lunedì 9 febbraio 2026

TUTT'ALTRA STORIA

 

C’è uno storico che qualsivoglia sia il periodo che affronti nei suoi saggi, riesce sempre a farti sobbalzare dalla sedia. Sto parlando di uno storico italiano, sconosciuto ai piu’ o perlomeno , mettiamola in altri termini, molto poco conosciuto anche da noi in Italia , Guglielmo Ferrero, che come detto,  qualsiasi periodo affronti ti colpisce per la sua originalità e per le sue argomentazioni che gettano sempre nuova luce su eventi e personaggi affrontati. Gia’ parecchi anni fa la rilettura di un suo saggio sulla prima campagna d’Italia di Napoleone quella del 1796/97 “Avventura”, mi illumino’, eh si! "quasi d’immenso" ribaltando completamente l’opinione, un po’ da libro di scuola e da filmati agiografici tipo il famoso film Napoleon di Abel Gance, che avevo sul cosidetto “grande Corso”. Ma quale grande generale? Uno squattrinato militare asceso agli alti gradi in un periodo e contesto in cui le carriere vertiginose (che solo molto tempo dopo furono da lui appunto definite napoleoniche) erano quasi la norma, dovute tra l’altro sempre alla presenza di una sorta di pigmalione, nel suo caso il potente e influente Paul Barras che appunto nel 1793 in seguito ad unaoperazione  che

