliane, Vittoria e Velia, dove la morte di Maurizio Costanzo (84 anni) ha portato ad un acceso dibattito. A PRESCINDERE dal fatto che Maurizio Costanzo non mi è mai piaciuto, ci ho anche semilitigato avendolo conosciuto personalmente all'inizio degli anni ottanta e poi verso la fine dello stesso decennio. Era saccente, presuntuoso e con il vezzo di fare il pigmalione, il suo show era dietro le quinte (in Prati) un coacervo di personaggi fissi tutti come una corte dei miracoli a lui fedele. No, non mi piaceva per niente, anche se riconosco che era un grande creatore di eventi televisivi soprattutto Bontà loro. le due amiche   dicevano che 84 anni non erano in fin dei conti tanti e allora io ribattevo "Ma voi siete matte...io che ne ho 10 di meno mi ritengo un antidiluviano, ma non lo sapete che il massimo di una vita accettabile è 51 annni."  Mi rispondeva Velia "non so cosa ti sia successo di cosi' scoraggiante dopo i 51 anni ....., ma vedo che anche adesso.......Matusalemme per quanto tu ti voglia ritenere ....ti dai il tuo buon da fare....... Viaggi , vai , passeggi di qua e di la' , hai un' ottima memoria e ci ....umili con le tue la disquisizioni sui calcoli infinitesimali .... che comunque non avremmo capito neanche trent' anni fa !!! E allora ???!!!Ti compiaci di......"sfruguliare" ......, ma noi , diversamente vecchiette , non abbiamo nessuna intenzione di abbatterci!!!" ed ecco subito la mia risposta: 

dI 51 anni li aveva sanciti Freud facendo un parallelo tra il ciclo femminile 28 giorni e il 23 di....eh mannaggia non me lo ricordo...lo vedi il calcolo infinitesimale va bene e così l'integrale sui cammini di Feynman, ma lo sai perché come secondo nome faccio Renato???? Perché a fare di conto ho sempre sbagliato e comunque la teoria dei 51 e' come ho detto di Freud, la mia è dei 35. Non so se hai mai letto Jung e il suo processo di individuazione (libri : psicologia dell'inconscio e l'Io e l'inconscio) che è canonico dei 35 anni (Dante, Gauguin,) fondato sulla funzione trascendente (bhe non posso mettermi qui a spiattellare tutta la complessa teoria di Jung) comunque io vi ho aggiunto un processo di definizione a raddoppio d'anni (70), ma di raccordo alla pulsione di morte di Freud di al di là del principio del piacere fondata sulla coazione a ripetere (eh sì siamo in piena e profonda psicoanalisi + psicologia analitica). Suvvia Velia (ti ho mai detto che hai un nome incantevole?) sto celiando...non ti conforta fare gioire il vecchierel canuto però non stanco?" - Non mi hai mai detto che ho un nome incantevole.....anzi non me lo ha detto mai nessuno ....un ....BEL nome si , e questo lo so. Nome , non lo sto a dire a te , che fu di una citta' della Magna Grecia( Elea, per i Greci ) dove fiori' anche un' importante scuola filosofica, il cui piu' famoso rappresentante fu Parmende, e da li' proprio l' eleatismo.  - " Parmenide e la scuola eleatica...ah bhe andiamo alla grande, nel mio campo, quello dei Pre socratici che amavo molto più di quel trombone di Platone e il suo concetto, ovvero il principio origine di tutti i dualismi : l'uno che sta per molti quindi una cosa sola che vale contro il resto che non vale"  mi risponde sempre Velia : che ha fatto anche lei il liceo classico al Vittorio Emanuele di Palermo "Beh...mai amato Platone.E non amo le ombre. Di nessun genere ed in nessun luogo" ed io di rimando ironicamente "neppure le caverne? " - "Meno che meno. " mi risponde mostrando quindi che ricorda Platone e il relativo Mito, quindi chiosando " Meglio vivere la vita che il riflesso della vita ...Non pensi?! a questo punto chioso e concludo io  - " Eppure i riflessi sono importanti, ma in un'altra accezione, quelli di Narciso e quello che è sotteso al riflesso, ecco lo vedi torna il Freud di al di là del principio del piacere e torna anche l'infinitesimale più o meno calcolato pensa a tutto il negativo del mondo mancanze, difetti, debiti, rimpianti, etc. che possiamo comprendere sotto il segno meno : -1,-2,-3....-n, metti tutto sotto un segno di proiezione, tipo una radice quadrata, il -n diventa "i" ovvero un numero immaginario . 

