Si ritorna sul sogno, laddove sempre piu’ vige la credenza che dietro a tutto il simbolismo e, spesso e volentieri, l’assurdo delle rappresentazioni oniriche vi sia, non tanto un significato nascosto come ha catechizzato Freud interpretabile attraverso i canonici meccanismi del linguaggio, condensazione e spostamento, ovvero metafora e metonimia, quanto tutto un costrutto, un vero e proprio racconto di cui quello che traspare nel ricordo ne e’ solo un pallido riflesso , che però ne conserva i meccanismi di narrazione. Un assunto, quello della interpretazione freudiana dei sogni, confermato da un po’ tutti i suoi seguaci, anche dal suo piu’ famoso rivale Jung che in merito alla sua spiegazione , piuttosto del desiderio cui Freud dava un impianto eziologico, vi poneva la compensazione fino ad arrivare a Lacan che pur conservando tutti i meccanismi individuati da Freud e anzi aggiungendovi le ultime tendenze della linguistica da De Saussure allo strutturalismo, arriva addirittura ad equiparare non solo il sogno, ma tutto l’inconscio ad un linguaggio con la sua appunto famosa formula, “l’inconscio e’ strutturato come il linguaggio”, stabilendovi conseguentemente le sue leggi di funzionamento. Il sogno da me fatto questa notte e che fortunosamente ricordo con sufficiente precisione, si pone disciplinatamente sotto la scia di tali citati maestri, ma vi aggiunge lo stupore di trovarvi a sostegno sempre quella faccenda del “vissuto” ovvero di un sottofondo che impernia la rappresentazione di cui i fatti rammemorati per simbolici e anche assurdi che siano, ne costituiscono l’ossatura- una ossatura, e’ bene precisarlo che non segue la logica della coscienza, ma ne ha una sua, inconscia, quindi non raccordabile alle leggi che regolano il discorso conscio. Riprendiamo quindi la formula di Lacan di un inconscio strutturato come un linguaggio, si d’accordo, ma “come” non significa eguale, potrebbe intendersi come opposto, come simmetrico ad un senso di cui v’è una parte che tutto sommato rimane nascosta, oscura, appunto in-conscia. Il parallelo con la fisica quantistica e’ d’obbligo : la doppia fenditura, l’entneglement, i neuroni specchio, il collasso della funzione d’onda, l’integrale sui cammini, il principio di indeterminatezza e un gattino che spasseggia tra i due stati della vita e della morte con apparente disinvoltura . Il sogno di cui ho fatto cenno, che si collocanel nostro tempo conscio nell'ultimo giorno della merla ( 31 gennaio). La leggenda dice che i merli che erano bianchi, diventarono neri quando una merla per riparsi dal freddo intenso degli ultimi giorni di gennaio , si rifugio' in un comignolo uscendone dopo tre giorni tutta nera e così il mio sogno dell'ultima notte di questi giorni, proprio come la merla si e' colorato di scuro per uniformarsi al nascosto dell'inconscio, lasciando pero' trasparire quel senso che qualche volta si dispone ad un suo parziale disvelamento. Il sogno suddetto potrebbe anche titolarsi dalle iniziali del nome delle tre fanciulle ACE,( che anche il nome di un succo di frutti) che si sono accavallate in precise scansioni spazio temporali che hanno caratterizzato un certo vissuto : con la prima, io decido finalmente di dichiararmi dato che e' un po' che frequento casa sua e le dico di lasciare la porta aperta che nel pieno della notte verro' a trovarla dato che sono pazzo di lei - detta così sembra ordinaria amministrazione , ma c'è e' tutto quel sotteso di cui facevo cenno, una atmosfera di attesa, di rimandi e nelcontempo di desiderio che agogna di venire soddisfatto; ci sono tutti i diciott'anni in tal sogno nel dettaglio e nel diffuso di una situazione, la citta' e colonne sonore e quel familiare che cerca di eludere il sociale. Nel secondo sogno siamo invece tutto nel regresso di situazione che ha una sorta di conclusione