questi gli aveva affidato durante 
l’assedio di Tolone e che  lui da giovane capitano di artiglieria aveva condotto  con una certa brillantezza (la conquista del forte dell’Eguillette), gli fece conferire la nomina diretta a Generale di brigata. Barras fu l’anno seguente uno dei principali artefici della deposizione di Robespierre e non fece troppo caso alle voci che indicavano  il giovane generale nell'entourage nell’entourage del fratello del Dittatore, ricordandosi di lui  dove lo scelse per  sedare una rivolta di realisti presso la Chiesa di san Rocco.  Nuovamente  fece il suo dovere di esperto di artiglieria, sparando questa volta sulla folla, ma piu’ di queste gesta di perizia prettamente militare, Napoleone ancora Buonaparte e non Bonaparte, si era messo in mostra con il sempre piu’ potente oramai accreditato  protettore, condividendone l’amante ovvero una avvenente e anche intelligente creola che era stata la moglie di un generale ghigliottinato  Alexandre de Beauharnais. Per carita’ trattavasi di una condivisione per nulla segreta, anzi Josephine Beauharnais, era famosa per la spregiudicatezza con la quale era solita cambiare partner  e il fatto di essere sempre legata a Barras era diventato per quello un vero e proprio peso. .
PROLOGO AL CDO D'ARMATA 
Napoleone era solo uno dei tanti amanti  pero’ e questo fatto comincio’ a farsi strada nella mente del piu’ influente membro del Direttorio, poteva essere il soggetto ideale per togliersi dai piedi l’oramai ingombrantissima amante . Bastava promettere all’ambizioso e giovane generale un qualcosa di veramente eclatante : il comando di una Armata , per la verita’ non una Armata  della stessa importanza di quelle sul fronte occidentale, ma pur sempre un’Armata combattente , l’Armata  d’Italia. Contraccambio ? Sposare la Joesephine Beauharnais sicche’ liberarlo dalla donna che oramai era per lui solo motivo di litigi e preoccupazioni . Ecco l’esordio del piu’ grande genio militare dei tempi moderni, un accomodamento con contropartita alquanto squallidiuccia, e non dubitiamo, Ferrero con il suo saggio “Avventura” provvedera’ a dettagliare che anche le sue famose folgoranti vittorie sul suolo italiano da Cairo Montenotte al Ponte di Lodi, ad Arcole, a Rivoli e al successivo armistizio di Campoformio furono piu’ che altro merito dei suoi subalterni generali Divisionari in primis Andre’ Massena , quindi il rozzo Augereau e anche il piu’ compito e istruito Serurier (era l’unico generale proveniente dai ranghi ufficiali dell’esercito) che provvide ad erudire il giovane generale sulle spregiudicate e dirompenti teorie tattiche  di un Generale della generazione precedente Guibert, che costituirono l’ossatura del successo della campagna di Napoleone in quel 1796/97 ( estrema agilita’ e velocita’ delle truppe, niente carriaggi, salmerie o artiglieria pesante , riferimento alle antiche compagnie di ventura che vivevano di razzia (la guerra che si alimenta della guerra) e soprattutto, cosa in cui il nostro fu davvero maestro: massima spregiudicatezza, nessuna assicurazione , e nessun rispetto di limiti o confini  di stati anche neutrali. Nel saggio Avventura di Ferrero tali notizie sono riportate con dovizia di particolari e  maniacale precisione, sicche’ si puo’ dire che se Ferrero fosse solo diventato un tantino piu’ famoso , del mito di napoleone genio militare oggi non ci sarebbe traccia . In un altro libro meno circostanziato “POTERE:  i Geni Invisibili della citta’” sono numerose le certezze che vengono meno,  grazie alla arguzia e allo spirito davvero critico e anticonformista culturale di questo autore  “l’uomo” afferma il Ferrero “e’ la piu’ paurosa delle creature  e trascorre la vita in mezzo ad ogni sorta di paure , ma pur vivendo così  si distingue dagli animali perche’ aspira ad essere coraggioso. Fra tutte le contraddizioni  della natura umana quella piu’ basilare  e’ “ l’uomo e’ un essere pauroso  che vuole vincere la propria paura”  E’ questa la contraddizione  che definisce  compiutamente la civilta’. In tal senso Ferrero fa un po’ il verso al Freud de Il disagio della civilta’ quando afferma che lo Stato, la societa’ stessa  non furono create per l’amore o la conoscenza ma piuttosto  per acquisire sicurezza e far fronte alla paura. Nel cercare un senso al suo stesso titolo e sottotitolo  pero’ Ferrero  fa una precisazione non da poco conto : man mano che l’uomo si libera delle sue paure  tende a istituire dei princìpi, princìpi che Ferrero definisce di legittimita’. L’intima natura dei princìpidi legittimita’ e’ la facolta’ di esorcizzare la paura , anche quella paura misteriosa e reciproca che insorge sempre tra il Potere e i suoi soggetti . E’ giusto quindi che tali principi siano venerati come  “Geni della citta’”  Se in un Societa’ coloro che detengono