Se ne deduce che il reale è una proiezione dell'immaginario. Basta così , non parlo più anche perché è scoccata la mezzanotte (qui da me tra i cupi Carpazi ove aleggia la ben nota figura di Dracula) Ciao ciao,  In quanto a Dracula mi spaventò molto nel 1958 con la faccia di Christopher Lee che poi ho conosciuto di persona a Locarno non troppi anni fa che gli diedero un premio alla carriera, oggi quel tipo di mostri non mi spaventano più, anzi debbo dire che vampiri, gattopardi, lupi non mi spaventano più, oggi mi spaventano le pecore"

Poi ci sono gli articoli di giganti del pensiero come Dugin che ovviamente condivido non una sola volta: ecco questa sua breve riflessione su di un post riportato da Mario Haussman (uno a posto) "A mio parere, stiamo partecipando all’ultima guerra. Quando cominciamo a vivere davvero, ci rendiamo conto che questa è l’ultima vita che viviamo .Il significato della parola ”Ultimo” per questa guerra e per questa Vittoria va molto oltre la politica, la tecnologia, l’economia, le risorse, la strategia e la logistica. La nostra Vittoria è la vittoria del popolo di Dio sul nemico dell’umanità.
Dugin con la figlia che il sistema gli ha ucciso
Non ci stiamo battendo solamente contro un’altra civiltà che può avere un’altra religione, un altro credo. Ci stiamo battendo contro la civiltà che odia la religione, che ha distrutto tutti i valori tradizionali, che davanti ai nostri occhi sta cancellando la persona, dicendo che tutto questo è piacevole e “progressista”. Mentre coloro che non sono d’accordo vengono perseguitati duramente.
Questa è una guerra biblica. Dove siamo noi il popolo di Dio. Ed è a noi russi che è stata lanciata la sfida. Non solo: allo stesso tempo la sfida è stata lanciata a tutta l’umanità. Quindi, noi rappresentiamo l’umanità. Ora l’umanità dello spirito sta combattendo contro il nemico dell’Uomo. E questo significa che anche la nostra vittoria deve essere la vittoria di tutto il genere umano." .......a questo articolo mi manda un commento un mio vecchissimo amico /dal 1965 o giu' di li' che ai suoi tempi era anch "e tra i miei preferiti per lealta' e intelligenza Max Manfredi :

"Ambulanza per urgente ricovero al cottolengo per Sandrino. a questo pinto non ci vedo piu' e rispondo 
    • Marcello Le Nardù
      Aah così valuti il più grande filosofo vivente? L'unico che assieme ad Agamben e De Benoist può essere accostato ad un Heidegger o ad un Evola

    • Max Manfredi
      Marcello Le Nardù se dice queste cavolate e cerca di mistificare la sopraffazione….

    • Marcello Le Nardù
      Ma forse tu preferisci un Galimberti o qualche altro Mephisto qualsiasi? Te lo ricordi il film no? Lo vedemmo insieme poi io sentii il bisogno di leggere il romanzo di Klaus Mann da cui era stato tratto il film, eppure lo vedi allora negli anni trenta non c'era stato un mercimonio così marcato di intellettualità e potere come c'è stato oggi in questa pagliacciata di farsa pandemica

    • Marcello Le Nardù
      Max Manfredi ma quale sopraffazione.???..ah ho capito tu pensi che Zelensky cioè Soros e tutto il neoliberismo statunitense siano delle vittime e Putin un aggressore, magari credi pure che per davvero ci sia stato un virus (cioè un qualcosa che neppure esiste) e una pandemia (altra cavolata tant'è che quella di trecento anni fu ben liquidata da Manzoni "cabala ordita per fare bottega del pubblico spavento).

  • Marcello Le Nardù
    Dugin, Agamben, De Benoist....ci voleva proprio questa ripresa della filosofia dopo Evola, Schmitt, Heidegger con il contorno di psicoanalisi dopo Freud (Matte' Blanco e Lacan) e fisica quantistica (Schrodinger e Feynman)

  • Marcello Le Nardù
    Dopo anni di oblio (dalla morte di Evola e Heidegger cioè anni settanta,) non mi pare vero di rifrequentare un po' di vera filosofia e non le razzaffonate cialtronate post hegeliane e marxiste

  • Marcello Le Nardù
    Vedo molto in declino un'altra delle mie antiche amicizie. Mannaggia ma possibile che non mi ero accorto che molti che stimavo sarebbero finiti per diventare neoliberisti o buonisti????
 Si intromette l'amica Alessandra Ferretti  e chiede : Ma chi sono i buonisti quelli a cui fanno schifo tutti, ma sorridono?

  • Marcello Le Nardù
    Alessandra Ferretti chi sono i buonisti????bhe oramai un buon 90% dell'umanità, sono gli ipocriti, quelli per interesse personale che io chiamo i bottegai ovvero industriali, imprenditori, economisti e gente di potere, poi i garzoni , ovvero i poveracci che lo fanno per sbarcare il lunario, ovvero i politici, gli pseudo esperti della tv, i famosi manzoniani di Carducci sempre pronti a servire per tirar le quattro paghe per il lesso e poi c'è la massa rozza e ignorante che segue sempre tutto quello che gli viene impartito e quindi sono buonisti per negligenza

  • Alessandra Ferretti
    Marcello Le Nardù comincerei di fondo, perché la negligenza è la più diffusa, è mancanza di coraggio, è voglia pingue di stare al mondo senza patire freddo e senza aprirsi al calore violento del sole e del fuoco, è sottomette la propria coscienza per impartire doveri a se stessi pico dolorosi e molto redditizi, ognuno schiavo della propria libera povertà di spirito
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  • Marcello Le Nardù
    Alessandra Ferretti più che la peggiore la negligenza è la più poveraccia, quella che subisce tutto senza chiedersi il perché, è il raccatto dell'umanità come i recenti fatti hanno ampiamente dimostrato ringalluzzendo i propositi di dominio dei vari Soros, Gates, Rotschild, Schwab e multinazionali vari di questo orrendo liquame del postmodernismo globalista che si professa liberalista

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