nel fatto che io appostatomi per incrociare la fanciulla , quando vedo in lontananza che sta scherzando con un altro, incontrato casualmente , allungo il passo per non farmi raggiungere e mi concentro su delle pagine con disegni e appunti , perche' sono sicuro che lei non ne vorra' sapere di continuare una storia che ha un notevole passato. disegni e appunti sono impressi con china blu e rossa e sembrano appartenere allo stile liberty di Ernesto Basile . Se dunque la prima simboleggiava un inizio che non e' detto che si svolgera' , la seconda e' una sorta di fotografia di una fine. e' un qualcosa un po' fuori dal tempo sia pure con degli elementi di riconoscimento. il femminino ha qui una rappresentazione quasi ideale, di rammemorazione che non sembra realela cui conclusione e' l'impossibilita' .La terza e' ancora piu' trubola, la facciamo interpretare dalla Eva Herzigova che mangia gli spaghetti con le tette al vento del Calendario Pirelli del 1994, quindi un salto temporale piuttosto ampio che ti porta in una eta' molto piu' avanzata, alle prese con un contesto che sembra circoscritto a strutture di edifici di lavoro dove la famosa modella si muove e mi invita a fare la verticale nella stanza che sembra di nostra pertinenza, rifacendosi quindi ancora ad una mia vigoria malgrado la mezza eta' ampiamente superata ( una individuazione un tantino procrastinata) Mi rendo perfettamente conto che così riportati questi sogni su tre persone femminili reali e fantrastiche nel contempo, simboleggiate con il ricorso di attrici non diranno ai piu' niente di che, ma nella fattispecie della mia storia personale, del mio percorso di vita, conscio e inconscio , hanno una rilevanza davvero particolare, perche' proprio con il loro sotteso, con quel davvero speciale riferisi a un racconto che non figura nella rappresentazione e quindi neppure nella narrazione , indicano un qualcosa che non c'è, un non essere che pure concorre alla formazione dell'essere. Un'ulteriore aggiunta a tale assunto del sotteso dell'inconscio puo' essere dedotta da un secondo ricordo di sogno che non prende affatto stimoli positivi e di bellezza come nel sogno ACE, ma al contrario di elementi di disturbo , spesso e volentieri davvero di sgradevolezza quale puo' essere la deputatessa del PD Debora Serracchiani, vista dal sottoscritto non solo come negazione totale dell'avvenenza femminile, ma anche come antitesi di tutto cio' che riguarda la ragione, la cultura, e tutto cio' che rende interessante la vita . Ebbene va ascritto ad iuna sorta di contrappasso dantesco che tale personaggio sia inserito nel proseguo di sogno in un ambiente a me caro come il Ponte Carlo di Praga, che collega i quartieri di Stare mesto e Malastrana. A quale titolo e per quale motivo al bello del primo viene contrapposto il brutto di persone del secomndo, ma in un contesto di bellezza. Ecco tutti questi interrogativi si rifanno ad un supposto sottofondo dell'inconscio e quindi del sogno. A riprova che ci sia altro, chissa' quale racconto e chissa' quale senso ecco che nello stesso sogno in una Praga appena piu' spostata, decisamente in Malastrana, dove vige quell'ambiguita' di significato linguistico tra lingua italiana e ceca , ecco che a ridosso di una chiesa c'è una famigliola sarda che sembra in difficoltà. Lo sai chi e' quella famiglia? La famiglia di Enrico Berlinguer e proprio lui con quella odiosa cadenza e aspetto da managramo a chiedermi informazioni sul luogo. Quindi ecco una sorta di perpetuazione di
quanto di piu' sgradevole possa esserci nella recente storia: la Serrachiani il PD di oggi, l'antefatto del PCI di Belinguer, a riprova che se non ancora, speriamo, nel futuro (che puo' ancora essere quello di Trump, di Putin, della Meloni, di Vannacci ) di certo l'orrore del presente.... ha un cuore antico
| il presente non il futuro |
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