il potere e coloro che vi ubbidiscono  concordano  su tali princìpi, li riconoscono giusti e si impegnano a rispettarli ecco che i “geni della citta’” sono operanti  e quindi nasce l’accordo di legittimita’ che e’ in sostanza un qualcosa che umanizza e addolcisce sia il comando che l’obbedienza. Ad esempio e’ un errore rappresentarsi le monarche assolute del passato come regimi di terrore e di oppressione, questa tendenza di “senno di poi” e’ fuorviante e non permette di capire nulla di un dato periodo storico e diciamoci la verita’ e’ un errore in cui specie la societa’ moderna e post moderna e’ incorsa praticamente sempre “la storia la fanno i vincitori “ e’ piu’ di una frase veritiera , e’ una attestazione di fatto  e ha una derivazione anglosassone e americana,  le nazioni o meglio le civilta’ che hanno vinto le ultime due grandi guerre mondiale all’insegna di quello spirito commerciale e utilitaristico che il sottoscritto bolla come “spirito bottegaio” Purtroppo tutta la storia del XX secolo e vieppiu’ questo inizio del XXI che e’ anche l’inizio di un terzo millennio sembrano dimostrare che l’unico principio di legittimita’ in vigore e’ quello appunto “bottegaio” fondato sul commercio sull’economia e sui mercati , quindi detto in una parola.  fondato sul denaro  che e’ tra l’altro sempre meno tangibile e concreto e sempre piu’ virtuale e finanziario: v’e’ anche da aggiungere una connotazione spaziale ovvero l’individuazione di una localizzazione in determinate nazioni che hanno sviluppato determinate peculiarità’ invece che altre, e qui giova assumere un altro grande pensatore il filosofo geo politico Carl Schmitt che nel suo libello Terra Mare e successivamente nel piu’ corposo “il
Nomos della terra” ha  distinto appunto potenze di terra e potenze di mare come peculiari di un modo di rapportarsi con la legittimita’ del proprio potere . Le prime le potenze di terra  contando sulla territorialità e appartenenza del propria essenza, ovvero tradizione, confini, regole, disciplina  le seconde potenze di mare, fondate invece sulla fluidita’ del mare, senza confini, senza tradizioni se non formali e sempre soggiacente a meccanismi  utilitaristi e commerciali ( titoli nobiliari concessi  fin dal cinquecento a pirati, briganti e a tutt’oggi appannaggio di gente 
che ha fatto fortuna economicamente, che e’ un buon business: dal capitano d’industria, al commerciante, al filosofo  sempre e comunque con riscontro economico  tipo chesso’ Popper, o  anche al cantante famoso tipo i Beatles, Tom Jones all’attore Alec Guinnes ma anche Sean Connery, al  campione di formula ,  John Surtees, Jack Brabham,  Jackie Stewart , etc.) . Ebbene se si vanno a studiare giustappunto le vicende storiche di questi ultimi duecento, forse anche trecento  anni vedremo che esse con poche eccezioni hanno sempre questo scontro di civilta’, terricola o talassica e quindi di differente legittimita’. Il deprecato postmodernismo, le famose invettive di Spengler, Guenon, Evola contro il mondo moderno, hanno di controparte la almeno finora,  vittoria della tendenza talassica e quindi commerciale:  la predominanza della lingua inglese, l’esasperato consumismo, i detti informanti tipo "ognuno ha il suo prezzo", l’esaltazione del successo commerciale, la finzione e il recitare parti alla bisogna per tutto e anche fatti, eventi, financo persone fisiche completamente inventate e estrapolate dalla realta’ con un massiccio onnipresente impiego di mezzi (stampa , cinema, televisione, mass media, oggi i cosiddetti social );  vedi come esempio la realta’ parallela e del tutto inventata di Hollywood, John Waine che non aveva fatto neppure il soldato divenuto Colonnello dei Marines per merito cinematografico, i massacri dei nativi americani come fulgida epopea, e non solo Hollywood anche da noi italiano  si vincono i premi, con le menzogne, i rifacimenti , i falsi storici ,   non parliamo di tempi ancora piu’ recenti : un virus inventato addotto prima a pipistrelli poi a chissa’ quale fantomatico microbo, spacciato per una pestilenza micidiale in grado di paralizzare l’intero pianeta in nome di una pandemia totalmente inventata che non ha spostato di una virgola l’indice di mortalità per nazione, la menzogna elevata a sistema, la cosidetta democrazia  mortificata da annullamento di elezioni  in caso di risultato non gradito dal potere in vigore, e così via. Insomma il cosidetto potere di legittimita’ forse lo si puo ‘ intendere ancora in vigore, purchè lo si intenda di legittimita’ della menzogna elevata a sistema dominante, mentre la connotazione  distintiva storica fondamentale individuata da Ferrero  nei due principi  del monarchico e democratico risulta forse piu’ profonda  se accoglie anche la connotazione spaziale di terricola o talassica di Carl Schmitt

 

domenica 1 febbraio 2026

IL SOGNO DELLA MERLA

 

Si ritorna sul sogno, laddove sempre piu’ vige la credenza che dietro a tutto il simbolismo e, spesso e volentieri,  l’assurdo delle rappresentazioni oniriche vi sia, non tanto un significato nascosto come ha catechizzato Freud  interpretabile attraverso i canonici meccanismi del linguaggio, condensazione e spostamento, ovvero metafora e metonimia, quanto tutto un costrutto, un vero e proprio racconto di cui quello che traspare nel ricordo ne e’ solo un pallido riflesso, che però ne conserva i meccanismi di narrazione.  Un assunto, quello della interpretazione freudiana dei sogni, confermato  da un po’ tutti i suoi seguaci, anche dal suo piu’ famoso rivale Jung che in merito alla sua spiegazione , piuttosto del  desiderio cui Freud dava un impianto eziologico, vi poneva la compensazione fino ad arrivare a Lacan che pur conservando tutti i meccanismi individuati da Freud e anzi aggiungendovi le ultime tendenze della linguistica da De Saussure allo strutturalismo,  arriva  addirittura ad equiparare non solo il sogno, ma tutto l’inconscio ad un linguaggio con la  sua appunto famosa formula,  “l’inconscio e’ strutturato come il linguaggio”, stabilendovi conseguentemente le sue leggi di funzionamento. Il sogno da me fatto questa notte e che fortunosamente ricordo con sufficiente precisione, si pone disciplinatamente sotto la scia di tali citati maestri, ma  vi aggiunge lo stupore di trovarvi a sostegno sempre quella faccenda del “vissuto” ovvero di un sottofondo che impernia  la rappresentazione di cui i fatti  rammemorati per simbolici e anche assurdi che siano, ne costituiscono l’ossatura- una ossatura, e’ bene precisarlo che non segue la logica della coscienza, ma ne ha una sua, inconscia, quindi non raccordabile  alle leggi che regolano il discorso conscio.  Riprendiamo quindi la formula di Lacan  di un inconscio strutturato come un linguaggio, si d’accordo, ma “come” non significa eguale, potrebbe  intendersi come opposto, come simmetrico ad un senso di cui v’è una parte che tutto sommato rimane nascosta, oscura, appunto in-conscia. Il parallelo con la fisica quantistica e’ d’obbligo : la doppia fenditura, l’entneglement, i neuroni specchio, il collasso della funzione d’onda, l’integrale sui cammini, il principio di indeterminatezza  e un gattino che spasseggia tra i due stati della vita e della morte con apparente disinvoltura . Il sogno di cui ho fatto cenno, che si collocanel nostro tempo conscio nell'ultimo giorno della merla ( 31 gennaio). La leggenda dice che i merli che
erano bianchi, diventarono neri  quando una merla per riparsi dal freddo intenso degli ultimi giorni di gennaio , si rifugio' in un comignolo uscendone dopo tre giorni tutta nera  e così il mio sogno dell'ultima notte di questi giorni, proprio come la merla si e' colorato di scuro per uniformarsi al nascosto dell'inconscio, lasciando pero' trasparire quel senso che qualche volta si dispone ad un suo parziale disvelamento. Il sogno  suddetto potrebbe anche  titolarsi dalle iniziali del  nome delle tre fanciulle ACE,( che anche  il nome di un succo di frutti)   che si sono accavallate in precise scansioni spazio temporali che hanno caratterizzato un certo vissuto : con la prima, io  decido
finalmente di dichiararmi dato che e' un po' che frequento casa sua e le dico di lasciare la porta aperta che nel pieno della notte verro' a trovarla dato che sono pazzo di lei  - detta così sembra ordinaria amministrazione , ma c'è e' tutto quel sotteso di cui facevo cenno, una atmosfera di attesa, di rimandi e nelcontempo di desiderio che agogna di venire soddisfatto; ci sono tutti i diciott'anni in tal sogno nel dettaglio e nel diffuso di una situazione, la citta' e colonne sonore e quel familiare che  cerca di  eludere il sociale. Nel secondo sogno siamo invece tutto nel regresso di situazione che ha una sorta di conclusione
nel fatto che io appostatomi per incrociare la fanciulla , quando vedo in lontananza  che sta scherzando con un altro, incontrato casualmente , allungo il passo per non farmi raggiungere e mi concentro su delle pagine con disegni e appunti , perche' sono sicuro che lei non ne vorra' sapere di continuare  una storia che ha un notevole passato.  disegni e appunti sono impressi con china blu e rossa e sembrano appartenere allo stile liberty di Ernesto Basile . Se dunque la prima simboleggiava un inizio  che non e' detto che si svolgera' , la seconda  e' una sorta di fotografia di una fine. e' un qualcosa un po' fuori dal tempo sia pure con degli elementi di riconoscimento. il femminino ha qui una rappresentazione  quasi ideale, di rammemorazione che non sembra realela cui conclusione e' l'impossibilita' .
La terza e'  ancora piu' trubola, la facciamo interpretare dalla Eva Herzigova che mangia gli spaghetti con le tette al vento del Calendario Pirelli del 1994, quindi un salto temporale  piuttosto ampio che ti porta in una eta' molto piu' avanzata, alle prese con un contesto che sembra circoscritto a strutture di edifici di lavoro dove la famosa modella si muove  e mi invita a fare la verticale nella stanza che sembra di nostra pertinenza, rifacendosi quindi ancora ad una mia vigoria malgrado  la mezza eta' ampiamente superata  ( una individuazione un tantino  procrastinata) Mi rendo perfettamente conto che così riportati questi sogni su tre persone femminili  reali e fantrastiche nel contempo, simboleggiate  con il ricorso di attrici non diranno ai piu' niente di che, ma nella fattispecie della mia storia personale, del mio percorso di vita, conscio e inconscio , hanno una rilevanza davvero particolare, perche' proprio con il loro sotteso, con quel  davvero speciale  riferisi a un racconto che non figura nella  rappresentazione e quindi neppure nella narrazione , indicano un qualcosa che non c'è, un non essere che pure concorre alla formazione dell'essere. Un'ulteriore aggiunta a tale assunto del sotteso dell'inconscio puo' essere dedotta 
da un secondo ricordo di sogno che non prende affatto  stimoli positivi e di bellezza come nel sogno ACE, ma al contrario di elementi di disturbo , spesso e volentieri davvero di
sgradevolezza quale puo' essere la deputatessa del PD Debora Serracchiani, vista dal sottoscritto non solo come negazione totale dell'avvenenza femminile, ma anche come antitesi di tutto cio' che riguarda la ragione, la cultura, e tutto  cio' che rende interessante la vita . Ebbene va ascritto ad iuna sorta di contrappasso dantesco che tale personaggio sia inserito nel proseguo di sogno  in un ambiente a me caro come  il Ponte Carlo di Praga, che collega i quartieri di Stare mesto e Malastrana. A quale titolo e per quale motivo al bello del primo viene contrapposto il brutto di persone del secomndo, ma in un contesto di bellezza. Ecco tutti questi interrogativi si rifanno ad un supposto sottofondo dell'inconscio e quindi del sogno. A riprova che ci sia altro, chissa' quale racconto e chissa' quale senso ecco che nello stesso sogno in una Praga appena piu' spostata,  decisamente in Malastrana, dove vige quell'ambiguita' di significato linguistico tra lingua italiana e ceca , ecco che a ridosso di una chiesa  c'è una famigliola sarda che sembra in difficoltà. Lo sai chi e' quella famiglia? La famiglia di Enrico Berlinguer e proprio lui con quella odiosa cadenza e aspetto da managramo a chiedermi informazioni sul luogo. Quindi ecco una sorta di perpetuazione di
il presente non il futuro
quanto di piu' sgradevole possa esserci nella recente storia: la Serrachiani il PD di oggi, l'antefatto del PCI  di Belinguer,  a riprova che se non ancora, speriamo, nel futuro (che puo' ancora essere quello di Trump, di Putin, della Meloni, di Vannacci ) di certo l'orrore del presente.... ha un cuore antico 

SUL SOVRANISMO

  Nazione sovrana e’ per me una qualifica diversa dei due termini presi a se’ che indicano degli –ismi di cui oggi si sta facendo un uso spr...